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mercoledì 7 agosto 2019

Recensione su Amore (e altre psicopatologie)


Terminata una lettura che consiglio vivamente!

Agile manuale di Erototropiologia Umana Applicata che si compone di due parti, precedute dalla Prefazione della dottoressa Elena Sbaraglia (Psicologa, Biblioterapeuta e cultrice di Erototropiologia). 
La prima parte è più narrativa: il paradossale, colto con ironia non scevra di audace realismo, diviene emblematico della psicopatologia. Viene spiegato come la vita di un essere umano di sesso maschile possa essere condizionata e stravolta da problemi che riguardano la sfera erotica anzi erototropiologica (dal greco “erototropia”: corteggiamento, seduzione).
Vedremo poi la classificazione scientifica dei tipi erototropiologici (seduttori inadeguati, deviati, bloccati o ipereccitati). L'amore è un problema, l'amore è una soluzione, l'amore e la sessualità, perché di questo si parla. E i greci distinguevano eros e agàpe.
Dice Desmond Avenarius: “Freud e Jung facevano solo delle chiacchiere, invece io sono in grado di registrare l’inconscio di una persona e di ripararlo con successo quando si guasta”.
Così la seconda parte contiene le linee guida della Erototropiologia Umana Applicata.
L’elettroerototropion realizzato dal professor Avenarius è una macchina meraviglioso, come il Nautilus di Verne, come gli squali d'acciaio, i dirigibili e i sottomarini dei Viaggi straordinari di Saturnino Farandola narrati da Albert Robida. Con la medesima fantastica precisione (mancano solo i disegni) il professor Avenarius ne descrive l’ideazione, il funzionamento e le applicazioni pratiche. 
E al di là della fantasia e dell’ironia le soluzioni sono possibili. E fanno riflettere.
Che dire? Aspettiamo il manuale Erototropiologia Umana Applicata agli esseri umani di sesso femminile e, sospettiamo, sarà un volume più corposo…
Prof. Desmond Avenarius, Amore (e altre psicopatologie), Graphofeel Ed. - Traduzione e cura: Dario Amadei
(Daniela Messi per Bartolone & Messi)

mercoledì 8 agosto 2018

Desmond Avenarius feat Jack Vettriano

Se mi chiedessero di accostare Amore (e altre psicopatologie) ad un pittore, non avrei dubbi nello scegliere Jack Vettriano, l’artista vivente più quotato a livello mondiale. 


Se non lo conoscete, vi invito a guardare i suoi dipinti senza pregiudizi, proprio come vi ho consigliato di leggere il manuale del prof. Desmond Avenarius. 
Per entrambi, il prof. Avenarius con le parole e Jack Vettriano con i colori, è l’arte di seduzione ad essere sotto i riflettori, il prima e il dopo dell’atto, non il durante, i momenti, cioè, in cui si passa da una inevitabile solitudine alla spensierata passione. 
A noi, non resta che lasciarci trasportare dalle emozioni, qualunque esse siano e a non nasconderci se dovessimo riconoscerci in uno dei loro protagonisti.
Elena Sbaraglia

mercoledì 8 gennaio 2014

Monterotto News

La scoperta del Brancico
Oirad aveva iniziato l’anno in maniera molto confusa, ma questo era normale per lui e perciò non se ne preoccupava. Inoltre sentiva che stava per accadere qualcosa di veramente importante e si lasciava trasportare dal flusso degli avvenimenti, senza far caso alle terribili negatività che gli piovevano addosso da tutte le parti, perché, dopo quello che aveva vissuto, era ormai impermeabile ad ogni tipo di pioggia, anche la più scrosciante…
Come al solito il suo telefono squillava in maniera fastidiosa, ad intervalli regolari, ma non rispondeva, perché sapeva che a chiamare era quella persona che da anni voleva rubargli l’anima e da cui si difendeva con sempre maggiore difficoltà. Oirad si preparò, pescando a caso da una montagna di vestiti aggrovigliati da mesi su una poltrona, che però non puzzavano minimamente, visto che non sapeva nemmeno  più  sudare ed  uscì in fretta, perché in momenti come quello doveva assolutamente parlare con il Professor Avenarius.
Lo trovò che, come al solito, stava trafficando nel suo laboratorio dove passava il tempo a costruire oggetti meravigliosi, che usati nella maniera giusta, potevano rendere il mondo migliore.
- Ho proprio una cosa che sembra fatta apposta per te – gli disse dopo averlo guardato un istante  negli occhi, perché Avenarius sapeva leggere nel profondo dell’anima – Ecco prendi, è un Brancico! Mi raccomando fanne buon uso!
Quando Oirad strinse tra le mani quella strana scatola nera, con una lunga antenna e delle levette misteriose, sentì che emanava un piacevole calore.
- Bellissimo!!! – mormorò con un filo di voce – Ma a cosa serve di preciso professore?
- Il Brancico ha un potere immenso – sentenziò Avenarius – perché è in grado di reinventare la realtà rendendola migliore, ma deve essere usato nella maniera giusta e sta a te dimostrare di esser in grado di farlo. Ora però vai, ho da fare! E mi raccomando, non deludermi, che nella mia vita non mi sono mai sbagliato!!!
E così Oirad si ritrovò in strada con il Brancico tra le braccia ed incredibilmente sentiva che quello strano oggetto faceva già in qualche modo parte delle sue cose più intime e preziose.
Dario Amadei