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domenica 9 maggio 2021

Chiamale se vuoi emozioni... la paura

Chiamale se vuoi... emozioni con "Viaggio nell'emozione della paura" ci ha fatto scoprire dei libri che ci hanno scelto per raccontare le paure che fanno parte di noi ma che non devono frenare il nostro cammino.
Buona lettura!

 
L'imprevisto che fa paura, ciò che non si conosce spaventa e il tarlo della paura logora. I ragazzi che se ne andarono di casa in cerca della paura di Mark Haddon dalle parole di Dario Amadei
Il sentirsi invisibili, la paura e il dolore di non essere capita, crescere con vuoti difficili da colmare. L'estate dell'innocenza di Clara Sanchez dalle parole di Rosalba
Quattro paure diverse che giungono alla conclusione di gustarsi la vita sorso dopo sorso, perché non tutto si può controllare. Finché il caffé è caldo di Toshikazu Kawaguchi dalle parole di Claudia
Paura di vivere, di non sentirsi adatti alla società, specchiarsi nelle paure dell'altro, ma poi scegliere di smettere di avere paura della paura. La solitudine dei numeri primi di Paolo Giordano dalle parole di Laura Marotta
La paura della diversità e la paura viscerale, quella vera che si prova quando si combatte una guerra non voluta e si desidera invece poter essere altrove. Qualcuno volò sul nido del cuculo di Ken Kesey e Ancora un giorno di Ryszard Kapuscinski dalle parole di Riccardo Castellana
Quei timori e quelle paure che ci fanno indossare una corazza per non farci raggiungere, somigliare a dei cactus che invece ci fanno capire che le loro spine non servono a proteggersi... La felicità del cactus di Sarah Haywood dalle parole di Elena Sbaraglia

lunedì 13 luglio 2020

Dario Amadei racconta "Le fiabe" dei fratelli Grimm per Radio Blog

Ascoltando questo interessante audio di Dario Amadei sulle fiabe dei fratelli Grimm, scoprirete che le fiabe come ve le avete sempre sentire raccontare sono una versione diversa e ben più edulcorata di quelle originali, nelle quali non c'era affatto tanta bontà! Non ci credete? 
Ascoltate questo audio e rimarrete stupiti!


Per contattarci: inf@radioblognews.it
Musica tratta da www.incompetech.com

lunedì 13 gennaio 2014

"Confidenzialmente". Le interviste di Michela Zanarella

Dario Amadei, scrittura creativa e biblioterapia per riuscire a volare con la fantasia

L'autore monteverdino è il fondatore con Elena Sbaraglia di Magic Blueray.


Dario Amadei è autore di libri per ragazzi ed esperto di laboratori di lettura e scrittura creativa.  Ha pubblicato quattro libri: “Astutillo e il potere dell’anello” (2004), Un mondo migliore” (2007), “Le vere fiabe dei fratelli Grimm” (2008) e Cronache di Monterotto” (2011). Della sua opera letteraria "Un mondo migliore" è stato realizzato un audiolibro, a cura di Genitin Onlus, grazie al decisivo apporto delle voci di Emilio Solfrizzi e Neri Marcorè.
Appassionato di arte, musica, cinema e teatro, si occupa  di incontri di bibliolettura interattiva, corsi di scrittura creativa ed eventi culturali. Con Elena Sbaraglia ha fondato Magic Blueray, una realtà culturale che promuove la lettura ispirandosi alla biblioterapia.

D-Cosa rappresenta per te la scrittura e come ti sei avvicinato alla narrativa per ragazzi?

La scrittura, in realtà, ha sempre fatto parte della mia vita, perché sin da quand’ero molto piccolo, forse già alle scuole elementari, sentivo la necessità di esprimermi scrivendo. Poi crescendo questa esigenza è diventata sempre maggiore, pressante, finché ad un certo punto però ci ho rinunciato. Per almeno quindici anni, dalla fine del liceo alla nascita del mio primo figlio, sotto la spinta di pressioni negative, avevo deciso di rinunciare a quella che era  la mia più grande passione. Ma quando una passione è veramente forte non si può sopprimere per sempre e così, casualmente, come chi dopo aver smesso di fumare si avvicina ad una sigaretta e per lui è la fine, perché ricomincia a fumare come e peggio di prima, quando è nato mio figlio mi sono di nuovo avvicinato alla letteratura, perché mi sembrava uno strumento utile per comunicare con lui. Ho ricominciato a leggere voracemente dei libri che erano libri per ragazzi ed ho così scoperto un’altra cosa fondamentale: gli adulti sprecano i libri per ragazzi e non li leggono mai perché li considerano libri non alla loro altezza, rinunciando in questo modo a scoprire il mondo meraviglioso, contenuto nelle storie cosiddette per ragazzi che sono poi le storie che rimangano immortali. Se ci si riflette infatti, i libri che rimangano nel tempo e nella storia della letteratura e che, dopo decine di anni che sono stati scritti, sono ancora letti sono quasi tutti libri per ragazzi, come ad esempio il Piccolo principe, Peter Pan, Pinocchio…Ho scoperto in quel periodo le opere di Roald Dahl, che mi ha fatto definitivamente capire l’importanza della letteratura per ragazzi e ha fatto nascere in me l’esigenza di cimentarmi in questo campo. Io comunque sottolineo sempre che i miei libri sono destinati ai ragazzi di tutte le età e agli adulti che sanno ancora sognare. Questo perché la letteratura per ragazzi dovrebbe essere recuperata da tutti quegli adulti che non vogliono rinunciare ad una parte bella della propria vita.


sabato 2 luglio 2011

Roald Dahl: l’uomo che rideva per non piangere

Noto soprattutto come scrittore per l'infanzia, Roald Dahl (1916/1990) ebbe una vita difficile. Nato a Llandaff in Galles da genitori norvegesi il 13 settembre 1916, a 18 anni è andato in Africa a lavorare per una compagnia petrolifera, durante la Seconda guerra mondiale fu pilota della RAF. Soffrì poi per la morte di una figlia bambina, il figlio ebbe invece un gravissimo incidente, la moglie Patricia Neal con cui fu sposato per trent'anni ebbe una lunga malattia a seguito di alcune emorragie cerebrali, mentre lo stesso Dahl dovette sottoporsi a diverse operazioni per alleviare i dolori alla schiena provocati dalle ferite riportate in guerra. Personaggio controverso, descritto come un diseducatore per la misoginia dei suoi libri, oppure come uno scrittore meraviglioso per l'infanzia, eroe di guerra. Pare che quando Dahl scriveva si chiudeva in una stanza in fondo al suo giardino, dove nessuno ha mai potuto riordinare o fare pulizie: sul tavolo una palla color argento fatta con la stagnola delle tavolette di cioccolata che mangiò da ragazzo. Roald ha sempre usato carta e matita per scrivere.
Ne parlavo tempo fa con una maestra che insegna in una scuola primaria di Roma.
- Certo che questo Roald Dahl doveva essere veramente un uomo molto allegro, un gran simpaticone - mi ha detto con l’espressione di chi pensava di aver capito tutto… 
E invece non aveva capito niente, perché Roald Dahl era l’uomo che rideva per non piangere. 
La sua vita è stata costellata da una serie infinita di disgrazie, lutti e malattie che hanno colpito lui e un po’ tutti i suoi cari. Qualcun altro forse sarebbe caduto in depressione, arrivando magari al suicidio ma il grande Roald no: riuscì a trovare un rifugio sicuro nella sua grande ironia.
Con le sue streghe, i suoi mostri, i suoi giganti ha esorcizzato i demoni che attanagliavano il suo animo e lo costringevano a vegliare per interminabili ore notturne, raggomitolato, lui che era alto quasi due metri, nella sgangherata poltrona del suo disordinatissimo studio. Così è riuscito a sopravvivere e ci ha regalato delle pagine davvero indimenticabili.
È morto ancor giovane agli inizi degli anni ’90, ma le sue storie gli sono sopravvissute e continuano ad affascinare ragazzi di tutte le età ed adulti che sanno ancora sognare… 
Un grazie di cuore Roald, da parte di tutti noi!!!
Dario Amadei