“La differenza tra avere e essere non è un’alternativa che si imponga
al comune buon senso. Sembrerebbe che l’avere costituisca una normale funzione
della nostra esistenza, nel senso che,per vivere,dobbiamo avere oggetti.
Inoltre, dobbiamo avere cose per poterne godere. In una cultura dove la meta
suprema sia l’avere, come può esserci un’alternativa tra avere ed essere? Si
direbbe, al contrario, che l’essenza dell’essere sia l’avere; che, se uno non
ha nulla, non è nulla.”
(“Essere o Avere”- Erich Fromm)
Ho scelto questo breve passaggio
dal saggio di Erich Fromm per introdurvi a uno dei principali fattori, in mia
opinione, causa della profonda crisi individuale e spirituale che l’umanità sta
attraversando. Una delle bestie più temibili, che sta divorando ogni singolo
individuo, lentamente, silenziosamente o meno. Il male: il male che ci sta
privando, inconsciamente, della quintessenza della vita.
La nostra società vive
l’illusione del lusso a tutti costi. L’unica frenesia possibile per ogni
individuo sembra essere proprio di primeggiare come consumatore e l’ideologia
consumistica sembra fermare paradossalmente, ogni progresso. La vita si annulla
nel bisogno cronico di acquistare continuamente nuovi beni e nuovi servizi con
scarso riguardo all’effettiva necessità che si ha di essi, alla loro durata,
alla loro origine o alle conseguenze ambientali della loro produzione e
smaltimento. Il consumismo è dovuto ad ingenti somme spese in pubblicità con lo
scopo di creare sia il desiderio di seguire una moda, un trend, sia il
conseguente sistema di auto-compiacimento che ne deriva. Il materialismo è uno
dei risultati finali del consumismo. Siamo ormai abituati a non vedere il
consumismo interferire nelle nostre scelte o nella nostra vita sociale,
rimpiazzando i bisogni dettati dal buon senso, sostituendo la necessità di una
famiglia stabile, di una vita in comunità e di sane relazioni umane con un
artificiale ed insaziabile ricerca di denaro necessario a comprare sempre più
cose, per lo più inutili, che siamo stati portati a desiderare. Cose progettate
per non durare, o per passare di moda in tempi sempre più brevi.
