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mercoledì 4 agosto 2021

#senzaunlibromai di Laura Marotta: Ninnillo e Nennella in "Guarire con Basile"

Una storia di sfortuna, degrado e miseria. Una famiglia felice viene sconvolta dalla morte della moglie/mamma. Quanti papà (o, a generi invertiti, mamme) di oggi non sarebbero similmente andati nel pallone: precarietà economica, paura della solitudine, un lutto da elaborare con l'aggiunta di due bimbi piccoli piccoli da crescere!! E il resto viene da sé, miseria, liti, egoismo, gelosie, paure, insicurezze, dipendenze affettive, violenze psicologiche, insomma scene di degrado familiare purtroppo troppo frequenti anche ai nostri giorni. Paradossalmente i due fratellini, che altrimenti sarebbero stati segnati indelebilmente dal contesto familiare, si salvano proprio grazie all'abbandono che permetterà ad altri adulti "più stabili" di inserirsi e di fornire l'amore e la protezione necessarie ad ogni bambino per uno sviluppo sereno. Forse non era nelle intenzioni di Basile ma io voglio leggere in questa fiaba anche un elogio all'istituto dell'affido familiare, al volontariato con i bimbi in condizioni di fragilità e a tutti coloro che, davanti ad una famiglia in sofferenza, offrono piccoli ma concreti aiuti per evitare che le tensioni sfocino in tragedia.
(Dario Amadei, Guarire con Basile)
Laura Marotta



#senzaunlibromai di Laura Marotta: Il serpente in "Guarire con Basile"

Eccomi. Io ho colto che l'accoglienza ai bimbi abbandonati (magari perché con un handicap) appaga il desiderio di genitorialità frustrato e ... salva i matrimoni, che l'appoggio incondizionato dei genitori ai sogni dei figli li aiuta sbocciare mentre le interferenze e il voler salvare le apparenze li distrugge, che non si può gettare via ciò che di mostruoso siamo stati senza un'elaborazione consapevole e soprattutto nessuno può farlo al posto nostro, che ama davvero solo chi coglie l'essenza oltre l'apparenza e che per realizzare i nostri sogni dobbiamo anche saper accettare di far soffrire o deludere chi ci sta vicino (magari ai passerotti e alla volpe io avrei chiesto solo qualche goccia del loro sangue, ma va bene così, persino le principesse sono esseri umani con pregi e difetti).
(Dario Amadei, Guarire con Basile)
Laura Marotta


#senzaunlibromai di Laura Marotta: Il corvo in "Guarire con Basile"

Il bosco impenetrabile e l'innamoramento sotto "mentite spoglie" mi hanno fatto immediatamente pensare a un qualche desiderio represso in chi sa quale parte ben nascosta del subconscio, desiderio che il re non ha avuto il coraggio di confessare neppure a sé stesso. MALE, MOLTO MOLTO MALE! Non "guardandolo in faccia" e non "chiamandolo per nome", per appagarlo egli ha dovuto trovare mille altre contorte vie e far soffrire le persone che amava ("amava"?... mmmmm, meglio se diciamo "che lo amavano"). Per fortuna, che abbiamo sempre una buona scorta di "magia" che ci viene in soccorso quando non sappiamo più dove sbattere la testa.
Bella questa fiaba, a parte i due bimbetti innocenti, non ci sono "belle statuine" e tutti i personaggi hanno un ruolo abbastanza attivo nel compimento della storia.
(Dario Amadei, Guarire con Basile)
Laura Marotta

giovedì 10 settembre 2020

Pillole di bibliolettura del Caffè Letterario virtuale a MagicLand

Pillole di bibliolettura

Ci sembra giusto inaugurare il nostro Caffè Letterario virtuale con un video di qualche tempo fa, in cui parliamo di tre libri per noi molto importanti.
Grazie a tutti per esserci sempre e a presto per le nuove proposte

martedì 4 agosto 2020

Si parla di Nati per raccontare

L'ANGOLO DELLA LIBROTERAPIA (dalla pagina Il profumo delle pagine dei libri)
Buonasera a tutti, dopo un mese di vacanza, torna la nostra rubrica che vi da appuntamento ogni primo lunedì del mese per un libro "terapeutico".
Oggi vi propongo un saggio, che vi darà a 360° gradi il senso di ciò che intendo quando dico che un libro è "terapeutico".
di Dario Amadei e Elena Sbaraglia
Un libro che vi condurrà lungo un sorprendente viaggio, dalla narrazione creativa alla biblioterapia.
Passando attraverso l'arte del narrare, vi farà conoscere l'immenso potere della lettura approdando nella vera essenza dei libri.
Una conoscenza importante per chi ama leggere, che cambierà radicalmente il vostro approccio alla lettura.
"Secondo noi ci sono due modi di leggere i libri: seguire lo svolgimento della storia dalla prima all'ultima pagina per arrivare a conoscere il finale, oppure soffermarsi ad aprire tutte quelle porticine che lo scrittore dissemina lungo il percorso. E dietro ad ogni porticina ci può essere un consiglio da seguire, una lacrima da asciugare, o un sorriso da far brillare e dobbiamo sempre essere consapevoli che, se ci abbandoniamo al loro potere, i libri sono come una sorgente di acqua purissima a cui abbeverarsi per non dimenticare che la lettura è libertà". p. 55.
Buona lettura estiva!
dr.ssa Luana De Quattro, terapeuta familiare

mercoledì 7 agosto 2019

Recensione su Amore (e altre psicopatologie)


Terminata una lettura che consiglio vivamente!

Agile manuale di Erototropiologia Umana Applicata che si compone di due parti, precedute dalla Prefazione della dottoressa Elena Sbaraglia (Psicologa, Biblioterapeuta e cultrice di Erototropiologia). 
La prima parte è più narrativa: il paradossale, colto con ironia non scevra di audace realismo, diviene emblematico della psicopatologia. Viene spiegato come la vita di un essere umano di sesso maschile possa essere condizionata e stravolta da problemi che riguardano la sfera erotica anzi erototropiologica (dal greco “erototropia”: corteggiamento, seduzione).
Vedremo poi la classificazione scientifica dei tipi erototropiologici (seduttori inadeguati, deviati, bloccati o ipereccitati). L'amore è un problema, l'amore è una soluzione, l'amore e la sessualità, perché di questo si parla. E i greci distinguevano eros e agàpe.
Dice Desmond Avenarius: “Freud e Jung facevano solo delle chiacchiere, invece io sono in grado di registrare l’inconscio di una persona e di ripararlo con successo quando si guasta”.
Così la seconda parte contiene le linee guida della Erototropiologia Umana Applicata.
L’elettroerototropion realizzato dal professor Avenarius è una macchina meraviglioso, come il Nautilus di Verne, come gli squali d'acciaio, i dirigibili e i sottomarini dei Viaggi straordinari di Saturnino Farandola narrati da Albert Robida. Con la medesima fantastica precisione (mancano solo i disegni) il professor Avenarius ne descrive l’ideazione, il funzionamento e le applicazioni pratiche. 
E al di là della fantasia e dell’ironia le soluzioni sono possibili. E fanno riflettere.
Che dire? Aspettiamo il manuale Erototropiologia Umana Applicata agli esseri umani di sesso femminile e, sospettiamo, sarà un volume più corposo…
Prof. Desmond Avenarius, Amore (e altre psicopatologie), Graphofeel Ed. - Traduzione e cura: Dario Amadei
(Daniela Messi per Bartolone & Messi)

lunedì 10 giugno 2019

L'istinto altrove di Michela Zanarella

L’Amore ai tempi di Zanarella 

L’istinto altrove, la raccolta di poesie di Michela Zanarella, edito da Giuliano Ladolfi, ci parla senza alcun dubbio di Amore. Un Amore di quelli con la A maiuscola, che lasciano un segno profondo nell’animo di chi li vive, anche se non sempre Amori del genere sono destinati ad essere eterni, anzi molte volte durano il tempo di un soffio di vento, si spengono ancora prima di cominciare o sono assolutamente platonici. Proprio questo ci dà la misura della grandezza di una poetessa, in grado di distillare emozioni che sgorgano purissime dal suo animo sensibile, non inquinate dalle scorie tossiche della realtà, com’è stato per l’immensa sacerdotessa dell’Amore Emily Dickinson. La grande poetessa americana ha vissuto la passione che ci ha trasmesso con i suoi versi unicamente nel cielo incontaminato della sua fantasia, mentre nella realtà è vissuta reclusa, amando forse solo un oscuro predicatore sposato, incontrato le volte che si possono contare sulla punta delle dita. La nostra Zanarella, però, va ancora oltre, perché non solo ci culla nell’Amore che illumina l’Empireo dei suoi versi, ma ci parla anche di un Amore, senza alcun dubbio, vissuto e carnale. Ce lo racconta come una Luce nelle sue poesie fatte di occhi e sguardi, in un silenzio spesso assoluto. Perché è proprio così, l’Amore non ha bisogno di tanti giri di parole, per farlo basta solo uno sguardo, un cenno di intesa che accende la passione, illuminando la notte dei sensi. 
Dario Amadei 


Sguardi d’amore 
Appena ho finito di leggere L’istinto altrove di Michela Zanarella, oltre a rimanerne affascinata dalla bellezza delle immagini che ci regala, sono rimasta colpita da una particolarità che solo la poetessa, se vorrà, ci svelerà essere un vezzo o una coscienziosa scelta stilistica. Tutte le poesie che compongono questa raccolta contengono le parole sguardo e occhi, sono respiri d’amore ma non è l’amore in sé che viene cantato quanto invece il bisogno di guardare, di essere guardati, di cercarsi in quell’altrove che è vicino ma anche lontano, perché pure i sogni si guardano, si mettono a fuoco per poi svanire e magari ricomparire ne il colore dell’estate affacciata tra gli scogli verso l’infinito. Tante volte si vivono amori dove gli occhi vengono messi da parte, si sta insieme ma non ci si vede più, ci si dà per scontati, le parole poetiche di Michela ci esortano invece a riappropriarci di quel meraviglioso senso che apre la porta all’amore e lo fa entrare dentro di noi. 
Elena Sbaraglia

martedì 15 gennaio 2019

Su Stella Stollo e le “Impressioni di Berthe”

C'è qualcosa di veramente magico in ciò che scrive Stella Stollo ed io ho avuto la fortuna di scoprirlo in una domenica di timida primavera di qualche anno fa, quando l'ho incontrata per parlare del suo libro “Io e i miei piedi”.
Nella nostra epoca così contraddittoria, molti amano strombazzare ai quattro venti il loro presunto talento letterario, ma Stella Stollo no, lei è una persona rara e preziosa, che scrive per soddisfare una sua esigenza interiore e non ama molto parlare di sé, preferisce che siano i suoi libri a farlo.
- Stella, hai scritto un grande libro – le ho detto senza tanti giri di parole quando è uscito “I delitti della primavera”, un thriller storico veramente ben congegnato.
Quella sera eravamo sulla terrazza dell'editore Graphofeel, con una vista suggestiva su una Roma più sorniona che mai e Stella mi ha guardato regalandomi uno dei suoi dolcissimi sorrisi.
- Grazie, mi fa proprio piacere sapere che ti è piaciuto – mi ha detto semplicemente, un po' sorpresa dalle mie parole.
In realtà è Stella che sorprende ogni volta di più i suoi lettori e, anche stavolta, lo ha fatto con le “Impressioni di Berthe”.
È un po' riduttivo definirlo un romanzo storico, perché in realtà è la vicenda di un'anima luminosa senza tempo, quella di Berthe Morisot, che Stella penetra attraversando i suoi quadri e la sua vita in una maniera che lascia il fortunato lettore senza fiato. 
È la storia di una grande pittrice impressionista che solo una grande scrittrice impressionista poteva raccontare in un libro, in cui non ha senso parlare di trama perché a dominare sono le emozioni che l'autrice crea e miscela sapientemente, riga dopo riga, regalandoci un dipinto letterario molto suggestivo.
“Credici e potrai volare” trasmette Stella dalle sue pagine. 
Io sono stato felice di farlo, leggendola e spero che in molti la leggano e seguano il suo suggerimento al più presto.
Dario Amadei



martedì 8 gennaio 2019

Ho passato le feste in compagnia di AMORE di Sabrina Cava

Senza la pretesa della recensione. 
Ho passato le feste in compagnia di AMORE, lo studio dei casi clinici (psicopatologie per essere precisi) analizzati con scienza e in-coscienza 😂 dal Prof. Avenarius, cercando di comprendere almeno nei fondamentali ( non si può pretendere di più da un primo approccio), il suo metodo Erototropiologico Umano Applicato. 
Il Professore sapeva quando mi ha fatto partecipe del suo manuale, che avrei ben potuto cogliere l'essenza di ogni caso, umano o/e disumano, che si è trovato a trattare perché credo, fosse stato esaurientemente evinto dal suo referente italiano, l'amico Dario Amadei sulla mia propensione e capacità di guardare ogni cosa dal lato comico. Ce n'è sempre uno. Una propensione all'ironia la mia, che sicuramente è risultata determinante nell'accesso alla metodica scientifica codificata dal Professore. La seduzione, l'amore, l'attrazione, il corteggiamento, possono portare al successo come al fallimento ma sono sempre il frutto di un gioco delle parti all'interno di complessi rapporti interpersonali casuali, e nessuno fino ad oggi, era riuscito, e credo riuscirà mai ad approfondire tanto bene come il Professore certe dinamiche psicopatologiche. Possiamo solo sperare, studiando a fondo il suo metodo scientifico Erototropiologico Applicato di sfiorarne la comprensione.
In attesa di incontrarlo ad uno dei suoi seminari italiani per un confronto approfondito sulle quattro classi di erototropiologici seduttori, (inadeguati, deviati, bloccati, ipereccitati) e sperando di potergli illustrare i risultati delle mie osservazioni empiriche e analizzarle con lui alla luce della sua scienza, lo saluto caramente. Ci pensi tu a trasmettere Dario? Grazie.
Ciao
Sabrina Cava

lunedì 9 luglio 2018

La seduzione in noi

Sin dagli albori, l’arte della seduzione è territorio che tutti gli uomini, ma anche le donne, sentono il bisogno di calpestare. Che poi lo facciano in maniera impercettibile, o lasciando impronte più indelebili, non è importante perché, come ci dice il prof. Avenarius “tutti, ma proprio tutti, anche i più inibiti, possono diventare dei grandi seduttori”. 
La seduzione non è improvvisazione, non è seguire in maniera pedissequa consigli di altri uomini che, magari, ne sanno parlare bene ma, nella pratica, poi, non sono abili a sedurre. La seduzione è scienza e, come tale, se ben applicata, porta a raggiungere i risultati sperati. 
Tanti sono stati gli studiosi che hanno approfondito questa tematica, rimanendo però in superficie e solo il prof. Desmond Avenarius è giunto a dare un nome a questa scienza che studia il corteggiamento, chiamandola Erototropiologia Umana Applicata e l’utilizzo del suo metodo ha portato alla risoluzione di molte situazioni che erano state etichettate come drammi esistenziali incurabili. 
Sì, perché quando il corteggiamento imbocca delle strade impervie, la possibilità di smarrirsi o di cadere in un burrone è altamente probabile e, come ben ci illustra il prof. Avenarius attraverso alcuni suoi casi clinici riportati in questo manuale, il mondo è pieno di persone che, per amicizia o per professione, elargiscono consigli o cure sbagliate che arrecano danni gravissimi, a cui solo l’erototropiologia, per fortuna, può porre rimedio. 
Chi già ha avuto modo di conoscere, attraverso i suoi scritti, il prof. Desmond Avenarius, non si stupirà di leggere, in questo manuale, concetti magistralmente espressi con ironia, consapevolezza e forza di persuasione. 
Per tutti coloro, invece, che si avvicinano a lui per la prima volta, consiglio di perdersi tra le righe con la testa sgombra da ogni pregiudizio o preconcetto che nocciono, indiscutibilmente, alla conoscenza. 
Come nel teatro dell’assurdo di ioneschiana memoria, in queste pagine, il prof. Avenarius non fa la caricatura di una situazione ordinaria ma rende ordinaria l’assurdità fino al punto di mostrare quanto infinitamente assomigli a ciò che chiamiamo anormale e quotidianamente accettiamo come tale (Eugen Ionesco) 
Anche l’arte della seduzione, così come ce l’hanno presentata dal Don Giovanni in poi, ci vuole tutti uniformati nel perseguirla, ma, come ci insegna l’erototropiologia, il bisogno di esplicitare il corteggiamento è primario e risiede nel nostro inconscio, che inevitabilmente si manifesta nei modi e nelle forme più disparate a seconda dell’educazione che abbiamo avuto, delle esperienze che abbiamo fatto, delle pressioni che la nostra personalità e sessualità possano aver subito, tanto da renderci, agli occhi dei perbenisti, dei mostri incalliti senza via di guarigione. 
È l’incertezza della nostra identità che non ci permette di difenderci da chi ci vuole omologare, ma per fortuna, in nostro soccorso, giunge l’Erototropiologia Umana Applicata del prof. Desmond Avenarius, un pioniere in questo settore, così come lo erano stati Masters e Johnson, i primi a mostrare la sessualità da un punto di vista scientifico e non più solo relegato alla sfera privata, demolendo molti miti di una cultura radicata e bigotta. 
Desmond Avenarius non ha mai avuto paura del pregiudizio, di trattare un argomento spinoso e per certi versi inesplorato perché, certo dei suoi studi, non ha taciuto, ma ha spiegato quelle esperienze solo all’apparenza trascendentali, riportandole, grazie all’erototropiologia, ad una dimensione umana e socialmente accettabile. 
Non abbiate timore di riconoscervi in uno di questi personaggi, non nascondete la testa sotto la sabbia, prendete atto dei limiti e provate a superarli, la consapevolezza ci rende liberi... di sedurre, di amare. 
dr.ssa Elena Sbaraglia, psicologa, biblioterapeuta e cultrice di erototropiologia

Il libro Amore (e altre psicopatologie) di Desmond Avenarius, Graphofeel edizioni, è acquistabile in tutte le librerie a livello nazionale e online e sul sito della casa editrice

giovedì 1 dicembre 2016

Il respiro delle onde di Antonella Monaco - Recensione di Dario Amadei

Le storie di Antonella Monaco sono delle stanze molto accoglienti, in cui è possibile trovare rifugio quando la realtà quotidiana diventa insopportabile. Lei è una scrittrice che ha il coraggio di parlare d’amore in un’epoca in cui è molto difficile farlo, perché c’è tanta confusione e si sta perdendo di vista il significato del verbo amare. Ci si arrovella alla ricerca di formule strane, di soluzioni complesse e spesso astruse, dimenticando che non c’è niente di più semplice e naturale dell’amore, che è il principio base della vita. Tutto questo Antonella Monaco lo sa benissimo e lo ricorda ai suoi lettori con grande naturalezza sussurrando le parole giuste, semplici ed efficaci.
Il respiro delle onde, che dà il titolo al libro, è la colonna sonora ideale per una storia come questa, orchestrata sapientemente dal destino che si diverte a giocare con la vita di Sophia, la protagonista, una giovane giornalista che per colpa del suo carattere impossibile stenta a decollare nel lavoro e nell’amore. Un giorno però le capita l’occasione che aspetta da sempre, perché il direttore della rivista dove lavora le propone di curare una nuova importante rubrica di viaggi. Senza un attimo di esitazione la ragazza accetta e parte per Dover insieme a Paola, la sua amica fotoreporter, pensando di dover affrontare una grande sfida professionale, ma non sa che il destino ha in serbo per lei una meravigliosa sorpresa che potrebbe cambiarle radicalmente la vita. Si troverà ad attraversare una serie di porte che la condurranno alla felicità solo se si apriranno o chiuderanno al momento giusto e il lettore, seguendola nel suo percorso a ostacoli, non si annoierà di certo.
Chi pensa che Il respiro delle onde sia un romanzetto rosa un po’ sdolcinato è assolutamente fuori strada, perché Antonella Monaco guarda alla realtà in maniera disincantata e tra gli ingredienti principali della sua narrativa c’è una graffiante ironia che non risparmia niente e nessuno. I suoi personaggi rappresentano alla perfezione vizi e virtù della nostra epoca e sono assolutamente reali, mai sopra le righe nei dialoghi e nei comportamenti. La sua scrittura è agile e incisiva, l’autrice non indugia mai in inutili giri di parole e colpisce dritto al cuore il lettore, coinvolgendolo inevitabilmente nella storia. Il ritmo narrativo è incalzante e crea una continua aspettativa, che costringe a girare pagina dopo pagina senza fermarsi per scoprire il finale. È una storia che si legge tutta d’un fiato, che fa sorridere, riflettere e commuovere e quando si arriva alla fine si chiude il libro con la consapevolezza che nella vita non bisogna mai rinunciare ai propri sogni, soprattutto a quelli che sembrano impossibili. È un messaggio importante, socialmente utile, in un’epoca come la nostra, in cui si sta perdendo la speranza e ringraziamo dal profondo del cuore Antonella Monaco che con le sue storie ci aiuta a sognare.
Dario Amadei

lunedì 21 novembre 2016

Recensione di Donne in gioco di Anna Manzo

Storie di donne, di quelle vere, non inquinate dai meccanismi artificiali della fiction, perché qui non si scherza, è la vita vera che si racconta, in maniera diretta e toccante, senza tanti giri di parole. 
È un libro che non nasce nell’ambiente protetto e asettico di un laboratorio, ma che affonda le sue radici nella realtà, svelando verità di quelle che normalmente si sussurrano sottovoce. Una materia quindi per tanti versi scottante, che però l’autrice riesce a trattare con il solito garbo e la sua moderazione le permette di affrontare in maniera elegante anche i momenti narrativi più difficili da trasmettere, senza turbare i lettori più sensibili. 
Questa non è semplicemente una raccolta di racconti, assemblati alla rinfusa tanto per arrivare al numero di pagine necessarie per pubblicare un libro, perché le storie sono legate strettamente tra loro da un filo conduttore molto evidente. Il lettore viene trascinato riga dopo riga alla scoperta di un mondo che non ha nulla di trascendentale, perché è semplicemente quello che ci aspetta ogni giorno fuori dalla porta e che trascinati dalla fretta di vivere non riusciamo a vedere. E proprio questo ci invita a fare l’autrice, a fermarci a riflettere, a pensare a quante volte trascuriamo di tendere una mano a chi ci chiede aiuto.
Le protagoniste dei racconti hanno la piena consapevolezza di questo, sanno che nel mondo moderno è molto difficile sperare nell’aiuto di qualcuno e così sono costrette a scegliere di cavarsela da sole. Conquistano pagina dopo pagina la forza necessaria a salvarsi e nel farlo tracciano un sentiero luminoso che può essere seguito da chi si trova nelle stesse difficoltà. 
Le donne di Anna Manzo non si scoraggiano mai ed affrontano la vita col sorriso sulle labbra, regalando molto anche a chi ha donato loro poco o niente. 
E questo è un altro messaggio importante: la vendetta non serve a nulla, meglio il perdono e l’egoismo non va combattuto con altro egoismo, ma con l’amore che ha la forza di vincere su tutto.
Un libro sulle donne scritto dunque solo per le donne? Assolutamente no, perché tra i personaggi ci sono naturalmente anche degli uomini. È vero, spesso e volentieri non ci fanno una bella figura, ma alcuni di loro sanno asciugare le lacrime di donne ormai senza speranza e diventano un esempio da seguire nella vita che viene una volta di più rappresentata senza mentire.
Lo stile narrativo è chiaro, pulito, la scrittrice non è mai arrogante o didascalica e il risultato finale è un libro tutto da gustare, che riesce a trasmettere messaggi importanti senza annoiare.
Dario Amadei
[Donne in gioco di Anna Manzo (Simple edizioni)]

giovedì 10 novembre 2016

“Firmato tua F” di Katyg

Nel suo bellissimo libro “Firmato tua F” la scrittrice, poetessa e blogger Katiuscia Girolametti, in arte Katyg, racconta in una maniera molto originale la storia di un amore. È un sentimento profondo e coinvolgente che alla lunga diviene devastante perché purtroppo non è corrisposto dall’uomo a cui una donna “grida quanto lo ama”.
La protagonista del libro si trova così a vivere uno di quegli amori infelici nei quali si rimane fatalmente imprigionati perché “i sentimenti non si impongono e ci rimette sempre il cuore che ama di più.”
E il cuore della nostra novella Frida ama alla follia, lei sa benissimo che “le fiabe si leggono solo nei libri, aspettando il lieto fine”, ma non può sottrarsi al suo destino perché ha commesso l’imprudenza di “non crearsi un sogno con l’uscita di sicurezza”.
Lei ama con tutta se stessa quell’uomo che “l’ha attirata in una rete, per spaccarle il cuore in due e farla a pezzi con un macete” ed anche se ha provato ad essergli semplicemente amica, non ha funzionato, perché “non gli vuole bene e non gliene vorrà mai, lei lo ama”.
Lo aspetta soffrendo e “dipingendo papaveri confusi dal vento, illusi dal frutto di un suo cambiamento”, un cambiamento che però non arriverà mai perché l’uomo le ha mentito sin dall’inizio. Come un parassita della peggior specie ha succhiato dalla sua anima il nettare di cui aveva bisogno senza darle nulla in cambio, finché ormai sazio, l’ha lasciata a “raccogliere le briciole” di un amore malato.
Lei rimarrà sola a “trascorrere notti silenti su terrazze vistose ingombre di pensieri invadenti” e a “sbattere i pensieri sull’asfalto alla velocità della pioggia, cercando di non annegare nella sua stessa acqua” con la speranza di trovare prima o poi “la forza di morire e rinascere”.
Questa è a grandi linee la storia della novella Frida, ma ovviamente per comprenderla a pieno bisogna leggere il libro di Katyg che, oltre ad essere molto emozionante, dispensa un messaggio utilissimo nella vita reale. Di amori così infelici, a senso unico, ne nascono purtroppo tanti e bisognerebbe imparare a trovare dentro di sé la forza di reagire.
Katig ci offre sicuramente delle risposte e lo fa con uno strumento narrativo originale e potente, utilizzando cioè dei versi semplici ma efficaci, che senza essere mai enfatici e fini a se stessi, come le tessere di un mosaico magico vanno a comporre pagina dopo pagina una storia molto coinvolgente che lascia un segno profondo nel cuore del lettore.
Un libro dunque da non perdere, scritto da una donna speciale che non ha paura di guardare negli occhi l’amore.

Dario Amadei

giovedì 29 settembre 2016

Astutillo and friends: la recensione di Laura Pecoraro

Ho conosciuto Astutillo e inevitabilmente l’ho adottato! 
Ho fatto un’interpretazione del libro e dentro ci ho trovato una bella parte di me stessa! Lo stereotipo del "Grasso" che diventa un problema scomodo per gli altri, un padre con cui non c’è possibilità di dialogo, i piccoli e prepotenti "bulli" a scuola, insegnanti che fanno richieste assurde e paradossali ai loro alunni. Cosa fare per trovare un po’ di consolazione e riparo da tutto ciò? Scappare usando il potere di un anello. La magia però non sempre riesce ad essere consolatoria... Anzi! Proprio perché imprevedibile il mondo delle fogne cittadine si rivela ancora più insidioso per cui, con qualche piccolo adeguamento, molto probabilmente conviene più confidare sulle proprie risorse interne piuttosto che cercare di arginare problemi con stratagemmi poco raccomandabili. 
Mi è piaciuto? Si e anche tanto! 
Più passano i giorni e più faccio un’analisi dettagliata dei personaggi, che sono, a mio dire, caricature di problematiche attuali in cui spesso l’infanzia è coinvolta. Genitori poco comprensivi o iperprotettivi, una scuola che troppo spesso lascia poco spazio alla creatività e alla personalità dei bimbi per soffermarsi al sistema dei voti e del così si fa. 
Il linguaggio semplice e diretto rende scorrevole la lettura, che può far sorridere in alcuni momenti ed esasperare alcune situazioni in altri. 
Davvero complimenti per questa fiaba contemporanea!
Laura Pecoraro

lunedì 18 luglio 2016

I Delitti della Primavera, un viaggio nei misteri dell'arte

È molto difficile scrivere un libro come questo e Stella Stollo c’è riuscita alla grande. Devo dire che quando ho letto i Delitti della Primavera per la prima volta sono rimasto piacevolmente sorpreso, perché l’autrice ha creato una struttura narrativa complessa miscelando sapientemente tra loro generi letterari diversi, filtrati attraverso una conoscenza non comune della storia e dell’arte.
Il romanzo è ambientato nella Firenze rinascimentale dove uno spietato serial killer sta uccidendo da anni delle giovani donne, ispirandosi, nel suo folle percorso, alla simbologia del capolavoro di Sandro Botticelli, l’Allegoria della Primavera.
Nel Rinascimento ovviamente non esistevano ancora i geniali detective ed investigatori che hanno fatto la fortuna della grande letteratura gialla e così Stella Stollo sguinzaglia sulle tracce dell’assassino una serie di personaggi, alcuni di fantasia e altri realmente esistiti, come Filippino Lippi, Sandro Botticelli e un inedito giovane Leonardo da Vinci molto diverso da come ci è stato sempre descritto.
La caccia al killer travolge in un crescendo di emozioni anche il lettore più esigente, tenuto incollato alle pagine dalla curiosità di conoscere il nome dell’assassino, che l’autrice svelerà con un vero e proprio colpo di scena finale.
Chi leggerà questo libro saprà inoltre la verità sulla scoperta dell’America, su come sono andate in realtà le cose tra Amerigo Vespucci e Cristoforo Colombo e avrà la fortuna di conoscere la bellissima Simonetta Vespucci, una donna di grande fascino della quale inevitabilmente molti lettori si innamoreranno.
Allora mi raccomando, non trascurate di leggere i Delitti della Primavera, un libro che oltre a tutto quello che abbiamo detto vi farà viaggiare nella bellezza di un'arte senza tempo, un'esperienza assolutamente da consigliare.
Dario Amadei

mercoledì 13 luglio 2016

La signora dei baci (Graphofeel edizioni): vivere per passione

Quanti di noi sanno che il noto cioccolato fondente “Luisa” della Perugina deve il suo nome a Luisa Spagnoli? Sì, proprio quella signora elegante il cui nome associamo più immediatamente alla nota linea di abbigliamento femminile in stile classico. È stata proprio lei che, prima di dedicarsi alla realizzazione di raffinati capi in lana d’angora, ha avviato la cioccolateria “Perugina”, trasformando una vecchia drogheria nella confetteria più prestigiosa di Perugia e poi, in seguito ad un accordo con gli industriali Buitoni, nella grande azienda di cioccolata di fama mondiale. Prima di esercitare la sua inventiva con maglie e scialli, la signora aveva già profuso l’innato intuito e lo squisito gusto per creare, oltre al già citato fondente Luisa, quelle piccole grandi delizie che ormai appartengono al nostro vissuto, quali le caramelle Rossana e i mitici Baci.
È legittimo chiedersi come abbia fatto una donna vissuta tra il XIX e il XX sec. a farsi strada in un ambiente riservato esclusivamente agli uomini, a diventare imprenditrice di successo e a fondare ben due fiorenti attività commerciali, sfuggendo al destino a lei riservato dall’opinione corrente dell’epoca e persino dalla legge che “nega alle donne autonomia giuridica e patrimoniale, e impedisce loro di intraprendere qualsiasi attività a proprio nome, di partecipare in qualità di socie a qualsiasi impresa”… 
Lo scoprirete leggendo il delizioso libro di Maria Letizia Putti e Roberta Ricca: una biografia in cui la storia romanzata di Luisa è arricchita da alcuni approfondimenti sul contesto storico e sociale che ci aiutano a comprendere quanto la signora dei baci sia stata precorritrice dei tempi non solo perché donna e dirigente di aziende ma anche nel modo di gestire le sue aziende, riservando un’attenzione particolare all’ambiente di lavoro e al benessere dei dipendenti, soprattutto delle lavoratrici. Eccezionalmente moderna anche nella sua sensibilità animalista che la portò ad adottare un sistema indolore per togliere dal mantello dei conigli d’angora solo il pelo in eccedenza. E decisamente anticonformista nella vita sentimentale, tanto da separarsi dal marito per vivere appieno la sua relazione con un uomo più giovane che “le aveva sempre portato una ventata di gaiezza, l’aveva fatta sentire in pace con il mondo(…) finalmente donna, libera di andare per il mondo con un uomo che si prendeva cura di lei”.
Con tatto e maestria le autrici vi faranno entrare nella mente e nel cuore di una signora dotata di grande ingegno e di indiscutibili capacità, ma soprattutto animata dal desiderio di vivere pienamente le proprie passioni, sia nel lavoro sia nel privato. Una signora che visse per passione.
Stella Stollo

sabato 25 giugno 2016

Astutillo and friends: una fiaba per sognatori autentici

Non è facile impresa realizzare il “desiderio dei desideri”, il supremo sogno, quello che riesce a mettere insieme le proprie più grandi passioni, magari molto diverse tra di loro.
Tutto accade a Colleriarso, uno strano paese dove la discoteca è chiamata “Il gioco delle perle di vetro” e gli abitanti sono così devoti a Hermann Hesse da dare ai bambini i nomi dei suoi personaggi. Ma il piccolo eroe di questa storia trasgredisce la regola, non si chiama Siddharta né Demian: si chiama Astutillo Colavolpe e non ha proprio l’aspetto di un furbacchione, come suggerirebbero nome e cognome, piuttosto quello placido e pacioccone di un bambino grassoccio e soddisfatto della sua faccia tonda e del suo corpo gelatinoso.
Astutillo ha due grandi passioni: una è il nuoto che “gli dava una sensazione liquida che non riusciva a comprendere… era sicuro di essere stato, in una vita precedente, un pesce o magari un delfino”; la seconda è la cioccolata che è solito trangugiare, incurante del giudizio altrui e fiero della sua grassezza, in quantità abnormi e in diverse forme, come la “supertavoletta di cioccolato Cioccorone, ripiena di morbida mousse al cioccolato”.
Come si fa a mettere insieme il nuoto e la cioccolata in un unico grandissimo sogno?
Innanzitutto, solo per osare sognare un sogno così grande, occorre liberare la fantasia da ogni costrizione, esterna o autoimposta, e questa è la prima grande lezione.
E poi… magari l’ aiuto della magia? Non aspettatevi l’intervento di una fatina radiosa e scintillante. Leggendo il libro, farete la conoscenza della più anticonformista delle fate e del suo magico anello da piercing! E scoprirete anche se Astutillo, attraverso la realizzazione del suo sogno, riuscirà o meno a raggiungere la vera felicità.
Con una buona dose di arguta ironia e una fluida scrittura, Dario Amadei imbastisce una spassosa storia per ragazzi di tutte le età e ci fa riflettere non solo sulla bellezza della fantasia ma anche sull’autentico valore dei sogni, che non è quello di indurci a sperare che qualcosa accadrà per intervento di un colpo di bacchetta (o di un anello magico) ma di aiutarci a credere in noi stessi e nella nostra capacità di realizzare ciò a cui più aspiriamo.
Stella Stollo