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giovedì 19 agosto 2021

Guarire con Basile: recensione di Michela Zanarella

La recensione di Michela Zanarella su Brainstorming Culturale - Magazine di Arte e Cultura di Guarire con Basile Dodici fiabe per conoscerci meglio, tradotte e commentate da Dario Amadei, Castelvecchi editore



mercoledì 18 maggio 2016

6 anni di Magic BlueRay

Ed eccoci qui... il 18 maggio del 2010 ufficialmente è iniziato il magico viaggio di Magic BlueRay che ci sta portando lontano, oltre la linea dell'orizzonte... Grazie a tutti voi amici, che credete e arricchite i nostri sogni, da parte nostra l'impegno di renderli reali...
Dario e Elena


domenica 21 settembre 2014

"Donna Sapiens" alla Biblioteca Casa del Parco di Roma

Grande partecipazione all’evento di domenica 14 settembre presso la Biblioteca Casa del Parco per la Giornata Europea della Cultura Ebraica 2014. In collaborazione con UCEI ed Istituto Pitigliani la biblioteca, in apertura straordinaria di domenica dalle 10.00 alle 13.00, ha offerto all’utenza due incontri sul tema “La donna nell’ebraismo”: la presentazione del libro “Maschio e Femmina D-o li creò” con la scrittrice Ilana Bahbout e un laboratorio di lettura per bambini sulla regina Esther curato dal personale della biblioteca specializzato per il settore ragazzi.
Al laboratorio per bambini hanno partecipato tanti genitori e figli, ma anche i piccoli ospiti della Casa Verde (struttura comunale di accoglienza per minori ) con le loro mamme, l’educatrice Nicoletta e la volontaria Alessandra.
Nell’incontro, che si è svolto nel giardino della biblioteca grazie alla bellissima giornata di sole, sono stati letti alcuni midrashim (racconti ebraici) sulla storia delle lettere dell’alfabeto, mentre il libro della regina Esther è stato rappresentato con i burattini.
I bambini con le lettere ebraiche in cartoncino hanno potuto creare dei libricini e fare una merenda a tema con i biscottini a forma di Alephbeth (alfabeto ebraico).
La giovanissima volontaria Miriam ha suonato la chitarra ed ha insegnato ai bambini alcune canzoni ebraiche.
All’interno della biblioteca si è svolta, con la scrittrice Ilana Bahbout, la presentazione del libro “Maschio e Femmina D-o li creò” edito da Sovera e scritto da ben nove scrittrici: Micol Nahon, Iaia Shuòlamit Vantaggiato, Sira Fatucci, Giordana Limentani, Ilana Bahbout, Gaia Piperno, Hdeva Nissim Ben Efraim, Anna Arbib, Donatella Di Cesare. 
Le autrici, tutte esperte di ebraismo, mettono in rilievo la presenza di tante donne che nella storia ebraica hanno dato il loro contributo sia in campo religioso che culturale. Un pubblico attento ed interessato ha riempito la sala, facendo domande e trasformando la presentazione del libro in un dialogo con Ilana Bahbout. Gli argomenti sollevati sono stati molti: il ruolo della donna ebrea in famiglia e nelle pratiche religiose, la libertà di studio e di affermazione nella vita pubblica, la normativa sul divorzio, la divisione dei compiti tra coniugi all’interno della famiglia. 
Ne è emersa una figura femminile ebraica che, attraverso la storia di una società in continua evoluzione, ha cercato di affermare il proprio essere donna senza rinnegare il proprio ruolo di moglie e di madre ma anzi arricchendolo di una grande preparazione culturale e religiosa. 
La donna ebrea è stata in qualche modo tutelata dalla tradizione religiosa e dalla normativa ebraica che dai tempi più antichi le ha assegnato un posto di rispetto e dignità all’interno della famiglia. 
Ma non sempre questo è stato sufficiente per garantire la parità con gli uomini.
Nel libro oggetto della presentazione sono raccontate storie di donne che hanno cercato di uscire da un ruolo tutto interno alla famiglia, soprattutto attraverso lo studio, tra cui il caso di una donna nel ‘500 chiese ed ottenne il permesso di studiare. 
A tale proposito la Bahbout ha svolto una lettura ad alta voce di un brano del libro che è particolarmente significativo. Si tratta della storia di una donna che aveva deciso di frequentare la Casa di Studio (simile ad una università) e si dedicava con passione allo studio dei testi biblici e della letteratura rabbinica. La studentessa, unica donna a frequentare i corsi, era così intelligente al punto che era divenuta più brava dei suoi colleghi uomini. Questi decidono di prendersi gioco di lei e di farle trovare sullo scaffale della biblioteca un libro ben rilegato dal titolo “La saggezza delle donne”. Quando la donna lo aprì trovò che era stato rilegato con pagine bianche, come reagì la donna? Per rispondere a questa domanda vi invitiamo a leggere il libro, infatti la fine del racconto è tutt’altro che scontata.
La storia del libro dalle pagine bianche, estrapolata da un librodi Shmuel Yosef Agnon pubblicato nel 1942, ci ha suggerito di realizzarne uno simile e dimetterlo disposizione delle utenti della biblioteca che potranno riempirlo scrivendovi riflessioni, pensieri, poesie creando un nuovo libro della saggezza delle donne.
Il tempo disposizione per l’incontro non ha esaurito le tante domande alla scrittrice, la discussione è poi proseguita in giardino durante il rinfresco a base di cous cous offerto dalla biblioteca.
Si ringrazia Micaela Vitale responsabile del settore cultura del BaitBet Istituto Pitigliani che ha donato numerosi libri sull’ebraismo alla biblioteca, presentandone i contenuti all’inizio dell’incontro.
Giovanna Micaglio

lunedì 13 gennaio 2014

"Confidenzialmente". Le interviste di Michela Zanarella

Dario Amadei, scrittura creativa e biblioterapia per riuscire a volare con la fantasia

L'autore monteverdino è il fondatore con Elena Sbaraglia di Magic Blueray.


Dario Amadei è autore di libri per ragazzi ed esperto di laboratori di lettura e scrittura creativa.  Ha pubblicato quattro libri: “Astutillo e il potere dell’anello” (2004), Un mondo migliore” (2007), “Le vere fiabe dei fratelli Grimm” (2008) e Cronache di Monterotto” (2011). Della sua opera letteraria "Un mondo migliore" è stato realizzato un audiolibro, a cura di Genitin Onlus, grazie al decisivo apporto delle voci di Emilio Solfrizzi e Neri Marcorè.
Appassionato di arte, musica, cinema e teatro, si occupa  di incontri di bibliolettura interattiva, corsi di scrittura creativa ed eventi culturali. Con Elena Sbaraglia ha fondato Magic Blueray, una realtà culturale che promuove la lettura ispirandosi alla biblioterapia.

D-Cosa rappresenta per te la scrittura e come ti sei avvicinato alla narrativa per ragazzi?

La scrittura, in realtà, ha sempre fatto parte della mia vita, perché sin da quand’ero molto piccolo, forse già alle scuole elementari, sentivo la necessità di esprimermi scrivendo. Poi crescendo questa esigenza è diventata sempre maggiore, pressante, finché ad un certo punto però ci ho rinunciato. Per almeno quindici anni, dalla fine del liceo alla nascita del mio primo figlio, sotto la spinta di pressioni negative, avevo deciso di rinunciare a quella che era  la mia più grande passione. Ma quando una passione è veramente forte non si può sopprimere per sempre e così, casualmente, come chi dopo aver smesso di fumare si avvicina ad una sigaretta e per lui è la fine, perché ricomincia a fumare come e peggio di prima, quando è nato mio figlio mi sono di nuovo avvicinato alla letteratura, perché mi sembrava uno strumento utile per comunicare con lui. Ho ricominciato a leggere voracemente dei libri che erano libri per ragazzi ed ho così scoperto un’altra cosa fondamentale: gli adulti sprecano i libri per ragazzi e non li leggono mai perché li considerano libri non alla loro altezza, rinunciando in questo modo a scoprire il mondo meraviglioso, contenuto nelle storie cosiddette per ragazzi che sono poi le storie che rimangano immortali. Se ci si riflette infatti, i libri che rimangano nel tempo e nella storia della letteratura e che, dopo decine di anni che sono stati scritti, sono ancora letti sono quasi tutti libri per ragazzi, come ad esempio il Piccolo principe, Peter Pan, Pinocchio…Ho scoperto in quel periodo le opere di Roald Dahl, che mi ha fatto definitivamente capire l’importanza della letteratura per ragazzi e ha fatto nascere in me l’esigenza di cimentarmi in questo campo. Io comunque sottolineo sempre che i miei libri sono destinati ai ragazzi di tutte le età e agli adulti che sanno ancora sognare. Questo perché la letteratura per ragazzi dovrebbe essere recuperata da tutti quegli adulti che non vogliono rinunciare ad una parte bella della propria vita.


martedì 7 gennaio 2014

"Confidenzialmente". Le interviste di Michela Zanarella

La risata dei mostri, il libro di Alexandra Censi

Alexandra Censi è nata a Gyula, in Ungheria, ma vive a Roma da quando aveva pochi anni. Nella città di Roma studia Lettere. Ha pubblicato "La risata dei mostri" per Nottetempo, nella collana narrativa.it curata e diretta da Chiara Valerio. 
Michela Zanarella la incontra per un'intervista nella rubrica "Confidenzialmente".

D- "La risata dei mostri" segna il tuo esordio nel mondo della narrativa. Cosa ti ha portato a scrivere questo romanzo e ad avvicinarti alla scrittura?

R- Non saprei con precisione. Ho ricordi confusi sulla genesi di questo libro, nella mia testa è una specie di mostro mitologico. Iniziai a scrivere con l'intento di non scrivere niente. Volevo settanta, ottanta pagine di bella lingua e di niente di più. Volevo descrivere la mente di una persona, e la città che la ingloba, andando avanti ad allucinazioni. Non dovevano essere i piedi o una trama ben costruita a portare avanti la struttura del libro: il libro doveva essere l'avanzare di una palla di luce arancione. Così è stato, ma poi ci si affeziona ai personaggi, a quelle strane entità che conosciamo e non conosciamo. Allora mi sono domandata sull'infanzia della protagonista, Francesca, e sul suo futuro. E la sua vita mi è apparsa semplicemente, tutto si costruiva da solo. Quindi, la parte più, se mi si permette, sperimentale è andata a costituire il nucleo centrale del romanzo, “Le fascinazioni”. In cui, sostanzialmente, una donna non fa nulla se non subire costantemente fascinazioni, una parola che all'epoca mi piaceva molto perché non era né Bene né Amore, ma una via di mezzo molto più pericolosa. Scrivere di Francesca è stato emozionante, perché tutto aveva un senso senza che fossi io a darlo. Credo di essermi avvicinata alla scrittura per un patto estetico e alla lettura per un bisogno fisico.

D-La risata dei mostri è il romanzo di una donna, prima bambina, poi adolescente e infine adulta, che passa dal fuoco dell’amore dei genitori alla cenere delle molte sigarette fumate col suo ragazzo, alle braci di una vita matrimoniale stuzzicata da incontri reali con amici virtuali.
Quale messaggio vuoi dare ai lettori attraverso il tuo romanzo?

R- La mia non è una narrativa di quelle che lancia messaggi. La mia narrativa vede, e dice. Punto.
Poi ovviamente possiamo trovare vari temi che vengono affrontati nel libro, e forse queste tematiche possono indirizzare il lettore verso qualcosa o qualcuno. Non so, dal tema più grande ed evidente, ossia quello della predestinazione al male, fino a quelli più latenti, come un ritorno incessante della letteratura, dell'arte, della psicoanalisi. Non mi piacerebbe neanche mandare un messaggio ai lettori. Io non sono nessuno per fare una cosa così importante, semmai sono le parole, solo loro, che possono disturbare e piacere. Le parole, una volta scritte, non sono più mie, sono le storie che si scrivono da sole, io sono parte passiva.


venerdì 30 agosto 2013

L’estetica dell’oltre: il nuovo libro di Michela Zanarella

L'abbiamo apprezzata durante la serata in pizzeria dedicata alle schegge di pensiero degli amici di Magic BlueRay e School of Dreams... ora con il suo nuovo libro "L'estetica dell'oltre" edito ArteMuse Editrice, vi presentiamo Michela Zanarella, poetessa romana di grande spessore!!!

Una nuova silloge della giovane e affermata poetessa Michela Zanarella, che esordisce nella collana Castalide di ArteMuse Editrice. Una voce poetica apprezzata da personalità di spicco della cultura e delle arti in Italia, vincitrice di numerosi premi e citata nei siti di Alda Merini e Pier Paolo Pasolini. Le profonde liriche che compongono L’Estetica dell’Oltre sono introdotte dalle parole di Angela Molteni e Antonino Caponnetto.


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