lunedì 24 agosto 2015

Let it Lok: Il senso della piccolezza

Diario di bordo 24/08/2015 - Esperienze yoga 
Ecco a voi alcune riflessioni scaturite dalla bellissima esperienza di meditazione praticata stamattina. 

Distesa ad occhi chiusi sul mio letto, nella mia camera, con i palmi aperti alla vita e rivolti verso l'alto, ho accolto una nuova piccola consapevolezza. 
Ho focalizzato tutta la mia attenzione sullo spazio in cui mi trovavo, un letto, racchiuso in una camera, parte di una casa, situata al secondo piano di una palazzina, in una piccola città, in un immenso mondo. Con un brivido vertiginoso mi sono resa conto della mia piccolezza: una minuscola donna in un cosmo infinito di luce. 
In un primo momento è stato deludente e terrorizzante, mi sono sentita persa ed insignificante, una nullità. Noi uomini del XXI secolo, siamo troppo abituati a sentirci superpotenti, indistruttibili, siamo maniaci del controllo e bramosi di potere, al punto da renderci desiderosi, e sicuri di poter manipolare e gestire le vite della gente che ci circonda secondo le necessità del nostro ego. Vogliamo che tutto sia perfetto, e sacrifichiamo la libertà altrui pur di soddisfare questa negligente esigenza, perché ignari, volontariamente o meno, del fatto che il nostro ideale di perfezione potrebbe non corrispondere a quello altrui. Spesso tutti questi meccanismi agiscono segretamente nel nostro inconscio, ed è una grossa fatica già prenderne atto, e ammettere a noi stessi che, di frequente le nostre azioni sono il riflesso di chissà quale istinto oscuro e scabroso, più utile al nostro ego, che al nostro spirito. 
Ecco perché assaporare, sentire, vivere la nostra piccolezza è già un’enorme conquista, e inciampare in un crollo emotivo e psicologico è alla portata di tutti, quando si viene a contatto con la propria piccolezza. Metaforicamente parlando, è come se arrivasse un nuovo profeta e spifferasse a Dio che non è stato lui a creare il Mondo e tutto il resto: beh credo che Dio si suiciderebbe, perché se è vero che è a immagine e somiglianza dell’uomo, allora nel momento in cui gli venissero a mancare le sue certezze, e dunque il suo potere, si sentirebbe inutile e persino lui taglierebbe la corda. 
Dopo questo attimo di generale sconforto, pian piano è iniziata ad affiorare una nuova sensazione bella, limpida e libera, a cui ho dato questo nome “ Senso della piccolezza”. 
Nei miei minuscoli limiti ho iniziato ad avvertire un certo senso di benessere e conforto: ero esattamente nel posto in cui avrei dovuto essere in quel momento, e cioè dentro me stessa, e allo stesso tempo, dentro l’universo: tutto e uno, uno e tutto. Nella mia piccolezza, e con la piena consapevolezza del mio corpo, e dello spazio circostante, mi sono sentita una nota scritta esattamente al posto giusto in una fantasia armoniosa, un’invisibile parte del Tutto, senza la quale il Tutto non avrebbe la stessa armoniosa ed equilibrata armonia. È stata una sensazione incredibilmente grande e affascinante, eppure così difficile da descrivere. Il Senso della piccolezza potrebbe essere il senso della nostra stessa esistenza: non abbiamo bisogno di compiere imprese titaniche, né prendere il sopravvento su tutto e tutti; non dobbiamo abusare della piccolezza altrui, né irrompere nella loro armonia, per creare la nostra. 
La perfezione è nella nostra piccolezza, perché solo le infinite minuscole gocce dell’oceano, fanno si che l’oceano esista.
Filomena Lok Locantore

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