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venerdì 6 novembre 2020

Come vivere l'amore

I libri scelti dai partecipanti per Come vivere l'amore, il secondo degli incontri di bibliolettura interattiva e indagine narrativa sul benessere, hanno raccontato di tutte le sfumature e i colori che questo sentimento regala. Buone letture!

Dario Amadei con L'insostenibile leggerezza dell'essere di Milan Kundera ci parla della grande forza dell'amore. Ci sono persone che rinunciano a tutto in nome dell'amore: Thomas, il protagonista, si trova a desiderare Thereza che rappresenta la luce (ma che poi volge nell'oscurità) e Sabina che rappresenta la notte

Claudia Gasparri con Tatiana & Alexander di Paullina Simons ci parla di un amore romantico in contrapposizione a Il lungo sguardo di Elizabeth Jane Howard che ci racconta invece quando un amore provoca dolore

Antonio Trimarco con Stoner di John Williams getta delle luci sulle difficoltà di vivere l'amore, le scelte fatte da Stoner sono contro l'amore. Tutto il libro trabocca comunque di questo sentimento: quello paterno per la figlia, quello vero per l'amante e quello difficile con la moglie

Laura Cerioni con L'amore fatale di Ian McEwan ci introduce in un amore che spesso sconfina nelle patologie. A volte, conoscere se stessi è già difficile e questo influisce molto all'inizio di una relazione che si può rivelare poi sbagliata perché si proiettano i propri fantasmi sull'altro

Patrizia Ponsicchi con I ponti di Madison County di Robert James Waller ci racconta l'amore vero, unico, che emoziona. Importante credere che anche le sconfitte in amore non debbano andare a vuoto perché possono trasformarci in una persona migliore

Paola Gasparri con La porta di Magda Szabò ci parla della bellezza di quel sentimento che ci fa aprire progressivamente all'altro mettendosi a nudo, senza paura di essere feriti

Carolina Ragucci con Cime tempestose di Emily Bronte ci racconta un amore unidirezionale, sconvolgente, che distrugge. I sentimenti, però, quando sono buoni, fanno comunque stare bene e bisogna viverli anche se non corrisposti

Elena Sbaraglia con Fedeltà di Marco Missiroli pone una domanda: non cedere alle tentazioni significa veramente essere fedeli? Oppure con quella rinuncia si tradisce se stessi? La risposta prova a darcela Mio amato Frank di Nancy Horan in cui i protagonisti sono disposti a tutto pur di vivere il loro amore, non scendendo però a compromessi totalizzanti per mantenere invece intatte le loro identità

mercoledì 7 agosto 2019

Recensione su Amore (e altre psicopatologie)


Terminata una lettura che consiglio vivamente!

Agile manuale di Erototropiologia Umana Applicata che si compone di due parti, precedute dalla Prefazione della dottoressa Elena Sbaraglia (Psicologa, Biblioterapeuta e cultrice di Erototropiologia). 
La prima parte è più narrativa: il paradossale, colto con ironia non scevra di audace realismo, diviene emblematico della psicopatologia. Viene spiegato come la vita di un essere umano di sesso maschile possa essere condizionata e stravolta da problemi che riguardano la sfera erotica anzi erototropiologica (dal greco “erototropia”: corteggiamento, seduzione).
Vedremo poi la classificazione scientifica dei tipi erototropiologici (seduttori inadeguati, deviati, bloccati o ipereccitati). L'amore è un problema, l'amore è una soluzione, l'amore e la sessualità, perché di questo si parla. E i greci distinguevano eros e agàpe.
Dice Desmond Avenarius: “Freud e Jung facevano solo delle chiacchiere, invece io sono in grado di registrare l’inconscio di una persona e di ripararlo con successo quando si guasta”.
Così la seconda parte contiene le linee guida della Erototropiologia Umana Applicata.
L’elettroerototropion realizzato dal professor Avenarius è una macchina meraviglioso, come il Nautilus di Verne, come gli squali d'acciaio, i dirigibili e i sottomarini dei Viaggi straordinari di Saturnino Farandola narrati da Albert Robida. Con la medesima fantastica precisione (mancano solo i disegni) il professor Avenarius ne descrive l’ideazione, il funzionamento e le applicazioni pratiche. 
E al di là della fantasia e dell’ironia le soluzioni sono possibili. E fanno riflettere.
Che dire? Aspettiamo il manuale Erototropiologia Umana Applicata agli esseri umani di sesso femminile e, sospettiamo, sarà un volume più corposo…
Prof. Desmond Avenarius, Amore (e altre psicopatologie), Graphofeel Ed. - Traduzione e cura: Dario Amadei
(Daniela Messi per Bartolone & Messi)

lunedì 10 giugno 2019

L'istinto altrove di Michela Zanarella

L’Amore ai tempi di Zanarella 

L’istinto altrove, la raccolta di poesie di Michela Zanarella, edito da Giuliano Ladolfi, ci parla senza alcun dubbio di Amore. Un Amore di quelli con la A maiuscola, che lasciano un segno profondo nell’animo di chi li vive, anche se non sempre Amori del genere sono destinati ad essere eterni, anzi molte volte durano il tempo di un soffio di vento, si spengono ancora prima di cominciare o sono assolutamente platonici. Proprio questo ci dà la misura della grandezza di una poetessa, in grado di distillare emozioni che sgorgano purissime dal suo animo sensibile, non inquinate dalle scorie tossiche della realtà, com’è stato per l’immensa sacerdotessa dell’Amore Emily Dickinson. La grande poetessa americana ha vissuto la passione che ci ha trasmesso con i suoi versi unicamente nel cielo incontaminato della sua fantasia, mentre nella realtà è vissuta reclusa, amando forse solo un oscuro predicatore sposato, incontrato le volte che si possono contare sulla punta delle dita. La nostra Zanarella, però, va ancora oltre, perché non solo ci culla nell’Amore che illumina l’Empireo dei suoi versi, ma ci parla anche di un Amore, senza alcun dubbio, vissuto e carnale. Ce lo racconta come una Luce nelle sue poesie fatte di occhi e sguardi, in un silenzio spesso assoluto. Perché è proprio così, l’Amore non ha bisogno di tanti giri di parole, per farlo basta solo uno sguardo, un cenno di intesa che accende la passione, illuminando la notte dei sensi. 
Dario Amadei 


Sguardi d’amore 
Appena ho finito di leggere L’istinto altrove di Michela Zanarella, oltre a rimanerne affascinata dalla bellezza delle immagini che ci regala, sono rimasta colpita da una particolarità che solo la poetessa, se vorrà, ci svelerà essere un vezzo o una coscienziosa scelta stilistica. Tutte le poesie che compongono questa raccolta contengono le parole sguardo e occhi, sono respiri d’amore ma non è l’amore in sé che viene cantato quanto invece il bisogno di guardare, di essere guardati, di cercarsi in quell’altrove che è vicino ma anche lontano, perché pure i sogni si guardano, si mettono a fuoco per poi svanire e magari ricomparire ne il colore dell’estate affacciata tra gli scogli verso l’infinito. Tante volte si vivono amori dove gli occhi vengono messi da parte, si sta insieme ma non ci si vede più, ci si dà per scontati, le parole poetiche di Michela ci esortano invece a riappropriarci di quel meraviglioso senso che apre la porta all’amore e lo fa entrare dentro di noi. 
Elena Sbaraglia

martedì 8 gennaio 2019

Ho passato le feste in compagnia di AMORE di Sabrina Cava

Senza la pretesa della recensione. 
Ho passato le feste in compagnia di AMORE, lo studio dei casi clinici (psicopatologie per essere precisi) analizzati con scienza e in-coscienza 😂 dal Prof. Avenarius, cercando di comprendere almeno nei fondamentali ( non si può pretendere di più da un primo approccio), il suo metodo Erototropiologico Umano Applicato. 
Il Professore sapeva quando mi ha fatto partecipe del suo manuale, che avrei ben potuto cogliere l'essenza di ogni caso, umano o/e disumano, che si è trovato a trattare perché credo, fosse stato esaurientemente evinto dal suo referente italiano, l'amico Dario Amadei sulla mia propensione e capacità di guardare ogni cosa dal lato comico. Ce n'è sempre uno. Una propensione all'ironia la mia, che sicuramente è risultata determinante nell'accesso alla metodica scientifica codificata dal Professore. La seduzione, l'amore, l'attrazione, il corteggiamento, possono portare al successo come al fallimento ma sono sempre il frutto di un gioco delle parti all'interno di complessi rapporti interpersonali casuali, e nessuno fino ad oggi, era riuscito, e credo riuscirà mai ad approfondire tanto bene come il Professore certe dinamiche psicopatologiche. Possiamo solo sperare, studiando a fondo il suo metodo scientifico Erototropiologico Applicato di sfiorarne la comprensione.
In attesa di incontrarlo ad uno dei suoi seminari italiani per un confronto approfondito sulle quattro classi di erototropiologici seduttori, (inadeguati, deviati, bloccati, ipereccitati) e sperando di potergli illustrare i risultati delle mie osservazioni empiriche e analizzarle con lui alla luce della sua scienza, lo saluto caramente. Ci pensi tu a trasmettere Dario? Grazie.
Ciao
Sabrina Cava

mercoledì 8 agosto 2018

Desmond Avenarius feat Jack Vettriano

Se mi chiedessero di accostare Amore (e altre psicopatologie) ad un pittore, non avrei dubbi nello scegliere Jack Vettriano, l’artista vivente più quotato a livello mondiale. 


Se non lo conoscete, vi invito a guardare i suoi dipinti senza pregiudizi, proprio come vi ho consigliato di leggere il manuale del prof. Desmond Avenarius. 
Per entrambi, il prof. Avenarius con le parole e Jack Vettriano con i colori, è l’arte di seduzione ad essere sotto i riflettori, il prima e il dopo dell’atto, non il durante, i momenti, cioè, in cui si passa da una inevitabile solitudine alla spensierata passione. 
A noi, non resta che lasciarci trasportare dalle emozioni, qualunque esse siano e a non nasconderci se dovessimo riconoscerci in uno dei loro protagonisti.
Elena Sbaraglia

lunedì 9 luglio 2018

La seduzione in noi

Sin dagli albori, l’arte della seduzione è territorio che tutti gli uomini, ma anche le donne, sentono il bisogno di calpestare. Che poi lo facciano in maniera impercettibile, o lasciando impronte più indelebili, non è importante perché, come ci dice il prof. Avenarius “tutti, ma proprio tutti, anche i più inibiti, possono diventare dei grandi seduttori”. 
La seduzione non è improvvisazione, non è seguire in maniera pedissequa consigli di altri uomini che, magari, ne sanno parlare bene ma, nella pratica, poi, non sono abili a sedurre. La seduzione è scienza e, come tale, se ben applicata, porta a raggiungere i risultati sperati. 
Tanti sono stati gli studiosi che hanno approfondito questa tematica, rimanendo però in superficie e solo il prof. Desmond Avenarius è giunto a dare un nome a questa scienza che studia il corteggiamento, chiamandola Erototropiologia Umana Applicata e l’utilizzo del suo metodo ha portato alla risoluzione di molte situazioni che erano state etichettate come drammi esistenziali incurabili. 
Sì, perché quando il corteggiamento imbocca delle strade impervie, la possibilità di smarrirsi o di cadere in un burrone è altamente probabile e, come ben ci illustra il prof. Avenarius attraverso alcuni suoi casi clinici riportati in questo manuale, il mondo è pieno di persone che, per amicizia o per professione, elargiscono consigli o cure sbagliate che arrecano danni gravissimi, a cui solo l’erototropiologia, per fortuna, può porre rimedio. 
Chi già ha avuto modo di conoscere, attraverso i suoi scritti, il prof. Desmond Avenarius, non si stupirà di leggere, in questo manuale, concetti magistralmente espressi con ironia, consapevolezza e forza di persuasione. 
Per tutti coloro, invece, che si avvicinano a lui per la prima volta, consiglio di perdersi tra le righe con la testa sgombra da ogni pregiudizio o preconcetto che nocciono, indiscutibilmente, alla conoscenza. 
Come nel teatro dell’assurdo di ioneschiana memoria, in queste pagine, il prof. Avenarius non fa la caricatura di una situazione ordinaria ma rende ordinaria l’assurdità fino al punto di mostrare quanto infinitamente assomigli a ciò che chiamiamo anormale e quotidianamente accettiamo come tale (Eugen Ionesco) 
Anche l’arte della seduzione, così come ce l’hanno presentata dal Don Giovanni in poi, ci vuole tutti uniformati nel perseguirla, ma, come ci insegna l’erototropiologia, il bisogno di esplicitare il corteggiamento è primario e risiede nel nostro inconscio, che inevitabilmente si manifesta nei modi e nelle forme più disparate a seconda dell’educazione che abbiamo avuto, delle esperienze che abbiamo fatto, delle pressioni che la nostra personalità e sessualità possano aver subito, tanto da renderci, agli occhi dei perbenisti, dei mostri incalliti senza via di guarigione. 
È l’incertezza della nostra identità che non ci permette di difenderci da chi ci vuole omologare, ma per fortuna, in nostro soccorso, giunge l’Erototropiologia Umana Applicata del prof. Desmond Avenarius, un pioniere in questo settore, così come lo erano stati Masters e Johnson, i primi a mostrare la sessualità da un punto di vista scientifico e non più solo relegato alla sfera privata, demolendo molti miti di una cultura radicata e bigotta. 
Desmond Avenarius non ha mai avuto paura del pregiudizio, di trattare un argomento spinoso e per certi versi inesplorato perché, certo dei suoi studi, non ha taciuto, ma ha spiegato quelle esperienze solo all’apparenza trascendentali, riportandole, grazie all’erototropiologia, ad una dimensione umana e socialmente accettabile. 
Non abbiate timore di riconoscervi in uno di questi personaggi, non nascondete la testa sotto la sabbia, prendete atto dei limiti e provate a superarli, la consapevolezza ci rende liberi... di sedurre, di amare. 
dr.ssa Elena Sbaraglia, psicologa, biblioterapeuta e cultrice di erototropiologia

Il libro Amore (e altre psicopatologie) di Desmond Avenarius, Graphofeel edizioni, è acquistabile in tutte le librerie a livello nazionale e online e sul sito della casa editrice

martedì 3 ottobre 2017

Storie d’amore e d’amicizia al tempo dei social network

Storie d’amore e d’amicizia al tempo dei social network
LABORATORIO DI SCRITTURA CREATIVA
Gli incontri saranno quattro della durata di due ore ciascuno, durante i quali, seguendo le indicazioni dell’ormai collaudata tecnica “Step by step” di Dario Amadei, i partecipanti procederanno individualmente, passo dopo passo, nella stesura di brevi racconti che tratteranno il tema Storie d’amore e d’amicizia al tempo dei social network, con lo scopo di descrivere con lo strumento narrativo come i rapporti tra le persone siano cambiati nell'era di internet.
I racconti prodotti verranno raccolti in un ebook scaricabile gratuitamente 

Sede
Via Duchessa di Galliera 10, int. 7, Roma 

Calendario 
Lunedì 16 – 23 – 30 ottobre – 6 novembre 2017
Dalle 19:00 alle 21:00

Per info, costi e iscrizione: magicblueray@gmail.com

giovedì 10 novembre 2016

“Firmato tua F” di Katyg

Nel suo bellissimo libro “Firmato tua F” la scrittrice, poetessa e blogger Katiuscia Girolametti, in arte Katyg, racconta in una maniera molto originale la storia di un amore. È un sentimento profondo e coinvolgente che alla lunga diviene devastante perché purtroppo non è corrisposto dall’uomo a cui una donna “grida quanto lo ama”.
La protagonista del libro si trova così a vivere uno di quegli amori infelici nei quali si rimane fatalmente imprigionati perché “i sentimenti non si impongono e ci rimette sempre il cuore che ama di più.”
E il cuore della nostra novella Frida ama alla follia, lei sa benissimo che “le fiabe si leggono solo nei libri, aspettando il lieto fine”, ma non può sottrarsi al suo destino perché ha commesso l’imprudenza di “non crearsi un sogno con l’uscita di sicurezza”.
Lei ama con tutta se stessa quell’uomo che “l’ha attirata in una rete, per spaccarle il cuore in due e farla a pezzi con un macete” ed anche se ha provato ad essergli semplicemente amica, non ha funzionato, perché “non gli vuole bene e non gliene vorrà mai, lei lo ama”.
Lo aspetta soffrendo e “dipingendo papaveri confusi dal vento, illusi dal frutto di un suo cambiamento”, un cambiamento che però non arriverà mai perché l’uomo le ha mentito sin dall’inizio. Come un parassita della peggior specie ha succhiato dalla sua anima il nettare di cui aveva bisogno senza darle nulla in cambio, finché ormai sazio, l’ha lasciata a “raccogliere le briciole” di un amore malato.
Lei rimarrà sola a “trascorrere notti silenti su terrazze vistose ingombre di pensieri invadenti” e a “sbattere i pensieri sull’asfalto alla velocità della pioggia, cercando di non annegare nella sua stessa acqua” con la speranza di trovare prima o poi “la forza di morire e rinascere”.
Questa è a grandi linee la storia della novella Frida, ma ovviamente per comprenderla a pieno bisogna leggere il libro di Katyg che, oltre ad essere molto emozionante, dispensa un messaggio utilissimo nella vita reale. Di amori così infelici, a senso unico, ne nascono purtroppo tanti e bisognerebbe imparare a trovare dentro di sé la forza di reagire.
Katig ci offre sicuramente delle risposte e lo fa con uno strumento narrativo originale e potente, utilizzando cioè dei versi semplici ma efficaci, che senza essere mai enfatici e fini a se stessi, come le tessere di un mosaico magico vanno a comporre pagina dopo pagina una storia molto coinvolgente che lascia un segno profondo nel cuore del lettore.
Un libro dunque da non perdere, scritto da una donna speciale che non ha paura di guardare negli occhi l’amore.

Dario Amadei

sabato 9 luglio 2016

Let it Lok: Utopia d'amore

Abbandonarsi all’amore illogico è ciò che resta. Giocare come bambini e ridere come pazzi. Amarsi senza regole, ammirarsi senza un compromesso. Rischiare nella libertà, senza fare affidamento all’onestà. Maturare la consapevolezza che non ti fiderai di altro Dio all’infuori di te.
Condividere e condividersi. La gelosia che nasce, tace: ha rispetto per l’Amore; capirà la sua inutilità e si suiciderà. Ogni tanto la lotta, che alla fine si spegne in un sorriso. Gli istinti che si fanno spazio, e non hanno paura: cercano famelici di colmare i loro inesauribili deboli; a volte non possono che tacere, bruciarsi in una nuvola bianca. Altre volte esplodono, bestiali,e non sorvolano: irrefrenabilmente acchiappano, s’affondano nella delizia della pelle, e s’esauriscono  in polvere d’affanno vermiglio. E poi l’intesa chimica… quella mai che si dissolva, danza vibrando e avanza, incendiando ogni particella d’aria. Ritrovarsi nel caos cosmologico, sospesi, a spingersi sull’altalena, prima in avanti e poi nell’accomodante oblio dell’indietro, sotto l’impulso innegabile delle onde magnetiche che richiamano atomi complementari secondo l’eterna legge dell’attrazione.
Andare avanti, un giorno alla volta, senza sopportarsi, senza sacrificarsi, a braccetto come due vecchi amici, e saltarsi incontro in un boato d’espansione.
Un viaggio via dallo smarrimento, passando per i gironi a sfiorare l’essenza del peccato; ogni tanto una sosta nella verde sabbia dell’Eden, a commettere la perversione dell’inconoscibile; librare, liberandosi dal fardello, verso la spira delle meraviglie più magnificenti, sedersi nella rosa dei beati, fino a detronizzare Dio dall’empireo.
Rinnegare la presunzione di possedere le parole già prima di partire, ricordandosi che neanche Dante aveva già pronti i suoi endecasillabi prima del viaggio alla ricerca dell’inesprimibile. Vivere nella certezza che è il viaggiare stesso a suggerire l’espressione dell’inafferrabile, perché il viaggio altro non è che un progressivo appropinquarsi a ciò che si respira ma non si vede. E proprio come Dante confondere i limiti tra sogno e realtà, utopia e speranza, lucidità e oblio dei sensi, e allo stesso tempo dipingere sorprendenti rime di una nuova divina commedia.
Filomena "Lok" Locantore

giovedì 26 febbraio 2015

Let it Lok: L'amore

Maksim-Samasiuk-Fotolia.com
Amore... Ho conosciuto l’amore in tante diverse sfaccettature, ne ho assaporato tante differenti sfumature, e vi dico innanzitutto che l’amore è il motore della vita: non esiste sentimento più autentico in grado di farci sentire più autenticamente vivi, perché solo l’amore è capace di rapirci corpo, mente e anima. Questa volta vorrei parlare dell’amore nel senso più comune cui tutti vi si riferiscono al giorno d’oggi, ovvero l’“amore di coppia”, concedetemi questa espressione un po’ riduttiva e dispregiativa, a mio parere.
Sono soltanto una ventunenne, ma questa tematica intensamente mi affascina e mi intriga, ragion per cui impiego molto del mio tempo osservando come l’amore agisce e si manifesta tra la gente, giovani, adulti, anziani, single, fidanzati, sposati, divorziati, persino bambini. E tristemente vi annuncio che raramente ho visto due persone Amarsi, ma davvero, nel senso più autentico ed essenziale, di quell’amore reale, che secondo me dovrebbe essere vero, puro e incondizionato come la fragranza di un fiore. Viviamo nell’era dei social network, nell’età dell’ansia, della depressione: siamo diventati così complicati, fragili e problematici, che tutte le paranoie e le futilità non hanno riservato neanche un misero angolino all’Amore. Date un’occhiata dentro di voi: quanto amore è fiorito nel vostro cuore? Quanto siete capaci di Amare la persona che vi è accanto, o che state aspettando, o che avete perso? Non sono forse i vostri sentimenti sempre sovvertiti da qualche minacciosa ombra di timore, senso di bisogno, paura di solitudine, senso di competizione, di dovere, di obbligo? Quanti di voi si sentono pienamente e felicemente a proprio agio accanto al loro partner, quanti non desidererebbero neanche per un attimo di trovarsi in un altro posto, accanto ad una persona diversa? Quante volte pretendete attenzioni, rispetto, affetto, comprensione, pretendete di essere posti al centro della vita del vostro partner, al primo posto, davanti persino a sé stesso? E quante volte nel vostro profondo siete coscienti che forse, voi, non sareste mai in grado di fare nulla del genere per il vostro amato, o almeno non senza la certezza di essere ricambiati? Non abbiate paura delle risposte, semplicemente cercatele, e siatene consapevoli.
Guardandomi attorno, sono giunta alla conclusione, che tutti nasciamo con un enorme potenziale di amore nel cuore: nei bambini che si amano, ho visto i sentimenti più belli e spontanei perché i bambini non hanno peli sulla lingua né castelli della mente, amano con innocenza perché sono pieni d’amore, e non chiedono nulla in cambio. Crescendo, però siamo portati a smarrire questa genuinità, e l’amore diventa una “tragedia”, come qualcuno lo ha definito; o meglio noi rendiamo l’incredibilità dell’amore un mero affollarsi di dubbi, domande, pretese; e la considerazione più amara che vi pongo innanzi agli occhi è che basta un nonnulla a far si che tutto ciò sfoci in odio, rancore, vendetta: è sufficiente che qualcosina nell’ingranaggio cessi di funzionare per un attimo, e in preda al terrore, piuttosto che comunicare, per un crudele bisogno di sentirci forti, sputiamo merda sul cosiddetto “amato”, infischiandocene del suo intimo sentire: è sempre più facile prendersela con l’altro, piuttosto che affrontare i propri dissidi interiori, no? E diamo la colpa all’amore, ai suoi problemi, alle sue controversie, tralasciando il fatto che forse siamo noi ad avere le colpe, perché di fatto, siamo incapaci di amare, a cuore aperto e mente limpida, e nei casi eccezionali schiudere persino l’anima.
Non confondiate queste mie realistiche osservazioni con una visione pessimistica dell’ “amore di coppia”, perché queste mie “denunce” vogliono essenzialmente essere una scossa alle vostre consapevolezze, affinché iniziate a guardare la persona che vi è accanto con i veri occhi dell’amore. Che possiate purificarvi da tutto ciò che non è amore, aprirvi, e viverlo quando c’è, lasciarlo andare quando cessa, senza rancore, senza indignazione.
Io ci credo nell’Amore, (perché su per giù un paio di volte), ho provato la gioia di questo sentimento, così travolgente e rinvigorente. Forse da più piccola anch’io l’avevo confuso con altri sentimenti, però a 20 anni ti conosci, e sai riconoscere anche quando sei innamorato. Quando l’amore, quello puro e incondizionato, vive in te sei tutto rapito, ti senti estatico, qualunque difficoltà sorga, non è un problema perché l’amore tutto guarisce; non esistono paure, né del passato, né tanto meno del futuro, perché ami, e non chiederesti nulla di più; ti senti imbattibile, combatti, ma non te ne rendi nemmeno conto, perché in amore le lotte non si chiamano battaglie, bensì doni; ami, e se non sei ricambiato come vorresti non importa, perché il tuo amore è sufficiente ad abbracciare anche l’altro; sei pieno e vuoi condividere tutto, felicità, tristezza, libertà, malinconia, spensieratezza, speranza, pensieri, parole. Quando ami c’è empatia, vivi nell’altro, e l’altro vive in te, nel bene e nel male, e il male appare più dolce, quando qualcuno ti ci accompagna per mano; i respiri si sovrappongono, i cuori pompano sangue all’unisono, basta una carezza e la pelle ti si accappona tutta. Quando c’è amore, si cammina mano nella mano, nessuno rincorre nessuno, perché si è in sintonia, si respira complicità, anche nelle cose più futili della quotidianità. Certo, gli incidenti di percorso non mancano a nessuno, ma si impara ad affrontarli in due, piuttosto che chiudersi in sé stessi.
Ricordo con dolcezza gli attimi dei miei amori trascorsi, ma più di tutto mi sovviene un pomeriggio di mezza primavera, quando camminavamo a piedi nudi in riva al mare, ridendo e scherzando; qualche giorno prima una brutta discussione, e poi uno scooter che sfrecciava sotto il sole verso la pace, accompagnato da canti liberatori, un po’ stonati e sommessi dal rombo del motore. In quel momento non mi mancava nulla, mi sentivo così pienamente me, così liberamente Filomena, era favoloso. Non avrei per niente al mondo voluto trovarmi in un altro posto dell’universo: il mio paradiso era esattamente lì, in un pomeriggio di aprile, su quella sabbia ancora un po’ fredda e umida. Il tempo era sparito, come il mondo attorno: eravamo solo noi, gli sguardi di tenerezza, le poesie d’amore, due corpi intrecciati, la voglia di vivere e tanta voglia di perderci l’uno nell’altra.
È fantastico l’amore! Dovete solo lasciargli spazio!

Filomena Lok Locantore

domenica 10 agosto 2014

Aspettando il PhotoFestival - Silvana Lazzarino

Venerdì 22 agosto, ore 18.00 – 20.00, Sala Sigilli del Forte Sangallo di Nettuno, con Silvana Lazzarino e Dario Amadei

Venerdì 22 agosto durante il Photofestival verrà presentata la silloge poetica “Cosmogonia” di Silvana Lazzarino. È un appuntamento molto interessante, consigliato non solo agli appassionati di poesia ma anche a tutti coloro che non rinunciano a trovare delle risposte. L’autrice si spinge molto in profondità, in territori inesplorati, alla ricerca dell’origine dell’universo per provare a  dare un significato al ruolo dell’uomo nel mondo che appare sempre più misterioso.
Il viaggio, il ricordo e l’Amore sono i tre grandi temi che vengo affrontati e magistralmente spiegati con la poesia, che verrà messa in rapporto con le arti figurative e la musica,lungo un percorso nuovo e affascinante. La bibliolettura interattiva di Magic BlueRay, che sarà presente all’incontro, si nutre di esperienze come questa, che testimoniano che la poesia non è roba per eruditi, ma ha un ruolo di fondamentale importanza nella nostra società sempre più dominata dalla Tecnologia Nera.
Dario Amadei

mercoledì 14 maggio 2014

Comunicato stampa: Premio Bonsai Giovani 2014

Magic BlueRay e School of Dreams, in collaborazione con le Biblioteche di Roma Capitale, Casa del Parco e Renato Nicolini e con il patrocinio dell’Assessorato allo Sviluppo delle Periferie, Infrastrutture e Manutenzione Urbana, comunicano che Lunedì 19 maggio, presso la Sala della Protomoteca in Campidoglio, si terrà la premiazione del Concorso letterario Premio Bonsai Giovani 2013 – 2014 “Storie d’amore e d’amicizia al tempo dei social network”.
Un concorso al quale hanno partecipato gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado di Roma e provincia inviando dei racconti bonsai in cui è emerso un “messaggio importante sulla vita, sulle emozioni e sui sogni dei giovani dell’era di internet”.
È il terzo anno che Magic BlueRay e School of Dreams, in concomitanza con la chiusura dell’anno scolastico, danno risalto a quanto la scrittura creativa e la lettura portano nella vita delle persone, che si cimentano in queste arti.
Ed è per questa ragione che durante questa manifestazione verranno premiati anche persone, istituzioni, attività editoriali, insegnanti e scuole primarie e secondarie di primo grado che si sono distinte per creatività e impegno nella promozione della cultura.
“Seminare nelle menti dei ragazzi per far crescere un mondo migliore” è la menzione che riceveranno:
Paolo Masini, Assessore di Roma Capitale, per il suo impegno indiscusso verso tutte quelle attività volte ad una diffusione ampia e sfaccettata di cultura, sport e socialità.
La casa editrice “Edizioni Angolo Manzoni”, da sempre sensibile a “superare le barriere di lettura” 1997: primo editore a pubblicare in Grandi Caratteri CORPO 16, 2010: primo editore a pubblicare con il carattere ad alta leggibilità EasyReading.
Alessandra Benedetti, Giovanna Micaglio, Antonio Trimarco, dell’Istituzione Biblioteche di Roma, per l’entusiasmo con cui propongono attività culturali, creative e aggregative che coinvolgono i loro utenti.
Le scuole e le insegnanti che con passione e coraggio portano avanti un’idea di formazione, che va oltre la didattica e lascia libera di esprimersi la creatività.
I giovanissimi, Filomena Locantore, Carolina Ragucci, Federico Rovetta, Andrea Tinaburri che, nella nostra epoca ipertecnologica, non hanno paura di esprimere con la scrittura i loro sentimenti.
Tutti loro fanno davvero sperare in un mondo migliore.
Dario Amadei e Elena Sbaraglia

Magic BlueRay

(www.magicblueray.jimdo.com)

martedì 6 maggio 2014

"Confidenzialmente" Le interviste di Michela Zanarella

INTERVISTA A RICCARDO FIORANI 

Riccardo Fiorani nasce a Roma il 5 settembre 1991, ha conseguito il diploma di maturità come perito elettronico in telecomunicazioni presso l’I.T.I.S. “Alessandro Volta- Ceccherelli”.
Vive a Corviale. Partecipa come inviato speciale del quartiere all’evento “Poesia alla Biblioteca Renato Nicolini ex Corviale”. Ha pubblicato la sua prima silloge poetica "Cambierai la vita a qualcuno" edita da Progetto Cultura.

D- "Cambierai la vita a qualcuno" è la tua prima silloge poetica, perchè questo titolo e cosa ti ha portato a raccogliere le tue poesie in un libro?

Il titolo “Cambierai la vita a qualcuno” mi è venuto riflettendo sulle cose che ho fatto nella vita per gli altri, cercando sempre di essere positivo, regalando emozioni e sentimenti. Ho raccolto queste poesie grazie al grande sostegno di persone molto importanti per me, tra cui la mia migliore amica, che è venuta a mancare l’anno scorso, alla quale volevo un bene dell’anima. Queste poesie possono essere semplici, ma nei loro versi ci sono delicate sensazioni percebili dai sensi.

D- La tua poesia "Credo nell'amore?" si apre con un interrogativo sui sentimenti, cos'è l'amore per Riccardo Fiorani?

La poesia “Credo nell’amore?” è nata da sofferenze e relazioni molto brevi nelle quali cominciavo a domandarmi se potesse esistere una persona con la quale condividere qualcosa, visto che ormai si erano perse le speranze in questo mondo dove tutto sembra passare velocemente. Credo nell’esistenza dell’amore, bisogna solamente aspettare e quando meno ce lo aspettiamo arriva. L’amore è vita, gioia di vivere, bellezza, l’amore non ha colori, non ha sesso, non ha età, l’amore è quell’inestimabile potere che ci dà emozioni e non ci fa più temere la morte. È frutto di semplici gesti che negli anni portano i due amati a fondersi in un’unica coppia.
Nella poesia “Ti amo” c’è un verso dove esprimo tutto ciò che penso dell’amore: “siamo un’unica cosa in quella “e” che non esiste”.

D- "Aiutare il prossimo è uno splendore, ti apre i margini del cuore". Questi versi mi hanno colpito molto. Quale è stata l'ispirazione per questa tua poesia?

In passato ho avuto l’opportunità di partecipare ad un grest estivo in una chiesa dove ho animato per due anni di seguito il Natale degli anziani in un centro di riposo. Vedere il sorriso disegnato sulla loro bocca, vederli contenti con poco mi rendeva felice e sentivo come se il cuore aprisse i suoi margini. Poter regalare un sorriso ti dà una carica ed una forza incredibili.

D- La tua vita è stata cambiata da qualcuno in particolare?


La mia vita è appena cominciata e spero che possa durare a lungo il mio cammino, ma ci sono due donne che veramente mi hanno cambiato: mia madre, che mi ha insegnato i valori e l’educazione con la sua dolcezza, e una grande amica, che mi insegnato ad essere positivo, sorridere sempre anche se il mondo crolla, purtroppo ci ha lasciati ed ora riposa in cielo.

D-Le tue poesie sono l'espressione di emozioni vissute sulla tua pelle e che comunque hanno una valenza universale. Ce n'è una nella raccolta a cui ti senti maggiormente legato?

Veramente ci sono due poesie alle quali sono particolarmente legato: “Cambierai la vita a qualcuno” per aiutare il prossimo e regalare emozioni con un sorriso e “Ti amo”, le parole più belle da dire alla persona che si ama.

D- Progetti per il futuro?

Spero di continuare a scrivere e mai dire mai nella vita, chissà…

Michela Zanarella

sabato 15 marzo 2014

Let it Lok: Pace... a cominciare da noi

La pace, quale meta più ambita per l’umanità? L’utopia di un mondo pacifico è viva nei sogni di tutti, ma probabilmente non abbastanza incisiva da porci nelle condizioni di “generare” pace. Proprio così l’uomo auspica il bene e maledice il suo prossimo; parla di filantropia e inganna il suo amico; predica  pace e si arma, attacca, distrugge. È a causa di questa contraddizione di fondo tipica dell’uomo che la pace rappresenta (e forse lo sarà per sempre) solo ed esclusivamente  un’utopia, un sogno, un desiderio. Lo conferma persino il Dalai Lama: <<Tutti parlano di pace, ma non si può realizzare la pace all’esterno se si coltivano nel proprio animo la collera o l’odio>>.
Fortunatamente, nel corso della storia non sono mai mancate le personalità determinate a raggiungere la loro meta: coloro che non hanno mai smesso di crederci; coloro che sono stati in grado di rinunciare a tutto in nome di un ideale;coloro per i quali la pace non era un semplice obiettivo, ma una vera e propria fonte di ispirazione per la vita quotidiana; coloro che hanno condotto una guerra fatta di amore, solidarietà e servizio. I paladini della pace: Madre Teresa di Calcutta, Martin Luther King, papa Wojtyla, Gandhi, alcuni dei nomi più significativi.
Ma non è indispensabile essere degli eroi, né finire sui libri di storia: ognuno di noi può rendersi fautore e promotore di pace nel mondo. Occorre partire dal proprio spirito: ricongiungere cuore e anima; trovare un pacifico equilibrio interiore; annullare qualsiasi tipo di negatività, cattiveria, odio, invidia;  sentirsi pienamente soddisfatti e orgogliosi di condividere la propria estasi con gli altri, ma senza presunzione o senso di superiorità; AMARE PER AMORE.
E poi dalla propria essenza propagare questi valori innanzitutto nel proprio microcosmo. Perché non iniziare a diffondere la propria luce nell’ambito del nucleo familiare? È comune identificare la guerra come conflitti mondiali, bombardamenti a città, attacchi sottomarini, combattimenti truci e violenti; la guerra non appartiene solo ad Afghanistan, Israele, Libia! La guerra è ovunque: vaga per le nostre strade quando tra autisti ci si aggredisce per non aver rispettato la precedenza; impazza per i banchi di scuola quando si litiga, ci si sbraita a vicenda, non si rispetta il pensiero del compagno; divora le famiglie ogni volta che un marito sputa in faccia a sua moglie, ogni volta che un figlio manda il genitore a quel paese, ogni volta che una madre maledice il giorno in cui si è sposata; la guerra è in noi stessi ogni volta che auguriamo del male a qualcun altro. La guerra siamo noi quando ci priviamo dell’amore per l’esistenza, sopraffatti dall’oscurità della negatività.
E allora come potrebbe una mamma insegnare il concetto di pace a suo figlio, l’istante dopo aver litigato con suo marito?
Dunque l’uomo trovi la sua beatitudine interiore; annienti le bombe nucleari che minacciose regnano nel suo animo; impari ad amarsi, piuttosto che autodistruggersi con la violenza quotidiana; apprenda la gioia di consacrare la vita all’amore e alla serenità; e poi diffonda la sua profumata e candida essenza, a partire dal nucleo familiare fino ad ambienti macrocosmici; lasci che la sua pace esploda, inondando tutto ciò che lo circondi. Allora la pace sarà l’indiscutibile regina: non un’utopia, un sogno, bensì una tenera realtà. E i Tg non ci tartasseranno  più con notizie di bullismo, violenze, suicidi, femminicidi, stragi, catastrofi umane, città e animi rasi al suolo; bensì mostreranno gente che si ama, uomini che fanno l’amore, bambini che imparano a volersi bene, piuttosto che giocare con armi da fuoco. I quotidiani racconteranno di quanto l’umanità viva beatamente nel cosmo della pace. E allora, il mondo sarà diventato dimora pacifica, perché l’animo sarà covo d’ amore.
Filomena Locantore