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lunedì 28 novembre 2016

Un minuto tutto per te

"Un minuto tutto per te*"
Percorso di bibliolettura interattiva e indagine narrativa sul benessere personale
a cura di Dario AMADEI e Elena SBARAGLIA

Martedì 6 – 13 – 20 dicembre 2016 – 10 gennaio 2017
quattro incontri dalle 19:00 alle 21:00

 

Trova un minuto
per vedere le cose
in un modo diverso.
E quel minuto
ti cambierà l’intera giornata.
Spencer Johnson, Un minuto tutto per te*


Trovare dentro se stessi la soluzione per affrontare il quotidiano nel migliore dei modi e raggiungere uno stato di benessere generale. Attraverso gli strumenti della bibliolettura interattiva e dell’indagine narrativa, i partecipanti verranno messi nelle condizioni di far fluire liberamente idee ed emozioni e di attivare le proprie risorse emotive e mentali.

 

Via Duchessa di Galliera 10, Roma (Monteverde)
Info, costi e iscrizione: 3297193354 magicblueray@gmail.com www.magicblueray.it/in-vetrina/ 

 

martedì 30 dicembre 2014

Let it Lok: The power of Lok

Carissimi lettori, come è noto ci si sta appropinquando ad accogliere l’anno che verrà, organizzando super-cenoni, prenotando ticket per super-balere, acquistando abiti super rossi per super feste e mentre tutti si avvicendano impavidi nei super preparativi, io, da buona “outsider”, mi rifugio nel mio isolotto “capsott” per far si che la vocina dentro di me, attraverso le mie mani e queste parole, racconti il mio 2014.
Questo che va concludendosi, per me, è stato l’anno di tantissime prove fisiche, sentimentali e intellettuali, alcune superate a pieni voti, altre un po’ zoppicando, o probabilmente non ancora superate, ma tutte sicuramente affrontate con tutta me stessa, in perfetta congiunzione di corpo, mente e anima. È stata l’annata dello tsunami, che mi ha sconvolto e tramutata dalla testa ai piedi, innalzandomi prima sull’apice della felicità, gettandomi poi nello sconforto della buia malinconia. E questo non mi rattrista, perché la vita è dinamicità ed è impossibile stare sempre perfettamente in equilibrio sulla cresta dell’onda. Ora non ho più paura, non temo la tristezza, né il dolore, perché ho capito che la forza primordiale racchiusa in ognuno di noi, emerge nella sua forma più pura e travolgente solo quando si annega: è in quel momento che tutta l’energia vitale ti assale, per renderti un essere nuovo,  rigenerato e imbattibile. Dunque questo tsunami mi ha insegnato tantissimo e in vista dell’arrivo di nuovo anno mi piacerebbe condividere con voi almeno 10 lezioni che ho imparato in questi 365 giorni di alti e bassi, affinché possiate affrontare l’anno che verrà da una prospettiva alternativa e a mio avviso, più interessante. Buona lettura!
Lezione n.1
Date il benvenuto ad ogni mattino nel modo più piacevole e gradevole che ci sia: prima di immergervi nello stress del tran-tran quotidiano, dedicatevi un po’ di tempo, coccolatevi, fate qualcosa che vi  piace tanto, una tisana calda, una passeggiata al parco, una doccia fresca, un po' di yoga, ciò che più desiderate. Iniziando la giornata già “in ritardo”, correndo affannosamente, vi siete già predisposti negativamente a tutto ciò che vi aspetta, e quindi finirete per non sopportare tutto ciò che fate, lamentarvi, piangervi addosso, e così via. L’alternativa è far affluire tutta l’energia a vostra disposizione e trovare la carica adatta  per essere brillanti e smaglianti.
Come mai la domenica o il sabato sono i giorni preferiti dalla maggior parte della gente? Elementare: sono le giornate in cui possiamo concedere a noi stessi tutti i piaceri che vogliamo, rilassarci, prendercela con comodo. E allora se iniziate a dedicarvi del tempo, delle “cure”, delle attenzioni  ogni mattina, prima di immettervi nel caotico mondo circostante, vi accorgerete che la settimana non sarà più un inferno, ma ogni giorno sarà delizioso quanto un week-end!
Lezione n.2
Ogni persona che incontri lungo la tua strada è un libro da sfogliare e leggere: non fermarti alle apparenze! Ogni singolo atteggiamento ha il suo perché, ogni cattiveria, ogni parola sconveniente, ogni risposta aggressiva nasce da un moto interiore, sepolto o conosciuto. Non sentirti ferito nell’orgoglio, piuttosto allarga la tua mente, e cerca di penetrare nel mondo di chi ti sta accanto: tutti abbiamo combattuto la nostra battaglia, e tutti ne portiamo le cicatrici in cuore. Non sarà la rabbia a curarle, bensì la comprensione e la compassione.
Lezione n.3
Se senti l’amore sgorgarti dalle vene, vivilo! Non chiederti perché, non interrogarti sulla durata, sui rischi, sulle difficoltà; non aver paura di non essere ricambiato, o di essere abbandonato. Quando un sentimento lo avverti nel profondo è autentico, e non necessita di sicurezze, né di compromessi, né di timori, né di parole come orgoglio o dignità. Sarà l’amore a trasportarti sul sentiero della bellezza e della gioia! In tutti casi , e comunque vada, anche se ti ritrovi nudo e senza nessuno né niente,  la felicità di aver amato  incondizionatamente e totalmente riempirà il tuo cuore.
Lezione n.4
Non abbiate paura! Il mio ex professore di inglese ripeteva quotidianamente: “The only thing you have to fear, is fear itself.” Acquisite la consapevolezza che ogni vostro singolo pensiero è, consciamente o inconsciamente condizionato da una vostra paura. Individuatela e sradicatela, solo allora sarete liberi di fare tutto e pronti a qualsiasi sorpresa vi riservi l’esistenza. Se non avete il coraggio di scrollarvi le vostre ansie di dosso, non vi resta che accontentarvi di un’esistenza misera.
Lezione n.5
Impara a leggere la realtà semplicemente per quella che è, senza complicazioni, né sfumature recepite dal mondo che hai dentro di tè. La realtà è una, non lasciare che la tua mente ne inventi una parallela più difficile e meno estatica. Goditela così com’è,  nel bene e nel male!
Lezione n.6
Guadagni per vivere o vivi per guadagnare? Fa sì che il denaro non sia la stella cometa che guidi la rotta della tua vita, bensì uno strumento accessorio che ti consenta di usufruire di agi e comodità. Non essere ossessionato dal denaro, né dalla sua ricerca, altrimenti finirai per mancare la vita, ostinandoti ad accumularne sempre più e a preservarlo per il futuro.
Lezione n.7
Invece che piangere e deprimervi per ciò che non potete ottenere  vi conviene esultare e gioire per tutto ciò che già avete conquistato: non ci si accontenta mai, si pretende sempre di più. Certo questo naturalmente è stimolante quando porta a crescere e a migliorarsi , ma è distruttivo quando comporta tristezza, angoscia, senso di fallimento e di vuoto. Quindi guardatevi attorno, ma soprattutto dentro, e siate grati a voi stessi e all’esistenza per avervi reso così ricchi e pieni!
Lezione n.8
Fai amicizia con te stesso, conosciti, indagati: esplora il mondo che è dentro di te, non evitarlo! Solo conoscendoti potrai capire, riconoscere e assorbire tutte le sette lezioni precedenti.
Lezione n.9
“ Chi vuol esser lieto sia, del doman non v’è certezza!” recitavano dei versi di una ballata scritta da Lorenzo Il Magnifico. E come dargli torto? È ora che tu scelga per te stesso la strada della felicità, della totalità, ascoltando il tuo cuore, il tuo spirito! Ora o mai più!Non ti dico di sopprimere la tristezza, perché questa è parte naturale dell’esistenza; ti suggerisco piuttosto di abbandonare la strada della non-vita, e di sentirti felicemente vivo in ogni singola esperienza, persino nella più dolorosa che ci sia. Anche le lacrime sono il succo della vita: non dimenticare che si piange anche di gioia!
Lezione n.10
Meglio morire e poi rinascere, che non fingere di essere vivi, e stentare come zombie! Evviva la vita: sempre e comunque!

Questi sono i consigli di Filomena Lok per accogliere il 2015, in maniera realmente diversa, con un pizzico in più di consapevolezza, amore e gratitudine! Spero vi ritornino utili!
Carissimi fan, auguro a tutti voi un anno prosperoso, gioioso e scintillante!!!
Filomena "Lok" Locantore

lunedì 13 ottobre 2014

Let it Lok: Dis-alienatevi!

L’alienazione è la prigione dell’uomo moderno, eternamente auto-condannato all’infelicità. Abbiamo tutte le carte in tavola per sperimentare un’esistenza gioiosa, eppure optiamo sempre per la via della triste repressione: reprimiamo la rabbia, mascheriamo la tristezza, fuggiamo via dal dolore, ripudiamo l’amore, temiamo persino la libertà,mettiamo a tacere i nostri sogni, rifiutiamo la felicità. E tutto per orgoglio, e per paura. Ci siamo addirittura ridotti ad aver paura della paura, ansia di avere ansia. Viviamo come zombie allo sbaraglio: abbiamo carne ed ossa, ma la nostra anima che fine ha fatto? Siamo solo assetati di porti sicuri, comodità e benedizioni che cadano dal cielo. E nell’attesa non resta che lamentarci, e piangerci addosso; perché naturalmente la soluzione è difficile da trovare, troppo rischioso. Ovviamente è più facile restare a braccia a conserta a guardare chi ce l’ha fatta, e suicidarsi di invidia e frustrazione.
Sapete cosa vi dico? Sono propria stanca di tutto questo male di vivere, non giustifico più alcuna lamentela. Certo le disgrazie accadono, gli inconvenienti ostacolano il cammino, la strada è tortuosa, ma sono sempre più convinta che ogni caduta sia il momento perfetto per imparare a volare.
Perciò muovetevi da quella benedetta sedia dove passate il tempo incollati su Facebook inchiodati a nascondervi dietro post da moralisti convinti o da eterni infelici! Lasciate tutto e andate! Semplicemente andate,seguendo la pianta dei vostri piedi. Verso il mare se avete voglia di fare un tuffo, verso la montagna se avete voglia di sentirvi un po’ bambini facendo l’angelo nella neve; dall’avvocato se avete un matrimonio privo di amore, tenerezza e passione;o in segreteria studenti, se vi siete accorti che l’università non fa per voi; prendete l’aereo se avete voglia di viaggiare o prendete per mano la ragazza di cui siete innamorati, se avete voglia di amare. Lasciate il vostro lavoro se non vi si addice; se non ne trovate un altro, non importa, lo creerete, con la vostra infinita energia e creatività. Se la radio trasmette una canzone non di vostro gradimento, cambiate stazione! Esiste una soluzione per qualsiasi problema, però innanzitutto è imprescindibile trovare il coraggio di cercare una soluzione.
Dovremmo temere l’abitudine e l’immutabilità, non il cambiamento.  Dovremmo temere l’odio, non l’amore. E l’odio nasce quando ci costringiamo all’infelicità. E l’infelicità eterna, come la soddisfazione inappagata, sono la morte della vita. E di vita ce n’è una sola. Quindi vi chiedo soltanto una cosa: smettete di pensare, e vivete!
L’ultima volta che son caduta, tentennavo barcollando in un tunnel di tenebra. Nulla aveva più significato, neanche la mia passione per la scrittura. Prigioniera della mia depressione, trascorrevo le giornate tra divano, cameretta e toilette, senza musica, senza mangiare, senza scrivere, senza sorridere. E poi una sera all’improvviso, ho smesso di pensare alla paura e alla paura della paura; e in preda ad una violenta tarantolata, ho ritrovato la vita: in una pulsazione, in un colpo di tamburello, dall’arcano porto sepolto è riaffiorata la mia energia primordiale: ero sudata, sentivo il sangue pulsarmi impetuoso nelle vene, ero super-affamata, ma niente e nessuno avrebbe potuto fermarmi. Mi sentivo me stessa, incondizionatamente e totalmente Filomena Lok. Volavo. E così dal buio più terrificante sono tornata ad anelare alla vita.
Beh come vedete non occorrono grandi imprese, basta abbandonarci a ciò che amiamo. Senza paura, senza suggestioni, senza offuscanti preoccupazioni. Just do it!
Concludo questo sfogo liberatorio, inserendovi il testo di una canzone, a mio avviso bellissima, scritta dal cantautore romano Mannarino, affinché possa esservi di incoraggiamento per compiere il primo passo verso la “disalienazione”. Alzatevi e uscite ad acchiappare la vostra felicità !
Filomena Lok Locantore


mercoledì 8 gennaio 2014

Monterotto News

La scoperta del Brancico
Oirad aveva iniziato l’anno in maniera molto confusa, ma questo era normale per lui e perciò non se ne preoccupava. Inoltre sentiva che stava per accadere qualcosa di veramente importante e si lasciava trasportare dal flusso degli avvenimenti, senza far caso alle terribili negatività che gli piovevano addosso da tutte le parti, perché, dopo quello che aveva vissuto, era ormai impermeabile ad ogni tipo di pioggia, anche la più scrosciante…
Come al solito il suo telefono squillava in maniera fastidiosa, ad intervalli regolari, ma non rispondeva, perché sapeva che a chiamare era quella persona che da anni voleva rubargli l’anima e da cui si difendeva con sempre maggiore difficoltà. Oirad si preparò, pescando a caso da una montagna di vestiti aggrovigliati da mesi su una poltrona, che però non puzzavano minimamente, visto che non sapeva nemmeno  più  sudare ed  uscì in fretta, perché in momenti come quello doveva assolutamente parlare con il Professor Avenarius.
Lo trovò che, come al solito, stava trafficando nel suo laboratorio dove passava il tempo a costruire oggetti meravigliosi, che usati nella maniera giusta, potevano rendere il mondo migliore.
- Ho proprio una cosa che sembra fatta apposta per te – gli disse dopo averlo guardato un istante  negli occhi, perché Avenarius sapeva leggere nel profondo dell’anima – Ecco prendi, è un Brancico! Mi raccomando fanne buon uso!
Quando Oirad strinse tra le mani quella strana scatola nera, con una lunga antenna e delle levette misteriose, sentì che emanava un piacevole calore.
- Bellissimo!!! – mormorò con un filo di voce – Ma a cosa serve di preciso professore?
- Il Brancico ha un potere immenso – sentenziò Avenarius – perché è in grado di reinventare la realtà rendendola migliore, ma deve essere usato nella maniera giusta e sta a te dimostrare di esser in grado di farlo. Ora però vai, ho da fare! E mi raccomando, non deludermi, che nella mia vita non mi sono mai sbagliato!!!
E così Oirad si ritrovò in strada con il Brancico tra le braccia ed incredibilmente sentiva che quello strano oggetto faceva già in qualche modo parte delle sue cose più intime e preziose.
Dario Amadei