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mercoledì 14 maggio 2014

Comunicato stampa: Premio Bonsai Giovani 2014

Magic BlueRay e School of Dreams, in collaborazione con le Biblioteche di Roma Capitale, Casa del Parco e Renato Nicolini e con il patrocinio dell’Assessorato allo Sviluppo delle Periferie, Infrastrutture e Manutenzione Urbana, comunicano che Lunedì 19 maggio, presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio, si terrà la premiazione del Concorso letterario Premio Bonsai Giovani 2013 – 2014 “Storie d’amore e d’amicizia al tempo dei social network”.
Un concorso al quale hanno partecipato gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado di Roma e provincia inviando dei racconti bonsai in cui è emerso un “messaggio importante sulla vita, sulle emozioni e sui sogni dei giovani dell’era di internet”.
È il terzo anno che Magic BlueRay e School of Dreams, in concomitanza con la chiusura dell’anno scolastico, danno risalto a quanto la scrittura creativa e la lettura portano nella vita delle persone, che si cimentano in queste arti.
Ed è per questa ragione che durante questa manifestazione verranno premiati anche persone, istituzioni, attività editoriali, insegnanti e scuole primarie e secondarie di primo grado che si sono distinte per creatività e impegno nella promozione della cultura.
“Seminare nelle menti dei ragazzi per far crescere un mondo migliore” è la menzione che riceveranno:
Paolo Masini, Assessore di Roma Capitale, per il suo impegno indiscusso verso tutte quelle attività volte ad una diffusione ampia e sfaccettata di cultura, sport e socialità.
La casa editrice “Edizioni Angolo Manzoni”, da sempre sensibile a “superare le barriere di lettura” 1997: primo editore a pubblicare in Grandi Caratteri CORPO 16, 2010: primo editore a pubblicare con il carattere ad alta leggibilità EasyReading.
Alessandra Benedetti, Giovanna Micaglio, Antonio Trimarco, dell’Istituzione Biblioteche di Roma, per l’entusiasmo con cui propongono attività culturali, creative e aggregative che coinvolgono i loro utenti.
Le scuole e le insegnanti che con passione e coraggio portano avanti un’idea di formazione, che va oltre la didattica e lascia libera di esprimersi la creatività.
I giovanissimi, Filomena Locantore, Carolina Ragucci, Federico Rovetta, Andrea Tinaburri che, nella nostra epoca ipertecnologica, non hanno paura di esprimere con la scrittura i loro sentimenti.
Tutti loro fanno davvero sperare in un mondo migliore.
Dario Amadei e Elena Sbaraglia

Magic BlueRay

(www.magicblueray.jimdo.com)

martedì 15 aprile 2014

Scrittura creativa e dislessia

Qualche giorno fa eravamo in una classe per il laboratorio di scrittura creativa e al termine, la conversazione con la maestra, mi ha molto colpito. Mi ha detto che non aveva mai visto lavorare così bene quei suoi tre bambini con DSA. Non li aveva mai visti sorridere come sorridono quando ci siamo noi in classe, mai aveva visto quella mano alzata per intervenire nel dibattito, mai si era immaginata quell’impegno nel dettato per non perdersi nemmeno una parola della storia.
E mi sono chiesta: ma noi cosa abbiamo fatto di così speciale? Si, perché quando si fa scrittura creativa con Dario Amadei tutti sono entusiasti, tutti sono partecipi, nessuno rimane indietro, si isola o si rattrista, anzi si vive un clima talmente esplosivo, che qualche volta è difficile ritrovare l’ordine. Ma si tratta di caos creativo e non ci sono problemi.
Quest’anno non è la prima volta che ci capita di accomunare la scrittura creativa alla dislessia.
In un altro corso, una bambina ci ha confidato di essere seguita perché non sa scrivere, ma con noi si diverte tanto a raccontare storie e non ha paura di sbagliare le doppie; un ragazzo “che ha problemi” a seguire e a “mantenere l’attenzione”, come ci dice un’altra insegnante, è talmente preso dalla scrittura creativa che per due ore non si alza dalla sedia, interviene alzando la mano, aspetta il suo turno mentre ascolta i compagni e poi ogni settimana viene con una storia tutta sua, scritta a casa, per regalarla a Dario.
E allora il pensiero che a Dario frulla da anni in testa, forse non è poi così tanto un’utopia. Anzi, ne siamo proprio convinti: la scrittura creativa è un’arteterapia che dovrebbe diventare “materia didattica” accanto alla grammatica, alla storia e alla geografia.
Imparare a far fluire le idee in maniera spontanea, ascoltare e far proprio il pensiero degli altri verso un traguardo comune, sentirsi i protagonisti di quanto si sta realizzando, allargare i propri orizzonti,  relazionarsi con i compagni senza sentirsi giudicati, sono tutte proprietà della scrittura creativa che sviluppano e arricchiscono la crescita personale della persona.
La scrittura creativa abbatte le barriere della diversità e come ci insegnano la talpa Moletta di Edizioni Angolo Manzoni, casa editrice torinese che fa leggere ad alta leggibilità e il bellissimo libro di Pasquale De Caria, “Il vicolo delle lettere ribelli”, di Edizioni Graphofeel, quello che bisogna curare sono i pregiudizi e l’ignoranza di una società che spesso non sa includere, ma solo allontanare.
Elena Sbaraglia


venerdì 4 aprile 2014

Dislessia: Da KO a OK! Il font ad alta leggibilità EasyReading

Sono dislessico e collaboratore editoriale. Binomio impossibile? Assolutamente no. Le case editrici si sono presto accorte che un collaboratore dislessico è un’opportunità.  Perché quello che va bene per un dislessico va benissimo per tutti i lettori.
di Massimo Rondi
pubblicato su State of Mind

Avete mai pensato che allo specchio le lettere KO diventano esattamente il contrario?
OK
Mi viene in mente che Leonardo da Vinci (mancino e dislessico) era capace di scrivere al contrario, da destra verso sinistra e dall’ultima pagina verso quella iniziale (“Storiedi normale dislessia” di Rossella Grenci e Daniele Zanoni).
La scrittura è una convenzione recente per il nostro cervello. Non è intuitiva neppure la “direzione”, da sinistra a destra o da destra a sinistra.
E il modo di leggere “dislessico” potrebbe essere giusto in un altro sistema di scrittura.
Secondo le stime più recenti la dislessia oggi interessa almeno il 10% della popolazione mondiale, ovvero circa 700 milioni di persone. E la dislessia può apparire sotto molte e diverse forme, rendendo difficile la diagnosi quando il problema si manifesta.

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