Il blog del contenitore culturale Magic BlueRay vuole raggiungere un pubblico nato per raccontare, con la passione per la lettura e la scrittura, capace sempre di sognare con i libri.
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lunedì 22 ottobre 2018
MagicLand si tinge di giallo
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venerdì 4 maggio 2018
Magic BlueRay cresce e vi propone tante novità
A MagicLand è di scena il cambiamento!
Amici, qualcuno già sa, a qualcun altro invece sarà sfuggito e quindi lo annunciamo:
Continueremo a proporvi le nostre attività, che sono:
Amici, qualcuno già sa, a qualcun altro invece sarà sfuggito e quindi lo annunciamo:
“La sede di Magic BlueRay sta crescendo per rendere la nostra sartoria narrativa sempre più adatta alle vostre esigenze.”
Prendendo in prestito i nomi delle stanze da Walt Disney, uno dei nostri ispiratori, dal mese di maggio la Duchessa metterà a disposizione dei suoi ospiti la creativity room, la storyboard room e la sweatbox room
Nella creativity room nasceranno sempre nuove idee
Nella storyboard room le idee si realizzeranno
Nella sweatbox room continueremo ad interagire perché dallo scambio possano generarsi sempre più idee
Continueremo a proporvi le nostre attività, che sono:
- Incontri singoli di narrazione creativa e potenziamento scolastico di due ore ciascuno per bambini dagli 8 anni in su
- Incontri di consulenza individuale per adulti basati sulla biblioterapia
- Corso di formazione per insegnanti ed educatori di ogni ordine e grado (verrà rilasciato un attestato di partecipazione)
- Incontri di bibliolettura interattiva: i prossimi appuntamenti sono Questa volta parliamo di amore giovedì 10 maggio alle ore 19 e Questa volta parliamo di mare martedì 29 maggio alle ore 19
e che, dal mese di giugno, si potranno svolgere anche di mattina e in tutti i giorni della settimana, compatibilmente con impegni già presi.
Per chi si fosse perso il nostro ultimo evento, La Duchessa incontra Patrizia Palombi, può vedere le foto qui
Scriveteci a magicblueray@gmail.com o telefonate al 3333526694 – 3664845939 per prendere un appuntamento e venirci a trovare, così noi vi cuciremo addosso la vostra storia
Dario e Elena
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mercoledì 2 luglio 2014
Voci di quartiere
Lettera di un bambino di Monteverde alla sua mamma di Alfredo Tagliavia
Cara mamma,
oggi non portarmi al centro estivo, per favore, non
portarmi in mezzo alla baraonda degli altri bambini, delle cose da fare, quando
entro in quegli stanzoni non ci capisco più niente dal chiasso, so che devo
partecipare, fare come tutti gli altri a tutti i costi, cantare, ballare, fare
lavoretti con la carta e i gomitoli di lana, poi metterci tutti in fila,
correre, giocare a ruba-bandiera, poi fare ricreazione, e allora lì diventiamo
tutti nervosi, io incomincio a dire parolacce, prendere calci da chi ne dà,
darne anche qualcuno a chi so io, mi sento sommerso, arrivo a fine giornata
stanchissimo, ho solo una gran confusione in testa, tanta agitazione e tanta
voglia di tornare a casa.
E per favore, cara mamma, da settembre non
iscrivermi più al rugby, da grande non voglio diventare un giocatore, non sono
nemmeno così grosso, quando gioco sento tutti gli altri bambini più alti e
grossi di me che mi vengono addosso, qualche volta cado e mi faccio anche male,
ma non lo dico, continuo, perché bisogna sempre continuare, non essere
vigliacchi, non fermarsi, ce lo dice anche l’allenatore, ma certe volte invece
ho paura e piango prima di andare a rugby, non vorrei proprio entrare in campo,
vorrei solo fermarmi, mettermi in un angoletto e guardare la partita da
spettatore, rimanendo vicino alle panchine…
Cara mamma,
per favore, il prossimo anno non portarmi più
neanche a musica, sono stufo di imparare note e brani con il violino che mi hai
comprato, esercitare le dita e la memoria a casa, tutto per avere un forte
applauso tuo e di papà a Natale, e un altro ancor più forte da tutti i genitori
degli alunni della scuola di musica al saggio di fine anno. Non mi interessano
gli applausi, a volte mi dici che devo essere meglio degli altri, vieni alla
lezione collettiva di musica e dopo mi dici che ho suonato meglio di quello,
peggio di quell’altro, ma io, cara mamma, non voglio essere meglio o peggio di
nessuno, non sono un violinista, sono solo un bambino.
E sai che ti dico, mamma cara, da settembre
lasciamo stare anche i brevetti del nuoto, te lo chiedo per favore.
L’allenatore è molto severo, a volte ci prende di sorpresa, ci butta in acqua
senza preavviso, gli altri ridono ma io ho paura di affogare, e quando dobbiamo
fare le gare ci fa lavorare durissimo, certe volte ci mette uno contro l’altro
per vedere chi va più veloce, dice che la velocità è tutto nella vita, che se
impariamo ad impegnarci e ad essere veloci ci troveremo bene ovunque, forse
avrà anche ragione, forse sarà anche così, ma perché?
Non ce la faccio, cara mamma, non ce la faccio più
ad alzarmi la mattina alle sette, fare otto ore di scuola, uscire fuori alle
quattro del pomeriggio, poi ogni santo giorno andare a fare un’attività
diversa, una volta a settimana violino, due volte al rugby, altre due volte a
nuoto, più le partite della domenica e le gare per prendere i brevetti. Il
sabato e la domenica mi piacerebbe chiamare i miei amichetti, andare al parco e
giocare, senza pensare a chi è più bravo o a chi ha fatto più cose, giocare e
basta, ma spesso sono troppo stanco, non ho energie per fare niente, i muscoli
mi fanno male e passo il fine settimana davanti alla televisione o alla play
station, senza nemmeno vedere il sole (a pensarci bene non lo vedo quasi mai il
sole)…
Cara mamma,
per favore, oggi non portarmi al centro estivo, lo
so, devi andare a lavorare, papà non c’è mai a casa, certi giorni non ci sei
mai neanche tu, mi lasci ore ed ore con la babysitter, ma solo per oggi, non
potresti fare un’eccezione? Guarda, è una bella giornata assolata di fine
giugno, tira anche un vento stranamente fresco, c’è qualche nuvola di passaggio
in cielo, si capisce che andrà via presto, mettiamoci qua, su questo prato
davanti alla scuola di musica, tu puoi sederti su questa panchina, io nel
frattempo comincio a correre, stavolta come dico io però, c’è l’erba alta come
piace a me, anche due altalene là in fondo, mamma cara, non ti arrabbiare se te
lo dico, ho sognato tutto l’anno di venire via dalla lezione di violino, così
all’improvviso, senza neanche avvisare il maestro, mettermi qui davanti, in
mezzo a questo prato brullo, staccare i fili d’erba senza motivo, gridare senza
motivo, correre per tutta l’ora senza motivo, da solo, senza meta né direzione,
in circolo, proprio come sto facendo adesso, e guardami mamma, proprio ora, in
questo preciso istante, sono quel puntino bianco e rosso che ballonzola davanti
a te, in mezzo alle spighe e alle canne e alle margherite, mi riconosci?,
guardami bene negli occhi e dimmi se non sono felice.
Alfredo Tagliavia
lunedì 13 gennaio 2014
"Confidenzialmente". Le interviste di Michela Zanarella
Dario Amadei, scrittura creativa e biblioterapia per
riuscire a volare con la fantasia
L'autore monteverdino è il fondatore con Elena Sbaraglia di
Magic Blueray.
Dario Amadei è autore di libri per ragazzi ed esperto di
laboratori di lettura e scrittura creativa.
Ha pubblicato quattro libri: “Astutillo e il potere dell’anello” (2004),
Un mondo migliore” (2007), “Le vere fiabe dei fratelli Grimm” (2008) e Cronache
di Monterotto” (2011). Della sua opera letteraria "Un mondo migliore"
è stato realizzato un audiolibro, a cura di Genitin Onlus, grazie al decisivo
apporto delle voci di Emilio Solfrizzi e Neri Marcorè.
Appassionato di arte, musica, cinema e teatro, si
occupa di incontri di bibliolettura
interattiva, corsi di scrittura creativa ed eventi culturali. Con Elena
Sbaraglia ha fondato Magic Blueray, una realtà culturale che promuove la
lettura ispirandosi alla biblioterapia.
D-Cosa rappresenta
per te la scrittura e come ti sei avvicinato alla narrativa per ragazzi?
La scrittura, in realtà, ha sempre fatto parte della mia
vita, perché sin da quand’ero molto piccolo, forse già alle scuole elementari,
sentivo la necessità di esprimermi scrivendo. Poi crescendo questa esigenza è
diventata sempre maggiore, pressante, finché ad un certo punto però ci ho
rinunciato. Per almeno quindici anni, dalla fine del liceo alla nascita del mio
primo figlio, sotto la spinta di pressioni negative, avevo deciso di rinunciare
a quella che era la mia più grande passione.
Ma quando una passione è veramente forte non si può sopprimere per sempre e
così, casualmente, come chi dopo aver smesso di fumare si avvicina ad una
sigaretta e per lui è la fine, perché ricomincia a fumare come e peggio di
prima, quando è nato mio figlio mi sono di nuovo avvicinato alla letteratura,
perché mi sembrava uno strumento utile per comunicare con lui. Ho ricominciato
a leggere voracemente dei libri che erano libri per ragazzi ed ho così scoperto
un’altra cosa fondamentale: gli adulti sprecano i libri per ragazzi e non li
leggono mai perché li considerano libri non alla loro altezza, rinunciando in
questo modo a scoprire il mondo meraviglioso, contenuto nelle storie cosiddette
per ragazzi che sono poi le storie che rimangano immortali. Se ci si riflette
infatti, i libri che rimangano nel tempo e nella storia della letteratura e
che, dopo decine di anni che sono stati scritti, sono ancora letti sono quasi
tutti libri per ragazzi, come ad esempio il Piccolo principe, Peter Pan,
Pinocchio…Ho scoperto in quel periodo le opere di Roald Dahl, che mi ha fatto
definitivamente capire l’importanza della letteratura per ragazzi e ha fatto
nascere in me l’esigenza di cimentarmi in questo campo. Io comunque sottolineo
sempre che i miei libri sono destinati ai ragazzi di tutte le età e agli adulti
che sanno ancora sognare. Questo perché la letteratura per ragazzi dovrebbe
essere recuperata da tutti quegli adulti che non vogliono rinunciare ad una
parte bella della propria vita.
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martedì 7 gennaio 2014
"Confidenzialmente". Le interviste di Michela Zanarella
La risata dei mostri, il libro di Alexandra Censi
Alexandra Censi è nata a Gyula,
in Ungheria, ma vive a Roma da quando aveva pochi anni. Nella città di Roma
studia Lettere. Ha pubblicato "La risata dei mostri" per Nottetempo,
nella collana narrativa.it curata e diretta da Chiara Valerio.
D-La risata dei mostri è il
romanzo di una donna, prima bambina, poi adolescente e infine adulta, che passa
dal fuoco dell’amore dei genitori alla cenere delle molte sigarette fumate col
suo ragazzo, alle braci di una vita matrimoniale stuzzicata da incontri reali
con amici virtuali.
Alexandra Censi è nata a Gyula,
in Ungheria, ma vive a Roma da quando aveva pochi anni. Nella città di Roma
studia Lettere. Ha pubblicato "La risata dei mostri" per Nottetempo,
nella collana narrativa.it curata e diretta da Chiara Valerio.
Michela
Zanarella la incontra per un'intervista nella rubrica
"Confidenzialmente".
D- "La risata dei
mostri" segna il tuo esordio nel mondo della narrativa. Cosa ti ha portato
a scrivere questo romanzo e ad avvicinarti alla scrittura?
R- Non saprei con precisione. Ho
ricordi confusi sulla genesi di questo libro, nella mia testa è una specie di
mostro mitologico. Iniziai a scrivere con l'intento di non scrivere niente.
Volevo settanta, ottanta pagine di bella lingua e di niente di più. Volevo
descrivere la mente di una persona, e la città che la ingloba, andando avanti
ad allucinazioni. Non dovevano essere i piedi o una trama ben costruita a
portare avanti la struttura del libro: il libro doveva essere l'avanzare di una
palla di luce arancione. Così è stato, ma poi ci si affeziona ai personaggi, a
quelle strane entità che conosciamo e non conosciamo. Allora mi sono domandata
sull'infanzia della protagonista, Francesca, e sul suo futuro. E la sua vita mi
è apparsa semplicemente, tutto si costruiva da solo. Quindi, la parte più, se
mi si permette, sperimentale è andata a costituire il nucleo centrale del
romanzo, “Le fascinazioni”. In cui, sostanzialmente, una donna non fa nulla se
non subire costantemente fascinazioni, una parola che all'epoca mi piaceva
molto perché non era né Bene né Amore, ma una via di mezzo molto più
pericolosa. Scrivere di Francesca è stato emozionante, perché tutto aveva un
senso senza che fossi io a darlo. Credo di essermi avvicinata alla scrittura
per un patto estetico e alla lettura per un bisogno fisico.
D-La risata dei mostri è il
romanzo di una donna, prima bambina, poi adolescente e infine adulta, che passa
dal fuoco dell’amore dei genitori alla cenere delle molte sigarette fumate col
suo ragazzo, alle braci di una vita matrimoniale stuzzicata da incontri reali
con amici virtuali.
Quale messaggio vuoi dare ai
lettori attraverso il tuo romanzo?
R- La mia non è una narrativa
di quelle che lancia messaggi. La mia narrativa vede, e dice. Punto.
Poi ovviamente possiamo trovare
vari temi che vengono affrontati nel libro, e forse queste tematiche possono indirizzare
il lettore verso qualcosa o qualcuno. Non so, dal tema più grande ed evidente,
ossia quello della predestinazione al male, fino a quelli più latenti, come un
ritorno incessante della letteratura, dell'arte, della psicoanalisi. Non mi
piacerebbe neanche mandare un messaggio ai lettori. Io non sono nessuno per
fare una cosa così importante, semmai sono le parole, solo loro, che possono
disturbare e piacere. Le parole, una volta scritte, non sono più mie, sono le
storie che si scrivono da sole, io sono parte passiva.
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martedì 22 ottobre 2013
Serata letteraria in pizzeria: L'estetica dell'oltre di Michela Zanarella
Serata letteraria in pizzeria
Mercoledì 30 ottobre ore 19:30
Incontro di
bibliolettura interattiva “L’estetica dell’oltre” di Michela Zanarella
Reading di poesia
Con Dario Amadei sarà presente
l’autrice
presso la pizzeria Mani In Pasta
Viale Colli Portuensi 284
Come sempre, chi partecipa può intervenire regalando le sue schegge
di pensiero!
Antipasto, Pizza al tavolo con birra € 15,00
Per soci School of Dreams, amici di Magic BlueRay, possessori di BiblioCARD e familiari € 12,00
(prenotazione obbligatoria)
Info: magicblueray@gmail.com
3297193354
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venerdì 27 settembre 2013
Serate letterarie in pizzeria
Da aprile 2013 Magic BlueRay e l'Associazione
School of Dreams stanno organizzando per i loro amici e soci delle serate
letterarie presso la Pizzeria Mani InPasta in viale Colli Portuensi 284. Luogo
insolito per la letteratura penseranno in molti, ma non noi che della
bibliolettura interattiva abbiamo fatto la nostra leva che solleverà il
mondo!!! Il 24 settembre c'è stato il quarto incontro e come sempre abbiamo
registrato il tutto esaurito perché le persone hanno fame di cultura, di riconoscersi
nelle parole e negli sguardi di chi come loro si emoziona davanti alle pagine
di quei libri, che scandiscono la nostra vita. E parlarne è bello... Così a
cena insieme a noi c'erano Bach, Yoshimoto, Proust,
Pessoa, Pennac, Lorca, Lodoli, Orvieto, Marias e tanti
altri, ma anche i "nostri" amici attori/autori Rossana Bonadonna,
Gabriele Fabiani, Lucia Izzo, Giuseppe Lorin, Anna Manzo, Andrea Tinaburri,
Antonio Trimarco, Michela Zanarella e tutte le persone che
con le loro schegge di pensiero ci hanno regalato qualcosa… e alcune di loro sono riuscite a raggiungerci da molto lontano (Isabella, Filomena)
Se avete voglia di unirvi a noi, sapete dove trovarci...24 settembre
24 luglio
10 luglio
9 aprile
Elena e Dario
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venerdì 30 agosto 2013
L’estetica dell’oltre: il nuovo libro di Michela Zanarella
L'abbiamo apprezzata durante la serata in pizzeria dedicata alle schegge di pensiero degli amici di Magic BlueRay e School of Dreams... ora con il suo nuovo libro "L'estetica dell'oltre" edito ArteMuse Editrice, vi presentiamo Michela Zanarella, poetessa romana di grande spessore!!!
Una nuova silloge della giovane e
affermata poetessa Michela Zanarella, che esordisce nella collana Castalide di
ArteMuse Editrice. Una voce poetica apprezzata da personalità di spicco della
cultura e delle arti in Italia, vincitrice di numerosi premi e citata nei siti
di Alda Merini e Pier Paolo Pasolini. Le profonde liriche che compongono
L’Estetica dell’Oltre sono introdotte dalle parole di Angela Molteni e Antonino
Caponnetto.
Per prenotane una copia clicca qui
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