domenica 4 gennaio 2026

Lo spazio terzo narratore in biblioterapia educativa

Ci occupiamo di biblioterapia nei contesti educativi e scolastici ormai da molti anni utilizzando il nostro metodo Bi.Ne. (bibliolettura interattiva e narrazione emotiva) che permette di sviluppare un processo emozionale che, grazie al libro, genera un flusso di idee ed emozioni che altrimenti resterebbero sopite. Ciò avviene all’interno di un cerchio che definiamo magico, in cui un narratore racconta o legge una storia, rispettando la centralità dell’ascoltatore e non quella del libro. L’ascolto permette un’introiezione e poi una restituzione della storia che a quel punto è quella dell’ascoltatore, rimasto sempre attivo, che racconta o si racconta secondo delle libere associazioni che appartengono ai suoi vissuti.
Ci troviamo quindi nella situazione in cui ascoltatore e narratore hanno come fine comune la storia e collaborano in uno spazio condiviso e in un tempo dedicato all’ascolto e al racconto.
Ora, una componente molto rilevante nel cerchio magico è lo spazio, che può potenziarlo, se utilizzato in maniera corretta.
Sappiamo da Loris Malaguzzi che lo spazio è il terzo educatore: «lo spazio deve essere progettato e predisposto per garantire che tutti i bambini e gli educatori si sentano a loro agio e sviluppino il piacere del fare insieme».
Sappiamo dagli studi sull'empatia degli spazi (Mallgrave su tutti) che gli ambienti suggeriscono il modo di essere abitati e per questo, secondo noi, lo spazio riveste una funzione di terzo comunicatore: se consideriamo gli spazi che abitano i bambini nei nidi e nelle scuole dell’infanzia (e perché no, anche nelle scuole di ogni ordine e grado) questi devono avere un linguaggio chiaro, semplice, riconoscibile nell’immediato, perché il bambino possa avviare un dialogo di fruibilità e di agio.
Ciò che, invece, abbiamo colto nelle molteplici osservazioni nei servizi educativi zerosei, è che durante i laboratori di narrazione, spesso, non si coglie l'importanza dello spazio come terzo narratore.
Ricordiamo che in biblioterapia educativa, al centro del cerchio magico delle storie non c'è il libro, come comunemente si pensa, ma il bambino che è il principale narratore. Lo scopo del facilitatore è di portarlo a raccontare e raccontarsi. Il facilitatore che legge o racconta la storia è il narratore attivatore, o trigger, che ha la funzione di accendere i neuroni specchio dei bambini innescando in loro quel flusso di idee ed emozioni che li porterà a raccontare e a raccontarsi. In questo contesto, lo spazio ha la funzione di terzo narratore, o narratore di supporto, ma deve assecondare il narratore attivatore e non sovrastarlo con stimoli sensoriali potenti che raccontano un'altra storia.
La consapevolezza del facilitatore sta nel creare quella coincidenza narrativa tra la storia e lo spazio, altrimenti gli elementi che compongono lo spazio possono risultare di distrazione per il bambino che verrà attratto più dall'ambiente che dalla storia.
Distrazione, però, che non è responsabilità del bambino, ma dell'adulto che ha sottovalutato il potere narrativo degli elementi con cui ha preparato lo spazio per la narrazione: il bambino entra in dialogo con tutto ciò che ha davanti, perché per lui ogni oggetto diventa un'occasione per alimentare la sua immaginazione, per costruire ipotesi e soluzioni.
Cosa intendiamo per coerenza tra la storia e lo spazio terzo narratore?
Le stanze immersive scelte come luoghi per la narrazione sono un esempio importante, perché sono pensate a tema (le quattro stagioni, o gli ambienti naturali come il mare o il bosco) e quando si porta una storia all'interno della stanza immersiva il bambino, a sostegno di ciò che ascoltando, deve ritrovare nello spazio elementi, suoni e luci che stimolino il suo pensiero narrativo con un meccanismo polisensoriale.
I. S. Francesco di Sales
scuola infanzia Monte Arsiccio
Non necessariamente però un cerchio magico di storie deve attivarsi in una stanza immersiva, perché anche quando si svolge nella sezione si può creare, all'interno del cerchio, una coerenza narrativa tra la storia e lo spazio, che assume la funzione di terzo narratore.
nido Contea degli hobbit
nido Peter Pan
Invitiamo, dunque, le insegnanti e le educatrici, impegnate in un laboratorio narrativo sia di routine che durante un evento, a riflettere sempre sulla coerenza tra spazio e storie, presupposto questo indispensabile per coltivare in maniera efficace l'intelligenza narrativa dei bambini.
Dario Amadei Elena Sbaraglia


Bibliografia
Amadei D., Sbaraglia E., La biblioterapia educativa nei nidi e nelle scuole di ogni ordine e grado, Castelvecchi editore, 2025
Amadei D., Sbaraglia E., Chiedilo ai libri, Castelvecchi editore, 2022
Amadei D., Sbaraglia E., Nati per raccontare, 2020
Pubblicazioni di Malaguzzi
Pubblicazioni varie sull'emaptia degli spazi

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