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giovedì 9 giugno 2022

Bibliolettura interattiva al nido, con Ilaria si può

Salve a tutti, sono Ilaria e sono un’educatrice e sono qui per raccontare una storia…
In questa storia non ci sono principi con il cavallo bianco, draghi da sconfiggere e principesse da salvare, lupi neri dagli occhi gialli o animali parlanti che costruiscono case… ma ci sono i libri con tutti i loro personaggi veri o immaginari e il potente messaggio comunicativo, formativo ed emotivo che riescono a tirare fuori da ognuno di noi sfogliando quelle semplici pagine di carta ed inchiostro.
Quando ero piccola io, non ho avuto la fortuna di apprezzare la lettura resami un’attività dovuta per esigenze puramente scolastiche e vissuta da me con angoscia e ansia.
Poi all’Università, forse proprio per esorcizzare questa mia paura inculcata, ho scelto quattro semestralità di Letteratura per l’infanzia che mi hanno aiutato ad iniziare ad avere un approccio positivo al libro e alla varietà di testi più indicati da proporre alle varie fasce di età e questo mi è servito moltissimo nel mio lavoro al nido con i bambini.
E soprattutto ho cominciato ad avere piacere di leggere anch’io!!!
Non solo testi per la formazione professionale ma anche libri dove potessi trovare qualcosa di me e immergermi dentro quelle storie. Man mano che sfogliavo le pagine diventavano un po’ i miei vissuti, la mia storia…
Poi quest’anno, in occasione di un Corso di Formazione con Elena e Dario ho avuto il piacere di leggere il loro libro “Nati per Raccontare" che mi ha permesso di aggiungere un tassello in più alla mia storia.
Leggere ai bambini è un’attività che da sempre fa parte delle routines giornaliere al nido (e spero anche a casa).
Si creano momenti di lettura durante la mattinata, in piccolo gruppo, si legge prima del sonno e da quest’anno (grazie al Corso sull’Outdoor Education) si legge anche in giardino sotto l’albero.
Ci sono i libri “preziosi" quelli letti dalle educatrici e ci sono ceste o piccole librerie con i libri a portata di bambino per dare loro la possibilità di usufruirne autonomamente.
Sì, al nido si legge.
Ma non sarebbe meglio RACCONTARE???
La mia storia è proprio questa!!!
Quest’anno sono nella sezione medi una sezione in cui la fascia di età è molto variegata (1-2 anni).
Ho provato ad elaborare tutte le esperienze passate e recenti e a canalizzarle su alcuni punti chiave.
Dopo un’attenta osservazione ho selezionato alcuni testi che mostravano suscitare nei bambini un forte interesse.
Tra questi c’è sicuramente la favola di Cappuccetto Rosso.
Ho sentito alcuni (anche colleghe ahimè!!!) dire che Cappuccetto Rosso è una favola troppo cruenta e che non fa bene raccontarla ai bambini.
Forse queste persone non hanno mai avuto il piacere di leggere il saggio Il Mondo Incantato di Bruno Bettelheim!!!
La sua analisi psicoanalitica delle fiabe classiche potrebbe non trovare in tutti consensi, ma il fatto che le favole abbiano un linguaggio semplice e quindi sono di facile comprensione, che sono scritte nel linguaggio della fantasia che è lo stesso del bambino, che stimolano l’immaginazione e che attraverso i loro personaggi e le loro storie esercitano un forte impatto emotivo e formativo sui piccoli a tutti i livelli di personalità, questo glielo si deve riconoscere!!!
E lo dimostra il fatto che queste favole sono state tramandate di generazioni in generazione: i nostri nonni le hanno lette ai nostri genitori, i nostri genitori a noi e noi oggi ai nostri figli…
Ecco, continuiamo a tramandare storie!!!
C’è un momento della giornata in cui chiedo ai bambini se vogliono venire a leggere un libro.
Preferisco, vista l’età dei bambini, selezionare non più di 3/4 libri e leggerli per un certo periodo.
Ho notato che nel corso del tempo ho cominciato ad avere un gruppo di piccoli auditori sempre più vasto!!!
Li faccio sedere di fronte a me e chiedo loro che libro vogliono che racconti.
Lo prendo, faccio vedere loro l’anteprima e accolgo le loro prime reazioni: “È Cappuccetto Rosso", “Lupo Lupo!!!”, “È Cocco!!! Gnam", “Mamma Gufa!!!”…
Poi comincio a raccontare…
Il mio sguardo è rivolto sempre a bambini mentre le mie mani sfogliano le pagine per dare loro il supporto delle immagini che man mano seguono l’evolversi della storia.
Il tono di voce è modulato in base all’intensità dei momenti che caratterizzano la storia.
Se durante il racconto viene posta una domanda o un’esclamazione mi interrompo e accolgo il feedback in modo semplice anche solo ripetendo quell’esclamazione o rispondendo in modo chiaro alla domanda “È il lupo?” “Sì sì, è proprio il lupo”. “Nooo non è la sua mamma!!!” “Eh sì Cocco ha morso, ha fatto male!!!”
Quante reazioni si riescono ad intravedere e quante emozioni vengono tirate fuori e che traspaiono dai loro occhi e che finalmente riesco anch’io a vedere raccontando le storie e non semplicemente leggendole!!!
Con il tempo, quando i bambini sono entrati in confidenza con le storie, soprattutto i più grandi partecipano al racconto. Nel raccontare le favole cerco di usare sempre le stesse frasi e parole così che i bambini ne abbiano memoria.
L’altro giorno raccontando Cappuccetto Rosso ho dimenticato di dire il “toc toc” del lupo che bussa alla porta della nonna, ma fortunatamente c’erano loro che l’hanno detto per me!!!
È successo anche che finita la storia qualcuno mi ha chiesto: “E il lupo???”
Pochi secondi per rispondere… poi ho replicato io: “Eh già... E il lupo???”
Le risposte sono state: “È scappato via…” “Sta facendo la ninna.”
E allora ti rendi conto che sì, la Bibliolettura interattiva può essere sperimentata anche al nido!!!
Molto interessante è stato anche osservare che alcuni bambini, se dato loro il libro in un momento tranquillo, si raccontano la storia da soli, bisbigliando mentre sfogliano le pagine.
Queste osservazioni mi portano a credere e a sperare che già dal nido, magari nella sezione dei più grandi, non solo si può far approcciare i bambini alla lettura ma si può dar loro modo di leggersi attraverso la lettura e di raccontarsi attraverso di essa.
Questo è molto importante, perché, in questo mondo, i nativi digitali non solo sapranno apprezzare un libro, ma sapranno trarne da esso benefici sia a livello personale che sociale, perché le storie quelle vere o quelle immaginarie si tramandano davvero solo raccontandole!!!
Ilaria Dalmastri, educatrice

domenica 9 maggio 2021

Chiamale se vuoi emozioni... la paura

Chiamale se vuoi... emozioni con "Viaggio nell'emozione della paura" ci ha fatto scoprire dei libri che ci hanno scelto per raccontare le paure che fanno parte di noi ma che non devono frenare il nostro cammino.
Buona lettura!

 
L'imprevisto che fa paura, ciò che non si conosce spaventa e il tarlo della paura logora. I ragazzi che se ne andarono di casa in cerca della paura di Mark Haddon dalle parole di Dario Amadei
Il sentirsi invisibili, la paura e il dolore di non essere capita, crescere con vuoti difficili da colmare. L'estate dell'innocenza di Clara Sanchez dalle parole di Rosalba
Quattro paure diverse che giungono alla conclusione di gustarsi la vita sorso dopo sorso, perché non tutto si può controllare. Finché il caffé è caldo di Toshikazu Kawaguchi dalle parole di Claudia
Paura di vivere, di non sentirsi adatti alla società, specchiarsi nelle paure dell'altro, ma poi scegliere di smettere di avere paura della paura. La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano dalle parole di Laura Marotta
La paura della diversità e la paura viscerale, quella vera che si prova quando si combatte una guerra non voluta e si desidera invece poter essere altrove. Qualcuno volò sul nido del cuculo di Ken Kesey e Ancora un giorno di Ryszard Kapuscinski dalle parole di Riccardo Castellana
Quei timori e quelle paure che ci fanno indossare una corazza per non farci raggiungere, somigliare a dei cactus che invece ci fanno capire che le loro spine non servono a proteggersi... La felicità del cactus di Sarah Haywood dalle parole di Elena Sbaraglia

sabato 16 gennaio 2021

Come avere fiducia in se stessi e negli altri

"Come avere fiducia in se stessi e negli altri" è stato il quarto incontro di bibliolettura interattiva e indagine narrativa sul benessere. Le letture scelte dai partecipanti hanno dato vita ad un'interazione intensa e ricca di riflessioni, grazie alle quali siamo riusciti a rispondere alle tante domande sul significato profondo di fiducia. 
Il linguaggio segreto dei fiori di Vanessa DIffenbaugh, per Dario Amadei, è il libro della fiducia. La storia di una bambina priva di fiducia in se stessa e negli altri, che, dopo continue reazioni violente verso le sfide che la vita le pone davanti, riuscirà finalmente a fare amicizia con la fiducia grazie alla scoperta di una sua qualità: la conoscenza del linguaggio segreto dei fiori, grazie alla quale capirà di potersi fidare di se stessa ma anche che gli altri ripongono fiducia in lei. 
Il ragazzo invisibile per Carolina Ragucci è il libro che racconta di un ragazzo sfiduciato, un po' timido, incapace di reagire alle difficoltà, che grazie ad un'esperienza, che protremmo definire magica, rafforza la fiducia in se stesso e comprende come farsi strada nella vita. 
Il signore degli anelli di Tolkien per Claudia è arrivato nel momento di massima sfiducia e, come sempre accade quando veniamo scelti dai libri, ha posto le basi per comprendere il significato della fiducia: credere in se stessi, affidarsi agli altri e dare valore all'amicizia. 
Non buttiamoci già di Nick Hornby per Riccardo Castellana è la storia giusta per far capire che quando si è persa completamente la fiducia in se stessi e negli altri, si possono fare degli incontri inaspettati tra persone completamente diverse tra loro che però creano una sintonia tale da far riacquisire la fiducia, dandosi il giusto tempo. 
Il Golem di Elie Wiesel, invece, sempre per Riccardo, racconta il legame tra fede e fiducia: infondere fiducia alle persone invitandole a credere. 
Divergent di Veronica Roth per Laura Marotta è quel romanzo che, grazie alla protagonista Beatrice e al suo mondo distopico, riusciamo a comprendere che sì, esistono le difficoltà e gli aspetti negativi e che questi si possono superare non nascondendo le proprie debolezze ma accettandole. Non serve indossare il mantello dei supereroi, perché è già in noi. 
Un'estate con la strega dell'Ovest di Kaho Nashiki è il libro che per Elena Sbaraglia invita a riflettere su come, troppo spesso, la diffidenza verso gli altri e verso le nostre capacità ci isola e non ci fa vedere oltre, ma grazie ai giusti insegnamenti e ad un buon allenamento, si potranno rivelare tante meraviglie invisibili che ci faranno acquisire sicurezza in noi stessi e fiducia negli altri.
Buona lettura

domenica 3 settembre 2017

venerdì 28 ottobre 2016

MAGIC BLUERAY ha partecipato a "Libriamoci a scuola 2016"

Il 24 ottobre presso la SMS Villoresi Dario Amadei ha incontrato più di 100 ragazzi per la bibliolettura interattiva su Roald Dahl!!! Un entusiasmo stellare!!! Tante curiosità, tante conoscenze, tanta voglia di fare amicizia con Charlie Bucket de La fabbrica di cioccolata, con Matilde, con Sofia e il GGG, con Le streghe. 

E il 27 ottobre presso l'Istituto San Francesco di Sales c'è stato invece l'incontro con Dario Amadei e la classe III di scuola primaria per la bibliolettura interattiva su Peter Pan di Barrie. Siamo rimasti piacevolmente colpiti dall'entusiasmo, dalla bravura, dall'interesse di questi bambini verso la lettura...

Due incontri che porteremo dentro per l'energia che sono riusciti a sprigionare grazie all'immenso potere del libro ma grazie soprattutto alla gioia che si legge negli occhi dei bambini/ragazzi quando si dà loro spazio per interagire sulla narrativa e alla voglia che hanno di continuare a parlare all'infinito.

Se si dice che i ragazzi sono pigri e disinteressati forse non si dedica abbastanza tempo ad ascoltarli. Provate e resterete sorpresi dal loro dinamismo!

sabato 13 settembre 2014

"Let it Lok": “Leggere, perché?”

Vi siete mai interrogati sul senso delle frasi “Leggere è importantissimo!”, “Bisogna leggere di più!”?
Familiari ritornelli, a cui le nostre orecchie sono avvezze sin dalla tenera età, esattamente dalle scuole elementari quando i maestri iniziano a condannarci a questo aspro “sacrificio” imponendoci la lettura  dei famigerati libri di narrativa durante le vacanze estive. Quasi un incubo, per la stragrande maggioranza dei bambini!
- La lettura incentiva la conoscenza dell’ortografia, delle regole grammaticali, delle strutture sintattiche, migliora le capacità espressive, quindi l’eloquenza discorsiva; arricchisce il bagaglio lessicale, nonché quello culturale. - ci ribadivano. 
Ma posta in questi termini la lettura, ad un bambino di soli 7-8 anni, appare paragonabile al terribile “zimox”, obbligatorio antibiotico da  ingoiare, contro ogni volontà, in caso di mal di gola e febbre. Del tutto comprensibile, dunque, la negativa reazione fanciullesca dinanzi a questi “ponderosi malloppi di indecifrabili pagine”, a cui, ovviamente risultano preferibili i cartoons, i video-giochi, i tablet, i social-networks e chi più ne ha, più ne metta.
Naturalmente la lettura supera qualsiasi aspetto accademico, pedantesco: leggere è molto più che apprendere per perfezionare rigide nozioni linguistiche. La lettura è il passepartout per un mondo tutto nuovo ed inesplorato. I libri, certo, sono una medicina, un indispensabile sciroppo per non rischiare di incappare nella triste e grigia sorte dei meccanici allievi del Signor Gradgrind, severo e occluso maestro protagonista del rinomato romanzo dickensiano Hard Time. Egli aborrisce categoricamente qualsiasi cosa non sia esplicabile attraverso i numeri e  la fantasia per i suoi poveri burattini è un dichiarato tabù:  guai a chi provi ad osare con la sua immaginazione e ad infrangere gli inalienabili standard.  Ecco a voi uno dei motivi per cui “bisogna leggere di più” sin da giovanissimi! Ma c’è dell’altro.
Qualche giorno fa, ho avuto il piacere di assistere ad un interessantissimo incontro letterario presso la Casa Cava nei Sassi di Matera, dove con grande partecipazione e ammirazione è stato accolto il prof. Pietro Dorfles, scrittore e critico letterario, autore de “I cento libri”. In questo libro, egli ci accompagna in un coinvolgente iter attraverso il fascinoso mondo della letteratura, analizzando i cento capolavori che meglio incarnano il nostro immaginario letterario condiviso e ineludibile. Naturalmente la disquisizione non ha potuto lasciarmi indifferente: un pullulare di riflessioni e spunti ha immediatamente cominciato a sgorgare nel mio porto sepolto.
“I libri sono un cannocchiale, che ci permette di guardare lontano” ha affermato il Sig. Dorfles. Splendidamente vero! Quanto, ma quanto, la nostra mente ha viaggiato attraverso, parole, pagine, capitoli? Nel passato, nel futuro, nel presente, per mondi esotici, terre sconosciute, remote civiltà, variopinte culture. Con un libro in mano puoi sentirti cittadino del mondo nella solitaria solitudine della tua cameretta: misteriosamente il mondo ti si svela nella sua più estasiante completezza.
E quanti viaggi attraverso la storia e i suoi orrori, attraverso i peccati e i mali della società, passata e odierna: pensate per esempio a “Se questo è un uomo” di Primo Levi o alle distopie di Huxley e Orwell. Ricordate la sua Animal Farm, in cui “alcuni animali sono più uguali degli altri”? Beh credo non ci sia una migliore allegoria della società anti-meritocratica in cui siamo intrappolati oggigiorno. Come potremmo penetrare nelle profonde e oscure viscere del nostro mondo se non attraverso i libri? La lettura rischiara il passato, il presente e persino il futuro dell’umanità.
Leggere ci mette in contatto con “l’altro”, allarga i nostri orizzonti, rivoluziona il nostro sguardo verso il mondo, ci consente di superare barriere di qualsiasi tipo.  Riflettete su “Siddharta” il grande cult capolavoro di Herman Hesse, un approccio all’esistenza totalmente innovativo e anticonformista, un tempo inconcepibile per la civiltà occidentale.
Quale arricchimento più auspicabile? Beh in realtà a mio parere c’è ancora dell’altro. Avete mai riflettuto su quanto leggere faciliti il viaggio attraverso il luogo più ignoto che ci sia: noi stessi?
I libri sono una lente d’ingrandimento per indagare la nostra anima. Una chiave per il libero accesso alla nostra introspezione. Naturalmente, le parole impresse su anonimi fogli di carta, scaturiscono in noi centinaia di migliaia di emozioni, sensazioni, ricordi, associazioni, riflessioni, aiutandoci ad avvicinarci sempre più alla nostra essenza. Quante volte ci siamo immedesimati nei personaggi dei romanzi, interrogandoci su come avremmo reagito noi al loro posto, cosa avremmo fatto, pensato; saremmo fuggiti? Avremmo saputo dare una risposta? Avremmo perdonato? Avremmo avuto paura? Avremmo amato? Ed ecco venire a galla segreti desideri, arcani timori, dimenticate sofferenze , inconsce ansie. E così una lettura consapevole diventa un eccellente ed efficace strumento per conoscerci meglio, per mettere a nudo ciò che realmente siamo, lasciando cadere le maschere a cui ci costringiamo quando siamo fuori dalla nostra cameretta.
Anche leggere può essere il primo passo per rivoluzionare sé stessi. Ecco la ragione per la quale quei famosi ritornelli, in fondo, racchiudono verità imprescindibili.
Filomena Lok Locantore

venerdì 31 gennaio 2014

Il Gruppo di Bibliolettura interattiva della Biblioteca Renato Nicolini


Sabato 1° febbraio alle 10.30 inizierà la sua attività il Gruppo di Bibliolettura interattiva della Biblioteca Renato Nicolini. Noi di Magic BlueRay crediamo molto nell’importanza di questa iniziativa, in un momento in cui la Cultura sembra essere diventata una sottospecie di zavorra sociale, umiliata e offesa proprio da chi avrebbe l’obbligo morale e istituzionale di diffonderla. Non abbiamo nulla da insegnare, ma tantissime idee ed emozioni da condividere e saremo felici di scambiarle con tutti coloro che avranno voglia di farlo.
Insieme scopriremo che la lettura è uno strumento utile nella vita quotidiana in grado di aprire orizzonti sconfinati e di offrire le risposte che si cercano.
Sarà un viaggio affascinante che ci porterà lontano e ci farà capire molte cose della vita e di noi stessi. 
Possono partecipare tutti, anche le persone che vivono lontano da Roma, inviandoci le loro riflessioni sui libri, anche in video che verranno proiettati durante gli incontri e condivisi sulla pagina facebook del gruppo che verrà attivata tra pochi giorni
Non c’è niente da aggiungere, perché il resto lo scopriremo solo leggendo...
Dario Amadei