A Nettuno: appuntamento con la creatività di Silvana Lazzarino
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Il blog del contenitore culturale Magic BlueRay vuole raggiungere un pubblico nato per raccontare, con la passione per la lettura e la scrittura, capace sempre di sognare con i libri.
sabato 5 luglio 2014
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giovedì 3 luglio 2014
Biblioteche a rischio di estinzione
Sicuramente, la figura del
bibliotecario, così com'è nell'immaginario comune, rischia l'estinzione.
Oggi la biblioteca deve saper
offrire servizi che vanno oltre il prestito di documenti. Chiunque può cercarsi
un titolo su SBN, sui MetaOpac e può richiedere da casa un prestito. Quindi
perché tenere in piedi una biblioteca?
Il bibliotecario deve scendere
dal piedistallo e avere un rapporto diretto con l'utente, aiutandolo anche in
ricerche che vanno oltre i titoli di documenti.
Il reference deve coprire ogni
campo e rispondere anche a domande comuni e di normale quotidianità.
A noi concorsisti hanno fatto studiare la biblioteca virtuale che va oltre le mura fisiche. Hanno chiesto le linee guida IFLA per l'alfabetizzazione informatica degli utenti, diritto amministrativo, pratiche manageriali, fund raising…
A noi concorsisti hanno fatto studiare la biblioteca virtuale che va oltre le mura fisiche. Hanno chiesto le linee guida IFLA per l'alfabetizzazione informatica degli utenti, diritto amministrativo, pratiche manageriali, fund raising…
E allora? Perché lasciarci
marcire per anni nel limbo? Non è il caso di dare un senso a quello che ci
hanno fatto studiare?
Se la situazione non cambia, sono
d'accordo, i bibliotecari rischiano l'estinzione e le biblioteche si ridurranno
a luoghi dove i ragazzi universitari si ritrovano per studiare senza fare
prestiti, senza partecipare alle attività culturali, pronti ad abbandonarle al
termine di ogni esame.
Sì, la biblioteca ha anche questo
ruolo sociale, ma non deve essere l'unico.
Alessandra Benedetti
mercoledì 2 luglio 2014
Voci di quartiere
Lettera di un bambino di Monteverde alla sua mamma di Alfredo Tagliavia
Cara mamma,
oggi non portarmi al centro estivo, per favore, non
portarmi in mezzo alla baraonda degli altri bambini, delle cose da fare, quando
entro in quegli stanzoni non ci capisco più niente dal chiasso, so che devo
partecipare, fare come tutti gli altri a tutti i costi, cantare, ballare, fare
lavoretti con la carta e i gomitoli di lana, poi metterci tutti in fila,
correre, giocare a ruba-bandiera, poi fare ricreazione, e allora lì diventiamo
tutti nervosi, io incomincio a dire parolacce, prendere calci da chi ne dà,
darne anche qualcuno a chi so io, mi sento sommerso, arrivo a fine giornata
stanchissimo, ho solo una gran confusione in testa, tanta agitazione e tanta
voglia di tornare a casa.
E per favore, cara mamma, da settembre non
iscrivermi più al rugby, da grande non voglio diventare un giocatore, non sono
nemmeno così grosso, quando gioco sento tutti gli altri bambini più alti e
grossi di me che mi vengono addosso, qualche volta cado e mi faccio anche male,
ma non lo dico, continuo, perché bisogna sempre continuare, non essere
vigliacchi, non fermarsi, ce lo dice anche l’allenatore, ma certe volte invece
ho paura e piango prima di andare a rugby, non vorrei proprio entrare in campo,
vorrei solo fermarmi, mettermi in un angoletto e guardare la partita da
spettatore, rimanendo vicino alle panchine…
Cara mamma,
per favore, il prossimo anno non portarmi più
neanche a musica, sono stufo di imparare note e brani con il violino che mi hai
comprato, esercitare le dita e la memoria a casa, tutto per avere un forte
applauso tuo e di papà a Natale, e un altro ancor più forte da tutti i genitori
degli alunni della scuola di musica al saggio di fine anno. Non mi interessano
gli applausi, a volte mi dici che devo essere meglio degli altri, vieni alla
lezione collettiva di musica e dopo mi dici che ho suonato meglio di quello,
peggio di quell’altro, ma io, cara mamma, non voglio essere meglio o peggio di
nessuno, non sono un violinista, sono solo un bambino.
E sai che ti dico, mamma cara, da settembre
lasciamo stare anche i brevetti del nuoto, te lo chiedo per favore.
L’allenatore è molto severo, a volte ci prende di sorpresa, ci butta in acqua
senza preavviso, gli altri ridono ma io ho paura di affogare, e quando dobbiamo
fare le gare ci fa lavorare durissimo, certe volte ci mette uno contro l’altro
per vedere chi va più veloce, dice che la velocità è tutto nella vita, che se
impariamo ad impegnarci e ad essere veloci ci troveremo bene ovunque, forse
avrà anche ragione, forse sarà anche così, ma perché?
Non ce la faccio, cara mamma, non ce la faccio più
ad alzarmi la mattina alle sette, fare otto ore di scuola, uscire fuori alle
quattro del pomeriggio, poi ogni santo giorno andare a fare un’attività
diversa, una volta a settimana violino, due volte al rugby, altre due volte a
nuoto, più le partite della domenica e le gare per prendere i brevetti. Il
sabato e la domenica mi piacerebbe chiamare i miei amichetti, andare al parco e
giocare, senza pensare a chi è più bravo o a chi ha fatto più cose, giocare e
basta, ma spesso sono troppo stanco, non ho energie per fare niente, i muscoli
mi fanno male e passo il fine settimana davanti alla televisione o alla play
station, senza nemmeno vedere il sole (a pensarci bene non lo vedo quasi mai il
sole)…
Cara mamma,
per favore, oggi non portarmi al centro estivo, lo
so, devi andare a lavorare, papà non c’è mai a casa, certi giorni non ci sei
mai neanche tu, mi lasci ore ed ore con la babysitter, ma solo per oggi, non
potresti fare un’eccezione? Guarda, è una bella giornata assolata di fine
giugno, tira anche un vento stranamente fresco, c’è qualche nuvola di passaggio
in cielo, si capisce che andrà via presto, mettiamoci qua, su questo prato
davanti alla scuola di musica, tu puoi sederti su questa panchina, io nel
frattempo comincio a correre, stavolta come dico io però, c’è l’erba alta come
piace a me, anche due altalene là in fondo, mamma cara, non ti arrabbiare se te
lo dico, ho sognato tutto l’anno di venire via dalla lezione di violino, così
all’improvviso, senza neanche avvisare il maestro, mettermi qui davanti, in
mezzo a questo prato brullo, staccare i fili d’erba senza motivo, gridare senza
motivo, correre per tutta l’ora senza motivo, da solo, senza meta né direzione,
in circolo, proprio come sto facendo adesso, e guardami mamma, proprio ora, in
questo preciso istante, sono quel puntino bianco e rosso che ballonzola davanti
a te, in mezzo alle spighe e alle canne e alle margherite, mi riconosci?,
guardami bene negli occhi e dimmi se non sono felice.
Alfredo Tagliavia
giovedì 26 giugno 2014
mercoledì 25 giugno 2014
Parlano di noi
Nasce a La Storta il Bibliopoint Amaldi del Municipio XV presso l’istituto comprensivo Soglian Amaldi di Via Cassia km 18.700.
In occasione dell'inaugurazione Magic BlueRay ha tenuto un laboratorio di scrittura creativa e La Parola di Pasquino ha parlato di noi
martedì 24 giugno 2014
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