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sabato 14 febbraio 2026

martedì 3 febbraio 2026

La bibliolettura interattiva_intervista agli autori

All'interno della #rubrica Terza Pagina, condotta da Saverio Simonelli su #TV2000 #DarioAmadei e #ElenaSbaraglia sono stati intervistati sul loro nuovo libro #Labiblioterapiaeducativa nei nidi e nelle scuole di ogni ordine e grado Castelvecchi Editore

mercoledì 27 dicembre 2023

Quando una lettura (Guarire con Basile) ti piace tantissimo di Rosa Moio

GUARIRE CON BASILE. DODICI FIABE PER CONOSCERCI MEGLIO TRADOTTE E COMMENTATE DA DARIO AMADEI (Castelvecchi, 2021)

Un mio pensiero personale su una lettura che mi è piaciuta tantissimo (Rosa Moio).

Lo cunto de li cunti overo lo trattenemiento de peccerille, anche conosciuto con il titolo di Pentamerone, è l’antica fonte da cui molti hanno attinto, per poi rimodellare a proprio piacimento e convenienza, storie arzigogolate e fantastiche ma anche molto vicine alle battaglie interiori e agli attriti relazionali che tuttora, a ventunesimo secolo inoltrato, sono vivissimi in uomini e donne.
Le dodici fiabe che ho letto, tradotte e commentate da Dario Amadei in questa versione edita da Castelvecchi nel 2021, sono state una bellissima scoperta. Non conoscevo l’origine delle fiabe a cui ero abituata e mai avrei pensato che, andando indietro nei secoli, molto più rispetto a Perrault e ai fratelli Grimm, era esistito un uomo, napoletano, che con ardore e ironia, libero dal peso condizionante di dover intrattenere sovrani a corte, si era messo a scrivere storie destinate all’intrattenimento dei bambini ma non per questo prive di personaggi macchiati dai più terribili peccati, caratterizzati da degradanti vizi e accecati dai più assurdi desideri.
Ecco cosa fece Basile scrivendo le sue fiabe circa 400 anni fa: non nascose nulla delle debolezze degli uomini, delle vergogne di cui si macchiano, delle paure che li assediano, senza nessuna distinzione tra streghe, orchi, contadini, principesse, popolani, mercanti, principi, re, regine, orchesse e persino animali. Semplicemente, un orco non può essere solo cattivo, né un principe solo nobile d’animo perché l’essere umano è contraddittorio per natura, capace di essere onesto ma minacciato da sentimenti negativi che, come magma, ribollono dentro il suo spirito, pronti a esternarsi se quello spirito non si rivela abbastanza virtuoso e maturo da riuscire a spegnerli.
Ed ecco che una madre senza scrupoli si disfa di sua figlia per salvare sé stessa, che una principessa coraggiosa salva un principe dalla morte, che una donnaccia cattiva ammette la sua colpa e accetta di essere punita, che un padre stolto abbandona i figli per amor della seconda moglie, che un bel principe approfitta di una fanciulla addormentata e che seppur tutto finisce come deve finire, cioè bene, perché ognuno paga il prezzo dei suoi comportamenti (senza sconti), si sa che “al piacer d’amore condimento sarà spesso il dolore”.
Un po’ come dire che la vita non è tutta rose e fiori, come ci hanno voluto insegnare le perfette fiabe edulcorate nei secoli dopo Basile.
Rosa Moio

sabato 16 settembre 2023

DARIO AMADEI e ELENA SBARAGLIA presentano GUARIRE CON BASILE - DODICI FIABE PER CONOSCERCI MEGLIO

Grazie a Michela Valsecchi per averci ospitato su Prosa&Prosit con Guarire con Basile Castelvecchi editore, è stato un incontro molto stimolante ed è stato raccontato l'immenso potere delle fiabe da cui si può trarre benificio. 
Buona visione per chi ieri sera non è riuscito a collegarsi e per chi ha voglia di rivedere la puntata


giovedì 19 agosto 2021

Guarire con Basile: recensione di Michela Zanarella

La recensione di Michela Zanarella su Brainstorming Culturale - Magazine di Arte e Cultura di Guarire con Basile Dodici fiabe per conoscerci meglio, tradotte e commentate da Dario Amadei, Castelvecchi editore



mercoledì 4 agosto 2021

#senzaunlibromai di Laura Marotta: La pietra del gallo in "Guarire con Basile"

E con la fiaba La pietra del gallo (se sei nella rovina più nera può capitare che tu debba recidere legami forti che ti tengono però immobilizzato - nella fiaba il protagonista ucciderà il suo amato gallo - e iniziare un percorso lungo e faticoso per acquisire la piena consapevolezza delle tue potenzialità - simboleggiate nella fiaba da una pietra magica) finisce il mio appuntamento (quasi) quotidiano in compagnia di una fiaba di Giambattista Basile.
"(...) attese che il Sole uscisse a somministrare al Cielo le pillole dorate per purgarlo dell'ombra"
"(...) e prima che il Sole insegnasse ai suoi cavalli a saltare nel cerchio dello zodiaco scese per la stessa scala d'oro"
"Quando la Notte stese i suoi vestiti neri per preservarli dalle tarme e venne il principe (...)"
"Ogni mattina, quando il Sole con l'esca della luce nel suo amo d'oro pescava le ombre della Notte, prese a recarsi o alla marina di Chiaia o al mercato del pesce"
Laura Marotta

#senzaunlibromai di Laura Marotta: Ninnillo e Nennella in "Guarire con Basile"

Una storia di sfortuna, degrado e miseria. Una famiglia felice viene sconvolta dalla morte della moglie/mamma. Quanti papà (o, a generi invertiti, mamme) di oggi non sarebbero similmente andati nel pallone: precarietà economica, paura della solitudine, un lutto da elaborare con l'aggiunta di due bimbi piccoli piccoli da crescere!! E il resto viene da sé, miseria, liti, egoismo, gelosie, paure, insicurezze, dipendenze affettive, violenze psicologiche, insomma scene di degrado familiare purtroppo troppo frequenti anche ai nostri giorni. Paradossalmente i due fratellini, che altrimenti sarebbero stati segnati indelebilmente dal contesto familiare, si salvano proprio grazie all'abbandono che permetterà ad altri adulti "più stabili" di inserirsi e di fornire l'amore e la protezione necessarie ad ogni bambino per uno sviluppo sereno. Forse non era nelle intenzioni di Basile ma io voglio leggere in questa fiaba anche un elogio all'istituto dell'affido familiare, al volontariato con i bimbi in condizioni di fragilità e a tutti coloro che, davanti ad una famiglia in sofferenza, offrono piccoli ma concreti aiuti per evitare che le tensioni sfocino in tragedia.
(Dario Amadei, Guarire con Basile)
Laura Marotta



#senzaunlibromai di Laura Marotta: Il serpente in "Guarire con Basile"

Eccomi. Io ho colto che l'accoglienza ai bimbi abbandonati (magari perché con un handicap) appaga il desiderio di genitorialità frustrato e ... salva i matrimoni, che l'appoggio incondizionato dei genitori ai sogni dei figli li aiuta sbocciare mentre le interferenze e il voler salvare le apparenze li distrugge, che non si può gettare via ciò che di mostruoso siamo stati senza un'elaborazione consapevole e soprattutto nessuno può farlo al posto nostro, che ama davvero solo chi coglie l'essenza oltre l'apparenza e che per realizzare i nostri sogni dobbiamo anche saper accettare di far soffrire o deludere chi ci sta vicino (magari ai passerotti e alla volpe io avrei chiesto solo qualche goccia del loro sangue, ma va bene così, persino le principesse sono esseri umani con pregi e difetti).
(Dario Amadei, Guarire con Basile)
Laura Marotta


#senzaunlibromai di Laura Marotta: Il corvo in "Guarire con Basile"

Il bosco impenetrabile e l'innamoramento sotto "mentite spoglie" mi hanno fatto immediatamente pensare a un qualche desiderio represso in chi sa quale parte ben nascosta del subconscio, desiderio che il re non ha avuto il coraggio di confessare neppure a sé stesso. MALE, MOLTO MOLTO MALE! Non "guardandolo in faccia" e non "chiamandolo per nome", per appagarlo egli ha dovuto trovare mille altre contorte vie e far soffrire le persone che amava ("amava"?... mmmmm, meglio se diciamo "che lo amavano"). Per fortuna, che abbiamo sempre una buona scorta di "magia" che ci viene in soccorso quando non sappiamo più dove sbattere la testa.
Bella questa fiaba, a parte i due bimbetti innocenti, non ci sono "belle statuine" e tutti i personaggi hanno un ruolo abbastanza attivo nel compimento della storia.
(Dario Amadei, Guarire con Basile)
Laura Marotta

venerdì 23 luglio 2021

#senzaunlibromai di Laura Marotta: Sole, Luna e Talia in "Guarire con Basile"

Ieri era il turno di ‘SOLE, LUNA e TALIA’.
Una fiaba cruda e attuale che ha ispirato le belle addormentate di tutte le storie successive.
Uno spaccato sulla crudeltà e l'egoismo dell'uomo e sulle nostre immense capacità di adattamento e sopravvivenza - che nella fiaba sono simboleggiate da alcune fate che appaiono magicamente - persino nelle situazioni più rischiose e apparentemente senza via d'uscita.
Un padre che abbandona la figlia nel momento in cui questa è completamente indifesa pur di non affrontare la propria sofferenza e le proprie responsabilità.
(N.d.r. non che ci sia bisogno di una fiaba per ribadirlo, per proteggere i figli bisognerebbe parlar loro dei pericoli della vita e prepararli ad affrontarli, altro che illudersi di aver rimosso ogni possible ostacolo, cosa questa che li rende, appunto, solo belli e addormentati.)
Un re che è incapace di controllare i propri capricci e vizi e che stupra una fanciulla immersa nel sonno più profondo semplicemente perché lui è potente, lei è bella e non ci sono testimoni... e che non te lo togli lo sfizio??!! Poi però se ne dimentica. ‘Più poi’ però se ne ricorda e torna a vedere se c'è ancora margine per ‘dilettarsi’ un altro po'...
Una fanciulla buona, sicuramente troppo ingenua, che alla fine riesce a uscire dallo schema "così vuole il destino per te" e riprendersi la vita mentre il resto del mondo la piange già morta, che ama senza indugiare i figli anche se li ha avuti da una violenza carnale di cui non ha memoria.
(N.d.r.-bis vi immaginate quali sarebbero i commenti oggi? “Ma quale violenza, l'ha ammaliato lei, si è fatta mettere incinta e così l'ha incastrato,...”, tanto più che Talia si lascerà sedurre dal suo violentatore e lo sposerà, “doveva denunciare subito!”)
Una moglie tradita che invece di solidarizzare con la vittima di qell'essere viscido che ha accanto, il re violentatore, trama per uccidere una fanciulla e due bimbi innocenti.
E, per fortuna, chi, anche nell'assurdità della situazione raccontata, non smarrisce né il senno né il cuore: un cuoco che sa disubbidire e che non accetta di sacrificare due bimbi innocenti alla sete di vendetta di una regina malvagia.
Insomma, il mondo così com'è: egoisti, malvagi, creduloni, vittime innocenti ma anche brave persone che con un semplice gesto di disobbedienza mandano avanti il mondo intero.
(Dario Amadei, Guarire con Basile)
Laura Marotta

[Illustrazione di Mascia Kurbatova]

#senzaunlibromai di Laura Marotta: La gatta Cenerentola in "Guarire con Basile"

Della fiaba di Cenerentola ho sempre mal retto che il destino benevolo di una ragazza dovesse arrivare ‘via principe innamorato’.Erano altri tempi, si dirà: già ma quelle favole le raccontiamo alle bimbe di oggi, così come le leggevano a me da bambina, spesso senza stimolare nessuna riflessione critica sul tema. Insomma, tu femmina, anche nella sventura, pensa solo ad apparire bella e accalappiati un buon partito...
Tuttavia, nella fiaba originale, ‘La Gatta Cenerentola’ di Giambattista Basile potremmo dire che la protagonista, Zerzolla, nei lunghi anni della sventura, non se ne sta certo con le mani in mano ad autocommiserarsi ma, al contrario, costruisce da sé la propria salvezza con azioni sempre molto coraggiose, talvolta addirittura brutali ed esecrabili: per esempio quando uccide la madre perfida con l'inganno o quando, per ben tre volte, decide di sfuggire dalle intenzioni del re innamorato perso della sua bellezza e riesce a seminare, con stratagemmi magici (che altro non rappresentano se non le nostre infinite risorse interiori), i servitori reali che le danno la caccia.
Certo, alla fine dovrà sposarlo quel re invaghito perso - difficilmente a un re, nel Seicento napoletano, potevi opporre impunemente un rifiuto - ma non ho dubbi che una fanciulla così determinata saprà, anche a corte, trovare il modo per esigere i propri spazi di benessere e autoaffermazione proprio come da bambina aveva saputo sottrarsi ai condizionamenti soffocanti della madre prima e dell'educatrice tanto amata poi (e già, anche chi ci vuol tanto bene non è detto che abbia le capacità di ‘lasciarci sbocciare’ come vorremmo e meriteremmo).
Ultima nota: queste favole su Cenerentola sono tutte intrise di sgradevolissima ‘cultura patriarcale’ però poi, nei fatti, sti maschi so' tutti mosci da morire e fanno spesso solo la figura delle belle statuine e dei bimbi capricciosi. La ‘cancel culture’ ce la risparmiamo volentieri ma sempre dovremmo accompagnare la lettura di queste fiabe ‘d'altri tempi’ con riflessioni più ‘contemporanee’.
«Che cosa desideri?» domandò.
Zezolla rispose che desiderava uscir qualche volta di casa, senza che le sorelle lo sapessero.
«Quando vorrai farlo» rispose la fata «vieni alla pianta e ripeti: dattero mio dorato, con la zappetta d'oro t'ho zappato, con il secchiello d'oro innaffiato e con la seta t'ho asciugato. Spoglia te e vesti me! Quando poi vorrai riprendere i tuoi soliti abiti, devi solo cambiare l'ultimo verso e dire: spoglia me e vesti te!».
(La Gatta Cenerentola, Guarire con Basile, Dario Amadei)
Laura Marotta



domenica 11 luglio 2021

Guarire con Basile: le fiabe che curano

Voglio raccontarvi di un uomo che nelle parole ha trovato il senso della vita, anche quando il suo professore di biologia gli diceva che il senso della vita è vivere, prerogativa fisiologica di tutti gli organismi. Voglio raccontarvi di un uomo che nella scienza, nella medicina ha sempre dato spazio all'anima e non solo al corpo, che nelle persone che incontra legge le loro storie e non si sofferma sulle maschere che indossano. Di un uomo che è un profondo conoscitore e stimatore delle fiabe intese non solo da un punto di vista letterario ma antropologico e psichico, perché ha sentito l'immenso potere che scaturisce da loro, lo ha interiorizzato e verbalizzato per donarlo a tutti quelli che hanno occhi per guardare, orecchie per sentire, mani per toccare, bocca per gustare e naso per odorare le parole. 
Sto parlando del cacciatore di storie che nel suo nuovo scritto ha riportato alla luce, traducendole dal dialetto napoletano del seicento, le fiabe di Gianbattista Basile, padre a cui hanno attinto i narratori successivi, come i Grimm. 
Guarire con Basile Dodici fiabe per conoscerci meglio, tradotte e commentate da Dario Amadei è il libro che consiglio a tutti di leggere per regalarsi un mondo leggendario e per ritrovare, in quelle atmosfere lontane, qualcosa di noi, di attuale e di andare oltre gli ostacoli, le brutture, i pregiudizi che, nel mondo moderno, ci travolgono.
«Da qualche anno ho cominciato a leggere le fiabe di Basile con grande interesse, familiarizzando pian piano con l’affascinante dialetto originale e, aiutato anche dalla meravigliosa traduzione di Benedetto Croce, ho sentito l’esigenza di raccontarle a parole mie nell’italiano del ventunesimo secolo, scoprendo riga dopo riga la grande attualità dei messaggi che contengono» dice Dario Amadei «Ne ho selezionate alcune che sicuramente vi sorprenderanno per tanti motivi e le ho raccontate in questo libro, accompagnandole con delle mie considerazioni che potranno essere degli spunti di riflessione, utili forse a comprendere meglio noi stessi e gli altri».

lunedì 30 marzo 2020

Si parla di "Nati per raccontare" di Dario Amadei ed Elena Sbaraglia

Su Radio Blog

Tutti abbiamo storie da raccontare e con la bibliolettura, Dario Amadei ed Elena Sbaraglia, ci insegnano a farle emergere ed a capire l’importanza che hanno nelle nostre vite, perchè tutti siamo “Nati per raccontare”.
È da pochissimo uscito infatti, per le Edizioni Castelvecchi, il loro nuovo libro ed oggi su Radio Blog News, dopo la presentazione degli autori, ve ne leggiamo un pezzettino!!!
Buon ascolto!
Voce: Chiara Pugliese Musica: www.bensound.com Per contattarci: info@radioblognews.it

sabato 7 marzo 2020

Si parla di Nati per Raccontare

#libri ModulazioniTemporali

L’avvento dell’era informatica comporterà la scomparsa del libro, o quanto meno del suo formato cartaceo. I nuovi libri si leggeranno comodamente sullo schermo del tablet o del computer...Questo scenario, ormai non più avveniristico, ha fin dall’inizio provocato una reazione da parte degli estimatori del libro tradizionale, tra i quali oggi possiamo annoverare due difensori agguerriti della sua insostituibilità, Dario Amadei e Elena Sbaraglia, che insieme hanno scritto “Nati per raccontare. Dalla narrazione creativa alla biblioterapia” (Castelvecchi editore, Roma 2020, pp. 109, euro 14, 50).
Recensione di Luciano Albanese continua a leggere