sabato 24 dicembre 2011

Monterotto News


IL BUON NATALE DI OIRAD
Quando Oirad era piccolo, Babbo Natale gli recapitava dei giocattoli meccanici molto belli che puntualmente sua madre, la stessa sera del venticinque, occultava nell’armadio più alto e irraggiungibile della casa.
- Li potresti rovinare giocandoci! – gli diceva in un tono che non ammetteva repliche – Dai retta a me, lo faccio per il “tuo” bene!!!
Oirad nel profondo del suo animo soffriva terribilmente e sentiva che il “suo” bene era sicuramente tutt’altra cosa. Siccome però la mamma era irremovibile e, se contrariata poteva diventare veramente cattiva,  il ragazzone triste preferiva ingoiare ogni anno quel boccone così amaro che impiegava dei mesi a digerire, sperando in un futuro ricco di doni. Ma tanti anni erano passati e la situazione non era di certo migliorata. Col tempo infatti era subentrato il concetto del regalo utile alla causa familiare che in tempi di crisi “sarebbe” la soluzione migliore. “Sarebbe”, ma non per Oirad che aveva continuato ogni Natale a desiderare regali inutilissimi che però avevano per lui un’importanza fondamentale.
Quest’anno finalmente ha deciso di fare un blitz e mettendo la scusa di un impegno importante è uscito nel freddo della Vigilia eludendo perfino la sorveglianza del professor Avenarius. E’entrato  nel negozio scintillante e affollato nonostante la crisi, con l’apprensione di chi teme che l’oggetto dei suoi desideri sia ormai esaurito. Poi però lo ha visto lì, maestoso sullo scaffale e subito lo ha afferrato subendone il peso: questo gli ha regalato  un’intima soddisfazione. Quando lo ha trascinato faticosamente alla cassa e lo ha pagato, immediatamente la soddisfazione si è fatta gioia immensa: dopo tanti anni finalmente il Dolce Forno è diventato suo!!!
Dario Amadei

5 commenti:

  1. Caro, dolce Oirad, che infanzia triste deve essere stata la tua. Continua a guardare avanti e liberati dei vecchi fantasmi. Buon divertimento col "Dolce Forno". Se ti può consolare, ad una mia amica, il fidanzato, quarantaduenne, ha chiesto in regalo il meccano. Chissà quali delusioni dell'infanzia cela questa richiesta. Buone feste e non rinunciamo mai ai nostri sogni.

    RispondiElimina
  2. Prof. Desmond Avenarius26 dicembre 2011 17:03

    Ma Oirad non ha avuto un'infanzia triste perchè non è una persona: è un'opinione che fluttua liberamente, sospesa nel tempo, tra passato presente e futuro...Non ha fantasmi di cui liberarsi perchè è uno, nessuno e centomila...

    RispondiElimina
  3. Caro Oirad! Un pò mi sento fuori luogo a lasciarti questo post, mi piace sbirciare i blog ma poi non ho mai il coraggio di lasciare i commenti!!! Ma questa volta non resisto e voglio dirti quanto la tua rubrica sia il momento della giornata in cui più mi diverto!!! Ti ho scoperto per caso e trovo che tu sia una persona speciale!!! Sei tutto ciò che le persone vorrebbero essere e non sono per i ruoli che interpratano ed invece tu sei semplicemente e intensamente Oirad: una persona che sa ridere del mondo e di se stesso e lo fa con una ironia gentile che oggigiorno è difficile trovare, per non dire impossibile!!! Chi ha la fortuna di viverti deve essere proprio felice nella sua vita!!!!!!!!!!!

    RispondiElimina
  4. Grazie Simonetta, per un strano scherzo della rete leggo questo tuo bellissimo post dopo sei anni...Mi fa molto piacere leggerti, spero che tu sia ancora in ascolto, e ti ringrazio molto! Oirad

    RispondiElimina