Visualizzazione post con etichetta guerra. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta guerra. Mostra tutti i post

martedì 23 maggio 2017

Nel mio Paese c'era la guerra

Ieri, 22 maggio, presso la sala della Protomoteca in Campidoglio si è svolta la presentazione del libro “Nel mio Paese c’era la guerra” (Graphofeel edizioni), realizzato, secondo la tecnica di scrittura creativa Step by step di Dario Amadei, dai ragazzi delle classi seconde e terze della Scuola Media Renato Villoresi dell’I.C. Nelson Mandela, che hanno ricevuto una medaglia come adesione presidenziale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e che consegneranno una copia del libro al Santo Padre, domani, 24 maggio, durante l’udienza del mercoledì. 
Belle persone hanno riempito la sala e scaldato i nostri cuori. 
Naturalmente loro, i protagonisti, giovanissimi autori che hanno raccontato la loro esperienza e i genitori, che hanno permesso la realizzazione del progetto. 
Le insegnanti che vanno oltre i programmi scolastici per dare opportunità diverse ai loro alunni. 
I relatori, Ilaria Masinara di Amnesty International, Marco Guadagnino di Save the Children, Paolo Masini di MigrArti e il prof. Christopher Hein del C.I.R. che hanno usato parole lodevoli per il progetto apprezzando la qualità del libro prodotto. 
L’Assessore alla Persona, Scuola e Comunità solidale del Comune di Roma, Laura Baldassarre che, nel suo discorso, ha colto il senso del libro, sottolineando l’importanza delle parole. 
Un bravissimo Gino Manfredi, accompagnato musicalmente dall’altrettanto bravissimo Fabio Fochesato, ha fatto vibrare le emozioni contenute in quelle pagine leggendo alcuni brani del libro.
Noi, che non ci stancheremo mai di sorprenderci delle capacità dei ragazzi, non possiamo far altro che ringraziare tutti per l’esperienza meravigliosa che abbiamo vissuto con il laboratorio, sottolineando sempre e con forza l’immenso potere della narrazione creativa, che permette di dare forma e sostanza alle idee e alle parole e di rendere protagonisti loro, i ragazzi, liberi ed entusiasti di far sentire la voce.
Magic BlueRay

Per vedere le foto dell'evento clicca qui



Rassegna stampa evento
http://www.romamultietnica.it/news/libri/item/14719-nel-mio-paese-c-era-la-guerra.html

https://www.pressreader.com/italy/corriere-della-sera-roma/20170522/281775629097915

https://roma.virgilio.it/eventi/presentazione-nel-mio-paese-c-era-la-guerra_3102793_102

http://www.icviatorriani.gov.it/il-nostro-libro-nel-mio-paese-cera-la-guerra/

https://www.evensi.it/presentazione-nel-mio-paese-cera-la-guerra-sala-della/211061999

http://www.linguamigrante.it/aggregator/sources/7

http://www.doveventi.it/roma/presentazione-nel-mio-paese-cera-la-guerra/

Rassegna stampa libro
http://www.osservatoreromano.va/it/news/un-messaggio-dalla-corea

http://www.news.va/it/news/un-messaggio-dalla-corea

http://www.ansamed.info/ansamed/it/notizie/rubriche/cultura/2017/05/23/scrittura-creativa-per-parlare-di-migranti-con-studenti_0a31f2d5-dc3a-4733-82b3-dec1f8f028a0.html?idPhoto=1

http://parstoday.com/it/news/italia-i94668-roma_il_libro_nel_mio_paese_c%27era_la_guerra_su_migranti

http://librandosimagicblueray.blogspot.it/2017/05/nel-mio-paese-cera-la-guerra.html


sabato 15 marzo 2014

Let it Lok: Pace... a cominciare da noi

La pace, quale meta più ambita per l’umanità? L’utopia di un mondo pacifico è viva nei sogni di tutti, ma probabilmente non abbastanza incisiva da porci nelle condizioni di “generare” pace. Proprio così l’uomo auspica il bene e maledice il suo prossimo; parla di filantropia e inganna il suo amico; predica  pace e si arma, attacca, distrugge. È a causa di questa contraddizione di fondo tipica dell’uomo che la pace rappresenta (e forse lo sarà per sempre) solo ed esclusivamente  un’utopia, un sogno, un desiderio. Lo conferma persino il Dalai Lama: <<Tutti parlano di pace, ma non si può realizzare la pace all’esterno se si coltivano nel proprio animo la collera o l’odio>>.
Fortunatamente, nel corso della storia non sono mai mancate le personalità determinate a raggiungere la loro meta: coloro che non hanno mai smesso di crederci; coloro che sono stati in grado di rinunciare a tutto in nome di un ideale;coloro per i quali la pace non era un semplice obiettivo, ma una vera e propria fonte di ispirazione per la vita quotidiana; coloro che hanno condotto una guerra fatta di amore, solidarietà e servizio. I paladini della pace: Madre Teresa di Calcutta, Martin Luther King, papa Wojtyla, Gandhi, alcuni dei nomi più significativi.
Ma non è indispensabile essere degli eroi, né finire sui libri di storia: ognuno di noi può rendersi fautore e promotore di pace nel mondo. Occorre partire dal proprio spirito: ricongiungere cuore e anima; trovare un pacifico equilibrio interiore; annullare qualsiasi tipo di negatività, cattiveria, odio, invidia;  sentirsi pienamente soddisfatti e orgogliosi di condividere la propria estasi con gli altri, ma senza presunzione o senso di superiorità; AMARE PER AMORE.
E poi dalla propria essenza propagare questi valori innanzitutto nel proprio microcosmo. Perché non iniziare a diffondere la propria luce nell’ambito del nucleo familiare? È comune identificare la guerra come conflitti mondiali, bombardamenti a città, attacchi sottomarini, combattimenti truci e violenti; la guerra non appartiene solo ad Afghanistan, Israele, Libia! La guerra è ovunque: vaga per le nostre strade quando tra autisti ci si aggredisce per non aver rispettato la precedenza; impazza per i banchi di scuola quando si litiga, ci si sbraita a vicenda, non si rispetta il pensiero del compagno; divora le famiglie ogni volta che un marito sputa in faccia a sua moglie, ogni volta che un figlio manda il genitore a quel paese, ogni volta che una madre maledice il giorno in cui si è sposata; la guerra è in noi stessi ogni volta che auguriamo del male a qualcun altro. La guerra siamo noi quando ci priviamo dell’amore per l’esistenza, sopraffatti dall’oscurità della negatività.
E allora come potrebbe una mamma insegnare il concetto di pace a suo figlio, l’istante dopo aver litigato con suo marito?
Dunque l’uomo trovi la sua beatitudine interiore; annienti le bombe nucleari che minacciose regnano nel suo animo; impari ad amarsi, piuttosto che autodistruggersi con la violenza quotidiana; apprenda la gioia di consacrare la vita all’amore e alla serenità; e poi diffonda la sua profumata e candida essenza, a partire dal nucleo familiare fino ad ambienti macrocosmici; lasci che la sua pace esploda, inondando tutto ciò che lo circondi. Allora la pace sarà l’indiscutibile regina: non un’utopia, un sogno, bensì una tenera realtà. E i Tg non ci tartasseranno  più con notizie di bullismo, violenze, suicidi, femminicidi, stragi, catastrofi umane, città e animi rasi al suolo; bensì mostreranno gente che si ama, uomini che fanno l’amore, bambini che imparano a volersi bene, piuttosto che giocare con armi da fuoco. I quotidiani racconteranno di quanto l’umanità viva beatamente nel cosmo della pace. E allora, il mondo sarà diventato dimora pacifica, perché l’animo sarà covo d’ amore.
Filomena Locantore