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lunedì 23 gennaio 2012

Ti racconto un autore - Dario Amadei

Per la rubrica di MagicTV "Ti racconto un autore" Magic BlueRay presenta Dario Amadei e il suo nuovo libro Cronache di Monterotto... un viaggio nella vita di Dario tra passato presente e futuro.

Chi è Dario Amadei, scrittore?  
Io sono una persona come tante in effetti. Però cerco di non lasciarmi risucchiare dal frullatore che oggi sta divorando la vita di tanti. Il mondo moderno impone delle regole e dei ritmi a volte disumani che ti trascinano in una specie di grande frullatore che ti fa perdere di vista quello che poi è lo scopo principale della nostra vita: vivere. E questo perché si dedica tutto il tempo al lavoro, al dovere e alla fine non ne rimane per se stessi. Io credo molto nella lettura e nella scrittura come strumenti che permettono alle persone di riscattarsi da questa situazione. La lettura permette di esplorare dei mondi lontani senza muoversi da casa propria e si può leggere sempre. A me le persone che dicono “Ah io non leggo perché non ho tempo” fanno un po’ tenerezza in effetti, perché se si vuole il tempo per leggere si trova sempre: si può leggere la mattina appena ci si sveglia, la sera quando si va a dormire, ma anche durante il giorno nelle pause delle proprie attività. E i libri hanno questa caratteristica, cioè stanno sempre lì ad attendere e le storie non scadono mai. La scrittura poi è uno strumento potente, se si riesce ad uscire un po’ da quella che è la scrittura imposta dalle scuole, dove viene vista come un mezzo che deve essere assunto come una medicina e spesso i ragazzi scrivono mal volentieri proprio perché sviluppano un’idea sbagliata della scrittura che invece è uno strumento importante per ognuno di noi perché ci permette di esprimerci. A volte in maniera palese, altre volte riusciamo ad esternare dei concetti che altrimenti non avremmo il coraggio di esprimere chiaramente e questo perché li possiamo ammantare di una struttura narrativa che li rende unici.
Quando è nata la tua passione per la parola scritta?  
Il liceo Virgilio e il fiume Tevere rivestono una grandissima importanza nella mia vita, perché in questo liceo ho fatto le esperienze più importanti della mia giovinezza, che hanno poi condizionato tutta la mia vita futura. Ed è stato proprio qui in questa scuola che ho scoperto il mio amore per la scrittura. La mia aula era una di quelle che guardano sul Tevere. Sono poche le finestre della scuola che guardano sul Tevere ed io ho avuto la fortuna di passare tre anni in una di queste aule, quindi anche questo secondo me è stato un segno del destino. Debbo dire che in quegli anni ho seguito molto poco le lezioni, perché passavo la maggior parte del tempo a guardare fuori dalla finestra l’acqua del Tevere che scorreva. Poteva sembrare una perdita di tempo? Mah, in realtà così non è stato, perché il fiume mi ha regalato tantissimi suoi segreti ed io ne ho confidato moltissimi al fiume. Poi gli anni sono passati, io sono stato coinvolto dalla vita in tante altre storie, in tante altre avventure, però quei momenti passati qui nella scuola a guardare il Tevere sono stati i più importanti della mia vita. Quando ci torno, è inutile dirlo, provo sempre un’emozione molto forte e rimango sempre affascinato dal fiume perché penso che lui sta lì che continua a scorrere tranquillo come già scorreva tranquillo centinaia di anni fa, mentre io nel mio corso verso la foce cominciò a perdere colpi dopo una cinquantina d’anni. Comunque anche adesso quando ho un problema o quando ho qualche novità importante nella mia vita, vengo sempre qui, davanti al Virgilio sulla riva del fiume e confido al Tevere, cerco in lui delle risposte. E devo dire che il fiume, adesso come quando ero ragazzo, è sempre pronto a rispondermi nella maniera più giusta.  
Voglio aggiungere due ricordi su tutti, che ho di questo tratto di lungotevere: il primo quando sono venuto la prima volta con mia madre per iscrivermi al primo anno. Venimmo qui un pomeriggio con la sua 500 scassata e quando attraversai il fiume e mi trovai di fronte la costruzione maestosa del Virgilio devo dire che rimasi affascinato ma anche intimorito. Poi un ricordo invece legato più strettamente al fiume: il sabato mattina noi entravamo alle 8 perché poi c’era il collettivo di classe e quindi le lezioni dovevano finire entro mezzogiorno. Mio padre, che lavorava a viale Trastevere, mi accompagnava con la sua macchina e mi lasciava dall’altra parte del fiume. Io ricordo alcune mattine di fine primavera, quasi estate, quando il sabato alle 8 meno un quarto attraversavo questo fiume, c’era una luce, un profumo, un’aria che mi regalavano una grande felicità, una grande speranza per il futuro. Ecco io in quei momenti sentivo veramente che la mia vita futura sarebbe stata meravigliosa.
Perché Cronache di Monterotto?  
Monterotto, dov’è ambientato il mio nuovo libro, è un posto immaginario. Rappresenta la trasposizione letteraria di un luogo, di mille luoghi, di infiniti luoghi direi, che fanno parte della mia vita reale. Quindi, qualcuno che conosce le cose più segrete o più palesi della mia vita, leggendo il libro potrebbe riconoscere dei personaggi, delle situazioni, dei posti. Oppure no, perché poi quando si scrive un libro del genere in realtà è bene che lo scrittore lasci sempre un piccolo mistero da decriptare al lettore. Mi è stato detto che i personaggi di Monterotto sono dei personaggi mostruosi e questo fatto un po’ mi preoccupa, perché in realtà questi personaggi definiti mostruosi si possono incontrare nella vita di tutti i giorni. Quindi questo significa che il mondo moderno sta diventando un po’ mostruoso. Io a questo non voglio assolutamente credere.
Monterotto si chiama “rotto” perché un tempo era sicuramente aggiustato. per quale motivo si è rotto io questo non lo so, i motivi possono essere molteplici. Spero che in un futuro, non troppo lontano, torni ad aggiustarsi e questo accadrà solo se tutto noi ci impegneremo. Io mi impegno quotidianamente, ma questo potrebbe in effetti non essere sufficiente. Sono contento di parlare di Monterotto qui a Piazza Navona perché Piazza Navona è uno dei luoghi importanti di Magic BlueRay. Proprio qui tantissimi anni fa, quando avevo 16 anni, una zingara fece la profezia del delfino: mi disse che io sarei morto prima di quarant’anni, dopo aver avuto tre figli da tre donne diverse. C’ho creduto, non c’ho creduto, questo non si può dire in maniera definitiva: anche se razionalmente non ci credo, quella profezia qualcosa mi ha lasciato dentro. La zingara aveva aggiunto che, dopo la mia morte, mi sarei rincarnato in un delfino e il delfino è diventato uno dei personaggi importanti di tanti miei libri ma è diventato anche l’animale che ha creato Magic BlueRay dal nulla. Quindi io ringrazio quella zingara, dovunque lei sia in questo momento. Magari anche se era solamente una ciarlatana, che per tante volte aveva fatto delle profezie false, questa volta invece ha fatto una profezia importante e che si è avverata, almeno in parte.
Quali sono gli aspetti che rendono Cronache di Monterotto un libro ambientalista?  
Tutti mi chiedono perché Cronache di Monterotto è un libro ambientalista. In effetti il messaggio è molto preciso anche se è posto in una maniera particolare, che non salta agli occhi in maniera evidente come in altre storie, come ad esempio in Un mondo migliore. È ambientato in un futuro prossimo o lontano, questo non si può dire, io spero sia un futuro lontano, anzi io spero che questo tempo descritto nella storia non venga mai. Si parla della Tecnologia Nera. La Tecnologia Nera è l’equivalente di quello che è la magia nera nei confronti della magia bianca. È un tipo di tecnologia che non ha più come scopo il bene dell’umanità, ma ha solo quello di arricchire chi la produce. La tecnologia ha cambiato la storia dell’umanità: le grandi invenzioni dei primi anni del novecento, che hanno poi attraversato tutto il secolo, hanno veramente cambiato la nostra vita, l’hanno resa migliore. Poi però sono cominciate ad apparire, sulla scena della nostra vita, delle invenzioni che ci hanno in effetti invaso. Ma che se ci fermiamo a riflettere un attimo poi, non sono così utili come sembrano e soprattutto vengono usate in una maniera sbagliata. Potrei fare degli esempi, esempi che fanno parte della vita di tutti i giorni, anche se molti non condivideranno quello che sto per dire. Ad esempio il telefono cellulare. Il telefono cellulare è una bellissima invenzione. Mio padre, che lavorava alle ferrovie, per tanti anni ha studiato la possibilità di telefonare dal treno in stazione (perché si potevano creare delle emergenze, ci poteva essere qualcuno che si sentiva male, oppure semplicemente qualcuno voleva contattare i parenti avvertendoli che stava arrivando). Quindi in questo senso il telefono cellulare, che ha superato l’idea iniziale di mio padre del telefono terra treno, è sulla carta un’invenzione molto utile. Il problema è che poi il cellulare non viene più usato in maniera utile, ma diventa uno strumento quasi diabolico. Intanto è diventato un oggetto di culto. La tecnologia ci propone telefoni cellulari che sono sempre più complessi, hanno miliardi di funzioni, sono sempre più costosi, sempre nuovi così veniamo spinti a buttare quello che abbiamo per comprarne un altro. Quindi ci portiamo a casa questi aggeggi, che sappiamo usare per un centesimo di quelle che sono le loro possibilità e ci stiamo ore ed ore attaccati anche se non ne abbiamo bisogno. Così come stiamo ore ed ore attaccati ad internet, finché praticamente il nostro cervello corre veramente il rischio di essere bruciato. Io sono preoccupato soprattutto per le nuove generazioni, perché vedo che tanti ragazzi giovani stanno finendo davvero schiavi di questa tecnologia che sta annientando le loro coscienze e li sta trasformando in robot. Robot che, tra qualche anno, al di fuori del mondo virtuale e di internet, se le cose continueranno ad andare avanti come stanno andando, non saranno più in grado di fare nulla. Qualche giorno fa siamo andati in una scuola ed io debbo dire che ho raccolto le impressioni dei ragazzi, perché si parlava appunto di questo argomento. In questa scuola hanno adottato Cronache di Monterotto ed una ragazza di tredici, quattordici anni mi diceva che il giorno prima era andata a casa di una sua amica… ecco ora andare a casa di un’amica è da sempre stato un momento importante, di socializzazione, un’occasione per scambiarsi delle confidenze, per fare qualcosa insieme… queste due ragazze invece si sono guardate in faccia e dopo un po’ non sapevano più cosa fare, quindi si sono messa ognuna su un computer diverso e hanno cominciato a chattare tra loro nella stessa stanza. Penso che una cosa del genere non abbia bisogno di alcuna spiegazione, penso sia un episodio che definisce in maniera perfetta quello che è la Tecnologia Nera e quello che, diciamo, è lo scopo di Cronache di Monterotto. Cioè quello di diffondere un messaggio tra i ragazzi per sperare che loro veramente, un domani, sentano dentro la necessità non di distruggere completamente il mondo che hanno avuto in eredità dai loro genitori, ma sentano veramente la necessità di rendere il mondo sempre migliore, al di là di tutte le imposizioni, al di là di tutte le mode, al di là di tutte i condizionamenti.
Come ti immagini i tuoi lettori?  
Io ho avuto una grossa fortuna perché negli anni ho incontrato tantissimi dei miei lettori, perché i miei libri sono stati adottati nelle scuole e inseriti nei progetti di lettura e di scrittura. Quindi i lettori più che immaginarli li ho veramente conosciuti. I miei lettori chi sono? Sono ragazzi di tutte le età: i miei libri vengono considerati libri per ragazzi, però in realtà sono rivolti ad un pubblico più vasto, perché anche gli adulti possono trovarci qualcosa d’importante, a patto che siano adulti che sanno ancora sognare. Adulti che non abbiano serrato ancora il cassetto della fantasia, quello famoso, che ci ha descritto un bambino, che sta nella mente di tutti noi e che nei bambini è ben aperto, mentre negli adulti spesso è chiuso, serrato, perché noi adulti corriamo il rischio un po’ di farci coinvolgere e travolgere dalla razionalità. Invece, alcune volte, molto spesso, dovremmo lasciarci andare, perché questo ci fa bene, migliora la nostra vita. E i miei libri, appunto, hanno questo secondo me come caratteristica importante: aiutano la fantasia e permettono alla fantasia di liberarsi e di volare in alto. Spero in futuro di scrivere un libro che definisca bene questo concetto. L’ho già iniziato ed è un libro che ha per protagonista una ragazzina che ad un certo punto, dopo averlo desiderato per anni, riesce ad attraversare la linea dell’orizzonte e lì trova un mondo che l’aspetta e che spiegherà e le farà capire tantissime cose.
Elena Sbaraglia

domenica 9 ottobre 2011

Dario Amadei - Cronache di Monterotto

Ci sono libri da leggere e basta, senza presentazioni alcune.
Vi chiederete perché mai questo? Ebbene vi dico che Dario Amadei attraverso le favole lancia messaggi importanti e fondamentali per provare a (ri)costruire un mondo migliore.
L’autore con Cronache di Monterotto, invita a riflettere sull’essere umano che con i suoi errori sta distruggendo l’equilibrio della natura, senza rendersi conto che così facendo estinguerà se stesso.
Il linguaggio lineare e chiaro, l’uso narrativo caratteristico delle favole permette ad Amadei di entrare nell’animo di chi lo legge, e credetemi, le favole più che avvicinare e “insegnare” con una morale ai bambini dovrebbero essere lette dagli adulti per apprendere qualcosa dai propri errori.
Il protagonista di Cronache di Monterotto e un bambino dalle doti “sensoriali” doti per le quali sarà scelto per affrontare una sfida che lo porterà a “vedere” un futuro devastante, solo così potrà muovere il primo passo per prevenire tutto ciò. Sfida che affronterà con coraggio e determinazione, impegnandosi in un’avventura pericolosissima per comprendere una cosa fondamentale: Non è tutto oro quello che luccica, non dobbiamo cadere nella rete della “Tecnologia nera”, quella che sfrutta le risorse della terra e gli esseri umani non per innovazione ma soltanto per arricchire i pochi per il gusto del potere.
Riappropriarci della nostra vita, ritornare ad avere un contatto più sano con la natura, usufruendo dei suoi frutti senza cercare di modificarne a tutti i costi il corso naturale delle cose.
Amare e amarsi, un tutt’uno con questa terra che ci è stata concessa e dalla quale per secoli abbiamo attinto per vivere.
Amadei riesce a colpire il seguo, sorridendo e divertendo scrive un libro che consiglio più agli adulti che ai bambini.

La cattiva signora legge Cronache di Monterotto

Scrivo queste poche righe dopo aver terminato la lettura del libro "Cronache di Monterotto" scritto da Dario Amadei che, in questo caso, voglio dimenticare essere un amico e tentare invece di valutare unicamente come Autore.
E' per me un esercizio di pura immodestia esprimermi riguardo questo delicato racconto, delicatezza, fragilità che si riscontra nel verde protagonista (Periplo) come gentilezza e fantasia sono ricorrenti nella quotidianità di Amadei.
Periplo sono io, siamo noi, sono tutte le persone che abitano questo mondo. Un mondo aggressivo, un mondo arido, sempre più insozzato dalla cupidigia umana. Guardarsi intorno, a volte, è spiacevole per il protagonista, ma proprio attraverso lo scambio di uno sguardo Periplo, sebbene frastornato, troverà la forza di porsi delle domande alle quali successivamente, dare risposta e da questa lanciare il suo messaggio.
Si può parlare di ecologia in molti modi. Se ne parla infatti! Ma per giungere all'animo di un giovanissimo, il "metodo" di Amadei è senza dubbio assai riuscito. Senza assolutamente menzionare l'iter del racconto, voglio e devo ricordare la corsa di Periplo: descrizione riuscitissima, piena di ritmo, si snocciola quasi la vedessimo su di uno schermo, quasi potessimo ascoltare il suono dei passi veloci, lasciando intendere che quel momento rappresenta per il protagonista il vero inizio del viaggio catartico che lo porterà verso la sua presa di coscienza.
I temi trattati dal libro, infine, si prestano a molti percorsi differenziati ed il tratteggio dei personaggi mostra una cura che ritengo encomiabile. Ancora una volta, come nel caso di "Un mondo migliore" , Amadei affida ai giovanissimi la "via" del futuro; si appella, in qualche modo, alla loro capacità di credere allo stupore, al fantastico, veicoli dell'immaginazione ma sopratutto della speranza e di una eco/possibilità.
Davvero un buon lavoro. Complimenti Dario!
Alessandro Vuccino

sabato 1 ottobre 2011

Le recensioni di Elena Cordaro

Cronache di Monterotto, Dario Amadei (Ed. Simple)
Che strano posto è Monterotto? Un luogo dove si è spento ogni entusiasmo, dove il progresso ha preso il sopravvento,  ma quale progresso e a quale prezzo? E chi ha pagato? 
Molte riflessioni affiorano nel leggere l’ultima fatica di Dario Amadei, scrittore per bambini, Cronache di Monterotto – narrativa per ragazzi ma che, come per quasi tutti i libri scritti per i giovani, sarebbe utile che li leggessero anche gli adulti. Molte inquietanti domande alle quali, purtroppo, non è sempre facile dare una risposta adeguata, molte considerazioni. E ben vengano! Perché sono tutti momenti in cui il lettore è costretto a fermarsi e ad approfondire. Nel bene e nell’interesse dell’umanità. Non stiamo parlando di racconti con scenari apocalittici, questo no!, ma riflettere sulla china che stiamo percorrendo sì.
Con leggerezza e ironia, con descrizioni, situazioni e dialoghi che fanno sorridere, lo scrittore ci mette davanti agli occhi il modello di civiltà verso il quale ci stiamo dirigendo: un mondo in cui regnano l’arroganza e il malcostume;  una società che tende ad abituarsi a tutto perché non ha più voglia o non è più capace (cos’è peggio?) di combattere, che non ha ideali. Un mondo in cui non vi è più natura, né arte, né cultura, dove nel nome del progresso sono stati compiuti scempi e aberrazioni, dove la tecnologia non è più una risorsa ed un aiuto per l’uomo, ma è diventata un ostacolo ed un nemico.
In questo strano paese, nemmeno troppo lontano nel tempo, arriva una famiglia: quella di Periplo Zanna, ragazzino semplice e ingenuo, d’animo buono e predestinato a diventare, suo malgrado,  l’”eroe”, proprio perché “sensoriale” e dunque “scelto” da uno strano coniglio gigante venuto dal futuro, per prendere coscienza dei pericoli che l’umanità corre per un atteggiamento e delle abitudini non del tutto corrette. D’altronde, come già fece Mary Chase nella sua tenera commedia “Harvey”, anche qui l’autore consente solo ad un “semplice” di vedere il grande coniglio buono e di diventarne amico.
Come proprio del suo stile, Dario Amadei si rivolge ai giovani in maniera semplice e diretta, mescolando fantasia e messaggi chiari, portando nella dimensione fantastica, con l’aiuto di tutti gli elementi propri della favola, una serie di ammonimenti per i giovani lettori. E come ben sappiamo, la favola, con la sua funzione educativa, è la prima tappa di un percorso filosofico ed esoterico, che si avvale di figure inventate e di situazioni irreali, spesso magiche, per trasmettere messaggi positivi ed incoraggianti, per ammonire e mettere in guardia, ricorrendo ora al simbolismo ora a descrizioni grottesche per veicolare il messaggio stesso.

Elena Cordaro

giovedì 29 settembre 2011

La serata di Periplo!!!

Martedì scorso, 27 settembre, c’è stata la prima presentazione di Cronache di Monterotto, il nuovo libro di Dario Amadei.
Un’atmosfera sorprendente: eravamo ospiti nella Sala Roma della Società Umanitaria, padrona di casa Elena Cordaro, impeccabile nel suo ruolo di Responsabile della Società per la sede di Roma, che propone e diffonde nella nostra città la Cultura con la C maiuscola.
Una presentazione veramente coinvolgente. La voce calda di Rossana Bonadonna ha introdotto l’ospite d’onore, Periplo Zanna (il protagonista del libro) e poi tutto è stato un susseguirsi di parole e di emozioni suscitate da Elena e dai relatori (Elena Sbaraglia, Antonino Santagati e Francesco Antinucci) con il sottofondo delle voci di Rossana e di AnnaRita Picazio che hanno dato vita ai personaggi di Monterotto. Poi, non ultima, la voce forte, decisa e amabile dello scrittore Dario Amadei, che si è presentato al pubblico come il migliore degli attori ad una prima teatrale.
Il libro e le sue tematiche si sono prestati a spunti di riflessione importanti che il pubblico ha saputo gradire e condividere. Si è parlato dell’eroico coraggio di Periplo, un bambino di dieci anni, che scopre il mito dentro di sé e si lancia in un viaggio che lo porterà a svelare una verità terribile, che però è indispensabile conoscere per il bene dell’umanità. È stato sottolineato come Cronache di Monterotto proponga un’educazione ambientale seria, espressa attraverso un linguaggio semplice che fa comprendere anche ai più giovani lettori i principi base dell’ecologia. Ci sono inoltre riflessioni puntuali ed importanti sulla tecnologia e sull’uso che gli uomini ne fanno…
Sono tanti gli argomenti che Dario ha disseminato nel suo libro e che ora dobbiamo solo scoprire per poi fermarci a riflettere!
Elena Sbaraglia 

mercoledì 7 settembre 2011

Presentazione Cronache di Monterotto di Dario Amadei

INCONTRO CON L’AUTORE
Cronache di Monterotto
di Dario Amadei
(Edizioni Simple)

Introduce
Elena Cordaro, responsabile Società Umanitaria per la sede di Roma

Ne parlano con l’Autore
Francesco Antinucci, direttore della Sezione Processi Cognitivi e Nuove Tecnologie del CNR
Antonino Santagati, biologo ed educatore ambientale
Elena Sbaraglia, psicologa

Voci
Rossana Bonadonna
Maria Paola Conrado
AnnaRita Picazio

Martedì 27 settembre ore 18:30
Società Umanitaria (Sala Roma)
Via Aldrovandi 16, Roma

Recapiti Magic BlueRay: magicblueray@gmail.com - - 3297193354

sabato 30 luglio 2011

Tecnologia nera

La Tecnologia ha operato immensi cambiamenti nella nostra società e le grandi invenzioni del XX secolo ci hanno consegnato un mondo per tanti versi migliore, dove vivere è sicuramente più facile.
Poi, lentamente, ha cominciato a diffondersi  in maniera subdola e dannosa una sorta di Tecnologia Nera che ha perso di vista il progresso è ha il solo scopo di arricchire chi la produce. Se a questo aggiungiamo il fatto che i produttori sono dei personaggi privi di scrupoli è inevitabile lanciare un grido d’allarme e temere per la sopravvivenza del genere umano.
Già negli anni sessanta questa problematica ha cominciato ad essere evidente e si è tentato di sensibilizzare l’opinione pubblica ma è successo sempre che dopo un rigurgito momentaneo di presa di coscienza tutto è tornato come prima. Negli anni gli allarmi si sono succeduti agli allarmi ma ci si è cullati nel fatto che la fine comunque appariva lontana nel futuro, quasi il frutto di un’ipotesi fantascientifica. Ma ormai è giunto il momento della resa dei conti, bisogna dimostrare chiaramente e senza mezze misure che c’è la volontà di consegnare il mondo alle generazioni future.
- L’uomo ha perduto la capacità di prevedere e di prevenire… Andrà a finire che distruggerà la Terra - ammonì profeticamente  Albert Schweitzer che sapeva guardare lontano.
 L’Homo grottescamente classificato  Sapiens, se non rinuncerà alla sua folle corsa verso l’autodistruzione, non riuscirà a distruggere il pianeta, ma lo trasformerà in qualcosa di diverso dove non potrà continuare a vivere. La Terra sotto l’influenza nefasta della Tecnologia Nera, tornerà ad essere una sfera di fuoco, che si scrollerà di dosso il genere umano e proseguirà ad orbitare placidamente nell’Universo.

Dario Amadei

sabato 23 luglio 2011

Il viaggio eroico di Periplo

La storia di un bambino apparentemente debole e soggetto alle prepotenze dei compagni, che si troverà a vivere l’esperienza più emozionante e fantastica di tutta la sua vita. Sarà costretto ad affrontare dei pericoli e delle difficoltà in nome di una verità che vuole conoscere a tutti i costi e scoprirà dentro di se una forza che non credeva di avere, ma che gli permetterà di raggiungere il suo scopo.
L’amore per l’ambiente e per l’immensa forza degli apparentemente deboli sono gli ingredienti principali che Dario Amadei mescola in questa avvincente storia fiabesca. Il realismo magico che contraddistingue i suoi precedenti libri è predominante anche in quest’opera e la rende interessante per un pubblico giovane così come per un pubblico adulto. Perché in realtà il messaggio che lo scrittore vuole lanciare deve arrivare ai ragazzi, che possono ancora fare molto per rendere vivibile il nostro Pianeta ma anche, se non soprattutto, agli adulti, che possono cercare di migliorare là dove hanno cominciato a fare danni, a lungo andare irreparabili, per la nostra buona condizione di vita.
Il protagonista, Periplo Zanna, è un bambino di 10 anni: la scelta di protagonisti/eroi giovani contraddistingue la narrativa di Dario Amadei e questo si può far risalire almeno a due motivazioni. Innanzitutto perché i bambini sono ancora autentici, non sono ancora schiacciati dai ruoli che la società impone ad ognuno di noi, sanno ancora ridere ed emozionarsi davanti alle meraviglie della vita; e poi perché sanno usare l’intuito per trovare dentro di loro il coraggio di affrontare le difficoltà, senza subire i pregiudizi delle persone, senza ingabbiarsi in false verità.
E Periplo Zanna, appunto, intraprende, da eroe, il suo viaggio che lo condurrà ad affrontare le prove a cui è stato chiamato dal destino, non senza paura, ma con la consapevolezza di chi è pronto a vivere la propria esistenza con responsabilità e competenza.
Joseph Campbell dice “se riuscite a fare anche un solo piccolo passo nella società, con il messaggio che avete, riuscirete anche a comunicarlo per intero. Io, questo lo so!”  
E l’accostamento di Periplo Zanna all’eroe mitologico, Dario Amadei lo serve con incredibile maestria e con le sue dolci note ironiche: già nella scelta del nome ha voluto infondere coraggio al suo personaggio.
Periplo conduce un’esistenza ordinaria, piuttosto incerta e improvvisamente fa l’incontro che cambia radicalmente la sua vita, un incontro che lo invita ad entrare in un mondo fantastico che lo spaventa, ma allo stesso tempo lo attira. Il compito per cui è chiamato può essere pericoloso, ma se non accettasse il rischio, le conseguenze potrebbero essere devastanti. Senza tornare indietro, lascia il suo porto sicuro (i genitori che hanno sempre cercato di evitargli le brutture della vita) e segue il suo mentore, colui che lo ha introdotto nel nuovo mondo e che gli ha dato indicazioni sul percorso da seguire, lasciando a lui però il libero arbitrio e accettando le sfide per sopravvivere. E nel momento in cui le avversità vengono superate e giunge alla verità, Periplo si sente morto e rinato, si sente consapevole di se stesso. E anche schiacciato da un’altra verità: come insegnare ciò che ha compreso? Ma ora sa di avere un’arma in più dalla sua: il suo potenziale che era rimasto inespresso e che ha saputo far emergere.
In molti si stanno chiedendo dove condurrà l’uso improprio della tecnologia, Dario Amadei si è fermato a riflettere e lo scenario che preannuncia è devastante. Ora sta a noi raccogliere il seme che lo scrittore ha piantato. Si è caricato sulle spalle l’onere di avvertire dei danni che gente senza scrupoli ormai da anni continua a provocare sul nostro Pianeta solo per raggiungere i propri scopi, per incrementare i propri tesori, lasciando a noi i risultati invasivi di una tecnologia spregiudicata (Tecnologia Nera, nda).
Sono molti i motivi per cui consiglio di leggere Cronache di Monterotto (edizioni Simple, 2011): per lo stile narrativo inconfondibile, fatto di una scrittura leggera, aerodinamica, che ti conduce all’ultima pagina senza inciampi; per gli argomenti che Dario Amadei tocca con una sensibilità e un’amabile ironia che contraddistingue proprio la sua persona; per i personaggi che sempre rende così simili a noi, alla gente che frequentiamo e per il protagonista che accetta con coraggio la sua sorte per tornare vincitore. Dopo averlo letto vi accorgerete di aver alternato risate a momenti di apprensione per il giovane protagonista, ma alla fine scorgerete dentro di voi una lucina nuova: credere di poter cambiare le cose iniziando proprio da ciò che abbiamo vicino.

Elena Sbaraglia

mercoledì 13 luglio 2011

Benvenuto Periplo Zanna

Voglio ringraziare pubblicamente Dario Amadei per la bellissima opportunità che mi ha regalato: poter assistere alla nascità del suo nuovo libro (in prossimissima uscita) con un mio piccolo contributo all'opera.
Per chi non mi conosce e legge questo post può pensare che pecco di falsa modestia o di banale protagonismo, chi mi conosce e ha capito lo spirito di Magic BlueRay può cogliere in queste parole un mio sincero grazie ad una persona meravigliosa che mette a disposizione di chi lo circonda il suo sconfinato mondo interiore.
Presto, prestissimo, in vendita Cronache di Monterotto, il nuovo libro di Dario Amadei... per ragazzi e per quanti hanno voglia di giocare una partita diversa sull'ambiente contro la società degli sprechi, come fa il protagonista Periplo Zanna!
Elena