Visualizzazione post con etichetta benessere. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta benessere. Mostra tutti i post

giovedì 3 luglio 2025

La biblioterapia educativa nella promozione della salute e del benessere

L'OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, definisce la salute come uno stato di totale benessere fisico, mentale e sociale e non semplicemente come assenza di malattie o infermità1. Il diritto alla salute e al benessere della persona è sancito dalla Costituzione (art. 32), ma non basta, è l’educazione alla salute e al benessere che fa la differenza. Educare ha lo scopo di aiutare le persone ad acquisire la salute attraverso il proprio comportamento e i propri sforzi, perché il proprio stato di salute non si risolve solo nel settore della sanità, ma è determinato anche dalle condizioni di vita, dal grado di istruzione, dal tipo di occupazione e dall’ambiente in generale.
La qualità di vita, infatti, è un concetto che si apre a più dimensioni ed esprime la soddisfazione e il benessere che ognuno percepisce su stesso in relazione alla salute, al lavoro, alle relazioni interpersonali, al tempo libero, agli svaghi, ai desideri. Non sono dunque solo i fattori oggettivi che determinano e misurano la qualità di vita, ma quelli soggettivi che sono dettati dalle esperienze di ognuno. Ed ecco che l'educazione alla salute e al benessere psicofisico passa attraverso la consapevolezza del prendersi cura di se stessi in rapporto ai fattori ambientali e socio-economici.
Quello che gli organismi deputati alla promozione della salute e del benessere individuale e collettivo dovrebbero chiedersi è quando iniziare a rendere consapevoli gli individui che sono parte attiva della loro salute. La risposta è nella scuola, perché è il luogo sociale privilegiato dove imparare a conoscere e a prendersi cura di se stessi e degli altri.
Le attività progettuali e di informazione, nella scuola, forniscono degli strumenti utili per conoscere e fare propri tutti quegli atteggiamenti che portano al vivere sano e bene attraverso l'acquisizione di competenze, conoscenze e abilità sociali necessarie al pensiero critico e alla formazione della persona come cittadino attivo che sa comprendere e discernere le influenze esterne. Inoltre, a essere coinvolta in questo percorso di promozione è tutta la comunità educante (insegnanti, famiglie, territorio) rafforzando così il senso di collettività.
In questo contesto di promozione della salute e del benessero psicofisico a scuola e nei nidi, noi utilizziamo la biblioterapia educativa con gli strumenti della bibliolettura interattiva e della narrazione emotiva (metodo Bi.Ne.).
Che leggere faccia bene ormai è risaputo ed è il concetto che abbiamo espresso in Nati per raccontare e in Chiedilo ai libri2: bisogna distinguere il saper leggere inteso come competenza linguistica, logica e di comprensione del testo, dall’essere un lettore. Infatti, nel momento in cui leggendo si acquisisce la consapevolezza della propria identità narrativa, è possibile accedere alla conoscenza del mondo, di se stessi e degli altri e comprendere meglio se stessi, gli altri e il mondo. Si accede inoltre al pensiero critico, ai ricordi e si impara a prendersi del tempo per se stessi, a regolare le emozioni e ad allenare una certa temperanza. Si sviluppa un’alfabetizzazione emotiva che rende empatici, in grado di comprendere le proprie e le altrui emozioni, imparando ad accettare l’imprevisto, il possibile, l’ignoto, le differenze. Si impara a controllare l’ansia e lo stress, perché nel momento della lettura si apprende l’arte dell’astrazione, che non è dissociazione dalla realtà, ma è abitare, per un certo lasso di tempo, in altri mondi.
«Le storie sono piacevoli perché ci consentono di evadere dalla realtà»3.
Nel nostro libro di Biblioterapia educativa di prossima uscita, affermiamo quanto la lettura e la scrittura siano delle abilità benefiche nel breve e nel lungo termine, supportati, oltre che dalla nostra esperienza, da alcune importanti ricerche. Uno studio dell’Emory University in Georgia ha dimostrato con la risonanza magnetica funzionale per immagini (fMRI)4 che leggere romanzi potenzia le capacità cerebrali. Il neuroscienziato Gregory Berns, che ha condotto la ricerca, sostiene che leggere un romanzo comporta un’identificazione fisica con i protagonisti della storia attraverso l’embodied simulation5 attivata dai neuroni specchio, con evidenti benefici a lungo termine, che permangono anche dopo la lettura del romanzo.
É importante mettere in evidenza la differenza tra una lettura ricreativa, per il piacere di leggere, e una lettura che ha lo scopo di indagare metodi per una crescita interiore. Si è dimostrato che la lettura ricreativa aumenta l’empatia, genera una migliore comprensione di se stessi e degli altri, della propria identità sociale e di quella di culture diverse dalla propria ed è legata a un maggiore senso di comunità e di inclusione6. Inoltre, studi successivi7, hanno ribadito che la lettura ricreativa ha un impatto positivo sulla gestione degli stati ansioso-depressivi e sulla cura di se stessi, ridimensiona la solitudine e potenzia la fiducia in se stessi e negli altri.
In una nostra esperienza in un liceo romano, abbiamo potuto rilevare alcune situazioni di notevole importanza, attinenti alle ricerche svolte, anche all’estero, come in Turchia o in Giappone, relative alla socialità e agli stati d’animo dei giovani8. Nel gruppo di bibliolettura interattiva e narrazione emotiva, dove la lettura ricreativa è protagonista, è emerso, infatti, un forte senso di comunità che, al di fuori di quell'ambito, non era riconosciuto dai partecipanti che si sono sentiti per la prima volta gruppo pur essendo in quel liceo chi da due, chi da cinque anni.
Il più grande studio a lungo termine sullo sviluppo del cervello e sulla salute dei bambini negli Stati Uniti, l'Adolescent Brain and Cognitive Development, ha messo a confronto i giovani che hanno iniziato la lettura ricreativa tra i 2 e i 9 anni e quelli che hanno iniziato a farlo più tardi, o che non lo hanno per niente fatto e nel gruppo dei lettori più precoci sono stati rilevati meno segni di stress e depressione, un miglioramento dell’attenzione e una riduzione di problemi comportamentali9.
Durante gli anni di biblioterapia a scuola con il metodo Bi.Ne. abbiamo toccato con mano questi benefici, rilevando che si generano effetti positivi solo se si utilizza un metodo di lettura basato sul confronto e l’interazione e assolutamente non giudicante. Questo permette di coltivare anche quel senso di speranza, di percezione sana del mondo che i giovani andranno ad abitare e ciò è fondamentale, soprattutto in questo momento storico, culturale e sociale, per sentirsi meno soli, meno disorientati e più coinvolti in sistemi relazionali funzionali.
Dario Amadei e Elena Sbaraglia



1https://www.epicentro.iss.it/passi/indicatori/approfondimentogiornisalute
2Amadei D., Sbaraglia E., Castelvecchi, 2020 e 2022
3Gottschall J., op. cit,, pag. 65
4https://bit.ly/4e44rDO
5https://bit.ly/4e0XUd6
6 https://bit.ly/3B444dX
7https://bit.ly/3XsP0xQ
8https://bit.ly/3B444dX
9https://bit.ly/3B444dX

domenica 11 luglio 2021

Guarire con Basile: le fiabe che curano

Voglio raccontarvi di un uomo che nelle parole ha trovato il senso della vita, anche quando il suo professore di biologia gli diceva che il senso della vita è vivere, prerogativa fisiologica di tutti gli organismi. Voglio raccontarvi di un uomo che nella scienza, nella medicina ha sempre dato spazio all'anima e non solo al corpo, che nelle persone che incontra legge le loro storie e non si sofferma sulle maschere che indossano. Di un uomo che è un profondo conoscitore e stimatore delle fiabe intese non solo da un punto di vista letterario ma antropologico e psichico, perché ha sentito l'immenso potere che scaturisce da loro, lo ha interiorizzato e verbalizzato per donarlo a tutti quelli che hanno occhi per guardare, orecchie per sentire, mani per toccare, bocca per gustare e naso per odorare le parole. 
Sto parlando del cacciatore di storie che nel suo nuovo scritto ha riportato alla luce, traducendole dal dialetto napoletano del seicento, le fiabe di Gianbattista Basile, padre a cui hanno attinto i narratori successivi, come i Grimm. 
Guarire con Basile Dodici fiabe per conoscerci meglio, tradotte e commentate da Dario Amadei è il libro che consiglio a tutti di leggere per regalarsi un mondo leggendario e per ritrovare, in quelle atmosfere lontane, qualcosa di noi, di attuale e di andare oltre gli ostacoli, le brutture, i pregiudizi che, nel mondo moderno, ci travolgono.
«Da qualche anno ho cominciato a leggere le fiabe di Basile con grande interesse, familiarizzando pian piano con l’affascinante dialetto originale e, aiutato anche dalla meravigliosa traduzione di Benedetto Croce, ho sentito l’esigenza di raccontarle a parole mie nell’italiano del ventunesimo secolo, scoprendo riga dopo riga la grande attualità dei messaggi che contengono» dice Dario Amadei «Ne ho selezionate alcune che sicuramente vi sorprenderanno per tanti motivi e le ho raccontate in questo libro, accompagnandole con delle mie considerazioni che potranno essere degli spunti di riflessione, utili forse a comprendere meglio noi stessi e gli altri».

sabato 26 giugno 2021

Chiamale se vuoi emozioni... La gioia

Sprizzare gioia da tutti i pori non è solo un modo di dire è uno stile di vita e le storie dei libri proposti durante l'incontro "L'immenso potere della gioia", l'appuntamento di bibliolettura interattiva "Chiamale se vuoi... emozioni", ce lo raccontano attraverso infinite sfumature e negli svariati contesti in cui questa emozioni si manifesta.
Buona lettura!

In un'atmosfera di tempo dilatato, un'esplosione di gioia dovuta alle tante coincidenze che accadono ai personaggi grazie alla magia di Marcel.
Il porto dei sogni incrociati di Bjorn Larsson dalle parole di Dario Amadei

La gioia di fare divertendosi. Operare un cambiamento su se stessi per riscoprirsi felici con vite gioiose.
Giulia 1300 di Fabio Bartolomei dalle parole di Claudia

Dopo l'orrore della guerra, ripercorrere a ritroso un viaggio per arrivare a provare una gioia nuova grazie anche agli affetti ritrovati. Il senso della gioia è anche nel mangiare, un vero tripudio di sensi gustativi.
Una volta ero un soldato di Claude Anshin Thomas e I segreti della tavola di Montalbano di Stefania Campo dalle parole di Riccardo Castellana

Realizzare un museo con le parole. Ricordare, rivedere, rileggere brani, versi più o meno noti provoca al lettore una gioia appagante.
Il museo della lingua italiana di Giuseppe Antonelli dalle parole di Carolina Ragucci

Un libro che emana endorfine, un concentrato di elementi che contengono gioia per una famiglia sopra le righe che butta tutto in caciara.
La mia famiglia e altri animali di Gerald Durrell dalle parole di Laura Marotta

Poter tornare indietro, recuperare, chiarire, ritrovare sono tutte possibilità che quando capitano ti lasciano addosso una gioia pura.
Finché il caffé è caldo di Toshikazu Kawaguchi dalle parole di Rosalba

Quando la felicità si può solo immaginare perché il mondo che si abita è ostile, si aprono tutti i pori sensoriali e si indossa l'abito della gioia che quotidianamente regala nuove possibilità.
Anna dai capelli rossi di Lucy Maud Montgomery dalle parole di Elena Sbaraglia

martedì 1 giugno 2021

Chiamale se vuoi emozioni... la tristezza

"Tristezza, per favore vai via", l'appuntamento di bibliolettura interattiva "Chiamale se vuoi... emozioni", ha raccontato di storie in cui la tristezza è come un passaggio nella nebbia (cit. di Laura) ma per fortuna, alla fine del cammino, risplende la luce.


Quando si pensa di essere arrivati al capolinea, la può cambiare il suo corso all'improvviso, trovando motivazioni ed energie per esorcizzare la tristezza. La tentazione di essere felici, Lorenzo Marone, raccontato da Dario Amadei
Sfidare quell'infelicità che vorrebbe annientare con determinazione ed una imprevedibile violenza. L'acqua del lago non è mai dolce di Giulia Caminito, raccontato da Rosalba
Porsi delle mete fino a diventarne schiavi perché se non si raggiungono si sprofonda in una tristezza che non lascia scampo. La simmetria dei desideri di Eshkol Nevo, raccontato da Claudia
Quando un avvenimento triste fa crescere e capire che donarsi agli altri è sempre vincente. Bianca come il latte rossa come il sangue di Alessandro D'Avenia, raccontato da Carolina Ragucci
Anche quando tristezza e solitudine crescono intorno come muffa, c'è la possibilità di rovesciare la situazione ed evolvere. Eleanor Oliphant sta benissimo di Gail Honeyman, raccontato da Ester Iandoli
A volte la tristezza è un masso legato al cuore che fa affondare in profondità, perché si vive per accontentare gli altri e non si seguono i propri desideri. Io sono Gesù di Giosuè Calaciura, raccontato da Laura Marotta
Non è tristezza, è saudade per ciò che è stato, una nostalgia del bello che, anche se non può tornare, è stato comunque vissuto. È finito il nostro carnevale di Fabio Stassi, raccontato da Riccardo Castellana
Cos'è quella strana sensazione che non permette di abitare luoghi felici e spensierati e attira verso luoghi tristi e bui? Conoscere la verità renderà forse le persone libere dalla tristezza? Presagio triste di Banana Yoshimoto, raccontato da Elena Sbaraglia
Buona lettura

domenica 9 maggio 2021

Chiamale se vuoi emozioni... la paura

Chiamale se vuoi... emozioni con "Viaggio nell'emozione della paura" ci ha fatto scoprire dei libri che ci hanno scelto per raccontare le paure che fanno parte di noi ma che non devono frenare il nostro cammino.
Buona lettura!

 
L'imprevisto che fa paura, ciò che non si conosce spaventa e il tarlo della paura logora. I ragazzi che se ne andarono di casa in cerca della paura di Mark Haddon dalle parole di Dario Amadei
Il sentirsi invisibili, la paura e il dolore di non essere capita, crescere con vuoti difficili da colmare. L'estate dell'innocenza di Clara Sanchez dalle parole di Rosalba
Quattro paure diverse che giungono alla conclusione di gustarsi la vita sorso dopo sorso, perché non tutto si può controllare. Finché il caffé è caldo di Toshikazu Kawaguchi dalle parole di Claudia
Paura di vivere, di non sentirsi adatti alla società, specchiarsi nelle paure dell'altro, ma poi scegliere di smettere di avere paura della paura. La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano dalle parole di Laura Marotta
La paura della diversità e la paura viscerale, quella vera che si prova quando si combatte una guerra non voluta e si desidera invece poter essere altrove. Qualcuno volò sul nido del cuculo di Ken Kesey e Ancora un giorno di Ryszard Kapuscinski dalle parole di Riccardo Castellana
Quei timori e quelle paure che ci fanno indossare una corazza per non farci raggiungere, somigliare a dei cactus che invece ci fanno capire che le loro spine non servono a proteggersi... La felicità del cactus di Sarah Haywood dalle parole di Elena Sbaraglia

sabato 10 aprile 2021

Chiamale se vuoi emozioni... La rabbia

Chiamale se vuoi... emozioni è il nuovo PerCorso di bibliolettura interattiva che si è aperto con "Impariamo a gestire la rabbia" e quelli che vedete sono i libri che ci hanno scelto per raccontare le diverse sfaccettature di questa emozione che dobbiamo riconoscere e farci amica
Come un respiro di Ferzan Ozpetek. Dario Amadei ci racconta come la rabbia sia nel libro un'emozione dominante proprio a causa di alcuni corto circuiti emotivi che hanno cambiato la vita dei personaggi
I pilastri della terra di Ken Follett e Anna dei Miracoli di Ana Juan. Laura Marotta contrappone il piacere che provano quelli che esercitano il potere contro i più deboli alla rabbia interiore provata da chi non riesce a comunicare ciò che prova
Contro un mondo senza amore di Susan Abulhawa e Giuda di Amos Oz. Claudia ci racconta la rabbia storica, che forse non avrà mai fine, dei popoli palestinese e israeliano e quella di Giuda, che non potranno trovare mai conforto
La valle dell'Eden di John Steinbeck. Per Riccardo Castellana la rabbia trasuda in rivoli, non è una cascata, a volte prevarica, altre volte viene repressa, ma di certo è il filo conduttore delle vite di tutti
Vergine giurata di Elvira Dones. Carolina Ragucci ci racconta un'altra faccia della rabbia, quella che nasce per una presa di coscienza, dettata dalla consapevolezza che scegliere di essere altro da sé è sopravvivenza
La stanza di sopra di Rosella Postorino. Elena Sbaraglia ci racconta una rabbia che è linguaggio di quel dolore, di quell'impotenza che non si possono manifestare in altro modo, anche se significa andare contro se stessi
Buona lettura!


venerdì 5 marzo 2021

Come sviluppare le proprie potenzialità

Il percorso di bibliolettura interattiva e indagine narrativa sul benessere si chiude con "Come sviluppare le proprie potenzialità" e le storie raccontate durante la serata hanno regalato ai partecipanti quella forza di perseguire i propri obiettivi e sviluppare le proprie potenzialità, far crescere le proprie aspirazioni con coraggio e superando quelle paure che ci bloccano e ci fanno stare fermi. Attraverso le varie tappe, i libri scelti ci hanno indicato il cammino e quel senso benefico ci ha raggiunto. Grazie storie, grazie emozioni. Buona lettura!

Ne Il sentiero dei profumi di Cristina Caboni Dario Amadei ci invita a capire, a trovare il proprio potenziale e a seguirlo, credendoci, senza mai mortificarlo, proprio come fa la protagonista del romanzo.
In Just Kids di Patti Smith, Laura Cerioni ci racconta di come la protagonista abbia dato vita alle sue aspirazioni di esprimersi, non tanto per il successo, quanto proprio per esprimere la sua creatività.
Il nostro iceberg si sta sciogliendo di John Kotter e Intanto tu crescevi di Antonio Ghirelli sembrano libri distanti tra loro, Riccardo Castellana però ci ha trovato un linguaggio comune, quello che spinge a vedere i cambiamenti come opportunità anche per credere e sviluppare le proprie potenzialità.
Da Animali a Dei di Yuval Noah Harari è la storia del potenziale umano, come ci dice Claudia. Eventi casuali possono far scoprire le potenzialità, poi è la forza dell'immaginazione che le sviluppa e le concretizza.
Ne Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte di Mak Haddon, Claudia Marotta ci racconta che si arriva a scoprire le proprie potenzialità superando le proprie paure, a passi piccoli, ma costanti.
In the Help di Kathryn Stochett, Carolina Ragucci ci invita a riflettere sul percorso che intraprende la protagonista: anche quando non si crede di avere una potenzialità ma si desidera qualcosa, è il momento di crederci e di non demordere per ottenerla.
Pomodori verdi fritti al caffé di Whistle Stop di Fannie Flagg è uno dei libri totem di Elena Sbaraglia che, attraverso Evelyn, invita a credere e a far emergere le proprie potenzialità anche quando si pensa di non avere più tempo, perché non ci sono limiti ad essere ciò che vogliamo essere se non quelli che noi stessi ci poniamo.

sabato 6 febbraio 2021

Come gestire il fallimento

L'argomento del quinto incontro di bibliolettura interattiva e indagine narrativa sul benessere è stato "Come gestire il fallimento" e le storie che si sono fatte scegliere per la serata hanno dato le risposte che i partecipanti cercavano, perché in fondo la vita è quello che ti accade mentre sei impegnato a fare altri progetti. Tante emozioni, riflessioni e sorrisi. 
Mr Vertigo e Il giovane Holden (che Dario vorrebbe ogni volta abbracciare) attraverso le parole di Dario Amadei ci dicono che quando un ragazzo fallisce per colpa delle etichette che gli adulti gli hanno attaccato, fallisce tutta la società.
Le vergini suicide attraverso le parole di Claudia ci raccontano il fallimento di una famiglia con la classica mentalità bigotta americana, ma anche il decadimento della società tutta che ha chiuso gli occhi anche davanti alla disgregazione fisica di una casa, di un quartiere, di una città.
Eccomi attraverso le parole di Laura Marotta ci racconta di come una delusione non deve necessariamente essere deludente, di come il fallimento per un matrimonio che si sgretola non necessariamente determina una fine perché da qualche parte c'è sempre l'energia per risollevarsi.
La rilegatrice di storie perdute attraverso le parole di Carolina Ragucci ci racconta che per uscire dal fallimento di un matrimonio rimasto schiacciato da una asfissiante routine, occorre aggrapparsi ad un sogno, ad una passione che ci mostra una nuova realtà, quella che sentiamo nostra.
A walk on the wild side è un concentrato di fallimenti che attraverso le parole di Riccardo Castellana ci racconta che, a volte, per quanto ci si sforzi di riscattarsi da condizioni difficili, non si riesce ad uscire dal pantano dei fallimenti, anche a causa del contesto storico-sociale in cui si vive.
Madame Bovary e Martin Eden, attraverso le parole di Laura Cerioni, ci raccontano storie all'insegna di grandi sogni e dell'incapacità di vedere la realtà per quella che è. Schiacciati dai sogni quando sono troppo grandi, non ci si accorge del valore del piccolo, dell'importanza di privilegiare il viaggio verso un obiettivo e non l'obiettivo stesso.
Dai diamanti non nasce niente attraverso le parole di Elena Sbaraglia ci racconta di come il giardiniere, per sua natura, è proiettato in avanti, sa aspettare, ha fiducia in qualcosa che ancora non esiste. Nel giardinaggio, così come nella vita, c'è sempre la possibilità di fallire, di non raggiungere il risultato voluto, ma si può guardare avanti, si può continuare a rischiare.
Buona lettura!

sabato 16 gennaio 2021

Come avere fiducia in se stessi e negli altri

"Come avere fiducia in se stessi e negli altri" è stato il quarto incontro di bibliolettura interattiva e indagine narrativa sul benessere. Le letture scelte dai partecipanti hanno dato vita ad un'interazione intensa e ricca di riflessioni, grazie alle quali siamo riusciti a rispondere alle tante domande sul significato profondo di fiducia. 
Il linguaggio segreto dei fiori di Vanessa DIffenbaugh, per Dario Amadei, è il libro della fiducia. La storia di una bambina priva di fiducia in se stessa e negli altri, che, dopo continue reazioni violente verso le sfide che la vita le pone davanti, riuscirà finalmente a fare amicizia con la fiducia grazie alla scoperta di una sua qualità: la conoscenza del linguaggio segreto dei fiori, grazie alla quale capirà di potersi fidare di se stessa ma anche che gli altri ripongono fiducia in lei. 
Il ragazzo invisibile per Carolina Ragucci è il libro che racconta di un ragazzo sfiduciato, un po' timido, incapace di reagire alle difficoltà, che grazie ad un'esperienza, che protremmo definire magica, rafforza la fiducia in se stesso e comprende come farsi strada nella vita. 
Il signore degli anelli di Tolkien per Claudia è arrivato nel momento di massima sfiducia e, come sempre accade quando veniamo scelti dai libri, ha posto le basi per comprendere il significato della fiducia: credere in se stessi, affidarsi agli altri e dare valore all'amicizia. 
Non buttiamoci già di Nick Hornby per Riccardo Castellana è la storia giusta per far capire che quando si è persa completamente la fiducia in se stessi e negli altri, si possono fare degli incontri inaspettati tra persone completamente diverse tra loro che però creano una sintonia tale da far riacquisire la fiducia, dandosi il giusto tempo. 
Il Golem di Elie Wiesel, invece, sempre per Riccardo, racconta il legame tra fede e fiducia: infondere fiducia alle persone invitandole a credere. 
Divergent di Veronica Roth per Laura Marotta è quel romanzo che, grazie alla protagonista Beatrice e al suo mondo distopico, riusciamo a comprendere che sì, esistono le difficoltà e gli aspetti negativi e che questi si possono superare non nascondendo le proprie debolezze ma accettandole. Non serve indossare il mantello dei supereroi, perché è già in noi. 
Un'estate con la strega dell'Ovest di Kaho Nashiki è il libro che per Elena Sbaraglia invita a riflettere su come, troppo spesso, la diffidenza verso gli altri e verso le nostre capacità ci isola e non ci fa vedere oltre, ma grazie ai giusti insegnamenti e ad un buon allenamento, si potranno rivelare tante meraviglie invisibili che ci faranno acquisire sicurezza in noi stessi e fiducia negli altri.
Buona lettura

sabato 5 dicembre 2020

Come riconoscere le emozioni

"Come riconoscere le emozioni", il terzo incontro di bibliolettura interattiva e indagine narrativa sul benessere, è andato oltre ogni previsione perché quando si decide di mettersi in gioco, le emozioni si librano in aria sicure e forti. I libri scelti hanno aperto le danze e le parole ci hanno abbracciato. Buone letture! 

Giochi cattivi di Massimo Donati. Dario Amadei lo racconta per tutti quei ragazzi che crescono passando attraverso paure ed errori, ma il consiglio è di non rinunciare ad esprimere tutto ciò che si prova. 

L'ospite di Margherita Nani. Claudia Gasparri ci fa riflettere sull'alternanza tra un uomo spietato privo di emozioni e una ragazzina che non lo teme, anzi riuscirà a stupirlo e a fargli scoprire le emozioni. Un libro che suscita emozioni contrastanti in chi lo legge. 

Il profeta di Gibran. Il libro scelto da Cinzia non ha bisogno di presentazioni. L'accompagna da tutta la vita e in sua compagnia attraversa tutte le emozioni a seconda delle varie fasi del suo esistere. 

La rilegatrice di storie perdute di Cristina Caboni. Carolina Ragucci lo sceglie perché è stato il libro giusto al momento giusto, che le ha dato il coraggio di non smarrirsi tra le emozioni che si provano ma di accettarle e viverle. 

La misura eroica di Andrea Marcolongo. Laura racconta, attraverso il libro che l'ha scelta, diversi piani emotivi, dalla sofferenza all'amore, legati tra loro da un abbraccio avvolgente che non può mai mancare. Voler bene a tutte le emozioni che proviamo. 

Le parole di Laura sono per tutte quelle emozioni che all'inizio si sceglie di sopprimere per andare avanti senza slanci e cadute, ma poi, crescendo, si comprende di non poterle soffocare perché altrimenti non si vive, ci si lascia trasportare dalla corrente. Conoscere le proprie emozioni e ascoltarle per interagire con se stessi e con gli altri. 

Un viaggio chiamato vita di Banana Yoshimoto. Per Elena Sbaraglia, il libro delle emozioni dell'esistenza, tutte quelle sensazioni a cui non dobbiamo porre resistenza ma dobbiamo far fluire dentro e fuori di noi. Per quel viaggio chiamato vita che è fatto di felicità e stupore, di malinconie e sofferenze ed è comunque il nostro riflesso.

venerdì 6 novembre 2020

Come vivere l'amore

I libri scelti dai partecipanti per Come vivere l'amore, il secondo degli incontri di bibliolettura interattiva e indagine narrativa sul benessere, hanno raccontato di tutte le sfumature e i colori che questo sentimento regala. Buone letture!

Dario Amadei con L'insostenibile leggerezza dell'essere di Milan Kundera ci parla della grande forza dell'amore. Ci sono persone che rinunciano a tutto in nome dell'amore: Thomas, il protagonista, si trova a desiderare Thereza che rappresenta la luce (ma che poi volge nell'oscurità) e Sabina che rappresenta la notte

Claudia Gasparri con Tatiana & Alexander di Paullina Simons ci parla di un amore romantico in contrapposizione a Il lungo sguardo di Elizabeth Jane Howard che ci racconta invece quando un amore provoca dolore

Antonio Trimarco con Stoner di John Williams getta delle luci sulle difficoltà di vivere l'amore, le scelte fatte da Stoner sono contro l'amore. Tutto il libro trabocca comunque di questo sentimento: quello paterno per la figlia, quello vero per l'amante e quello difficile con la moglie

Laura Cerioni con L'amore fatale di Ian McEwan ci introduce in un amore che spesso sconfina nelle patologie. A volte, conoscere se stessi è già difficile e questo influisce molto all'inizio di una relazione che si può rivelare poi sbagliata perché si proiettano i propri fantasmi sull'altro

Patrizia Ponsicchi con I ponti di Madison County di Robert James Waller ci racconta l'amore vero, unico, che emoziona. Importante credere che anche le sconfitte in amore non debbano andare a vuoto perché possono trasformarci in una persona migliore

Paola Gasparri con La porta di Magda Szabò ci parla della bellezza di quel sentimento che ci fa aprire progressivamente all'altro mettendosi a nudo, senza paura di essere feriti

Carolina Ragucci con Cime tempestose di Emily Bronte ci racconta un amore unidirezionale, sconvolgente, che distrugge. I sentimenti, però, quando sono buoni, fanno comunque stare bene e bisogna viverli anche se non corrisposti

Elena Sbaraglia con Fedeltà di Marco Missiroli pone una domanda: non cedere alle tentazioni significa veramente essere fedeli? Oppure con quella rinuncia si tradisce se stessi? La risposta prova a darcela Mio amato Frank di Nancy Horan in cui i protagonisti sono disposti a tutto pur di vivere il loro amore, non scendendo però a compromessi totalizzanti per mantenere invece intatte le loro identità

domenica 11 ottobre 2020

Come essere sereni

Come essere sereni, il primo degli incontri di bibliolettura interattiva e indagine narrativa sul benessere è stato molto interattivo e d'ispirazione. I libri scelti dai partecipanti hanno suscitato stimoli importanti che continuano a lavorare dentro di noi per meglio focalizzare l'idea di serenità. Buone letture!

Follie di Brooklyn di Paul Auster ci racconta di come prendersi del tempo per rigenerarsi in quelle oasi di serenità che sono i nostri hotel esistenza. Grazie Dario 

L'amore ai tempi del colera di G. G. Marquez ci racconta la possibilità di giungere ad una serenità matura che fa dire "ne è valsa la pena". Grazie Carolina 

Tigre di Polly Clark ci racconta come la serenità a volte sia una sensazione tattile che arriva nel momento stesso in cui si tocca il libro. Per Claudia, che ringraziamo, la serenità è in quella descrizione della neve che ti trasporta nei lontani luoghi della Sibera e ti avvolge.

Il libro della giungla di Rudyard Kipling ci racconta un'esperienza sensoriale che regala serenità oltre che per la trasposizione narrativa nel mondo animale e naturale, anche per gli elementi interattivi che le edizioni Ippocampo hanno inserito per la gioia non solo dei bambini ma anche degli adulti. Grazie Rossella

L'amante del vulcano di Susan Sontag, che tutto racconta tranne che di serenità, in realtà, grazie a Laura, ci insegna che la serenità è nell'attività stessa di lettura, soprattutto quando la vita è una continua eruzione, ma si sceglie di sedersi su una poltrona a leggere un libro.

Kitchen di Banana Yoshimoto ci racconta che dare attenzione alle piccole cose, come possono essere gli utensili, la preparazione dei cibi, il calore avvolgente della cucina, ci rende sereni. Vivere nel qui e ora è serenità. Grazie Luana

Il piccolo principe di A. De Saint Exupery ci racconta che grazie ai riti, rendere un giorno diverso dagli altri, attenderlo e poi viverlo è un aiuto verso la serenità, quella serenità che Lydia Davis in Inventario dei desideri ci racconta perché non riusciamo a viverla e quando, invece, la viviamo grazie all'accettare di non poter cambiare le cose che non si possono cambiare, per giungere ad Andromeda Heights di Banana Yoshimoto che racconta come poterla rendere stabile nella nostra vita, nonostante mille e più turbamenti. Grazie Elena 



martedì 14 luglio 2020

I corpi che abitano gli spazi

In quest'epoca un po' strana per i bambini e in un certo senso invivibile, non si gioca più in strada, non si può più fare perchè le strade sono invase dalle macchine e da pericoli di ogni tipo... Chi come me ha avuto la fortuna di vivere l'esperienza libera dei giochi di strada può sapere quanto è stata importante per comprendere le potenzialità del proprio corpo e per imparare a gestirlo anche nella relazione con gli altri. In alcuni momenti ci si sentiva forti in una maniera invincibile, sani abbronzati dal sole e accarezzati dall'aria con qualunque tempo, perchè sia nel freddo che nel caldo si possono scoprire tesori. I pomeriggi dei bambini di oggi sono gestiti e scanditi da un'attivita sportiva in strutture organizzate (piscine e palestre) che per fortuna esistono, ma che purtroppo vengono inquinate spesso da un avviamento ad un'attività preagonistica/agonistica, o comunque incanalata in schemi rigidi, troppo precoce. Il gioco viene sostituito dal sacrificio, dalla competitività, dall'ansia di raggiungere un risultato a tutti i costi e il bambino non scopre più da solo le potenzialità del suo corpo che lo rendono assolutamente unico, perchè viene imprigionato in schemi che lo costringono a ripetere gesti e movimenti che gli vengono imposti come se fosse una marionetta. Cavalli selvaggi, mustang vengono trasformati in cavalli da circo che danzano sulla pista, polli ruspanti trasformati in polli allevati in batteria. Il corpo viene poi seppellito sotto strati di vestiti che lo mortificano anche in climi non rigidi come il nostro... Spesso incontriamo a scuola bambini con magliette a mezze maniche in pieno inverno che non provengono da Marte, ma da Paesi del Nord Europa dove hanno imparato a non mortificare la termoregolazione... E ci sono mamme apprensive che vorrebbero accompagnare i propri pargoletti in macchina sin dentro la classe temendo di vederli morire assiderati o affogati sotto la pioggia. Si può quindi facilmente comprendere quanto importante sia in questo campo il ruolo delle insegnanti e delle educatrici che devono seguire la crescita del bambino permettendogli di scoprire liberamente la sua corporeità. Importantissimo è anche stimolare la manualità del bambino, spesso soffocata dall'utilizzo sbagliato di dispositivi elettronici, con l'uso di piccoli strumenti e con giochi fatti con ciò che è a portata di mano, che saranno una difesa contro l'uso ossessivo dei videogiochi. 

Queste riflessioni sono precedenti alla pandemia che stiamo vivendo, ma sono così tremendamente attuali, perché oggi più che mai i bambini e i ragazzi sono quelli che maggiormente stanno soffrendo l'immobilità a cui siamo stati tutti costretti. Nella fase della ripresa non si può in alcun modo prescindere da una proposta che viaggi nella direzione del rispetto e dell'avere cura dei messaggi provenienti dal corpo che sono alla base di un'educazione che contrasta i problemi causati dall'ipocinesia. 
Tutto ciò è previsto già nei nidi e nelle scuole dell'infanzia che pianificano le progettualità tenendo conto dei tempi e dei modi di tutti i bambini, accettando ed apprezzando le diversità etniche, culturali, linguistiche, ma anche le ridotte abilità di compagni meno dotati, che spesso sono vissute dai singoli come barriera, come ostacolo e, talvolta, con senso di rifiuto. Perché non ci dimentichiamo che il linguaggio del corpo è anche uno strumento di comunicazione e di relazione. Quando anni fa portammo il mimometro all'interno dei nostri progetti in biblioteca, ci consideravano un po' folli, ma la narrazione passa anche attraverso il corpo e non c'è momento più entusiasmante di quando si lasciano liberi i bambini di interpretare, con la loro corporeità, la storia che hanno appena raccontato. Fateci caso, la prima cosa che fanno i bambini quando entrano in un ambiente è abitarlo, spostando le sedie o altri oggetti per avere la giusta dimensione del movimento dei loro corpi. Quando andranno prese decisioni sul futuro della formazione dei ragazzi, ricordiamoci di permettere loro di vivere, con il proprio corpo, tutte le esperienze possibili, di scoprirne le varie parti che lo compongono, di sperimentare i vari movimenti nello spazio con tempi e ritmi diversi, da soli, con gli altri e con o senza oggetti. Perché se è vero che in questo particolare momento drammatico, i social e i mezzi informatici in genere hanno accorciato le distanze fisiche, sono strumenti che non potranno mai sostituirsi alle relazioni umane.
Dario Amadei e Elena Sbaraglia

lunedì 28 novembre 2016

Un minuto tutto per te

"Un minuto tutto per te*"
Percorso di bibliolettura interattiva e indagine narrativa sul benessere personale
a cura di Dario AMADEI e Elena SBARAGLIA

Martedì 6 – 13 – 20 dicembre 2016 – 10 gennaio 2017
quattro incontri dalle 19:00 alle 21:00

 

Trova un minuto
per vedere le cose
in un modo diverso.
E quel minuto
ti cambierà l’intera giornata.
Spencer Johnson, Un minuto tutto per te*


Trovare dentro se stessi la soluzione per affrontare il quotidiano nel migliore dei modi e raggiungere uno stato di benessere generale. Attraverso gli strumenti della bibliolettura interattiva e dell’indagine narrativa, i partecipanti verranno messi nelle condizioni di far fluire liberamente idee ed emozioni e di attivare le proprie risorse emotive e mentali.

 

Via Duchessa di Galliera 10, Roma (Monteverde)
Info, costi e iscrizione: 3297193354 magicblueray@gmail.com www.magicblueray.it/in-vetrina/