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martedì 24 febbraio 2026

Storie sulle Colline dell'Albegna

La formazione che da anni proponiamo è per noi un atto di dare forma alla conoscenza che si genera dall'intreccio delle storie delle persone che si incontrano, che si raccontano scambiando vissuti, emozioni, esperienze.
Quando abbiamo chiesto al gruppo delle insegnanti ed educatrici dello zerosei delle Colline dell'Albegna in formazione sulla biblioterapia educativa di portare gli “albi che sono o sono state”, non pensavamo di ricevere in cambio così tanta narrazione entusiasta di essere in quel cerchio. Un tripudio di parole, di emozioni, di bellezza, di realtà che a volte non piace ma che si cerca di trasformare, e a dircelo sono stati loro, gli albi illustratri, quel potente strumento in mano all'educatore che sceglie se usare come totem o come viatico di conforto, di accettazione, di esistenza.
Alice ci ha raccontato che nel suo nido arriva sempre un momento giusto per raccontare Il giardiniere dei sogni (Sassi Junior) (la storia di tutte le storie di bibliolettura interattiva), a volte tutto, altre volte soffermandosi su quelle illustrazioni magiche che aprono alla fantasia e alla narrazione dei bambini e delle bambine. Con Il signor Vroum (Uppa), invece, che va veloce e corre sempre, riflette anche con i genitori, perché quello che ci mostra il signor Vroum è che ciò che non si coltiva si perde e quando si inizia ad andare lentamente, ci si accorge di cosa c'è intorno. Fermarsi ogni tanto è un atto di cura per tutti.
Federica ride e fa ridere tanto i suoi bambini e le sue bambine del nido con Abbaia George (Salani), un albo che fa uscire la parte giocosa di ognuno di noi, ma che si presta anche a importanti riflessioni, come d'altronde fa La zuppa di sasso (Babalibri), soprattutto se porti nel servizio una grossa pentola e tante verdure con cui i bambini preparano zuppe appetitose.
Per rinforzare le relazioni, anche e soprattutto durante l'ambientamento, Agnese ci racconta che nel suo nido, grazie a Le cose che passano, (Topipittori), può riflettere insieme ai genitori sul rapporto di fiducia, perché anche se le cose se ne vanno, la costante che rimane è l'amore.
In Si può dire senza voce (Glifo), Valentina sa quanta dolcezza c'è nel dare e nel ricevere e che i gesti sono più importanti delle parole, sia quando quelle parole non si trovano, quando ancora non si conoscono o quando sono parole straniere.
Alice, nel suo nido, crea cerchi per rinforzare l'autostima, soprattutto quando i bambini pensano di non riuscire a fare delle cose, e allora viene in aiuto Il punto (Ape Junior) che è il qualcosa che trasmette il positivo che serve come incoraggiamento per iniziare.
Quanto si divertono i bambini e le bambine quando anticipano Yuba mentre racconta A caccia dell'Orso (Mondadori), che ci mostra come rimanere uniti davanti alle avversità, e se nel cerchio qualcuno si dovesse chiedere se i bambini alla fine rimangono male perché l'orso se ne va da solo, nessun problema, perché sono sempre i bambini a trovare il conforto in queste situazioni, grazie al loro infinito io creativo.
Eliana nel suo nido parte alla scoperta delle meraviglie del mondo senza dimenticare di ricordare ai suoi bambini e alle sue bambine che ognuno di loro è una meraviglia. Tu sei una meraviglia (Terre di mezzo) è anche per quegli adulti che non vogliono correre il rischio di tarpare le ali ai bambini e alle bambine che si affacciano al mondo con gli occhi dello stupore.
Monica sa che quando al nido la stanchezza si fa sentire, con Il mio palloncino (Babalibri) torna il sorriso e il buon umore, perché il lupo che ha paura di Cappuccetto è davvero divertente.
Carlotta scopre Olivia e le principesse (Salani) come mamma e ce lo racconta con tanto orgoglio e anche quando lo racconta in maniera diversa nel suo servizio per rinforare nei bambini e nelle bambine l'idea che possono essere ciò che vogliono e non ciò che la società ci impone.
Grazie a Serena abbiamo ricordato l'importanza de Il pentolino di Antonino (Kite) con il suo buon educatore che nel libro non insegna ma mostra ad Antonino come superare le difficoltà e mostra anche a tutti quelli che lo leggono il mondo con occhi diversi, una ricchezza per tut, grandi e piccini.
Raffaella ci racconta la storia de Il vecchio e l'albero (Nord-Sud) e quanto è importante riflettere sul fatto che le parole quando arrivano, hanno il potere di trasformare, in bene o in male e che la cura passa sempre attraverso la natura e le parole.
Caterina e Laura ci raccontano che l'albo Che cos'è un bambino (Topipittori) dovrebbe aiutare a non smarrirsi come adulti e come educatori, perché anche se il gruppo di lavoro cambia, quello che non deve cambiare mai è l'idea di bambino, aiutando anche i genitori a riconoscere le competenze dei loro figli.
Antonella ci voleva raccontare Il ciuccio di Nina (il Castoro), ma sappiamo bene che sono gli albi a sceglierci e Il momento perfetto (Glifo) è arrivato proprio al momento giusto e nel cerchio si è compreso il motivo dello scambio.
Giovanna ci racconta Sarò il tuo porto sicuro (Feltrinelli) con la bellissima metafora che rappresenta il bambino come un veliero che naviga sul mare delle emozioni.
Francesca con Piccolo buio (il Castoro) crea l'atmosfera nella sua scuola dell'infanzia mimando i gesti con i bambini e le bambine che iniziano a formarsi il pensiero che le paure si possono superare non avendo paura della paura.
Ninna nanna per una pecorella (Topipittori) e Urlo di mamma (Nord-Sud) sono le scelte di Sandra nel cerchio magico, che ci raccontano di una solitudine che si aggrappa ad ogni speranza per sentirsi accolta e quando accade la consolazione della solitudine e l'accoglienza della diversità si fanno strada negli animi delle persone, così come si possono superare i traumi e le paure quando ci sentiamo a pezzi e con un abbraccio tutto torna al suo posto.
Carmela suona una corda molto delicata, quella dell'adulto che si sostituisce al bambino, lo anticipa anche nella gestione delle sue emozioni e allora ci racconta di Albert e albero (Lapis) per ricordarci che l'ascolto del reale bisogno del bambino è fondamentale perché ogni bambino è diverso e quello che l'adulto pensa non sempre è quello di cui il bambino ha bisogno.
Non si può non parlare di tempo, e allora Susanna attraverso L'uomo che vendeva il tempo (Terre di mezzo) rallenta e ci racconta che troppo spesso vendiamo il nostro tempo senza aspettare che ci torni qualcosa indietro per recuperare energie e idee. E allora, se non siamo ancora convinti di questo, ci racconta anche Il piccolo principe (Terre di mezzo), un albo così complicato per gli adulti e così semplice per i bambini, grazie al quale possiamo iniziare ad imparare a non fare troppe cose in quel tempo che abbiamo a disposizione.
Marta ci esorta a non fare una scelta quando abbiamo la possibilità di scegliere più cose, soprattutto se sono le storie che dobbiamo scegliere e allora ci racconta Il fuoco del drago (Giunti), Edmond e Abracazebra (Nord-Sud) che ci parla di come accogliere la diversità sia sempre un arricchimento relazionale ed emotivo; Perfetta per due (Pane e sale) che ci mostra quanto portarsi dietro cose speciali sia confortevole; Zeb la scorta di baci (Babalibri) che i bambini e le bambine interiorizzano così tanto da consolarsi a vicenda con scorte di baci caramella; La compagnia delle stelle (Gallucci) perché non è solo possedere che ci rende felici, lo è di più condividere e infine A te la scelta (Franco Cosimo Panini) che esorta ad aprirsi a un mondo di possibilità.
Il cerchio magico si chiude con Carmela e con la generosità di Il pettirosso e Babbo Natale (Gribaudo), un sentimento dal quale non si può prescindere.
Ancora una volta abbiamo avuto la conferma che di una storia non esiste un'unica interpretazione e che solo raccontando e raccontandosi si può generare quel flusso di idee ed emozioni che permette a tutte le persone nel cerchio magico di conoscere meglio se stesse e gli altri, sciogliendo dei nodi e accogliendo bellezza.
Dario Amadei e Elena Sbaraglia

martedì 30 maggio 2023

Ognuno ha una favola dentro che non riesce a leggere da solo di Iliara Dalmastri


“Ognuno ha una favola dentro che non riesce a leggere da solo. Ha bisogno di qualcuno che, con la meraviglia e l'incanto negli occhi, la legga e gliela racconti” Pablo Neruda.
Salve a tutti sono Ilaria e sono un’educatrice di asilo nido. In questo nuovo articolo (che ho avuto il privilegio di scrivere) ho voluto cominciare con un’immagine e con una citazione che raccontano un po’ di questa storia…È ormai un anno che, GRAZIE al fortunato incontro con i due “cacciatori di storie” Dario ed Elena, sto portando avanti anch’io nel nido in cui lavoro, il loro metodo di bibliolettura interattiva. È sicuramente un Progetto ambizioso ed in realtà una vera e propria sfida (inserita in un contesto educativo 0-3) ma questi due “cacciatori di storie” riescono a far vedere “…l’incanto e la meraviglia negli occhi” di chi li ascolta!!!
Grazie a questo fortunato incontro ho cominciato a raccontare le storie ai bambini (e non più a leggergliele semplicemente) accogliendo i loro feedback che, in questa fascia di età, non sono fatti solo di parole ma anche e soprattutto nell'attivazione e nel trarre fuori pensieri ed emozioni percepibili anche attraverso le loro espressioni, i loro gesti, la loro partecipazione attiva...
E d’altra parte l’etimologia stessa della parola EDUCARE, da “educere” trar fuori, la dice tutta!!!
Gli stimoli e i feedback dei bambini sono stati davvero entusiasmanti tanto che, quando il Dipartimento ha richiesto una relazione sulle Buone Pratiche nel nostro nido, il Progetto è stato inserito come tale da tutto il Gruppo Educativo.
Il racconto delle storie è fondamentale da un punto di vista psico-pedagogico sia perché permette di “lavorare” su un tipo di comunicazione efficace e allo stesso tempo coinvolgente e interattiva sia perché il racconto delle storie stimola non solo la comprensione del contenuto ma soprattutto la lettura delle emozioni insite nella storia stessa.
L’altro giorno un bimbo mi dice: “Ilaria mi leggi la storia del Libro Arrabbiato perché lui è arrabbiato come me…”
E un’altra bambina: “Ilaria mi leggi la storia di Buio? Io ho paura del buio…”
L’intelligenza emotiva è la capacità di comprendere e gestire le emozioni in modo consapevole quindi non è solamente “empatia” ma include anche la competenza regolativa delle emozioni.
Da questa definizione sull’intelligenza emotiva e alcuni piccoli esempi tratti dai feedback dei bambini, a me sembra evidente il visibile e decisivo apporto che porre le basi per la bibliolettura al nido può augurarsi e effettivamente sta dando!!!
Abbiamo voluto condividere tutto ciò anche con le famiglie creando all'entrata di ogni sezione una “piccola biblioteca per bambini e genitori” dove periodicamente esponiamo proposte e consigli di lettura.
Anche questo Progetto ha suscitato molto entusiasmo portato soprattutto dai bambini stessi.
Tutte le mattine, per esempio, Gabriele, prima di entrare in sezione, si fa leggere dalla mamma qualcuno (in realtà TUTTI!!!) i libri esposti.
Per i bambini la persona che legge o racconta loro le storie viene percepita come una persona disponibile e presente e questo è fondamentale per l’instaurarsi di un sano rapporto di attaccamento con i caragivers.
Gaia e Camilla hanno fatto comprare alla mamma i libri e di Cappuccetto Rosso e Ballando con il buio… forse anche perché “quando possiamo parlare delle nostre emozioni esse diventano meno spaventose e sovrastanti” (Rogers).
Il prossimo anno educativo proseguiremo sicuramente in questo Progetto e c’è anche l’idea di creare durante il percorso degli incontri genitori/bambini e anche solo genitori di lettura/racconto di storie.
Concludo dicendo solo: RACCONTIAMO STORIE AI NOSTRI BAMBINI perché oggi ne saranno lieti ed entusiasti e li aiuteranno a trarne tutti quei benefici che un domani da adulti saranno in grado di tramandare alle generazioni che verranno come l’umanità ha sempre fatto fin dai tempi antichi tirando fuori da ogni ascoltatore pensieri, emozioni, immaginazione e voglia di sognare…
Ilaria Dalmastri



martedì 24 novembre 2020

LA TECNICA DI NARRAZIONE CREATIVA STEP BY STEP. VIAGGIO NEL MONDO DELLE STORIE

Aperte le iscrizioni al corso certificato di formazione LA TECNICA DI NARRAZIONE CREATIVA STEP BY STEP. VIAGGIO NEL MONDO DELLE STORIE in collaborazione con il Centro Phrònesis