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lunedì 13 ottobre 2025

A tavola! La storia è servita

Salve a tutti, sono Ilaria Dalmastri e sempre con grandissimo piacere mi trovo a scrivere una nuova storia sulla mia esperienza del Metodo BI.NE. come educatrice al nido. Negli scorsi articoli già ho avuto modo di raccontare alcune esperienze portando questo metodo di bibliolettura interattiva e narrazione emotiva sin dalla sezione dei piccoli.
Quest'anno io e le mie colleghe siamo nella sezione grandi (2-3 anni).
Volendo portare avanti un Progetto sull’Educazione Alimentare (su proposta delle dietiste del nostro municipio), eravamo alla ricerca di alcuni racconti che potessero essere affini e “cavalcare l'onda" di questo tema.
Volevamo che fossero sempre le storie a dare l'incipit a questo Progetto che poi avrebbe interessato anche laboratori e documentazione.
Cerca e ricerca, mi balza agli occhi un libro intitolato “A tavola”.
La mamma chiama suo figlio a tavola che è pronta la minestra.
Il bambino non la vuole mangiare, la mamma gli chiede almeno di assaggiarla ma lui si rifiuta e così la mamma “minaccia” di chiamare il lupo.
Lo sfoglio… il lupo, l'orco, e mi sembrava di risentire mia madre che per farmi mangiare chiamava la tigre di Sandokan!!!
Mi sono detta: forse no, non vorrei instillare nei bambini lo spettro di qualche DCA!!!
Poi una collega, che aveva avuto modo di raccontare questa storia, mi ha fatto riflettere sul modo di proporla e sull’espressione divertente e la sfumature ironica che potevo darle.
Il risultato???
Come piccoli orologi svizzeri, ogni giorno, alle 11.15 (prima dell'arrivo del carrello del pranzo) i bambini richiedono all’unanimità il racconto di “A tavola".
Tutti seduti sul tappeto dell'angolo della lettura, iniziale silenzio quasi “meditatorio", occhi sbarrati e bocche aperte dallo stupore e poi… Ecco che raccontano la storia insieme a me e commentano che “i lupi non mangiano i bambini”.
Un modo tutto personale e unico di elaborare questo racconto che forse non li porterà a mangiare la “minestra arancione” raffigurata nel libro, ma forse a superare con il tempo quelle che sono definite le “neofobie” alimentari della prima infanzia o a imparare che provare cose nuove nella vita non è così spaventoso, come non lo sono il lupo e l'orco di questa storia.
È ormai una routine che ogni giorno si arricchisce di nuovi e interessanti feedback da parte dei piccoli uditori sempre molto recettivi ed attivi durante il racconto.
E io ogni volta mi aspetto, e sono pronta, a raccogliere i loro nuovi feedback e le loro diverse “elaborazioni” che nascono naturalmente dal racconto e dalle emozioni che suscita.
Far partire i Progetti dalle storie, è un metodo fruttuoso per portarli avanti.
È proprio dall'interesse che suscitano le narrazioni e dalle risposte attive dei loro uditori che emergono e si pongono le radici per lo sviluppo, la crescita e la fioritura spontanea del Progetto stesso.
Quindi per i prossimi progetti si andrà prima… a CACCIA di STORIE!!!
Ilaria Dalmastri, educatrice

sabato 28 dicembre 2013

Per vivere meglio

Oggi si sta diffondendo sempre di più una diversità alimentare tra i continenti, legata soprattutto all’economia, ai diversi costumi e alle diverse culture, ma anche alla alta percentuale di persone che non svolgono attività fisica o che comunque hanno poco tempo a disposizione per cucinare cibi salutari. Altri fattori che incidono molto sull’alimentazione sono la televisione e i social network. che anche in questo campo spingono a seguire delle mode a volte non troppo sane.
Il primo aspetto da considerare è che oggi come oggi i diversi continenti hanno assunto diverse abitudini alimentari e ci sono luoghi in cui l’alimentazione è insufficiente e luoghi in cui invece è eccessiva. Per esempio in Africa l’alimentazione scarseggia perché c’è un alto tasso di povertà legata all’arretratezza tecnologica, alle guerre, all’economia mentre il problema opposto è presente negli Stati Uniti dove l’alimentazione è molto sbagliata perché le persone assumono una quantità eccessiva di calorie mangiando dolci, carni grasse e salse di ogni tipo.
L’Europa è per molti aspetti il continente con l’alimentazione più giusta ed equilibrata anche se spesso si commettono peccati di gola. Molto corretta ad esempio è la dieta mediterranea che rappresenta un insieme di competenze e conoscenze che vanno dall’aspetto paesaggistico a quello alimentare, basandosi sul connubio tra cibi sani come l’olio d’oliva, i cereali, la frutta e la verdura e una moderata quantità di carne, pesce e latticini. Oltre ad un’adeguata alimentazione promuove anche l’aspetto interculturale perché collega le tradizioni e le abitudini delle diverse comunità.
Un fattore che sicuramente ostacola la diffusione di un’alimentazione sana ed equilibrata è la crescita elevata dei fastfood che sono un esempio tipico di cattiva alimentazione perché la popolazione si abitua ad assumere quantità eccessive di alimenti sbagliati. Spesso inoltre  non si fa più caso al valore alimentare dei cibi ma a loro prezzo perché in un periodo di crisi come questo la gente non pensa più alla propria salute ma solo al problema di arrivare a fine mese e questo è un atteggiamento mentale che espone a gravi rischi per la salute.
Mangiare meglio per vivere meglio è dunque una regola molto importante che troppo spesso ci dimentichiamo di seguire cedendo ai condizionamenti della società moderna.

Giulia Amadei