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lunedì 21 novembre 2022

Mickey Mouse alla Fiera del libro di Cremona

Bellissima intervista di Claudio Ardigò durante la Fiera del libro di Cremona Chi l'avesse persa può riguardarla ora.

Grazie e buona visione!

sabato 17 settembre 2022

MICKEY MOUSE La vera storia del topo più famoso del mondo

Ed eccoci qui, con il libro sul topo più famoso del mondo, Mickey Mouse.
Una lunga storia quella di Topolino, che viene raccontata da quasi cento anni e fa di lui un highlander che attraversa le pieghe del tempo senza mostrare segni di stanchezza e rimanendo eternamente giovane. Pensiamo di sapere tutto di lui, ma in realtà conosciamo solo un breve tratto del suo lungo percorso, perché ci ha accompagnato e divertito per qualche anno, in genere quelli spensierati dell'adolescenza, che ha contribuito a rendere ancora più speciali. Poi crescendo molti lo hanno salutato, convincendosi in maniera errata che sia roba da bambini. Chi leggerà questo libro, però, si renderà conto che Topolino è una fonte inesauribile di emozioni e idee, il protagonista di un universo parallelo che rispecchia la dimensione quotidiana di un intero secolo, dove è piacevole perdersi quando la realtà diventa insopportabile.
 

La biografia romanzata di Mickey Mouse, dalla sua creazione nel 1928 ad opera di Walt Disney ad oggi. Le storie e l’evoluzione del personaggio chiamato a confrontarsi con grandi trasformazioni sociali, mode e il progresso tecnologico. L’ingresso di Topolino nel favoloso universo di Hollywood, i suoi viaggi in tutti i paesi del mondo, lo sviluppo della sua famiglia virtuale e quello di Topolinia. Con illustrazioni, schede di approfondimento, e molti dettagli sulla sua vita italiana.

In tutte le librerie e online







 

venerdì 23 luglio 2021

#senzaunlibromai di Laura Marotta: Sole, Luna e Talia in "Guarire con Basile"

Ieri era il turno di ‘SOLE, LUNA e TALIA’.
Una fiaba cruda e attuale che ha ispirato le belle addormentate di tutte le storie successive.
Uno spaccato sulla crudeltà e l'egoismo dell'uomo e sulle nostre immense capacità di adattamento e sopravvivenza - che nella fiaba sono simboleggiate da alcune fate che appaiono magicamente - persino nelle situazioni più rischiose e apparentemente senza via d'uscita.
Un padre che abbandona la figlia nel momento in cui questa è completamente indifesa pur di non affrontare la propria sofferenza e le proprie responsabilità.
(N.d.r. non che ci sia bisogno di una fiaba per ribadirlo, per proteggere i figli bisognerebbe parlar loro dei pericoli della vita e prepararli ad affrontarli, altro che illudersi di aver rimosso ogni possible ostacolo, cosa questa che li rende, appunto, solo belli e addormentati.)
Un re che è incapace di controllare i propri capricci e vizi e che stupra una fanciulla immersa nel sonno più profondo semplicemente perché lui è potente, lei è bella e non ci sono testimoni... e che non te lo togli lo sfizio??!! Poi però se ne dimentica. ‘Più poi’ però se ne ricorda e torna a vedere se c'è ancora margine per ‘dilettarsi’ un altro po'...
Una fanciulla buona, sicuramente troppo ingenua, che alla fine riesce a uscire dallo schema "così vuole il destino per te" e riprendersi la vita mentre il resto del mondo la piange già morta, che ama senza indugiare i figli anche se li ha avuti da una violenza carnale di cui non ha memoria.
(N.d.r.-bis vi immaginate quali sarebbero i commenti oggi? “Ma quale violenza, l'ha ammaliato lei, si è fatta mettere incinta e così l'ha incastrato,...”, tanto più che Talia si lascerà sedurre dal suo violentatore e lo sposerà, “doveva denunciare subito!”)
Una moglie tradita che invece di solidarizzare con la vittima di qell'essere viscido che ha accanto, il re violentatore, trama per uccidere una fanciulla e due bimbi innocenti.
E, per fortuna, chi, anche nell'assurdità della situazione raccontata, non smarrisce né il senno né il cuore: un cuoco che sa disubbidire e che non accetta di sacrificare due bimbi innocenti alla sete di vendetta di una regina malvagia.
Insomma, il mondo così com'è: egoisti, malvagi, creduloni, vittime innocenti ma anche brave persone che con un semplice gesto di disobbedienza mandano avanti il mondo intero.
(Dario Amadei, Guarire con Basile)
Laura Marotta

[Illustrazione di Mascia Kurbatova]

#senzaunlibromai di Laura Marotta: La gatta Cenerentola in "Guarire con Basile"

Della fiaba di Cenerentola ho sempre mal retto che il destino benevolo di una ragazza dovesse arrivare ‘via principe innamorato’.Erano altri tempi, si dirà: già ma quelle favole le raccontiamo alle bimbe di oggi, così come le leggevano a me da bambina, spesso senza stimolare nessuna riflessione critica sul tema. Insomma, tu femmina, anche nella sventura, pensa solo ad apparire bella e accalappiati un buon partito...
Tuttavia, nella fiaba originale, ‘La Gatta Cenerentola’ di Giambattista Basile potremmo dire che la protagonista, Zerzolla, nei lunghi anni della sventura, non se ne sta certo con le mani in mano ad autocommiserarsi ma, al contrario, costruisce da sé la propria salvezza con azioni sempre molto coraggiose, talvolta addirittura brutali ed esecrabili: per esempio quando uccide la madre perfida con l'inganno o quando, per ben tre volte, decide di sfuggire dalle intenzioni del re innamorato perso della sua bellezza e riesce a seminare, con stratagemmi magici (che altro non rappresentano se non le nostre infinite risorse interiori), i servitori reali che le danno la caccia.
Certo, alla fine dovrà sposarlo quel re invaghito perso - difficilmente a un re, nel Seicento napoletano, potevi opporre impunemente un rifiuto - ma non ho dubbi che una fanciulla così determinata saprà, anche a corte, trovare il modo per esigere i propri spazi di benessere e autoaffermazione proprio come da bambina aveva saputo sottrarsi ai condizionamenti soffocanti della madre prima e dell'educatrice tanto amata poi (e già, anche chi ci vuol tanto bene non è detto che abbia le capacità di ‘lasciarci sbocciare’ come vorremmo e meriteremmo).
Ultima nota: queste favole su Cenerentola sono tutte intrise di sgradevolissima ‘cultura patriarcale’ però poi, nei fatti, sti maschi so' tutti mosci da morire e fanno spesso solo la figura delle belle statuine e dei bimbi capricciosi. La ‘cancel culture’ ce la risparmiamo volentieri ma sempre dovremmo accompagnare la lettura di queste fiabe ‘d'altri tempi’ con riflessioni più ‘contemporanee’.
«Che cosa desideri?» domandò.
Zezolla rispose che desiderava uscir qualche volta di casa, senza che le sorelle lo sapessero.
«Quando vorrai farlo» rispose la fata «vieni alla pianta e ripeti: dattero mio dorato, con la zappetta d'oro t'ho zappato, con il secchiello d'oro innaffiato e con la seta t'ho asciugato. Spoglia te e vesti me! Quando poi vorrai riprendere i tuoi soliti abiti, devi solo cambiare l'ultimo verso e dire: spoglia me e vesti te!».
(La Gatta Cenerentola, Guarire con Basile, Dario Amadei)
Laura Marotta



domenica 11 luglio 2021

Guarire con Basile: le fiabe che curano

Voglio raccontarvi di un uomo che nelle parole ha trovato il senso della vita, anche quando il suo professore di biologia gli diceva che il senso della vita è vivere, prerogativa fisiologica di tutti gli organismi. Voglio raccontarvi di un uomo che nella scienza, nella medicina ha sempre dato spazio all'anima e non solo al corpo, che nelle persone che incontra legge le loro storie e non si sofferma sulle maschere che indossano. Di un uomo che è un profondo conoscitore e stimatore delle fiabe intese non solo da un punto di vista letterario ma antropologico e psichico, perché ha sentito l'immenso potere che scaturisce da loro, lo ha interiorizzato e verbalizzato per donarlo a tutti quelli che hanno occhi per guardare, orecchie per sentire, mani per toccare, bocca per gustare e naso per odorare le parole. 
Sto parlando del cacciatore di storie che nel suo nuovo scritto ha riportato alla luce, traducendole dal dialetto napoletano del seicento, le fiabe di Gianbattista Basile, padre a cui hanno attinto i narratori successivi, come i Grimm. 
Guarire con Basile Dodici fiabe per conoscerci meglio, tradotte e commentate da Dario Amadei è il libro che consiglio a tutti di leggere per regalarsi un mondo leggendario e per ritrovare, in quelle atmosfere lontane, qualcosa di noi, di attuale e di andare oltre gli ostacoli, le brutture, i pregiudizi che, nel mondo moderno, ci travolgono.
«Da qualche anno ho cominciato a leggere le fiabe di Basile con grande interesse, familiarizzando pian piano con l’affascinante dialetto originale e, aiutato anche dalla meravigliosa traduzione di Benedetto Croce, ho sentito l’esigenza di raccontarle a parole mie nell’italiano del ventunesimo secolo, scoprendo riga dopo riga la grande attualità dei messaggi che contengono» dice Dario Amadei «Ne ho selezionate alcune che sicuramente vi sorprenderanno per tanti motivi e le ho raccontate in questo libro, accompagnandole con delle mie considerazioni che potranno essere degli spunti di riflessione, utili forse a comprendere meglio noi stessi e gli altri».

venerdì 13 novembre 2020

Nuova uscita "Cesco nel bosco"

 


Cesco nel bosco è una filastrocca raccontata da Dario Amadei e illustrata da Mirella Di Biagio. È il viaggio di un bambino un po’ pauroso, ma anche coraggioso in un bosco un po’ pieno di inganni, ma anche tanto magico. Volete accompagnarlo?

Eclettico, ironico, poco razionale, molto sognatore, Dario Amadei è medico, scrittore, formatore, esperto di biblioterapia e si definisce un cacciatore di storie. Ha ideato la tecnica di narrazione creativa Step by step e nel 2010 ha fondato, con Elena Sbaraglia, l’impresa culturale Magic BlueRay.
Mirella Di Biagio vive a Roma e lavora come graphic designer. Dal 2010 è art director associato di QID - Quartetto Imperfetto Design. Per lei la grafica è progettazione, cultura, interpretazione creativa del mondo che ci circonda. La sua indole multipotenziale si esprime anche in altre attività, come il ritratto artistico, l’artigianato, l’illustrazione.

Età di lettura 3 - 7 anni
Cesco nel bosco di Dario Amadei, illustrazioni di Mirella di Biagio, è disponibile in formato cartaceo su Amazon

lunedì 13 luglio 2020

Dario Amadei racconta "Le fiabe" dei fratelli Grimm per Radio Blog

Ascoltando questo interessante audio di Dario Amadei sulle fiabe dei fratelli Grimm, scoprirete che le fiabe come ve le avete sempre sentire raccontare sono una versione diversa e ben più edulcorata di quelle originali, nelle quali non c'era affatto tanta bontà! Non ci credete? 
Ascoltate questo audio e rimarrete stupiti!


Per contattarci: inf@radioblognews.it
Musica tratta da www.incompetech.com

martedì 12 maggio 2020

La filosofia del sole di Michela Zanarella

Con grande piacere vi annunciamo l'uscita del nuovo libro di poesie di Michela Zanarella. 
Che sia la nostra poetessa preferita è cosa nota, ma ci piace ripeterlo tutte le volte che possiamo e questa volta ci sembra l'occasione giusta per invitarvi a farvi abbracciare e illuminare dalle sue parole.
"Innamorarsi significa
radunare l’alba negli occhi."
Dalla quarta: "C'è tanto sole in questi nuovi versi di Michela Zanarella, un sole splendente, che rinnova il rapporto della poetessa con il mondo, che muta l'originario sguardo malinconico e a volte addirittura triste, in un qualcosa di dinamico, in un invito, fatto prima a se stessa e poi agli altri, a scendere a patti con i problemi della vita, affrontarli, viverli con ardore, col fiato caldo, nella dimensione di chi ha scoperto l'infinito e ci può entrare senza avere paura di nulla."

La filosofia del sole, Michela Zanarella, Ensemble edizioni

Intervista Nati per raccontare

Dario Amadei ed Elena Sbaraglia in dialogo con Laura Catini su Nati per raccontare, Castelvecchi editore, ospiti della pagina Mystery Artroom


sabato 7 marzo 2020

Si parla di Nati per Raccontare

#libri ModulazioniTemporali

L’avvento dell’era informatica comporterà la scomparsa del libro, o quanto meno del suo formato cartaceo. I nuovi libri si leggeranno comodamente sullo schermo del tablet o del computer...Questo scenario, ormai non più avveniristico, ha fin dall’inizio provocato una reazione da parte degli estimatori del libro tradizionale, tra i quali oggi possiamo annoverare due difensori agguerriti della sua insostituibilità, Dario Amadei e Elena Sbaraglia, che insieme hanno scritto “Nati per raccontare. Dalla narrazione creativa alla biblioterapia” (Castelvecchi editore, Roma 2020, pp. 109, euro 14, 50).
Recensione di Luciano Albanese continua a leggere

venerdì 21 febbraio 2020

Nati per raccontare Castelvecchi editore

Dal 20 febbraio in libreria "Nati per raccontare. Dalla narrazione creativa alla biblioterapia" di Dario Amadei e Elena Sbaraglia

Raccontare una storia è un bisogno primario, un’esigenza naturale ma non scontata, una pratica quotidiana che spesso tendiamo a trascurare. È, dunque, necessario riappropriarsi della capacità di narrare, e lo si può fare grazie a un metodo innovativo, largamente sperimentato e di facile apprendimento. È quello proposto da Dario Amadei ed Elena Sbaraglia, che nella loro decennale carriera, ispirandosi alla biblioterapia anglosassone, hanno codificato i principi della narrazione creativa da un punto di vista pedagogico, neurofisiologico ed esperienziale.

Quest’opera è un punto di partenza per comprendere che il libro non è solo un oggetto, ma un prisma capace di riflettere pensieri ed emozioni, e che la lettura e la scrittura non sono sterili fatiche, ma attività in intimo contatto con il nostro io più sommerso.

lunedì 10 giugno 2019

L'istinto altrove di Michela Zanarella

L’Amore ai tempi di Zanarella 

L’istinto altrove, la raccolta di poesie di Michela Zanarella, edito da Giuliano Ladolfi, ci parla senza alcun dubbio di Amore. Un Amore di quelli con la A maiuscola, che lasciano un segno profondo nell’animo di chi li vive, anche se non sempre Amori del genere sono destinati ad essere eterni, anzi molte volte durano il tempo di un soffio di vento, si spengono ancora prima di cominciare o sono assolutamente platonici. Proprio questo ci dà la misura della grandezza di una poetessa, in grado di distillare emozioni che sgorgano purissime dal suo animo sensibile, non inquinate dalle scorie tossiche della realtà, com’è stato per l’immensa sacerdotessa dell’Amore Emily Dickinson. La grande poetessa americana ha vissuto la passione che ci ha trasmesso con i suoi versi unicamente nel cielo incontaminato della sua fantasia, mentre nella realtà è vissuta reclusa, amando forse solo un oscuro predicatore sposato, incontrato le volte che si possono contare sulla punta delle dita. La nostra Zanarella, però, va ancora oltre, perché non solo ci culla nell’Amore che illumina l’Empireo dei suoi versi, ma ci parla anche di un Amore, senza alcun dubbio, vissuto e carnale. Ce lo racconta come una Luce nelle sue poesie fatte di occhi e sguardi, in un silenzio spesso assoluto. Perché è proprio così, l’Amore non ha bisogno di tanti giri di parole, per farlo basta solo uno sguardo, un cenno di intesa che accende la passione, illuminando la notte dei sensi. 
Dario Amadei 


Sguardi d’amore 
Appena ho finito di leggere L’istinto altrove di Michela Zanarella, oltre a rimanerne affascinata dalla bellezza delle immagini che ci regala, sono rimasta colpita da una particolarità che solo la poetessa, se vorrà, ci svelerà essere un vezzo o una coscienziosa scelta stilistica. Tutte le poesie che compongono questa raccolta contengono le parole sguardo e occhi, sono respiri d’amore ma non è l’amore in sé che viene cantato quanto invece il bisogno di guardare, di essere guardati, di cercarsi in quell’altrove che è vicino ma anche lontano, perché pure i sogni si guardano, si mettono a fuoco per poi svanire e magari ricomparire ne il colore dell’estate affacciata tra gli scogli verso l’infinito. Tante volte si vivono amori dove gli occhi vengono messi da parte, si sta insieme ma non ci si vede più, ci si dà per scontati, le parole poetiche di Michela ci esortano invece a riappropriarci di quel meraviglioso senso che apre la porta all’amore e lo fa entrare dentro di noi. 
Elena Sbaraglia

venerdì 17 maggio 2019

Comunicato Stampa: Lunedì 20 maggio - Fiabe e altre storie di ordinaria magia - Sala della Protomoteca