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venerdì 4 maggio 2018

Magic BlueRay cresce e vi propone tante novità

A MagicLand è di scena il cambiamento!
Amici, qualcuno già sa, a qualcun altro invece sarà sfuggito e quindi lo annunciamo:
“La sede di Magic BlueRay sta crescendo per rendere la nostra sartoria narrativa sempre più adatta alle vostre esigenze.” 
Prendendo in prestito i nomi delle stanze da Walt Disney, uno dei nostri ispiratori, dal mese di maggio la Duchessa metterà a disposizione dei suoi ospiti la creativity room, la storyboard room e la sweatbox room 
Nella creativity room nasceranno sempre nuove idee 
Nella storyboard room le idee si realizzeranno 
Nella sweatbox room continueremo ad interagire perché dallo scambio possano generarsi sempre più idee 

Continueremo a proporvi le nostre attività, che sono: 
- Incontri singoli di narrazione creativa e potenziamento scolastico di due ore ciascuno per bambini dagli 8 anni in su 
- Incontri di consulenza individuale per adulti basati sulla biblioterapia 
- Corso di formazione per insegnanti ed educatori di ogni ordine e grado (verrà rilasciato un attestato di partecipazione) 
- Incontri di bibliolettura interattiva: i prossimi appuntamenti sono Questa volta parliamo di amore giovedì 10 maggio alle ore 19 e Questa volta parliamo di mare martedì 29 maggio alle ore 19 
e che, dal mese di giugno, si potranno svolgere anche di mattina e in tutti i giorni della settimana, compatibilmente con impegni già presi. 

Per chi si fosse perso il nostro ultimo evento, La Duchessa incontra Patrizia Palombi, può vedere le foto qui 

Scriveteci a magicblueray@gmail.com o telefonate al 3333526694 – 3664845939 per prendere un appuntamento e venirci a trovare, così noi vi cuciremo addosso la vostra storia 
Dario e Elena

mercoledì 2 luglio 2014

Voci di quartiere

Lettera di un bambino di Monteverde alla sua mamma di Alfredo Tagliavia

Cara mamma,
oggi non portarmi al centro estivo, per favore, non portarmi in mezzo alla baraonda degli altri bambini, delle cose da fare, quando entro in quegli stanzoni non ci capisco più niente dal chiasso, so che devo partecipare, fare come tutti gli altri a tutti i costi, cantare, ballare, fare lavoretti con la carta e i gomitoli di lana, poi metterci tutti in fila, correre, giocare a ruba-bandiera, poi fare ricreazione, e allora lì diventiamo tutti nervosi, io incomincio a dire parolacce, prendere calci da chi ne dà, darne anche qualcuno a chi so io, mi sento sommerso, arrivo a fine giornata stanchissimo, ho solo una gran confusione in testa, tanta agitazione e tanta voglia di tornare a casa.
E per favore, cara mamma, da settembre non iscrivermi più al rugby, da grande non voglio diventare un giocatore, non sono nemmeno così grosso, quando gioco sento tutti gli altri bambini più alti e grossi di me che mi vengono addosso, qualche volta cado e mi faccio anche male, ma non lo dico, continuo, perché bisogna sempre continuare, non essere vigliacchi, non fermarsi, ce lo dice anche l’allenatore, ma certe volte invece ho paura e piango prima di andare a rugby, non vorrei proprio entrare in campo, vorrei solo fermarmi, mettermi in un angoletto e guardare la partita da spettatore, rimanendo vicino alle panchine…

Cara mamma,
per favore, il prossimo anno non portarmi più neanche a musica, sono stufo di imparare note e brani con il violino che mi hai comprato, esercitare le dita e la memoria a casa, tutto per avere un forte applauso tuo e di papà a Natale, e un altro ancor più forte da tutti i genitori degli alunni della scuola di musica al saggio di fine anno. Non mi interessano gli applausi, a volte mi dici che devo essere meglio degli altri, vieni alla lezione collettiva di musica e dopo mi dici che ho suonato meglio di quello, peggio di quell’altro, ma io, cara mamma, non voglio essere meglio o peggio di nessuno, non sono un violinista, sono solo un bambino.
E sai che ti dico, mamma cara, da settembre lasciamo stare anche i brevetti del nuoto, te lo chiedo per favore. L’allenatore è molto severo, a volte ci prende di sorpresa, ci butta in acqua senza preavviso, gli altri ridono ma io ho paura di affogare, e quando dobbiamo fare le gare ci fa lavorare durissimo, certe volte ci mette uno contro l’altro per vedere chi va più veloce, dice che la velocità è tutto nella vita, che se impariamo ad impegnarci e ad essere veloci ci troveremo bene ovunque, forse avrà anche ragione, forse sarà anche così, ma perché?
Non ce la faccio, cara mamma, non ce la faccio più ad alzarmi la mattina alle sette, fare otto ore di scuola, uscire fuori alle quattro del pomeriggio, poi ogni santo giorno andare a fare un’attività diversa, una volta a settimana violino, due volte al rugby, altre due volte a nuoto, più le partite della domenica e le gare per prendere i brevetti. Il sabato e la domenica mi piacerebbe chiamare i miei amichetti, andare al parco e giocare, senza pensare a chi è più bravo o a chi ha fatto più cose, giocare e basta, ma spesso sono troppo stanco, non ho energie per fare niente, i muscoli mi fanno male e passo il fine settimana davanti alla televisione o alla play station, senza nemmeno vedere il sole (a pensarci bene non lo vedo quasi mai il sole)…

Cara mamma,
per favore, oggi non portarmi al centro estivo, lo so, devi andare a lavorare, papà non c’è mai a casa, certi giorni non ci sei mai neanche tu, mi lasci ore ed ore con la babysitter, ma solo per oggi, non potresti fare un’eccezione? Guarda, è una bella giornata assolata di fine giugno, tira anche un vento stranamente fresco, c’è qualche nuvola di passaggio in cielo, si capisce che andrà via presto, mettiamoci qua, su questo prato davanti alla scuola di musica, tu puoi sederti su questa panchina, io nel frattempo comincio a correre, stavolta come dico io però, c’è l’erba alta come piace a me, anche due altalene là in fondo, mamma cara, non ti arrabbiare se te lo dico, ho sognato tutto l’anno di venire via dalla lezione di violino, così all’improvviso, senza neanche avvisare il maestro, mettermi qui davanti, in mezzo a questo prato brullo, staccare i fili d’erba senza motivo, gridare senza motivo, correre per tutta l’ora senza motivo, da solo, senza meta né direzione, in circolo, proprio come sto facendo adesso, e guardami mamma, proprio ora, in questo preciso istante, sono quel puntino bianco e rosso che ballonzola davanti a te, in mezzo alle spighe e alle canne e alle margherite, mi riconosci?, guardami bene negli occhi e dimmi se non sono felice.

Alfredo Tagliavia

lunedì 13 gennaio 2014

"Confidenzialmente". Le interviste di Michela Zanarella

Dario Amadei, scrittura creativa e biblioterapia per riuscire a volare con la fantasia

L'autore monteverdino è il fondatore con Elena Sbaraglia di Magic Blueray.


Dario Amadei è autore di libri per ragazzi ed esperto di laboratori di lettura e scrittura creativa.  Ha pubblicato quattro libri: “Astutillo e il potere dell’anello” (2004), Un mondo migliore” (2007), “Le vere fiabe dei fratelli Grimm” (2008) e Cronache di Monterotto” (2011). Della sua opera letteraria "Un mondo migliore" è stato realizzato un audiolibro, a cura di Genitin Onlus, grazie al decisivo apporto delle voci di Emilio Solfrizzi e Neri Marcorè.
Appassionato di arte, musica, cinema e teatro, si occupa  di incontri di bibliolettura interattiva, corsi di scrittura creativa ed eventi culturali. Con Elena Sbaraglia ha fondato Magic Blueray, una realtà culturale che promuove la lettura ispirandosi alla biblioterapia.

D-Cosa rappresenta per te la scrittura e come ti sei avvicinato alla narrativa per ragazzi?

La scrittura, in realtà, ha sempre fatto parte della mia vita, perché sin da quand’ero molto piccolo, forse già alle scuole elementari, sentivo la necessità di esprimermi scrivendo. Poi crescendo questa esigenza è diventata sempre maggiore, pressante, finché ad un certo punto però ci ho rinunciato. Per almeno quindici anni, dalla fine del liceo alla nascita del mio primo figlio, sotto la spinta di pressioni negative, avevo deciso di rinunciare a quella che era  la mia più grande passione. Ma quando una passione è veramente forte non si può sopprimere per sempre e così, casualmente, come chi dopo aver smesso di fumare si avvicina ad una sigaretta e per lui è la fine, perché ricomincia a fumare come e peggio di prima, quando è nato mio figlio mi sono di nuovo avvicinato alla letteratura, perché mi sembrava uno strumento utile per comunicare con lui. Ho ricominciato a leggere voracemente dei libri che erano libri per ragazzi ed ho così scoperto un’altra cosa fondamentale: gli adulti sprecano i libri per ragazzi e non li leggono mai perché li considerano libri non alla loro altezza, rinunciando in questo modo a scoprire il mondo meraviglioso, contenuto nelle storie cosiddette per ragazzi che sono poi le storie che rimangano immortali. Se ci si riflette infatti, i libri che rimangano nel tempo e nella storia della letteratura e che, dopo decine di anni che sono stati scritti, sono ancora letti sono quasi tutti libri per ragazzi, come ad esempio il Piccolo principe, Peter Pan, Pinocchio…Ho scoperto in quel periodo le opere di Roald Dahl, che mi ha fatto definitivamente capire l’importanza della letteratura per ragazzi e ha fatto nascere in me l’esigenza di cimentarmi in questo campo. Io comunque sottolineo sempre che i miei libri sono destinati ai ragazzi di tutte le età e agli adulti che sanno ancora sognare. Questo perché la letteratura per ragazzi dovrebbe essere recuperata da tutti quegli adulti che non vogliono rinunciare ad una parte bella della propria vita.


martedì 7 gennaio 2014

"Confidenzialmente". Le interviste di Michela Zanarella

La risata dei mostri, il libro di Alexandra Censi

Alexandra Censi è nata a Gyula, in Ungheria, ma vive a Roma da quando aveva pochi anni. Nella città di Roma studia Lettere. Ha pubblicato "La risata dei mostri" per Nottetempo, nella collana narrativa.it curata e diretta da Chiara Valerio. 
Michela Zanarella la incontra per un'intervista nella rubrica "Confidenzialmente".

D- "La risata dei mostri" segna il tuo esordio nel mondo della narrativa. Cosa ti ha portato a scrivere questo romanzo e ad avvicinarti alla scrittura?

R- Non saprei con precisione. Ho ricordi confusi sulla genesi di questo libro, nella mia testa è una specie di mostro mitologico. Iniziai a scrivere con l'intento di non scrivere niente. Volevo settanta, ottanta pagine di bella lingua e di niente di più. Volevo descrivere la mente di una persona, e la città che la ingloba, andando avanti ad allucinazioni. Non dovevano essere i piedi o una trama ben costruita a portare avanti la struttura del libro: il libro doveva essere l'avanzare di una palla di luce arancione. Così è stato, ma poi ci si affeziona ai personaggi, a quelle strane entità che conosciamo e non conosciamo. Allora mi sono domandata sull'infanzia della protagonista, Francesca, e sul suo futuro. E la sua vita mi è apparsa semplicemente, tutto si costruiva da solo. Quindi, la parte più, se mi si permette, sperimentale è andata a costituire il nucleo centrale del romanzo, “Le fascinazioni”. In cui, sostanzialmente, una donna non fa nulla se non subire costantemente fascinazioni, una parola che all'epoca mi piaceva molto perché non era né Bene né Amore, ma una via di mezzo molto più pericolosa. Scrivere di Francesca è stato emozionante, perché tutto aveva un senso senza che fossi io a darlo. Credo di essermi avvicinata alla scrittura per un patto estetico e alla lettura per un bisogno fisico.

D-La risata dei mostri è il romanzo di una donna, prima bambina, poi adolescente e infine adulta, che passa dal fuoco dell’amore dei genitori alla cenere delle molte sigarette fumate col suo ragazzo, alle braci di una vita matrimoniale stuzzicata da incontri reali con amici virtuali.
Quale messaggio vuoi dare ai lettori attraverso il tuo romanzo?

R- La mia non è una narrativa di quelle che lancia messaggi. La mia narrativa vede, e dice. Punto.
Poi ovviamente possiamo trovare vari temi che vengono affrontati nel libro, e forse queste tematiche possono indirizzare il lettore verso qualcosa o qualcuno. Non so, dal tema più grande ed evidente, ossia quello della predestinazione al male, fino a quelli più latenti, come un ritorno incessante della letteratura, dell'arte, della psicoanalisi. Non mi piacerebbe neanche mandare un messaggio ai lettori. Io non sono nessuno per fare una cosa così importante, semmai sono le parole, solo loro, che possono disturbare e piacere. Le parole, una volta scritte, non sono più mie, sono le storie che si scrivono da sole, io sono parte passiva.


martedì 22 ottobre 2013

Serata letteraria in pizzeria: L'estetica dell'oltre di Michela Zanarella

Serata letteraria in pizzeria
Mercoledì 30 ottobre ore 19:30

Incontro di bibliolettura interattiva “L’estetica dell’oltre” di Michela Zanarella
Reading di poesia 
Con Dario Amadei sarà presente l’autrice
 
presso la pizzeria Mani In Pasta
Viale Colli Portuensi 284

Come sempre, chi partecipa può intervenire regalando le sue schegge di pensiero!

Antipasto, Pizza al tavolo con birra € 15,00
Per soci School of Dreams, amici di Magic BlueRay, possessori di BiblioCARD e familiari € 12,00
(prenotazione obbligatoria)


Info: magicblueray@gmail.com 3297193354 

venerdì 27 settembre 2013

Serate letterarie in pizzeria


Da aprile 2013 Magic BlueRay e l'Associazione School of Dreams stanno organizzando per i loro amici e soci delle serate letterarie presso la Pizzeria Mani InPasta in viale Colli Portuensi 284. Luogo insolito per la letteratura penseranno in molti, ma non noi che della bibliolettura interattiva abbiamo fatto la nostra leva che solleverà il mondo!!! Il 24 settembre c'è stato il quarto incontro e come sempre abbiamo registrato il tutto esaurito perché le persone hanno fame di cultura, di riconoscersi nelle parole e negli sguardi di chi come loro si emoziona davanti alle pagine di quei libri, che scandiscono la nostra vita. E parlarne è bello... Così a cena insieme a noi c'erano Bach, Yoshimoto, Proust, Pessoa, Pennac, Lorca, Lodoli, Orvieto, Marias e tanti altri, ma anche i "nostri" amici attori/autori Rossana Bonadonna, Gabriele Fabiani, Lucia Izzo, Giuseppe Lorin, Anna Manzo, Andrea Tinaburri, Antonio Trimarco, Michela Zanarella e tutte le persone che con le loro schegge di pensiero ci hanno regalato qualcosa… e alcune di loro sono riuscite a raggiungerci da molto lontano (Isabella, Filomena)
Se avete voglia di unirvi a noi, sapete dove trovarci...
24 settembre
24 luglio
10 luglio
9 aprile

Elena e Dario

venerdì 30 agosto 2013

L’estetica dell’oltre: il nuovo libro di Michela Zanarella

L'abbiamo apprezzata durante la serata in pizzeria dedicata alle schegge di pensiero degli amici di Magic BlueRay e School of Dreams... ora con il suo nuovo libro "L'estetica dell'oltre" edito ArteMuse Editrice, vi presentiamo Michela Zanarella, poetessa romana di grande spessore!!!

Una nuova silloge della giovane e affermata poetessa Michela Zanarella, che esordisce nella collana Castalide di ArteMuse Editrice. Una voce poetica apprezzata da personalità di spicco della cultura e delle arti in Italia, vincitrice di numerosi premi e citata nei siti di Alda Merini e Pier Paolo Pasolini. Le profonde liriche che compongono L’Estetica dell’Oltre sono introdotte dalle parole di Angela Molteni e Antonino Caponnetto.


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