giovedì 26 marzo 2015

Let it Lok: Attraverso i miei occhi

Per rompere un po’ il grigiore e l’uggiosità di questa Primavera che da buona donna, è altamente in ritardo, ho deciso di accontentare le richieste di un mio caro lettore, curioso di sapere com’è per Lok guardare il mondo con gli occhi di un’altra persona. Tema che cade a pennello, visto che da poco ho terminato la toccante lettura di “Cecità”, incredibile romanzo mozzafiato di José Saramago, il quale attraverso il racconto di un’immaginaria epidemia dovuta ad un misterioso morbo, ha tracciato una straziante distopia, metafora dell’attuale condizione umana. Un po’ come Shakespeare, eterno ossessionato dell’ottica e del significato intrinseco degli occhi, dunque, in questo periodo sono molto sollecitata da questa attraente tematica. Gli Occhi sono essenziali, sono gli intensificatori delle emozioni, sono la finestra sulla realtà, e lo specchio dell’universo che conserviamo dentro di noi. Credo che avere Occhi per sé stessi sia un’ardua impresa, di fatto oggigiorno la maggior parte della gente preferisce non vedere; fingersi ciechi comporta favorevoli vantaggi, come ad esempio rinunciare al timore di una realtà che temiamo, o ripararsi dal rischio di sbagliare, deludere, fallire, perdere. E allora la Cecità ci salva da qualsiasi tipo di inconveniente: non guardiamo più attraverso la limpidezza della nostra iride,bensì trapeliamo tutto attraverso il vetro appannato della nostra mente. E non lo facciamo solo con gli altri, anzi… e allora il passo fondamentale prima di poter immetterci nella vista di qualcun altro, è quello di avere Occhi per noi stessi.
“Siamo capaci di guardarci veramente? O siamo il riflesso di una nostra idea, la proiezione di un nostro preconcetto mentale? Cosa vediamo? Perché?”
Trovare delle risposte non è semplice come può sembrare, però se lasciate fare ai vostri Occhi, e non al vostro pensiero, è garantito che prima o poi queste arriveranno. Forse, dopo questo enorme passo, potrete accingervi alla “presunzione” di vedere il mondo con gli occhi di qualcun altro. Per quanto mi riguarda, sin da bambina sono stata sempre molto sensibile e comprensiva con tutti coloro che mi circondavano, ero la spalla su cui sfogarsi, la porta a cui bussare quando c’era bisogno di conforto, l’animo placato capace di mettere pace; una volta, da adolescente, qualcuno di molto esperto mi suggerì addirittura di intraprendere la strada della psicologia, vista la mia inusuale sensibilità e la mia insolita capacità di introspezione. Bé dunque credo che questi “apprezzamenti” derivassero dalla mia capacità di guardare attraverso gli Occhi degli altri, in un certo senso. Il problema era che all’epoca non avevo ancora la capacità di Guardare a me stessa, e finivo per lasciarmi impantanare in realtà che non mi appartenevano. Penetravo così in profondità nel mondo visto dagli altri, che alla fine le loro angosce, le loro paure, i loro timori, i loro incubi, le loro paranoie finivano per tormentare anche me. Capite? Non avevo Occhi per me che mi permettessero di distinguere il mio Io da tutto il resto, con la conseguenza che forse non vivevo neanche per me, ma sicuramente in funzione di qualcun altro, risultandone condizionata in qualsiasi scelta,accadimento, sentimento, sensazione. Crescendo e studiando ho riscoperto il valore dell’Essere, e non dell’essere una proiezione; e allora mi sono impegnata ogni giorno di più per combattere questa mia cecità, e riscoprire la mia autentica Vista; all’inizio ho avuto paura, tanta paura, ciò che scoprivo era sempre più inquietante e sorprendente. 
La stessa consapevolezza di essere stata per anni condizionata da altra gente, anche inconsciamente, senza essermene resa conto, e la scoperta che Io stessa avevo permesso e autorizzato la manipolazione del mio essere, mi mandava in crisi e mi induceva a indietreggiare. Avanzando in questa sorta di viaggio verso la luce, però ho appreso il valore che ha la stessa consapevolezza di essere ciechi: qualcosa che non ci appartiene è di più facile espulsione rispetto a qualcosa intrinseco del nostro essere; e allora incoraggiata da questa convinzione ho compiuto un passo dopo l’altro , e non mi sono ancora fermata. Il viaggio dentro i nostri Occhi non si arresta mai, è infinito. Però, anche se forse non sono neanche a metà strada,mio caro lettore, sono certa di aver capito com’è, o almeno cos’è, cosa significhi guardare il mondo attraverso gli occhi di un’altra persona. È guardare alla vita da un’altra prospettiva, avere la mente aperta, pensare oltre le barriere, oltre i propri pilastri, le proprie convinzioni, i propri credo; credere che sia possibile ciò che per noi è irrealizzabile, conoscere un’emozione al di fuori della nostra gamma; immergersi a Occhi aperti nel mondo interiore dell’altro, capirne le emozioni, comprendere ogni brivido, ogni lacrima, ogni sospiro, ogni sorriso; capire perché la sua visione è diversa dalla nostra, scoprire le radici di questa divergenza; e magari se abbiamo un’anima Piena, una volta esplorato il mondo dell’altro potremmo, dopo la comprensione, condividere una consapevolezza e se ci è permesso e c’è bisogno, aiutare l’altro a nutrire questa Conoscenza passo dopo passo. Dobbiamo fare attenzione, però ,a che questo nuovo universo non diventi il nostro: gli occhi possono combaciare, ma le strade è bene che rimangano ben delimitate e nettamente definite, ciò che vediamo con gli occhi degli altri non fa parte di noi. Stiamo andando incontro all’altro per portarlo alla luce, non per essere travolti nuovamente dalla Cecità. Vedere con Occhi diversi non implica entrare a far parte di un mondo che non ci appartiene, vivere concezioni, traumi e condizioni che non sono nostri; significa meramente Vedere, al massimo comprendere, accettare o rifiutare, amare di più o di meno in base alla nostra reazione, emozionarsi, ma non un gradino in più. Vedere, non accecarsi!
E allora cari lettori, spero abbiate Occhi per leggere e Vedere oltre queste mie righe!

Un abbraccio
Filomena Lok Locantore

martedì 3 marzo 2015

Il soffio dei ricordi al Caffè Letterario

Grande successo al Caffè Letterario per Antonella Monaco, Il Melograno e Magic BlueRay!!!
Grazie a tutti gli amici che ci hanno fatto sentire il loro affetto e alle persone che sono intervenute!!!
Per vedere le foto clicca qui


giovedì 26 febbraio 2015

Let it Lok: L'amore

Maksim-Samasiuk-Fotolia.com
Amore... Ho conosciuto l’amore in tante diverse sfaccettature, ne ho assaporato tante differenti sfumature, e vi dico innanzitutto che l’amore è il motore della vita: non esiste sentimento più autentico in grado di farci sentire più autenticamente vivi, perché solo l’amore è capace di rapirci corpo, mente e anima. Questa volta vorrei parlare dell’amore nel senso più comune cui tutti vi si riferiscono al giorno d’oggi, ovvero l’“amore di coppia”, concedetemi questa espressione un po’ riduttiva e dispregiativa, a mio parere.
Sono soltanto una ventunenne, ma questa tematica intensamente mi affascina e mi intriga, ragion per cui impiego molto del mio tempo osservando come l’amore agisce e si manifesta tra la gente, giovani, adulti, anziani, single, fidanzati, sposati, divorziati, persino bambini. E tristemente vi annuncio che raramente ho visto due persone Amarsi, ma davvero, nel senso più autentico ed essenziale, di quell’amore reale, che secondo me dovrebbe essere vero, puro e incondizionato come la fragranza di un fiore. Viviamo nell’era dei social network, nell’età dell’ansia, della depressione: siamo diventati così complicati, fragili e problematici, che tutte le paranoie e le futilità non hanno riservato neanche un misero angolino all’Amore. Date un’occhiata dentro di voi: quanto amore è fiorito nel vostro cuore? Quanto siete capaci di Amare la persona che vi è accanto, o che state aspettando, o che avete perso? Non sono forse i vostri sentimenti sempre sovvertiti da qualche minacciosa ombra di timore, senso di bisogno, paura di solitudine, senso di competizione, di dovere, di obbligo? Quanti di voi si sentono pienamente e felicemente a proprio agio accanto al loro partner, quanti non desidererebbero neanche per un attimo di trovarsi in un altro posto, accanto ad una persona diversa? Quante volte pretendete attenzioni, rispetto, affetto, comprensione, pretendete di essere posti al centro della vita del vostro partner, al primo posto, davanti persino a sé stesso? E quante volte nel vostro profondo siete coscienti che forse, voi, non sareste mai in grado di fare nulla del genere per il vostro amato, o almeno non senza la certezza di essere ricambiati? Non abbiate paura delle risposte, semplicemente cercatele, e siatene consapevoli.
Guardandomi attorno, sono giunta alla conclusione, che tutti nasciamo con un enorme potenziale di amore nel cuore: nei bambini che si amano, ho visto i sentimenti più belli e spontanei perché i bambini non hanno peli sulla lingua né castelli della mente, amano con innocenza perché sono pieni d’amore, e non chiedono nulla in cambio. Crescendo, però siamo portati a smarrire questa genuinità, e l’amore diventa una “tragedia”, come qualcuno lo ha definito; o meglio noi rendiamo l’incredibilità dell’amore un mero affollarsi di dubbi, domande, pretese; e la considerazione più amara che vi pongo innanzi agli occhi è che basta un nonnulla a far si che tutto ciò sfoci in odio, rancore, vendetta: è sufficiente che qualcosina nell’ingranaggio cessi di funzionare per un attimo, e in preda al terrore, piuttosto che comunicare, per un crudele bisogno di sentirci forti, sputiamo merda sul cosiddetto “amato”, infischiandocene del suo intimo sentire: è sempre più facile prendersela con l’altro, piuttosto che affrontare i propri dissidi interiori, no? E diamo la colpa all’amore, ai suoi problemi, alle sue controversie, tralasciando il fatto che forse siamo noi ad avere le colpe, perché di fatto, siamo incapaci di amare, a cuore aperto e mente limpida, e nei casi eccezionali schiudere persino l’anima.
Non confondiate queste mie realistiche osservazioni con una visione pessimistica dell’ “amore di coppia”, perché queste mie “denunce” vogliono essenzialmente essere una scossa alle vostre consapevolezze, affinché iniziate a guardare la persona che vi è accanto con i veri occhi dell’amore. Che possiate purificarvi da tutto ciò che non è amore, aprirvi, e viverlo quando c’è, lasciarlo andare quando cessa, senza rancore, senza indignazione.
Io ci credo nell’Amore, (perché su per giù un paio di volte), ho provato la gioia di questo sentimento, così travolgente e rinvigorente. Forse da più piccola anch’io l’avevo confuso con altri sentimenti, però a 20 anni ti conosci, e sai riconoscere anche quando sei innamorato. Quando l’amore, quello puro e incondizionato, vive in te sei tutto rapito, ti senti estatico, qualunque difficoltà sorga, non è un problema perché l’amore tutto guarisce; non esistono paure, né del passato, né tanto meno del futuro, perché ami, e non chiederesti nulla di più; ti senti imbattibile, combatti, ma non te ne rendi nemmeno conto, perché in amore le lotte non si chiamano battaglie, bensì doni; ami, e se non sei ricambiato come vorresti non importa, perché il tuo amore è sufficiente ad abbracciare anche l’altro; sei pieno e vuoi condividere tutto, felicità, tristezza, libertà, malinconia, spensieratezza, speranza, pensieri, parole. Quando ami c’è empatia, vivi nell’altro, e l’altro vive in te, nel bene e nel male, e il male appare più dolce, quando qualcuno ti ci accompagna per mano; i respiri si sovrappongono, i cuori pompano sangue all’unisono, basta una carezza e la pelle ti si accappona tutta. Quando c’è amore, si cammina mano nella mano, nessuno rincorre nessuno, perché si è in sintonia, si respira complicità, anche nelle cose più futili della quotidianità. Certo, gli incidenti di percorso non mancano a nessuno, ma si impara ad affrontarli in due, piuttosto che chiudersi in sé stessi.
Ricordo con dolcezza gli attimi dei miei amori trascorsi, ma più di tutto mi sovviene un pomeriggio di mezza primavera, quando camminavamo a piedi nudi in riva al mare, ridendo e scherzando; qualche giorno prima una brutta discussione, e poi uno scooter che sfrecciava sotto il sole verso la pace, accompagnato da canti liberatori, un po’ stonati e sommessi dal rombo del motore. In quel momento non mi mancava nulla, mi sentivo così pienamente me, così liberamente Filomena, era favoloso. Non avrei per niente al mondo voluto trovarmi in un altro posto dell’universo: il mio paradiso era esattamente lì, in un pomeriggio di aprile, su quella sabbia ancora un po’ fredda e umida. Il tempo era sparito, come il mondo attorno: eravamo solo noi, gli sguardi di tenerezza, le poesie d’amore, due corpi intrecciati, la voglia di vivere e tanta voglia di perderci l’uno nell’altra.
È fantastico l’amore! Dovete solo lasciargli spazio!

Filomena Lok Locantore

lunedì 26 gennaio 2015

Let it Lok: Paura

Quando ci siamo dentro è difficile uscirne, e soprattutto renderci consapevoli. Perché in qualche arcana maniera conosciamo la verità, ma preferiamo non dischiuderla a noi stessi, perché abbiamo paura. Dare libero sfogo alla nostra primordiale essenza, al nostro puro essere ci terrorizza. E allora ci creiamo le prigioni.
Temiamo la mutabilità, ci ancoriamo all’abitudine, alla sicurezza. Ci muriamo nei castelli della nostra mente, visto che ciò che è al di là delle mura di cinta ci fa tremare; e allora prediligiamo la confortevole consuetudine di professare la libertà, mentre in realtà, stiamo erigendo, mattone dopo mattone, la nostra peggiore galera.
Nel pozzo sepolto, giace muta la certezza di essere ammanettati, eppure optiamo ogni nuova mattina, ogni notte di sconforto, per l’illusione di vivere la vita che desideriamo. Scegliamo di persuaderci che tutto sia esattamente come lo vorremmo, e che ci troviamo nel posto dove desidereremmo essere. E così facendo, ci allontaniamo via a gambe levate: via dalla meritevole conoscenza, via dalla realistica essenza, via da noi stessi.
È un po’ come l’attimo in cui devi attraversare la strada, e non ci sono semafori a infonderti rassicurazione. Guardi, e riguardi, e pensi, aspettando l’attimo meno rischioso; le auto sono ancora troppo lontane, anzi neanche ne vedi l’ombra, eppure c’è qualcosa che blocca la pianta dei tuoi piedi, una super potente colla vinilica che ti tiene in trappola tra l’ansia di raggiungere il marciapiede opposto e l’insinuante pensiero  di essere stroncato da un pirata della strada. Forse è tutto inconscio, ma questo meccanismo agisce, e ti incatena. E mentre le tue mani sudano a freddo, i tuoi insidiosi pensieri manipolano la realtà, e la sponda di fronte a te appare sempre più irraggiungibile, tic toc, tic toc, il tempo scorre, e una nuova paura si insedia sinuosamente nei meandri della tua mente: ti accorgi, disperato, di essere in procinto di perdere il bus. L’orchestra della tue testa continua a suonare con eleganza paranoiche sinfonie. E il paradosso accade: una nuova paura scaccia quella vecchia e finalmente ti lanci sulle strisce pedonali. In quel momento non ti sei liberato, anzi hai aggiunto un altro mattone alla tua cella: il tuo coraggio è fittizio. E nel frattempo, scopri deluso che hai anche perso l’autobus, e senza di quello non potrai mai arrivare puntuale all’occasione della tua vita. Perché? Perché senza un dispositivo meccanico che ti suggerisca il momento perfetto per attraversare ti senti perso. Sapete da dove nasce l’appellativo pirati della strada? Beh, la risposta è ovvia: non rispettano il codice della strada, quindi figuratevi se una luce verde o rossa faccia la differenza. Eppure hai lasciato condizionare te stesso e la tua esistenza da un pensiero tenebroso, e futile. È ciò che accade quotidianamente, ed in ogni momento: la paura guida le nostre azioni, i nostri desideri, i nostri modi di fare. Siamo incastrati in meccanismi impercettibili e non vogliamo rendercene conto, e questa stessa consapevolezza, piuttosto che darci stimoli per liberarci, ci rende ancora più prigionieri. E allora l’unica soluzione, per raggiungere il marciapiede opposto è lanciarsi, naturalmente scrutando a destra e a manca con consapevolezza e pienezza, ma senza bombardarsi la mente e distruggere la realtà, ed imparare così a vivere senza semafori!
Filomena "Lok" Locantore

venerdì 23 gennaio 2015

Road Show Letterario

Magic BlueRay e Graphofeel SRL con la collaborazione di AirTerminal Viaggi e Vacanze presenta il primo Road Show Letterario "Napoli attraverso gli occhi, la bocca e la penna di Maurizio De Giovanni" dal 20 al 22 febbraio a Napoli.
Accompagnati da Dario Amadei, scrittore, e da Antonio Perri, docente universitario, i partecipanti vivranno tre giorni intensi: incontreranno l'autore Maurizio De Giovanni, visiteranno i luoghi descritti nei suoi libri e si cimenteranno in un laboratorio di scrittura creativa.

domenica 18 gennaio 2015

Perché la bibliolettura interattiva è diversa

Quando si partecipa ad un incontro di bibliolettura interattiva, ideata e promossa da Magic BlueRay, ci si accorge subito che l’aria che si respira è diversa.
Innanzitutto le sedie sono disposte in circolo e non a platea. Questa è la prima regola, è il cerchio magico che domina la scena, indiscusso al centro della sala e pronto ad accogliere i partecipanti.
Non è la solita presentazione di un libro e di conseguenza non c’è un presentatore, ma un conduttore che viaggia insieme ai partecipanti nei diversi mondi possibili che la narrativa genera.
Il libro è si al centro dell’incontro ma non è necessario averlo letto, perché in realtà è il mezzo attraverso cui l’interazione tra i partecipanti prende vita, stimola le emozioni che fluiscono liberamente e fa nascere le storie che ognuno ha dentro di sé.
Il conduttore inizia a parlare del libro che ha portato, lo racconta, non lo spiega e le sue parole innescano una valanga di sensazioni, di vissuti, di ricordi, di idee che non appartengono solo a lui ma diventano di tutto il gruppo che si lancia in una conversazione spontanea, a volte privata e di grande ricchezza per tutti i partecipanti.
Non c’è solo un libro, ma tanti libri. Ognuno porta il suo, o solo una citazione, e lo condivide con gli altri, tutti sono protagonisti.
La lettura è libertà e quindi nessuno sarà nel cerchio per giudicare la scelta letteraria di un partecipante, perché non è importante lo stile, la forma, la scrittura di un autore, ma quello che la lettura ha suscitato nel nostro animo.
Tutto ciò che nasce all’interno del cerchio magico ha lo stesso effetto delle onde del mare che si creano quando si lancia un sasso, si moltiplicano, si allargano, arrivano lontano…

È questa la bibliolettura interattiva.

martedì 30 dicembre 2014

Let it Lok: The power of Lok

Carissimi lettori, come è noto ci si sta appropinquando ad accogliere l’anno che verrà, organizzando super-cenoni, prenotando ticket per super-balere, acquistando abiti super rossi per super feste e mentre tutti si avvicendano impavidi nei super preparativi, io, da buona “outsider”, mi rifugio nel mio isolotto “capsott” per far si che la vocina dentro di me, attraverso le mie mani e queste parole, racconti il mio 2014.
Questo che va concludendosi, per me, è stato l’anno di tantissime prove fisiche, sentimentali e intellettuali, alcune superate a pieni voti, altre un po’ zoppicando, o probabilmente non ancora superate, ma tutte sicuramente affrontate con tutta me stessa, in perfetta congiunzione di corpo, mente e anima. È stata l’annata dello tsunami, che mi ha sconvolto e tramutata dalla testa ai piedi, innalzandomi prima sull’apice della felicità, gettandomi poi nello sconforto della buia malinconia. E questo non mi rattrista, perché la vita è dinamicità ed è impossibile stare sempre perfettamente in equilibrio sulla cresta dell’onda. Ora non ho più paura, non temo la tristezza, né il dolore, perché ho capito che la forza primordiale racchiusa in ognuno di noi, emerge nella sua forma più pura e travolgente solo quando si annega: è in quel momento che tutta l’energia vitale ti assale, per renderti un essere nuovo,  rigenerato e imbattibile. Dunque questo tsunami mi ha insegnato tantissimo e in vista dell’arrivo di nuovo anno mi piacerebbe condividere con voi almeno 10 lezioni che ho imparato in questi 365 giorni di alti e bassi, affinché possiate affrontare l’anno che verrà da una prospettiva alternativa e a mio avviso, più interessante. Buona lettura!
Lezione n.1
Date il benvenuto ad ogni mattino nel modo più piacevole e gradevole che ci sia: prima di immergervi nello stress del tran-tran quotidiano, dedicatevi un po’ di tempo, coccolatevi, fate qualcosa che vi  piace tanto, una tisana calda, una passeggiata al parco, una doccia fresca, un po' di yoga, ciò che più desiderate. Iniziando la giornata già “in ritardo”, correndo affannosamente, vi siete già predisposti negativamente a tutto ciò che vi aspetta, e quindi finirete per non sopportare tutto ciò che fate, lamentarvi, piangervi addosso, e così via. L’alternativa è far affluire tutta l’energia a vostra disposizione e trovare la carica adatta  per essere brillanti e smaglianti.
Come mai la domenica o il sabato sono i giorni preferiti dalla maggior parte della gente? Elementare: sono le giornate in cui possiamo concedere a noi stessi tutti i piaceri che vogliamo, rilassarci, prendercela con comodo. E allora se iniziate a dedicarvi del tempo, delle “cure”, delle attenzioni  ogni mattina, prima di immettervi nel caotico mondo circostante, vi accorgerete che la settimana non sarà più un inferno, ma ogni giorno sarà delizioso quanto un week-end!
Lezione n.2
Ogni persona che incontri lungo la tua strada è un libro da sfogliare e leggere: non fermarti alle apparenze! Ogni singolo atteggiamento ha il suo perché, ogni cattiveria, ogni parola sconveniente, ogni risposta aggressiva nasce da un moto interiore, sepolto o conosciuto. Non sentirti ferito nell’orgoglio, piuttosto allarga la tua mente, e cerca di penetrare nel mondo di chi ti sta accanto: tutti abbiamo combattuto la nostra battaglia, e tutti ne portiamo le cicatrici in cuore. Non sarà la rabbia a curarle, bensì la comprensione e la compassione.
Lezione n.3
Se senti l’amore sgorgarti dalle vene, vivilo! Non chiederti perché, non interrogarti sulla durata, sui rischi, sulle difficoltà; non aver paura di non essere ricambiato, o di essere abbandonato. Quando un sentimento lo avverti nel profondo è autentico, e non necessita di sicurezze, né di compromessi, né di timori, né di parole come orgoglio o dignità. Sarà l’amore a trasportarti sul sentiero della bellezza e della gioia! In tutti casi , e comunque vada, anche se ti ritrovi nudo e senza nessuno né niente,  la felicità di aver amato  incondizionatamente e totalmente riempirà il tuo cuore.
Lezione n.4
Non abbiate paura! Il mio ex professore di inglese ripeteva quotidianamente: “The only thing you have to fear, is fear itself.” Acquisite la consapevolezza che ogni vostro singolo pensiero è, consciamente o inconsciamente condizionato da una vostra paura. Individuatela e sradicatela, solo allora sarete liberi di fare tutto e pronti a qualsiasi sorpresa vi riservi l’esistenza. Se non avete il coraggio di scrollarvi le vostre ansie di dosso, non vi resta che accontentarvi di un’esistenza misera.
Lezione n.5
Impara a leggere la realtà semplicemente per quella che è, senza complicazioni, né sfumature recepite dal mondo che hai dentro di tè. La realtà è una, non lasciare che la tua mente ne inventi una parallela più difficile e meno estatica. Goditela così com’è,  nel bene e nel male!
Lezione n.6
Guadagni per vivere o vivi per guadagnare? Fa sì che il denaro non sia la stella cometa che guidi la rotta della tua vita, bensì uno strumento accessorio che ti consenta di usufruire di agi e comodità. Non essere ossessionato dal denaro, né dalla sua ricerca, altrimenti finirai per mancare la vita, ostinandoti ad accumularne sempre più e a preservarlo per il futuro.
Lezione n.7
Invece che piangere e deprimervi per ciò che non potete ottenere  vi conviene esultare e gioire per tutto ciò che già avete conquistato: non ci si accontenta mai, si pretende sempre di più. Certo questo naturalmente è stimolante quando porta a crescere e a migliorarsi , ma è distruttivo quando comporta tristezza, angoscia, senso di fallimento e di vuoto. Quindi guardatevi attorno, ma soprattutto dentro, e siate grati a voi stessi e all’esistenza per avervi reso così ricchi e pieni!
Lezione n.8
Fai amicizia con te stesso, conosciti, indagati: esplora il mondo che è dentro di te, non evitarlo! Solo conoscendoti potrai capire, riconoscere e assorbire tutte le sette lezioni precedenti.
Lezione n.9
“ Chi vuol esser lieto sia, del doman non v’è certezza!” recitavano dei versi di una ballata scritta da Lorenzo Il Magnifico. E come dargli torto? È ora che tu scelga per te stesso la strada della felicità, della totalità, ascoltando il tuo cuore, il tuo spirito! Ora o mai più!Non ti dico di sopprimere la tristezza, perché questa è parte naturale dell’esistenza; ti suggerisco piuttosto di abbandonare la strada della non-vita, e di sentirti felicemente vivo in ogni singola esperienza, persino nella più dolorosa che ci sia. Anche le lacrime sono il succo della vita: non dimenticare che si piange anche di gioia!
Lezione n.10
Meglio morire e poi rinascere, che non fingere di essere vivi, e stentare come zombie! Evviva la vita: sempre e comunque!

Questi sono i consigli di Filomena Lok per accogliere il 2015, in maniera realmente diversa, con un pizzico in più di consapevolezza, amore e gratitudine! Spero vi ritornino utili!
Carissimi fan, auguro a tutti voi un anno prosperoso, gioioso e scintillante!!!
Filomena "Lok" Locantore