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giovedì 23 gennaio 2014

Monterotto News

Il risveglio di Oirad

Il suono insistente del telefono svegliò Oirad che stava sognando in bianco e nero come gli capitava di fare da quando la sua mente era avvolta da una nebbia benzodiazepinica.
- Pronto ma chi è  a quest’ora? – sussurrò mentre avvertiva distintamente che la sua diastolica stava superando allegramente il livello di guardia sotto il quale l’aveva appena faticosamente ricacciata.
Ma chi poteva essere, se non la stessa voce gracchiante che lo aveva perseguitato anche la sera prima al momento di andare a dormire e lo perseguitava in ogni istante della sua vita?
Oirad sapeva che quella voce non esisteva veramente, era una specie di mostro mitologico, un Minotauro che nasceva nel profondo del suo inconscio e gli azzannava dolorosamente l’anima.
- Devi liberartene! – gli ripeteva sempre il professor Avenarius – È una lotta all’ultimo sangue, devi renderti conto che non potete sopravvivere entrambi, ormai devi scegliere tra te e lei.
Ma Oirad non aveva la forza di reagire e così anche quella mattina, come ogni mattina la voce lo stava massacrando, inondandolo di frasi sconnesse che era impossibile ricomporre in un discorso minimamente sensato…
- Male forte, terribile, tu non capisci… dolore irresistibile… - biascicava la voce come un vecchio vinile graffiato che basculava orrendamente senza rompersi mai.
Oirad sentiva un cerchio d’acciaio, una specie di garrota che gli stringeva le tempie, sempre più forte costringendolo ad urlare anche se dalla sua bocca spalancata non riusciva ormai ad uscire alcun suono.
Disperato afferrò la boccetta dello Stranzepam, deciso ad ingollare l’ennesima compressa, l’unica che forse avrebbe potuto dargli un po’ di temporaneo sollievo, ma quando alzò lo sguardo per un attimo, vide il Brancico che fluttuava in aria davanti a lui e sembrava chiamarlo.
Il nostro eroico amico senza pensarci un attimo lo strinse tra le mani, lo azionò e si lasciò avvolgere dalla luce calda che si sprigionava da quello strumento meraviglioso.
Immediatamente la voce svanì nel silenzio e Oirad si ritrovò sulla riva di quel mare che sapeva cullarlo dolcemente ed era l’unico luogo dove riusciva ad essere se stesso.
Dario Amadei

mercoledì 8 gennaio 2014

Monterotto News

La scoperta del Brancico
Oirad aveva iniziato l’anno in maniera molto confusa, ma questo era normale per lui e perciò non se ne preoccupava. Inoltre sentiva che stava per accadere qualcosa di veramente importante e si lasciava trasportare dal flusso degli avvenimenti, senza far caso alle terribili negatività che gli piovevano addosso da tutte le parti, perché, dopo quello che aveva vissuto, era ormai impermeabile ad ogni tipo di pioggia, anche la più scrosciante…
Come al solito il suo telefono squillava in maniera fastidiosa, ad intervalli regolari, ma non rispondeva, perché sapeva che a chiamare era quella persona che da anni voleva rubargli l’anima e da cui si difendeva con sempre maggiore difficoltà. Oirad si preparò, pescando a caso da una montagna di vestiti aggrovigliati da mesi su una poltrona, che però non puzzavano minimamente, visto che non sapeva nemmeno  più  sudare ed  uscì in fretta, perché in momenti come quello doveva assolutamente parlare con il Professor Avenarius.
Lo trovò che, come al solito, stava trafficando nel suo laboratorio dove passava il tempo a costruire oggetti meravigliosi, che usati nella maniera giusta, potevano rendere il mondo migliore.
- Ho proprio una cosa che sembra fatta apposta per te – gli disse dopo averlo guardato un istante  negli occhi, perché Avenarius sapeva leggere nel profondo dell’anima – Ecco prendi, è un Brancico! Mi raccomando fanne buon uso!
Quando Oirad strinse tra le mani quella strana scatola nera, con una lunga antenna e delle levette misteriose, sentì che emanava un piacevole calore.
- Bellissimo!!! – mormorò con un filo di voce – Ma a cosa serve di preciso professore?
- Il Brancico ha un potere immenso – sentenziò Avenarius – perché è in grado di reinventare la realtà rendendola migliore, ma deve essere usato nella maniera giusta e sta a te dimostrare di esser in grado di farlo. Ora però vai, ho da fare! E mi raccomando, non deludermi, che nella mia vita non mi sono mai sbagliato!!!
E così Oirad si ritrovò in strada con il Brancico tra le braccia ed incredibilmente sentiva che quello strano oggetto faceva già in qualche modo parte delle sue cose più intime e preziose.
Dario Amadei

domenica 29 aprile 2012

Monterotto News

L'acuto del trombone
- La tecnologia non è bianca o nera – tuonò il prof. Avenarius – esiste solo un tipo di tecnologia che ci ha dato la spinta decisiva ad uscire dalle caverne.
Oirad, come spesso faceva, stava passeggiando con il suo dotto amico lungo il viale principale di Monterotto.
- Senza la tecnologia, l’uomo sarebbe a livello delle scimmie chiuse nelle gabbie dello zoo – continuò il professore – o addirittura anche più in basso.
Oirad non rispondeva nulla, ma una piccola smorfia di disappunto cominciava a disegnarsi sul suo volto, increspandogli leggermente l’angolo della bocca.
- E poi basta con questa leggenda di una nuova glaciazione – urlò Avenarius che si accalorava sempre di più nel discorso – Io non prevedo un futuro sotto la neve, secondo me la Terra diventerà un’incandescente palla di fuoco. Altro che freddo e ghiaccio in un mondo popolato solo da persone grottesche e malvagie!
Il professore si fermò a braccia spalancate come se dovesse impartire la benedizione ad una folla adorante. Ma non c’era nessuno ad ascoltarlo, tranne Oirad, che ormai lo fissava con uno sguardo carico d’odio e una strana signora bionda di mezz’età.
- Ma è meraviglioso quello che ha appena detto signore – pigolò la donna con voce squillante – lei è un genio, si vede che dirige qualcosa d’importante! La vorrei invitare come relatore ad una conferenza, anzi a dieci conferenze.
Avenarius avrebbe voluto ringraziare, ma non riuscì ad aprire bocca: dal cielo livido di quella strana sera d’estate cominciò a scendere una fitta nevicata.
Tutti si affrettarono verso le loro case ed Oirad decise che il giorno dopo sarebbe andato a parlare con le scimmie dello zoo.

giovedì 29 dicembre 2011

Monterotto News

The boy with a moon and star on his head
Come è sua abitudine Oirad trascorre l’ultima notte dell’anno con il Professor Avenarius. Dopo una cena frugale e il brindisi di mezzanotte a base di spumante dozzinale, giunge il momento di giocare. Oirad aspetta tutto l’anno il tombolone e spera da sempre di vincere qualcosa, perché non ha mai fatto nemmeno un ambo.
- Non vincerai mai caro amico! - lo ammonisce ironico il professore - Sei un puro di cuore e nella vita per emergere ci vuole molta cattiveria…
Oirad ha tanta voglia di piangere ma come al solito non ci riesce, poi all’improvviso gli si annebbia la vista e la sua mente lo trascina a vagare a lontano.
Vede due bambini biondi (un maschietto e una femminuccia) che giocano sorvegliati da un maggiordomo grasso e barbuto: si lanciano una palla gialla e non vogliono passarla a nessuno.
- Non bisogna escludere gli altri è peccato!!! - urla un prete sdentato.
E’ basso, mal lavato e il suo alito emana un insopportabile tanfo di vino e tabacco di infima qualità. Brandisce una grossa Bibbia come se fosse una clava e la solleva in alto con la chiara intenzione di colpire in testa la bambina che comincia a frignare disperata.
Il maggiordomo scatta come una molla grassa, ma non fa in tempo ad intervenire perché un individuo elegante, con un sorriso che sa di Paradiso, s’interpone con grande efficacia.
- Vuole due fustini sconosciuti in cambio del suo Smash?
Il prete che non ha mai usato nessun tipo di sapone in vita sua, rimane affascinato da una simile proposta. Affonda le sue mani lerce nella polvere bianca e comincia a mangiarla, gustandola granulo dopo granulo.
I bambini spaventati si danno alla fuga e in pochi istanti scompaiono lontano.
Il maggiordomo che è stato lasciato sul posto venendo meno al suo giuramento di fedeltà, è crollato a terra, disfatto e piange rumorosamente.
- Non temere amico! - gli dice un tipo eternamente giovane con i capelli ricci e un’ inconfondibile voce - Hanno attraversato la linea dell’orizzonte e lì saranno felici.
Poi inizia a cantare una canzone che parla di un ragazzo con una luna e una stella in testa.
Quella musica dolcemente riporta Oirad nella sua dimensione, giusto in tempo per ascoltare Avenarius che scandisce dei numeri.
- Due, tre, cinque!!! - esclama con il suo vocione tonante.
- Tombolaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!!!!!!! - urla Oirad liberando la frustrazione accumulata in tantissimi anni.
E sente nel suo cuore che alla faccia della crisi e delle vecchie cornacchie il prossimo per lui sarà un anno meraviglioso.

sabato 24 dicembre 2011

Monterotto News


IL BUON NATALE DI OIRAD
Quando Oirad era piccolo, Babbo Natale gli recapitava dei giocattoli meccanici molto belli che puntualmente sua madre, la stessa sera del venticinque, occultava nell’armadio più alto e irraggiungibile della casa.
- Li potresti rovinare giocandoci! – gli diceva in un tono che non ammetteva repliche – Dai retta a me, lo faccio per il “tuo” bene!!!
Oirad nel profondo del suo animo soffriva terribilmente e sentiva che il “suo” bene era sicuramente tutt’altra cosa. Siccome però la mamma era irremovibile e, se contrariata poteva diventare veramente cattiva,  il ragazzone triste preferiva ingoiare ogni anno quel boccone così amaro che impiegava dei mesi a digerire, sperando in un futuro ricco di doni. Ma tanti anni erano passati e la situazione non era di certo migliorata. Col tempo infatti era subentrato il concetto del regalo utile alla causa familiare che in tempi di crisi “sarebbe” la soluzione migliore. “Sarebbe”, ma non per Oirad che aveva continuato ogni Natale a desiderare regali inutilissimi che però avevano per lui un’importanza fondamentale.
Quest’anno finalmente ha deciso di fare un blitz e mettendo la scusa di un impegno importante è uscito nel freddo della Vigilia eludendo perfino la sorveglianza del professor Avenarius. E’entrato  nel negozio scintillante e affollato nonostante la crisi, con l’apprensione di chi teme che l’oggetto dei suoi desideri sia ormai esaurito. Poi però lo ha visto lì, maestoso sullo scaffale e subito lo ha afferrato subendone il peso: questo gli ha regalato  un’intima soddisfazione. Quando lo ha trascinato faticosamente alla cassa e lo ha pagato, immediatamente la soddisfazione si è fatta gioia immensa: dopo tanti anni finalmente il Dolce Forno è diventato suo!!!
Dario Amadei

martedì 29 novembre 2011

Monterotto News

PVC
- Carissimo Oirad, oggi lascerò un segno indelebile nella storia dell'umanità e tu mi farai da testimone!
Mentre parlava, il prof. Avenarius, armeggiava attorno ad una strana macchina ed Oirad lo osservava in silenzio: il suo sguardo lasciava intendere che in quel momento avrebbe voluto trovarsi a centinaia di kilometri di distanza.
- Sa professore - azzardò timidamente - mi sembra davvero improbabile che questo "Coso" possa in qualche modo funzionare!
- "Coso"? "Coso"!! - ringhiò Avenarius - Quindi secondo te la mia geniale invenzione sarebbe un "Coso"!!! Sei proprio un troglodita e se tutti ragionassero come te, vivremmo ancora nelle caverne!
Oirad, offeso, fu sul punto di tirare a quella ignobile palla di lardo, una pesante chiave inglese, ma la curiosità prese il sopravvento e decise di vedere come sarebbe andato a finire quell'assurdo esperimento.
La macchina di Avenarius aveva in realtà l'aspetto di una gigantesca lavatrice. 
- La mia creatura, stupido omuncolo - disse il professore, che non sembrava intenzionato a cambiare tono - risolverà per sempre due dei più gravi problemi delle generazioni future. La sua tecnologia avveniristica permette infatti, in maniera semplice ed assolutamente ecosostenibile, di trasformare la plastica in acqua potabile!
Oirad, che non sapeva a questo punto se piangere o ridere, rimase immobile come una statua: si sentiva i muscoli paralizzati e non riusciva a muovere nemmeno un dito.
- La vedi questa bottiglia di PVC, sottospecie di scimmione? - urlò il professore ormai in preda ad un'esaltazione mistica - L'ambiente ci metterebbe cinquecento anni a distruggerla, la mia macchina invece lo farà in pochi minuti e, cosa più importante, il prodotto finale sarà acqua fresca e cristallina, più pura di quella delle sorgenti di montagna.
Detto questo, Avenarius chiuse nella lavatrice la bottiglia, bloccò l'oblò e spinse il tasto d'accensione. Subito, da quella macchina infernale, si sprigionò un fischio, acutissimo, assordante che in pochi istanti mandò in frantumi tutti i vetri del laboratorio. Oirad sentiva il bisogno di urlare, ma dalla sua bocca spalancata non uscirono suoni.
- Beh, forse c'è qualcosa da perfezionare - disse il professore osservando con aria triste la grossa caraffa sotto lo scarico, completamente vuota.
Quando aprì l'oblò, la bottiglia di plastica venne sparata fuori con la violenza di una palla di cannone e lo colpì in piena fronte, facendolo stramazzare a terra.
Oirad si scosse e si avvicinò al corpaccione immobile di quell'uomo assurdo.
- Respira ancora - pensò forse un pò deluso.
E raccolse la bottiglia per andare a gettarla nel più vicino cassonetto.
Dario Amadei

venerdì 18 novembre 2011

Monterotto News

Oirad l'indomabile
Un cielo indaco, gonfio di smog, incombe su quell'ingorgo pazzesco che sembra sul punto di fagocitare definitivamente centinaia di auto.
Oirad siede, lo sguardo fisso nel vuoto, accanto al mitico professor Avenarius che cerca di fendere il traffico, con la prua della sua fatiscente 127 verde acido metallizzata.
Non dicono una parola, trattengono il fiato, tesi nello sforzo di evitare ai loro neuroni stressati un'apparentemente ineluttabile caduta catastrofica. La mente di Oirad vaga lontano, adagiandosi dolcemente nel ricordo di quando era possibile percorrere lo stesso tratto in bicicletta, impiegando non più di dieci minuti. Adesso non basta un'ora di aerosol tossico, chiusi nella trappola di auto sempre più inutilmente potenti che rantolando s'intrecciano le une sulle altre.
- Basta così! - urla ad un tratto Oirad.
Poi scende dalla macchina e si allontana sbattendo lo sportello.
Avenarius vorrebbe dire qualcosa per fermarlo, ma la sua glottide si rifiuta, maligna, di vibrare.
- Così mi rompi la macchina disgraziato! - null'altro riesce infine a dire, dimostrando così di tenere di più al suo mezzo meccanico che a quello strano individuo, rompiscatole quanto si vuole, ma pur sempre un essere umano.
Oirad avanza, arrampicandosi agilmente sulle carrozzerie e supera ogni ostacolo con lo sguardo fiero di chi ha una missione da compiere. Gli altri dapprima reagiscono male e si rivolgono a lui lanciandogli maledizioni di ogni tipo. Poi però, piano piano non possono fare a meno di rimanere affascinati da quell'uomo che affronta impavido i mostri del traffico. Dopo un pò Oirad non è più solo: si spalancano centinaia di sportelli e uno stormo di automobilisti impazziti lo segue nella sua disperata impresa. Alla fine spariscono nella nube nera dei gas di scarico, tutti meno uno, perchè il prof. Avenarius rimane immobile al suo posto, con lo sterzo serrato nei pugni.
- Buon viaggio verso l'inferno! - biascica digrignando i denti, feroce. 
Dario Amadei

domenica 13 novembre 2011

Monterotto News

Oro blu
- L'oro giallo e l'oro bianco - dice Oirad - si vendono in gioielleria, ma ragionandoci bene sono i meno preziosi di tutti. Poi c'è l'oro nero, il petrolio, che è semplicemente un liquido tossico e maleodorante, venduto a carissimo prezzo perchè è indispensabile per alimentare quei motori che stanno sempre più diventando gli strumenti della nostra morte.
- Ma non durerà in eterno - spiega il Prof. Avenarius in tono accademico - le scorte stanno per esaurirsi ed allora forse saremo costretti ad andare a piedi, però il mondo sarà sicuramente più pulito.
- Ma l'oro blu che sarebbe? - chiede Oirad un pò perplesso - C'entra forse qualcosa con i puffi?
Il Professore non sa se ridere o piangere, ma non rinuncia, in ogni caso, alla sua missione di docente.
- Il nostro Pianeta è ricoperto per 3/4 d'acqua - dice in tono un pò saccente - che non è per la maggior parte potabile, perchè è quella salata dei mari e degli oceani. I fiumi e i laghi poi, li stiamo inquinando orrendamente. Cosa ci resta quindi? Tra un pò solo morire di sete.
Oirad si alza dalla poltrona in cui stava beatamente sprofondato e corre in cucina in preda ad un'arsura terribile. Beve a lunghi sorsi dal rubinetto e solo dopo molti minuti riesce a dissetarsi.
- Bisogna trovare immediatamente una soluzione, Professore! - urla ormai sull'orlo della disperazione.
Avenarius senza rispondergli, scuote la testa ed aggiustandosi gli occhiali sul naso, si immerge nella lettura del suo giornale.
Dario Amadei

sabato 5 novembre 2011

Monterotto News

Arpia Ferox
Nel palazzo di Oirad ha fatto il nido un'Arpia di quelle feroci. Proprio accanto a Ollio e Stanlio (che sta al posto di Ellio) e poco lontano dai Tre Porcellini. Si aggira frenetica in cerca di una preda e minaccia di travolgere chiunque le sbarri il cammino. L'Uomo e la Donna dei Cani se la ridono, ma non sanno che l'Arpia ha giurato di sopprimerli, tra atroci tormenti, il giorno in cui inavvertitamente si è posata sugli escrementi dei loro animali. Finora l'unica vittima accertata è stata una vecchia auto, rinvenuta cadavere al mattino, con tutti e quattro i pneumatici trafitti da un'arma (forse un becco?) molto affilata. Poi il corpo di un gigantesco rospo sta da giorni andando in putrefazione, ma pare certo che l'anfibio schifoso sia morto per cause naturali: forse un infarto o qualcosa di simile. Mentre beve una tisana al finocchio con il professor Avenarius, Oirad guarda dalla finestra e cerca delle risposte in un Tramonto Rosso Sangue, di quelli che sembrano illustrare il senso della vita. Ed ad un tratto si rende conto che in un'emozione del genere non c'è posto per nessuna feroce Arpia.
- Sparirà presto - pensa - o per me sarà come se fosse invisibile.
E ride di gusto, mentre Avenarius risucchia rumorosamente l'ultimo sorso di tisana bollente.
Dario Amadei

sabato 29 ottobre 2011

Monterotto News

L'attesa

Oirad odia profondamente il freddo, la pioggia e l'umidità, ma nella vita non sempre si può scegliere e così sarà costretto a trascorrere a Monterotto un lungo interminabile inverno. Con il naso schiacciato contro il vetro della sua finestra, guarda i tetti delle case e le luci di centinaia di altre finestre. Da tantissimi anni Oirad vive nello stesso palazzo e conosce tutti i segreti di Monterotto e dei suoi mostruosi abitanti. C'era un tempo in cui la vita era diversa e per le strade si respirava il profumo di un futuro radioso. Il cortile che oggi è ingombro di auto che lottano all'ultimo sangue per accaparrarsi un posto, molti anni fa era popolato da uno stormo di ragazzi che si affacciavano alla vita pieni di speranza. Poi sono quasi tutti andati via e chi è rimasto non riesce a credere a quello che è successo. E' ormai scesa la sera ed Oirad esce a camminare per le strade deserte. Vuole incontrare Krunko, il coniglio che conosce terribili segreti e dentro di sè sa che prima o poi si farà vivo.
Dario Amadei

Benvenuto a Monterotto News

Amici che ci seguite, in tanti :-), sul blog... da oggi una nuova rubrica arricchirà Librandosi!!! Quanti di voi hanno conosciuto il "Diario da Palmeto" con Oirad Adamei e lo hanno apprezzato? Ora potrete leggere la nuova rubrica che vede protagonista il nostro specialissimo opinionista "Monterotto News"!!!
Buona lettura!!!