Visualizzazione post con etichetta pubblicazioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pubblicazioni. Mostra tutti i post

sabato 26 settembre 2015

Educare alla narrazione creativa

Ci sono attività che regalano grandi emozioni ed hanno tra gli aspetti fondamentali quello di fermarsi ad ascoltare, arte ormai rara in un mondo come quello attuale, dominato dalla tecnologia e legato alle performance. 
Quando gli interlocutori principali sono i bambini e le insegnanti l’unico atteggiamento che si può assumere è quello umano, empatico, proteso verso l’altro. 
Secondo Dario Amadei (medico, co-fondatore di Magic BlueRay, autore di libri per ragazzi ed esperto di bibliolettura interattiva e narrazione creativa) quando si entra in una classe per la prima volta è fondamentale presentarsi in punta di piedi, lasciando fuori dalla porta ogni delirio di onniscienza e aspettare che i bambini accolgano nel loro mondo. Parlare il loro stesso linguaggio è ciò che distingue un bravo educatore da un educatore bravo. 
“Le storie esistono già dentro di noi” dice sempre Amadei in apertura dei suoi seminari “basta solo saperle ascoltare e dar loro voce”. Preparare i bambini alla ricerca della storia che hanno dentro è tra le basi di una buona didattica e per farlo è necessario lasciare vagare l’immaginazione, essere recettivi, aperti e disponibili ad ascoltare in modo positivo e libero da pregiudizi. Non bisogna frenare lo spirito creativo che emerge, anche se sembra che abbia lontanamente a che fare con quanto si sta producendo e questo perché ogni bambino ha i suoi tempi e i suoi modi per arrivare all’obiettivo. Se viene posto un freno all’elaborazione il bambino si autocensurerà e confinerà lo spirito creativo dentro di sé. 
Lo psicologo Jerome Bruner affermava che il bambino non è un recipiente vuoto da riempire di nozioni, ma è qualcuno capace di ragionare, di fare senso, sia per conto proprio che attraverso il dialogo con gli altri. Il bambino viene considerato capace non meno dell’adulto di riflettere sul suo stesso pensiero e di correggere le sue idee e le sue nozioni attraverso la riflessione.
"È meglio una testa ben fatta che una testa ben piena". Questa frase di Michel de Montaigne, ripresa dal filosofo e sociologo Edgar Morin, racchiude l’essenza di quanto sperimentato in questi anni di laboratori di narrazione creativa. 
I bambini amano raccontare, amano le parole che danno senso alle loro idee, cercano il confronto, stanno sempre con le mani alzate desiderosi di esprimersi e sanno ascoltare gli interventi dei loro compagni e degli adulti. 
Il principio narrativo aiuta i bambini a creare una versione del mondo in cui possono immaginare un posto per sé, un mondo personale. Introdurre strumenti narrativi, come la fiaba, o il racconto breve di diverso genere letterario, permette di elaborare la storia della propria vita facendo intervenire personaggi e ambienti in cui identificarsi. 
È noto che i bambini apprendono per imitazione, imparano dall’esposizione didattica, ma vanno visti anche come pensatori. La comprensione viene promossa tramite la discussione e la collaborazione, che incoraggiano il bambino a esprimere meglio le sue idee, attuando un incontro con le menti di altri che possono avere dei punti di vista diversi.
E di apprendimento collaborativo si parla quando i bambini esprimono e correggono le proprie credenze nel dialogo.
Durante la giornata finale di un laboratorio ci piace sempre ringraziare i bambini perché nelle ore in cui siamo stati insieme ci hanno regalato tanto. Ci hanno insegnato a guardare il mondo con i loro occhi, ci hanno fatto capire che per raggiungere un obiettivo, che nel nostro caso è raccontare una storia, sono necessarie le idee di tutti e tutti aggiungono qualcosa durante il viaggio sulle ali della fantasia. I bambini ci hanno insegnato che lavorando insieme ci si diverte di più e che ci si può esprimere liberamente senza essere giudicati. Ci hanno anche insegnato che si può imparare giocando e che è bello nutrirsi di pane e meraviglia. 
L’interazione che la narrazione creativa genera fa sperimentare ai bambini un senso di efficacia personale e di piacere, perché si sentono riconosciuti e confermati. La narrazione aiuta a riflettere, a produrre idee e a identificarsi con l'altro. È uno strumento didattico potente e allo stesso tempo ludico, che educa al rispetto reciproco e al confronto i bambini, sempre più smarriti nell’incomunicabilità generata da una “Tecnologia Nera” (cit. Dario Amadei) spietata.
I bambini purtroppo tendono ad imitare i protagonisti e i gesti dei loro videogiochi preferiti e dei cartoni animati che li bombardano quotidianamente ed è per questo che l’emozionalità nata durante la narrazione creativa assume un valore educativo molto importante. 
Raccontare fiabe è identificarsi con il personaggio a cui danno vita e il compito dell’insegnante o dell’esperto, che in quel momento li guida lungo la scala della narrazione, è quello di incoraggiarli a far fluire liberamente le loro idee, a confrontarsi e ad ascoltare i compagni per giungere insieme al traguardo comune che è quello di dar vita alla loro storia.
Ognuno di noi ha la possibilità, con la narrazione, di esternare il suo mondo interiore, trasmettendo le sue emozioni e rendendo concrete, nella parola scritta, delle situazioni importanti della sua vita. 
Come dice spesso Dario Amadei, il mondo attuale vuole sempre più convincerci che solo alcune persone sono abilitate a raccontare storie (gli sceneggiatori, gli scrittori, i giornalisti) ed è quindi un importantissimo compito degli educatori far recuperare ai bambini la capacità di raccontare delle storie che altrimenti rimarrebbero per sempre imprigionate dentro di loro. 
Elena Sbaraglia


Bibliografia
Bruner J., La fabbrica delle storie, Editori Laterza, 2002
Bruner J., La cultura dell’educazione, Feltrinelli, 2001
Goleman D., Ray M., Kaufman P., Lo spirito creativo, Rizzoli, 1999
Sbaraglia E., Step by step, la tecnica di scrittura creativa di Dario Amadei, Edizioni Simple, 2013

mercoledì 25 giugno 2014

Parlano di noi

Nasce a La Storta il Bibliopoint Amaldi del Municipio XV presso l’istituto comprensivo Soglian Amaldi di Via Cassia km 18.700.
In occasione dell'inaugurazione Magic BlueRay ha tenuto un laboratorio di scrittura creativa e La Parola di Pasquino ha parlato di noi

martedì 20 maggio 2014

News: Premio Bonsai Giovani 2014 - proclamato il vincitore

Lunedì 19 maggio presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio, Magic BlueRay e School of Dreams, in collaborazione con le Biblioteche di Roma Capitale, Casa del Parco e Renato Nicolini e con il patrocinio dell’Assessorato allo Sviluppo delle Periferie, Infrastrutture e Manutenzione Urbana hanno assegnato il premio Bonsai Giovani 2014 “Storie d’amore e d’amicizia al tempo dei social network” e la menzione speciale "Seminare nelle menti dei ragazzi per far crescere un mondo migliore" 
Una bellissima mattinata in cui sono stati presentati i dieci finalisti del Premio ed è stato decretato il vincitore: il primo premio Bonsai Giovani è stato assegnato a Matilde Santarelli, del liceo Montale, con il racconto "Pensavo fosse amore ed invece era un calesse", seconda classificata Sara Brunori, del liceo Virgilio, con il racconto "Un messaggio inaspettato", terze classificate (ex aequo) Giulia Ieva, del Liceo Montale, con il racconto "Io sono con te" e Claudia Antonucci, dell'Ist. Volta, con il racconto "Un segno del destino?"
Attestati di merito e menzioni speciali sono stati assegnati anche alle persone, istituzioni, attività editoriali, insegnanti e scuole primarie e secondarie di primo grado che si sono distinte per creatività e impegno nella promozione della cultura. 
“Seminare nelle menti dei ragazzi per far crescere un mondo migliore” è la menzione che hanno ricevuto: 
Paolo Masini, Assessore di Roma Capitale, per il suo impegno indiscusso verso tutte quelle attività volte ad una diffusione ampia e sfaccettata di cultura, sport e socialità. 
La casa editrice “Edizioni Angolo Manzoni”, da sempre sensibile a “superare le barriere di lettura” 1997: primo editore a pubblicare in Grandi Caratteri CORPO 16, 2010: primo editore a pubblicare con il carattere ad alta leggibilità EasyReading.
Alessandra Benedetti, Giovanna Micaglio, Antonio Trimarco, dell’Istituzione Biblioteche di Roma, per l’entusiasmo con cui propongono attività culturali, creative e aggregative che coinvolgono i loro utenti. I giovanissimi, Filomena Locantore, Carolina Ragucci, Federico Rovetta, Andrea Tinaburri che, nella nostra epoca ipertecnologica, non hanno paura di esprimere con la scrittura i loro sentimenti.
Le classi II F, III B e IV C dell'I.C. Bravetta plesso E. Loi con le loro insegnanti Magda Laudato, Catia Fierli, Rita Giansanti, Alessandra Garozzo e le classi II media D, I media e II media A dell'I.C. Bravetta con le loro insegnanti Laura Caneva e Roberta D'Annibale. La D.S. Nicoletta Biferale e l'insegnante Paola Pieroni dell'I.C. Bravetta plesso E. Loi. 
I ragazzi della scuola di scrittura Step by step dell'I.C. Fregene - Passoscuro, l'insegnante Cinzia Trevisiol e la D.S. Isabella Ponzi. A tutti loro perché con passione e coraggio portano avanti un’idea di formazione, che va oltre la didattica e lascia libera di esprimersi la creatività.
In ultimo, ma non per importanza, Dario Amadei, il seminatore, che da anni porta avanti con coraggio, determinazione e con grandi sacrifici, attraverso i suoi laboratori di scrittura creativa e bibliolettura interattiva, la speranza che credere in un mondo migliore è davvero possibile.
Da parte nostra un immenso grazie per le grande emozioni che ci fate vivere.

Le foto dell'evento si possono vedere su 
I racconti finalisti si possono leggere su http://magicblueray.jimdo.com/ebook-1/sezione-adulti/
I video della manifestazione e i lavori realizzati durante l'anno scolastico sono e saranno a breve visibili sul nostro canale youtube 
https://www.youtube.com/channel/UC5cdqCHTJoUfs2_vMMSBVKw

Dario Amadei Elena Sbaraglia

martedì 15 aprile 2014

Scrittura creativa e dislessia

Qualche giorno fa eravamo in una classe per il laboratorio di scrittura creativa e al termine, la conversazione con la maestra, mi ha molto colpito. Mi ha detto che non aveva mai visto lavorare così bene quei suoi tre bambini con DSA. Non li aveva mai visti sorridere come sorridono quando ci siamo noi in classe, mai aveva visto quella mano alzata per intervenire nel dibattito, mai si era immaginata quell’impegno nel dettato per non perdersi nemmeno una parola della storia.
E mi sono chiesta: ma noi cosa abbiamo fatto di così speciale? Si, perché quando si fa scrittura creativa con Dario Amadei tutti sono entusiasti, tutti sono partecipi, nessuno rimane indietro, si isola o si rattrista, anzi si vive un clima talmente esplosivo, che qualche volta è difficile ritrovare l’ordine. Ma si tratta di caos creativo e non ci sono problemi.
Quest’anno non è la prima volta che ci capita di accomunare la scrittura creativa alla dislessia.
In un altro corso, una bambina ci ha confidato di essere seguita perché non sa scrivere, ma con noi si diverte tanto a raccontare storie e non ha paura di sbagliare le doppie; un ragazzo “che ha problemi” a seguire e a “mantenere l’attenzione”, come ci dice un’altra insegnante, è talmente preso dalla scrittura creativa che per due ore non si alza dalla sedia, interviene alzando la mano, aspetta il suo turno mentre ascolta i compagni e poi ogni settimana viene con una storia tutta sua, scritta a casa, per regalarla a Dario.
E allora il pensiero che a Dario frulla da anni in testa, forse non è poi così tanto un’utopia. Anzi, ne siamo proprio convinti: la scrittura creativa è un’arteterapia che dovrebbe diventare “materia didattica” accanto alla grammatica, alla storia e alla geografia.
Imparare a far fluire le idee in maniera spontanea, ascoltare e far proprio il pensiero degli altri verso un traguardo comune, sentirsi i protagonisti di quanto si sta realizzando, allargare i propri orizzonti,  relazionarsi con i compagni senza sentirsi giudicati, sono tutte proprietà della scrittura creativa che sviluppano e arricchiscono la crescita personale della persona.
La scrittura creativa abbatte le barriere della diversità e come ci insegnano la talpa Moletta di Edizioni Angolo Manzoni, casa editrice torinese che fa leggere ad alta leggibilità e il bellissimo libro di Pasquale De Caria, “Il vicolo delle lettere ribelli”, di Edizioni Graphofeel, quello che bisogna curare sono i pregiudizi e l’ignoranza di una società che spesso non sa includere, ma solo allontanare.
Elena Sbaraglia


venerdì 21 marzo 2014

Recensione di La gatta Miomao di Beppi Zancan

La gatta Miomao di Beppi Zancan

“Lo Zen e l’arte dell’allevamento del gatto”, così probabilmente Robert Pirsig definirebbe questo libro che parla di un uomo che fece l’alba ascoltando una storia.
Il narratore è Guido, uno stralunato individuo per certi aspetti un po’ inquietante, che racconta la triste vicenda della sua gatta Miomao, dolorosamente scomparsa dopo tredici anni di convivenza, a Renzo Merlin incontrato per caso in una notte di metà luglio.
È un lungo monologo che dura fino al mattino e l’esibizione di Guido, che in alcuni momenti si fa davvero spettacolare, lascia il lettore sospeso e indeciso tra illusione e realtà.
Ci viene regalata una visione filosofica della vita, interamente ispirata al recupero dei valori di quelle piccole cose che spesso e volentieri trascuriamo,  perdendoci qualcosa d’irripetibile.
Il “cogito ergo sum” di Cartesio viene attaccato ferocemente e messo in discussione, per affermare in maniera appassionata e convinta l’esistenza di un’anima negli animali, che per molti motivi Guido considera migliori degli uomini. Ormai non riesce più a parlare utilmente con gli esseri umani, che secondo lui sono troppo incrostati da sovrastrutture contro le quali va continuamente a sbattere, già sapendo in anticipo le parole che il suo interlocutore gli dirà. Si sente circondato da robot cartesiani che pretendono di possedere un’anima che invece non hanno e per questo preferisce la sua gatta, anche se corre il rischio di essere preso per pazzo.
Strani personaggi completano il cast di questa commedia a cielo aperto e Renzo Merlin, all’inizio molto diffidente, viene, pagina dopo pagina, sempre più coinvolto dal suo interlocutore sino a diventare l’aedo delle immortali gesta della gatta Miomao.
E’ una storia che travolge e commuove dedicata dall’autore “ai fortunati che hanno amato un animale non appartenente alla specie Homo sapiens, e che da lui hanno saputo trarre insegnamenti”
E sicuramente tutti coloro che non hanno mai fatto un’esperienza del genere, dopo la lettura di questo libro avranno voglia di farla.
Dario Amadei

Beppi Zancan
La gatta Miomao
Edizioni Angolo Manzoni

sabato 8 febbraio 2014

Rassegna stampa 08/02/2014


Su Il Tempo di oggi, sabato 8 febbraio, nella rubrica libri@iltempo.it, c'è la notizia, a firma di Roberta Maresci, della presentazione del bellissimo libro di Luca Frudà "Sentimenti del tempo" di giovedì 13 febbraio alla libreria Rinascita ore 18.30, viale Agosta 36, Roma

venerdì 7 febbraio 2014

Quando le parole ascoltano altre parole


In questi giorni, a pieno ritmo, abbiamo ripreso i corsi di scrittura creativa nelle scuole.
Come spesse volte dico, quello che più mi arriva da quest’attività è lo stupirmi ogni volta dell’entusiasmo con cui Dario avvicina i ragazzi alla scrittura e alla bibliolettura e con cui i ragazzi si lasciano coinvolgere, alla faccia di chi li considera, il più delle volte, svogliati e privi di interesse. 
È vero, loro prima di nascere, come mi è capitato di leggere in questi giorni, hanno già lasciato traccia nel web perché è stata pubblicata dai genitori una loro foto su qualche social network, quindi è difficile allontanarli da un pc o da un videogioco, ma è nostro compito almeno provarci e quello che Dario instaura con loro durante i laboratori è più di un tentativo ben riuscito perché dialogano tra loro, perché hanno dubbi e cercano risposte, perché si divertono insieme, perché scrivono e leggono in libertà senza l’ansia del giudizio, ma soprattutto perché si accorgono di esserci, di essere protagonisti e si accorgono dell’altro. 
L’altra mattina, proprio durante la bibliolettura, su sollecitazione di Dario a rispondere ad una citazione, una compagna di classe ha chiesto alla ragazza che leggeva “Ma da grande vuoi fare la scrittrice? No perché non mi ero mai accorta che scrivevi così bene e che hai così tante belle cose da dire”. Queste parole, dette con una naturalezza disarmante, che sono poi evaporate nell’aria come una bolla di sapone, mi hanno lasciato dentro un senso di grande orgoglio e mi hanno fatto pensare che in quel momento anche Carl Rogers sarebbe stato fiero di Dario e di quei ragazzi che, meglio di qualsiasi manuale di psicologia, stavano mettendo in atto il suo tanto amato ascolto attivo!!! 
Sono queste le gioie del mio lavoro.
Elena Sbaraglia

venerdì 31 gennaio 2014

Il Gruppo di Bibliolettura interattiva della Biblioteca Renato Nicolini


Sabato 1° febbraio alle 10.30 inizierà la sua attività il Gruppo di Bibliolettura interattiva della Biblioteca Renato Nicolini. Noi di Magic BlueRay crediamo molto nell’importanza di questa iniziativa, in un momento in cui la Cultura sembra essere diventata una sottospecie di zavorra sociale, umiliata e offesa proprio da chi avrebbe l’obbligo morale e istituzionale di diffonderla. Non abbiamo nulla da insegnare, ma tantissime idee ed emozioni da condividere e saremo felici di scambiarle con tutti coloro che avranno voglia di farlo.
Insieme scopriremo che la lettura è uno strumento utile nella vita quotidiana in grado di aprire orizzonti sconfinati e di offrire le risposte che si cercano.
Sarà un viaggio affascinante che ci porterà lontano e ci farà capire molte cose della vita e di noi stessi. 
Possono partecipare tutti, anche le persone che vivono lontano da Roma, inviandoci le loro riflessioni sui libri, anche in video che verranno proiettati durante gli incontri e condivisi sulla pagina facebook del gruppo che verrà attivata tra pochi giorni
Non c’è niente da aggiungere, perché il resto lo scopriremo solo leggendo...
Dario Amadei

mercoledì 15 gennaio 2014

Andai nei boschi...

- “I poeti estinti erano dediti a succhiare il midollo stesso della vita.” È una frase di Thoreau che ripetevamo all'inizio di ogni riunione. Ci incontravamo dentro la grotta indiana e leggevamo brani di Thoreau, Withman, Shelley, i migliori, ma anche dei versi nostri, e nell'incanto del momento, il suono della poesia diventava magico. – disse il prof. Keating ai suoi ragazzi.
Mi sono ricordata di questo passaggio nel film L’attimo fuggente quando mi sono svegliata dopo la serata letteraria in pizzeria.
Allora mi sono fermata a pensare in quante grotte indiane sono entrata da quando ho avuto la fortuna di conoscere Dario e insieme abbiamo fondato Magic BlueRay.
Nelle scuole, nelle biblioteche, nelle librerie, nella nostra sede, in pizzeria… un’infinità di volte con un folto, foltissimo e vitale gruppo di appassionati lettori, cultori di libri e professionisti della penna e delle parole ci siamo dati appuntamento per scambiarci le nostre schegge di pensiero e continueremo a farlo, perché è la nostra linfa vitale!
Lo straripante, ironico, emozionante Dario Amadei coinvolge, cattura, anima questi incontri di bibliolettura come solo lui sa fare.
Ognuno di noi, chi con le proprie poesie, chi con i brani di altri autori, chi con le parole dettate da un’emozione appena provata, nutre e concima la sostanza dei nostri sogni e la libera nell’aria.
E così ci illuminiamo nelle notti buie, ci solleviamo nelle giornate pesanti o semplicemente diventiamo grandi mantenendo dentro di noi quel meraviglioso stupore che appartiene solo ai bambini.
Perché la bibliolettura interattiva è il “motore” che tutto muove.
Elena Sbaraglia 

lunedì 13 gennaio 2014

"Confidenzialmente". Le interviste di Michela Zanarella

Dario Amadei, scrittura creativa e biblioterapia per riuscire a volare con la fantasia

L'autore monteverdino è il fondatore con Elena Sbaraglia di Magic Blueray.


Dario Amadei è autore di libri per ragazzi ed esperto di laboratori di lettura e scrittura creativa.  Ha pubblicato quattro libri: “Astutillo e il potere dell’anello” (2004), Un mondo migliore” (2007), “Le vere fiabe dei fratelli Grimm” (2008) e Cronache di Monterotto” (2011). Della sua opera letteraria "Un mondo migliore" è stato realizzato un audiolibro, a cura di Genitin Onlus, grazie al decisivo apporto delle voci di Emilio Solfrizzi e Neri Marcorè.
Appassionato di arte, musica, cinema e teatro, si occupa  di incontri di bibliolettura interattiva, corsi di scrittura creativa ed eventi culturali. Con Elena Sbaraglia ha fondato Magic Blueray, una realtà culturale che promuove la lettura ispirandosi alla biblioterapia.

D-Cosa rappresenta per te la scrittura e come ti sei avvicinato alla narrativa per ragazzi?

La scrittura, in realtà, ha sempre fatto parte della mia vita, perché sin da quand’ero molto piccolo, forse già alle scuole elementari, sentivo la necessità di esprimermi scrivendo. Poi crescendo questa esigenza è diventata sempre maggiore, pressante, finché ad un certo punto però ci ho rinunciato. Per almeno quindici anni, dalla fine del liceo alla nascita del mio primo figlio, sotto la spinta di pressioni negative, avevo deciso di rinunciare a quella che era  la mia più grande passione. Ma quando una passione è veramente forte non si può sopprimere per sempre e così, casualmente, come chi dopo aver smesso di fumare si avvicina ad una sigaretta e per lui è la fine, perché ricomincia a fumare come e peggio di prima, quando è nato mio figlio mi sono di nuovo avvicinato alla letteratura, perché mi sembrava uno strumento utile per comunicare con lui. Ho ricominciato a leggere voracemente dei libri che erano libri per ragazzi ed ho così scoperto un’altra cosa fondamentale: gli adulti sprecano i libri per ragazzi e non li leggono mai perché li considerano libri non alla loro altezza, rinunciando in questo modo a scoprire il mondo meraviglioso, contenuto nelle storie cosiddette per ragazzi che sono poi le storie che rimangano immortali. Se ci si riflette infatti, i libri che rimangano nel tempo e nella storia della letteratura e che, dopo decine di anni che sono stati scritti, sono ancora letti sono quasi tutti libri per ragazzi, come ad esempio il Piccolo principe, Peter Pan, Pinocchio…Ho scoperto in quel periodo le opere di Roald Dahl, che mi ha fatto definitivamente capire l’importanza della letteratura per ragazzi e ha fatto nascere in me l’esigenza di cimentarmi in questo campo. Io comunque sottolineo sempre che i miei libri sono destinati ai ragazzi di tutte le età e agli adulti che sanno ancora sognare. Questo perché la letteratura per ragazzi dovrebbe essere recuperata da tutti quegli adulti che non vogliono rinunciare ad una parte bella della propria vita.


giovedì 12 dicembre 2013

Il vicolo delle lettere ribelli

L’occasione ci è stata data da Laura Pacelli, l’“editora” di Graphofeel Edizioni, una casa editrice giovane, fresca e interessante, lo spazio era quello della Fiera della piccola e media editoria (Più libri Più liberi 2013) e il protagonista è stato Il vicolo delle lettere ribelli di Pasquale De Caria.
C’è da dire che quando Laura ci ha chiesto di presentare questo libro siamo andati sul sicuro, perché sappiamo che pubblica solo libri di alta qualità e già dalle prime pagine è stato amore a prima vista. Il tema che De Caria affronta è tra i più delicati: la storia è ambientata negli anni ’70 e il protagonista è un bambino dislessico in un’epoca in cui la dislessia non si conosceva.
Il panorama letterario è ricco di saggi, manuali e narrativa su questo argomento, ma la bravura di Pasquale De Caria è stata quella di realizzare un romanzo che fa capire in maniera semplice e diretta cos’è la dislessia, come riconoscerla e come affrontarla. Eliseo, il protagonista è prima di tutto vittima di una miriade di incomprensioni ed errori proprio di chi invece dovrebbe aiutarlo. Il paragone con il giovane Holden viene spontaneo, ma la differenza è che alla fine Eliseo ce la fa a combattere e a vincere contro i pregiudizi e l’ignoranza di una società che non sa includere, ma solo allontanare.
La bellezza di questo libro sta nel fatto che è il protagonista stesso a parlarci della dislessia, delle difficoltà che quotidianamente deve affrontare quando a scuola la maestra lo obbliga a leggere ad alta voce, a scrivere alla lavagna, a ripetere le tabelline. Vorrebbe chiedere aiuto, ma non ci riesce e allora il passo verso il disagio è breve ed Eliseo non trova altro sfogo se non quello di incanalare le sue frustrazioni nella violenza, che lo fa sentire apparentemente forte, ammirato e vincente. Oltre che con le parole, in quei vicoli della sua Napoli si trova a combattere con gli “scugnizzi” ribelli, ma si accorge che sconfiggerli non risolve i suoi problemi. In suo soccorso arriva ad un certo punto il pelide Achille: leggere l’Iliade lo calma, gli tiene compagnia, gli infonde coraggio e tra mille difficoltà riesce a concludere le scuole elementari e poi le medie. Quando si trasferisce a Milano ed arriva al liceo ormai è forte, consapevole delle sue capacità e le lettere ribelli non gli fanno più paura.
Ha capito che il mondo non lo si cambia con le bastonate, ma studiando e che i libri lo possono aiutare.


Dario & Elena

Un laboratorio di successo per Magic BlueRay

Quest’anno stiamo completando il quinto anno di corso di scrittura creativa in una scuola di Roma. È per noi una grande gioia perché con questi ragazzi, che abbiamo conosciuto quando sapevano appena tenere una penna in mano, siamo arrivati ad un traguardo importante, che però a noi piace considerare un punto di partenza.
Le filastrocche, le brevi fiabe, le storie sull’ambiente e sulla scienza che si fa letteratura hanno preparato il terreno per il laboratorio fantasy di quest’anno. Le creature del Piccolo popolo ci terranno compagnia in questo anno scolastico e già dai primi incontri le idee hanno invaso le aule con la loro energia.

A noi non resta che aspettare in trepidante attesa che le storie fluiscano liberamente per essere lette. A loro, i ragazzi, non possiamo che augurare di continuare a camminare a braccetto con la fantasia e la creatività che li ha sempre contraddistinti, per non cadere vittime della Tecnologia Nera… 

Dario & Elena

mercoledì 13 novembre 2013

Intervista a Peter Pan

Dario Amadei è riuscito ad intervistare Peter Pan!


D.: Ciao Peter, in questi giorni si è parlato molto di te tra gli amici del magico raggio blu. Quasi tutti ti amano, ma ci sono anche alcuni che ti criticano, dicono che forse sarebbe ora che tu mettessi la testa a posto e decidessi di crescere.

P.: Ma la mia testa è a postissimo. Non mi sono mai sentito meglio in vita mia, anche perché mi sento come sempre e non ho alcuna intenzione di cambiare. Quelli che mi criticano forse farebbero meglio a ricordarsi di avere la fantasia e cercare qualche volta di adoperarla... Anche se temo che alcuni di loro ormai l’abbiano smarrita per sempre.

D.: Ma è davvero possibile imparare a volare? O quello che ha scritto Barrie è tutta un’invenzione? Qui da noi molti ci stanno rinunciando, anche alcuni di quelli che sembravano più entusiasti.

P.: È perché vi nutrite di pensieri negativi che ingurgitate quotidianamente e vi trascinano a terra dandovi l’impressione di essere senza speranza. Non dovete dar retta a Capitan Uncino che si manifesta assumendo varie forme… Spegnete la televisione e il pc, non leggete i giornali e provate a ragionare con la vostra testa, vedrete che dopo un po’ tornerete a volare.

D.: Come si può arrivare all’Isolachenoncè?

P.: Non c’è niente di più facile, basta desiderarlo: è un luogo meraviglioso dove è possibile depurarsi da tutte le negatività accumulate in un mondo come quello d’oggi.

D.: Allora stanotte ci vedremo lì! Un’ultima domanda prima di salutarci. Qual è il più grosso errore che facciamo noi adulti?

P.: Date troppa importanza al denaro, che è al centro della vostra vita. Giudicate le persone in base a quello che guadagnano ed educate i vostri figli ad accumulare soldi, infischiandosene degli altri. Questo è molto male, perché dovete capire che vi potrete salvare solo tutti insieme e invece ognuno di voi cerca di coltivare il proprio orticello… Vedo poca bontà in giro e tanta, tanta demagogia, con un finto interesse per alcuni deboli che fanno audience. La stragrande maggioranza dei deboli, purtroppo resta invisibile ed avvolta nel silenzio. Nessuno ne parla, perché non è di moda e quello che non è di moda non porta voti.

D.: Grazie Peter, cercheremo di fare tesoro dei tuoi consigli.

P.: Grazie a te, Dario e mi raccomando: credici e potrai volare!

A cura di Dario Amadei



mercoledì 30 ottobre 2013

Che libro sei, sei stato o vorresti essere?

Non solo crescita intellettuale ma anche tanta passione e commozione hanno caratterizzato il primo appuntamento del Circolo dei Lettori; rispondendo all’invito lanciato dalla nostra associazione tanti soci e amici del Melograno hanno partecipato all'incontro con Dario Amadei e Elena Sbaraglia che hanno animato il nostro pomeriggio: molti dei presenti hanno presentato i loro “libri del cuore”; abbiamo così volato sulle ali del Gabbiano Jonathan Livingston di R. Bach, seguendo le suggestioni di Dario e abbiamo ricordato gli entusiasmi di Jo di “Piccole donne” della Alcott, grazie ad Elena; Manlio Mortilla ha segnalato l’importanza di alcuni testi di Pansa che rileggono con onestà la storia italiana del Novecento, a tal riguardo anche Giovanna Micaglio ha portato con sé testi significativi: “La mafia fa schifo” di Gratteri e Nicaso e “L’ebreo
Immaginario” di Finkelkraut. Da parte di Giovan Battista Brunori  “Fuga dalla Libertà” di  E. Fromm ci ha ricordato che la libertà è una conquista continua dalla quale è molto pericoloso distrarsi! Alessandro Micaglio ha segnalato la “Biografia di Gandhi” (ci fa pensare che è possibile  essere migliori!) e “Siddartha” di Hesse, Francesca Aloisi uno degli ultimi libri di Massimo Recalcati, "Il complesso di Telemaco” dove l’autore individua nella generazione attuale quella di “figli che cercano un padre” come Telemaco nell’Odissea  nella speranza/certezza che guardando il mare “qualcosa da lì torni”. Poi Moira ed Alessandro avevano con sé due libri ancora “ in fieri”, uno su memorie famigliari il cui racconto ci ha emozionato. Parlare di un libro amato vuol dire parlare di qualcosa che è entrato a far parte di noi e quindi significa anche parlare  di sé;  le storie e le emozioni scritte e raccontate sempre ci fanno rivivere le nostre.  E ci fanno vivere nuove vite,  quelle dei nostri personaggi. Ci fanno superare i confini del nostro spazio e del nostro tempo, ci fanno volare! A volte si può volare senza esprime con parole il proprio vissuto, si preferisce ascoltare come hanno fatto gli amici più giovani - pur avendo portato  con sé il loro libro del cuore: come Simone Davide Brunori  con “Lo spacciatore di fumetti”, Miriam Brunori con “Farehneit  451” e Livia Salvetti con “Novecento”.
Un pomeriggio di emozioni, riflessioni  e suggerimenti che vogliamo continuare a condividere  attraverso il nostro blog , tramite il quale potete inviare consigli e suggerimenti;  inoltre per favorire lo scambio tra i lettori del Circolo Il Melograno daremo vita al GIRALIBRO per scambiare e prestare libri tra noi. 
Il prossimo appuntamento sarà sabato 30 novembre per la presentazione di una novità editoriale dal titolo  “Chiamarlo amore non si può…” di Cristiana Pezzetta sulla violenza contro le donne. Si annuncia un’occasione molto interessante anche con una finalità benefica, infatti la casa editrice del libro, che divulga solo online, devolve parte del ricavato delle vendite per una Associazione no profit a favore delle donne del Burkina Faso. Partecipate numerosi e non dimenticate di consultare il nostro sito e partecipare al nostro blog.

Francesca Aloisi

venerdì 7 giugno 2013

La Festa di Primavera



Lo scorso 19 maggio, una domenica assolata, ma un po’ ventosa, a Le Rughe, nel giardino della scuola primaria, si è svolta la sesta edizione della Festa di Primavera dell’Associazione Il Melograno. Per noi di Magic BlueRay è stato il primo anno: siamo arrivati un po’ in punta di piedi, ma subito siamo stati travolti dai sorrisi affettuosi, dall’entusiasmo e dall’amicizia di Giovanna Micaglio, di Giovan Battista Brunori e di tutti i volontari dell’Associazione.
Chi in questi anni non ha mai partecipato si è perso davvero qualcosa di bello. Abbiamo trascorso tante ore in allegria, tra solidarietà, attività sportive, musica e una gara di gustosissime torte e non è mancata la magia. Si, perché mentre le moltissime persone che partecipavano all’evento giocavano a ping pong, mangiavano ciokebab, o ascoltavano le esibizioni musicali, nel gazebo del magico raggio blu alcuni ragazzi e adulti che si erano fermati, pensando di passare un po’ di tempo a scrivere storie innocue, hanno creato personaggi e situazioni davvero fantastiche. Nelle loro fiabe, ballerine dal talento inaspettato fluttuavano a passo di danza nell’aria, farfalle variopinte facevano vivere momenti indimenticabili, porte magiche nel bosco conducevano in mondi paralleli, insoliti animali trascinavano in intrepidi viaggi, fiori magici permettevano di esprimere desideri, nuvole diventavano tavolezze di colori, un gatto parlante incarnava la verità, luoghi immaginari pieni di dolci sembravano diventare reali, parabole gigantesche teletrasportavano cibi succulenti e ricordi di profumi e sapori dell’infanzia venivano evocati.
Tutti gli scrittori, divertendosi ed emozionandosi, hanno fatto fluire liberamente le loro idee fra l’allegria dei festanti e le fronde degli alberi che danzavano al vento.
E per chi è curioso di saperne di più, può leggere i racconti pubblicati su e@tales: le fiabe corrono online e vedere il video su Youtube.
Dario Amadei e Elena Sbaraglia

venerdì 24 maggio 2013

Se le fiabe arrivano in Campidoglio

Pubblicato da saverio simonelli in mondi immaginari

Hanno fatto il tragitto opposto e avuto una sorte complementare a quella delle celebri oche, imitando probabilmente i Galli (intesi qui come popolo) che lo volevano conquistare, il Campidoglio. Parliamo delle fiabe: commentate, lavorate, lette e riscritte attraverso il lavoro di Magic BlueRay, una straordinaria associazione che nei giorni scorsi sul Colle più famoso al mondo ha proposto una mattinata di magia. Ecco il racconto dei due organizzatori dell’evento 
di Saverio Simonelli
                          
Che Magic BlueRay abbia una passione per le fiabe è cosa nota. Come ripetiamo spesso le fiabe custodiscono la saggezza dei popoli e trasmettono valori capaci di coinvolgere bambini, giovani ed adulti.  Non solo regalano avventure o magie, ma tengono viva la tradizione e approfondiscono tematiche legate ad esperienze e desideri che appartengono a persone di tutte le epoche e regioni. Inoltre  secondo noi, scrivere fiabe è un ottimo sistema per imparare a comunicare le proprie emozioni e a far fluire liberamente le proprie idee. Così Magic BlueRay e l’Associazione culturale School of Dreams non potevano certo mancare all’appuntamento del duecentenario della pubblicazione delle fiabe dei fratelli Grimm. Per festeggiare la ricorrenza abbiamo lanciato sul web, nel settembre del 2012, “e@tales: le fiabe corrono online,” una piattaforma dove vengono raccolte le fiabe scritte o raccontate da chiunque abbia voglia di farlo. In questi mesi hanno aderito con impegno e passione centinaia di ragazzi delle scuole di Roma e provincia, moltissimi utenti delle biblioteche di Roma e numerosi giovani e adulti di tutta Italia che non hanno rinunciato a sognare.
Quando in ballo ci sono racconti, storie e libri, molti si lasciano travolgere dall’entusiasmo e così gli amici di sempre, Giovanna Micaglio (Responsabile della Biblioteca Casa del Parco), Alessandra Benedetti, sua collaboratrice e Antonio Trimarco (Responsabile della Biblioteca Renato Nicolini) non ci hanno fatto mancare il loro appoggio promuovendo la nostra iniziativa. Grazie anche a loro e@tales sta riscuotendo un grande successo e per questo motivo continuerà a raccogliere fiabe per molto tempo ancora. Ma in un contesto magico non poteva di certo mancare la classica ciliegina sulla torta e così l’amico Paolo Masini, Consigliere di Roma Capitale, che ha da subito sposato il progetto, ha permesso che l’evento finale del premio e@tales 2013 si svolgesse, la mattina del 21 maggio, nella prestigiosa Sala della Protomoteca del Campidoglio.
Erano presenti in tanti, circa trecento persone, ragazzi della scuola primaria e secondaria, presidi, insegnanti, genitori, bibliotecari, utenti delle biblioteche di Roma, giornalisti e scrittori di ogni età.
Tutti loro hanno ricevuto il titolo onorario di “Fratello Grimm” per aver contribuito con passione, entusiasmo e creatività al progetto, scrivendo o raccontando delle meravigliose fiabe che trasmettono tutte  dei messaggi davvero importanti.
E quella mattina, nella Protomoteca, anche i busti di marmo di personaggi illustri, come Leonardo, Dante, Petrarca, Michelangelo. hanno partecipato alla gioia dei presenti respirando magia e sogni.
di Dario Amadei e Elena Sbaraglia