“La lettura è quel sesto senso che va piantato, annaffiato, curato”
(Gianni Rodari)
Come “seminiamo” un po’ di magia della lettura per fare in modo che poi il resto lo faccia la voglia di narrare?
Nel corso del nostro percorso professionale come educatrici di nido, tutto è partito da un’attenta, diretta e continua osservazione sui nostri piccoli lettori in un viaggio a ritroso che ha richiesto del tempo, ma la nostra curiosità e la voglia di scoprire ciò che di bello i bambini ci insegnano, ci hanno trasmesso l'energia necessaria per andare avanti.
I bambini grandi (parliamo di 2-3 anni) ascoltano, osservano e arrivano a immergersi nelle storie, le scelgono, le sfogliano e si raccontano, ma soprattutto le narrano ai propri compagni che a loro volta sono attratti e pronti all’ascolto. Tutto ciò ci ha portate a riflettere su una domanda: visto che abbiamo tutti una storia da raccontare, come arrivano i bambini a narrare le storie?
Partiamo dallo spazio
All’interno della sezione dei piccoli abbiamo allestito un angolo morbido, uno spazio che “profumerà” di storie, caratterizzato da un grande e accogliente tappeto blu, dove abbiamo posizionato una cesta di vimini piena di libri, che aspettano solo di essere manipolati, “assaggiati”, e alla fine sfogliati…
I primi approcci (6 mesi circa)
È in questo periodo che il bambino scopre il libro. Quando il libro è alla sua portata, inizia a conoscerlo, lo passa da una mano all’altra, lo assaggia, lo mordicchia e comincia a girare le pagine avanti e indietro solo per il piacere del movimento e del rumore che provocano. Poco importa se qualche pagina verrà rovinata o stropicciata, anche questo fa parte del processo di conoscenza e di avvicinamento al libro, che per i bambini è caratterizzato da immagini grandi e riconoscibili, di tipo non narrativo perché non raccontano storie, ma piuttosto hanno illustrazioni che rispecchiano la vita reale.
Il libro diventa… ”Libro”! (6/10 mesi circa)
È in questo periodo che il libro acquista la sua vera identità, perché il bambino realizza che quell’oggetto non è un giocattolo come gli altri, ma rappresenta un mondo di curiosità e scoperte. Ora è in grado di seguire le pagine con lo sguardo, ed è attratto dalle figure grandi e colorate. Da questo momento il libro diventa l’oggetto su cui condividere l’attenzione, ed è per questo che introduciamo la “lettura guidata”, durante la quale, tenendo il bambino in braccio (ovviamente rivolto verso il libro), gli mostriamo gradualmente come sfogliarlo con calma, facendo in modo che presti attenzione alle figure, indicandole e nominandole, e poi lasciando che lui torni a giocarci.
Ora faccio io! (8/12 mesi circa)
Da questo momento, grazie all’acquisizione della posizione seduta in modo autonomo, i bambini possono avere un approccio più fisico con i libri. È a questa età, infatti, che da soli li prendono dalla cesta utilizzandoli a loro piacimento, ad esempio li possono guardare nel verso sbagliato, li girano e rigirano, saltano le pagine, li fanno cadere per poi arrivare a immergersi in un’osservazione più attenta. Tutto fa parte del percorso di scoperta, che pone le basi per lo sviluppo delle intelligenze, di cui quella narrativa è il tema principale della nostra riflessione.
Fino a ora, abbiamo preparato le basi per fare in modo che il rapporto fra “bambini e lettura” abbia il suo naturale epilogo, cioè uno scambio interattivo e continuo attraverso il quale ascoltare una storia poi spingerà il bambino a raccontarla a sua volta.
È a questo punto che noi possiamo iniziare a raccontare loro le storie degli albi illustrati. All’inizio ovviamente saranno storie brevi per poter stimolare e via via rafforzare i tempi della loro attenzione. In questa fase giocano un ruolo importante i Neuroni Specchio, in quanto, attraverso l’imitazione, favoriscono lo sviluppo dell’empatia e la comprensione delle emozioni. È proprio questo tipo di lettura relazionale a essere particolarmente preziosa per il bambino, perché lo stimola a partecipare attivamente e a immergersi nelle “storie”.
Ce l’abbiamo fatta! Narratori si diventa!
Bruno Munari scrive: “trovare una sorpresa in un libro quando si è piccoli, conduce a ricercarla tutta la vita nei libri”.
In questo nostro viaggio a ritroso verso l’importanza della lettura prima, e della narrazione poi, siamo entrate in punta di piedi, e ne siamo uscite alla fine con gli occhi pieni di meraviglia e di soddisfazione nel vedere “chi ascolta e chi racconta”, e come tutto questo incanto arriva agli occhi di chiunque li osserva nel cerchio magico della narrazione.
Alessia Pietrini, Fabiana Casetta, educatrici del nido Il glicine, Roma Capitale






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