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martedì 4 agosto 2020

Si parla di Nati per raccontare

L'ANGOLO DELLA LIBROTERAPIA (dalla pagina Il profumo delle pagine dei libri)
Buonasera a tutti, dopo un mese di vacanza, torna la nostra rubrica che vi da appuntamento ogni primo lunedì del mese per un libro "terapeutico".
Oggi vi propongo un saggio, che vi darà a 360° gradi il senso di ciò che intendo quando dico che un libro è "terapeutico".
di Dario Amadei e Elena Sbaraglia
Un libro che vi condurrà lungo un sorprendente viaggio, dalla narrazione creativa alla biblioterapia.
Passando attraverso l'arte del narrare, vi farà conoscere l'immenso potere della lettura approdando nella vera essenza dei libri.
Una conoscenza importante per chi ama leggere, che cambierà radicalmente il vostro approccio alla lettura.
"Secondo noi ci sono due modi di leggere i libri: seguire lo svolgimento della storia dalla prima all'ultima pagina per arrivare a conoscere il finale, oppure soffermarsi ad aprire tutte quelle porticine che lo scrittore dissemina lungo il percorso. E dietro ad ogni porticina ci può essere un consiglio da seguire, una lacrima da asciugare, o un sorriso da far brillare e dobbiamo sempre essere consapevoli che, se ci abbandoniamo al loro potere, i libri sono come una sorgente di acqua purissima a cui abbeverarsi per non dimenticare che la lettura è libertà". p. 55.
Buona lettura estiva!
dr.ssa Luana De Quattro, terapeuta familiare

giovedì 16 aprile 2015

I premiati della Prima Ragunanza di Narrativa Breve

L’ A.P. S. Le Ragunanze con i patrocini del Consiglio Regionale del Lazio, Roma Capitale XII Municipio, Ambasciata di Svezia, Magic Blue Ray, ArteMuse di David and Matthaus, Frequenza Zero Comunications comunica i nominativi di tutti gli autori premiati ai quali vanno i complimenti della Giuria composta da: Roberto Ormanni (Presidente di Giuria), Dario Amadei, Elena Sbaraglia, Giovanni Fabiano, Alberto Bivona, Giuseppe Lorin e Michela Zanarella.

Primo classificato (coppa) : Renato Volpone con il racconto “Il grande albero”
Secondo classificato: (targa) ex equo Francesca Romana Mainieri con il racconto “Il medico delle farfalle” e Fiorella Cappelli con il racconto “La bicicletta dal sellino rosso”
Terzo classificato: (medaglia) Silvia Offria con il racconto “Un’altra vita”
Dal quarto al decimo classificato saranno consegnate le Menzioni d’Onore (cartiglio pergamenato) a:
4° Bartolomeo Bellanova con il racconto “L’insolito inizio d’anno della bicicletta Paloma”
5° ex equo Allie Walker con il racconto “Mia madre” e Maddalena Corigliano con il racconto “L’incontentabile dark”
6° ex equo Gerardo Giordanelli con il racconto “Pasquetta” e Anna Manzo con il racconto “In giro per Borgo San Martino”
7° Maria Carla Renzi con il racconto “Oggi”
8° Vinicio Salvatore Di Crescenzo con il racconto “Il triste canto della natura”
9° Chiara Magliacane con il racconto “La rinascita di Mark”
10° Francesca Luzzio con il racconto “Palermo Felix?”

Ringraziamo tutti gli autori che hanno partecipato con le loro opere alla prima Ragunanza di Narrativa breve. Agli autori che non rientrano in classifica che saranno presenti alla cerimonia di premiazione sarà consegnato attestato di partecipazione.

La premiazione si terrà domenica 10 maggio a Villa Pamphilj, nella Cascina del Bel Respiro, conosciuta come "la vaccheria dei principi Pamphilj" a partire dalle ore 10,30 (di fronte al bistrot del parco), ingresso da Via Vitellia 104

lunedì 27 gennaio 2014

"Confidenzialmente". Le interviste di Michela Zanarella

Donne in gioco, il nuovo libro di Anna Manzo

Anna Manzo è nata a Pompei e vive a Roma. Appassionata di lettura e scrittura ama tutte le espressioni d'arte. Ha pubblicato da poco la raccolta di racconti "Donne in gioco" edito da Simple Edizioni. "Donne in gioco" parla di donne che combattono per superare difficoltà e incomprensioni, donne comuni che cercano di affrontare la vita con coraggio.

Michela Zanarella incontra Anna Manzo per un'intervista.

D- Hai dato alle stampe la raccolta di racconti "Donne in gioco", edito da Simple. Cosa ti ha portato a raccogliere i tuoi racconti in un libro e perché il titolo "Donne in gioco"?

R. Avevo questo materiale con un filo conduttore unico: racconti di vita o di situazioni possibili nella realtà, le cui protagoniste erano tutte donne ed ho pensato che ne sarebbe nato un buon libro, tale da suscitare la curiosità e la simpatia del mondo femminile. Esso parla di donne giovani che, trovandosi in situazioni difficili e problematiche, non si scoraggiano, non si abbattono, non si arrendono, ma cercano di trovare la forza di lottare, per poter uscire dalla ragnatela insidiosa, creata dalle situazioni complicate in cui vengono a trovarsi, ecco perché l’ho intitolato “Donne in gioco”.

D- Undici racconti, undici storie di donne. Ogni racconto ha come titolo il nome della protagonista. Ci accenni brevemente quali tematiche affrontano i tuoi testi?

R. I miei testi affrontano varie tematiche: l’Amore, quello con l’A maiuscola, che ogni donna cerca; l’amicizia, quella vera, disinteressata, altruista; la bellezza della maternità; la generosità del perdono; la necessità di credere in se stessi per poter superare le difficoltà della vita; la presenza di una forza superiore che conduce le nostre azioni…

D- Le donne di cui parli nel libro sono donne comuni, del nostro tempo. Quanto ti rispecchi in loro, quanto c'è della tua personalità nelle protagoniste?

R. Le donne protagoniste dei miei testi rispecchiano molti aspetti della mia personalità, che appare più facilmente dai miei scritti, perché in essi riesco ad essere sincera e priva di qualche inibizione.

D- Poesia e narrativa, due generi complementari ed apparentemente diversi. Cos'è per te la poesia? E la narrativa?

R. La Poesia, secondo me, è far parlare la voce dell’anima. Essa dà un senso universale alla nostra vita, ci aiuta a vedere oltre le apparenze, oltre i nostri limiti, ci aiuta ad esprimere i nostri sentimenti più profondi, a mostrare i nostri aspetti più nascosti, ci fa provare grandi emozioni.
La narrativa è un’occasione per raccontare esperienze proprie e altrui, un modo per aprirsi e chiarire a se stessi la propria interiorità, che in un secondo momento si ha piacere di condividere con il lettore. Può essere occasione di sfogo, di riflessione, di introspezione, ma è anche l’occasione per far volare la fantasia e creare storie che fanno sognare.

D- Quale messaggio vuoi trasmettere ai lettori con questa raccolta? E' un libro strettamente dedicato alle donne o ha un valore molto più ampio?

R. Con questo libro desidero trasmettere un messaggio di fiducia. Vorrei far capire che non bisogna arrendersi mai, neanche di fronte alle situazioni più dolorose o difficili. Occorre far scattare la forza e il coraggio che sono dentro di noi e lottare per cambiare le cose. Questo è un libro che parla di donne, ma che può rivelare agli uomini aspetti femminili che spesso sfuggono o sono stati dimenticati.

D- Marcel Proust scrisse: L´amore è lo spazio e il tempo resi sensibili al cuore. Una tua riflessione.

R. Quando si ama entriamo in uno stato d’animo magico per cui riusciamo a vedere ciò che ci circonda sotto un aspetto diverso. Tutto ci appare più bello e apprezzabile. L’amore ci rende migliori e più disponibili verso gli altri.

D- Prossimi progetti?

R. Ne ho alcuni. A breve scadenza, la pubblicazione di una nuova raccolta di racconti ed una di poesie. A più lunga scadenza, la stesura di un romanzo e di un’autobiografia.

Michela Zanarella

mercoledì 15 gennaio 2014

Andai nei boschi...

- “I poeti estinti erano dediti a succhiare il midollo stesso della vita.” È una frase di Thoreau che ripetevamo all'inizio di ogni riunione. Ci incontravamo dentro la grotta indiana e leggevamo brani di Thoreau, Withman, Shelley, i migliori, ma anche dei versi nostri, e nell'incanto del momento, il suono della poesia diventava magico. – disse il prof. Keating ai suoi ragazzi.
Mi sono ricordata di questo passaggio nel film L’attimo fuggente quando mi sono svegliata dopo la serata letteraria in pizzeria.
Allora mi sono fermata a pensare in quante grotte indiane sono entrata da quando ho avuto la fortuna di conoscere Dario e insieme abbiamo fondato Magic BlueRay.
Nelle scuole, nelle biblioteche, nelle librerie, nella nostra sede, in pizzeria… un’infinità di volte con un folto, foltissimo e vitale gruppo di appassionati lettori, cultori di libri e professionisti della penna e delle parole ci siamo dati appuntamento per scambiarci le nostre schegge di pensiero e continueremo a farlo, perché è la nostra linfa vitale!
Lo straripante, ironico, emozionante Dario Amadei coinvolge, cattura, anima questi incontri di bibliolettura come solo lui sa fare.
Ognuno di noi, chi con le proprie poesie, chi con i brani di altri autori, chi con le parole dettate da un’emozione appena provata, nutre e concima la sostanza dei nostri sogni e la libera nell’aria.
E così ci illuminiamo nelle notti buie, ci solleviamo nelle giornate pesanti o semplicemente diventiamo grandi mantenendo dentro di noi quel meraviglioso stupore che appartiene solo ai bambini.
Perché la bibliolettura interattiva è il “motore” che tutto muove.
Elena Sbaraglia 

venerdì 30 agosto 2013

La caditoia magica

Racconto microbonsai, in sei frasi corrispondenti alle sei rampe della Tecnica Step by step di Dario Amadei

La caditoia magica
Da quando era iniziata la Nuova Era, dopo la Grande Epidemia che aveva cambiato il mondo, in quella città, un tempo sfortunata, tutto apparentemente aveva ripreso a funzionare come doveva funzionare.
Giobbe, un ragazzo molto paziente, che sapeva sempre il fatto suo, mentre stava passeggiando di sera in una strada periferica, buia ed isolata, venne abbagliato da una luce intensa che si sprigionò da una caditoia.
Quando si avvicinò con il volto per cercare di capire cosa stesse accadendo, venne risucchiato dalla grata e finì in una specie di limbo sospeso tra passato, presente e futuro, dove si accorse che la sua mente poteva svelare qualunque mistero.
Voleva capire tutto e si abbandonò al potere della caditoia, che gli raccontò, per filo e per segno, come e da chi era stato rovinato il mondo.
Ormai era diventato padrone del suo destino e quando espresse la volontà di ritornare indietro, venne accontentato all’istante.
Si ritrovò nella strada periferica non più buia, ma illuminata a giorno e da quel momento in poi non permise mai a nessuno di rovinargli il futuro.

Dario Amadei

giovedì 15 agosto 2013

Aliseo

Aliseo era un ragazzo che credeva nell’amore e per questo spesso veniva preso in giro.
-  Che credi di stare ancora nell’ottocento?- gli ripetevano gli amici – Fai come noi e pensa solo a divertirti che la vita è breve e non bisogna perdere tempo con i sospiri e i buoni sentimenti..
Aliseo però conosceva bene il valore della vita e non  voleva sprecarne nemmeno una goccia ma sentiva che senza l’amore era destinato a rimanere una persona incompleta.
Trascorreva lunghe ore sulla riva del mare a fissare l’orizzonte e questo suo strano modo di fare attirò inevitabilmente l’attenzione della gente.
Col passare dei giorni, delle settimane e dei mesi, una folla silenziosa di curiosi si radunò attorno a lui. C’erano uomini e donne di tutte le età e anche parecchi bambini: per loro spiare quel ragazzo così originale era molto più divertente di qualunque reality show.
Poi finalmente in una torrida mattina d’agosto accade il miracolo: una bottiglia di vetro che conteneva un foglio di carta arrotolato, danzò a lungo sulla superficie del mare prima di arenarsi docile sulla riva, proprio tra i piedi di Aliseo. Tra la gente serpeggiò un brusio di stupore e tutti rimasero col fiato sospeso in attesa della rivelazione.
Il ragazzo con calma estrasse il foglio lo srotolò, lo esaminò per pochi istanti e poi scosse la testa visibilmente deluso.
- Palestra Roboris - lesse ad alta voce - Per chi si iscrive entro il primo settembre cinquanta per cento di sconto.
Dalla folla si levò un boato di delusione tanto forte che per un attimo fece increspare il mare…Poi i curiosi si allontanarono in buon ordine biascicando come sempre accade in  situazioni simili, inutili parole di conforto.
Quando rimase finalmente solo Aliseo rilesse sorridendo il messaggio della bottiglia: non avrebbe mai rivelato quello che c’era scritto veramente, si era conquistato la felicità e non voleva dividerla con nessuno.


Dario Amadei

mercoledì 17 luglio 2013

Lo sai che...

... il 17 luglio del 1955 ad Anaheim (Los Angeles) c’è stata l’inaugurazione del parco di divertimenti Disneyland


 “Ho sempre cercato di immaginare un posto dove portare le mie due figlie nei pomeriggi del sabato e della domenica, un posto dove però potevo divertirmi anch'io!" diceva Walt Disney nel 1960, commentando quel sogno che coltivava sin dagli anni trenta e che divenne realtà il 17 luglio del 1955, quando il parco Disneyland, il primo di una lunga serie, aprì i battenti in un ex-campo di arance di Anaheim, a 40 chilometri da Los Angeles.

Con le sue storie il grande Walt ha influenzato profondamente il magico mondo della fantasia creando ad esempio il mito del Principe Azzurro che con un bacio d’amore risveglia la bella Biancaneve dal suo sonno mortale. Un’intuizione geniale questa, che ha fatto commuovere e sognare intere generazioni di fanciulle all’oscuro del fatto che nella fiaba dei Grimm non c’è traccia di quel bacio. Biancaneve infatti sputa la mela avvelenata e  si salva grazie a dei servi maldestri che mentre trasportano la sua bara di cristallo inciampano nella radice di un albero e la fanno cadere violentemente a terra. Ed anche la Principessa dalla palla d’oro non bacia il ranocchio, che si trasforma in Principe quando lei esasperata dalla puzza lo spiaccica contro il muro.
Insomma il mitico Walt ci ha raccontato che il mondo può essere migliore di come appare e noi gli siamo molto grati perché  per brevi lunghi attimi è riuscito a farci dimenticare quanto, a volte, è dura e spietata la realtà.
Dario Amadei

martedì 16 luglio 2013

Lo sai che...

Il 16 luglio del 1951...
... viene pubblicato il romanzo Il giovane Holden di J. D. Salinger.


E' la storia di Holden Caulfield, un ragazzo sicuramente molto problematico che però non ce la fa per colpa di una società in cui tutti, i familiari, gli insegnanti, gli amici, gli sconosciuti, sembrano d’accordo per respingerlo e rinchiuderlo in una specie di gabbia da cui forse non uscirà mai... Un libro da leggere a 16 anni e rileggere durante tutta la vita, fermandosi a riflettere e facendo un po' di sana autocritica, per evitare di cadere nell'errore di scacciare chi ci sta chiedendo aiuto...

Quasi tutte le volte che qualcuno mi fa un regalo finisce che mi rende triste. (cap. VII, 1961, p. 61)

Consiglio del giorno: 
Diffidare di chi per farci volare in alto con la fantasia ci acquista degli aerei da guerra...
Dario Amadei